{"id":4194,"date":"2026-09-14T00:01:00","date_gmt":"2026-09-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=4194"},"modified":"2026-09-13T20:47:43","modified_gmt":"2026-09-13T18:47:43","slug":"tommaso-landolfi-sui-sassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/09\/14\/tommaso-landolfi-sui-sassi\/","title":{"rendered":"Tommaso Landolfi sui sassi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trascinare Landolfi in spiaggia \u00e8 sempre un\u2019intrapresa tormentosa. Se non ci sono blatte lui non vuole saperne di mare e preferirebbe andarsene a spasso per il cosmo con Cancroregina, quella sua bizzarra astronave.<br>Ci siamo accordati alfine per una lettura sdraiata sui sassi, con l\u2019assunzione del rischio (da lui imposto e da me accettato) di occultare la luce e l\u2019ossigeno a una o pi\u00f9 di quelle sue creature deformi e imploranti (ragni, serpi, aborti umani) che in quei cunicoli sono solite fabbricarsi la tana.<br><br>\u201cIn societ\u00e0\u201d si compone di 13 racconti che nel momento in cui scrivo denunciano all&#8217;anagrafe editoriale pi\u00f9 di 60 anni. Che potrebbero essere pure 600, ma portati benissimo. Si aggirano come nipotini strepitanti sulle ginocchia di Dante, ma sono anche gemelli dello stesso parto da cui \u00e8 nata l&#8217;ultimissima intelligenza artificiale, quella che legge (legge?) i libri prima di dar loro un punteggio allo Strega (lo Strega?).<br>In quali altre pagine, in fondo, potreste impunemente trovare ornamenti di parole come trullare, roboto, inorecchiarsi, nauseoso, treggea, sbroscia, bettonica? Solo nel nostro comico, disperato guerriero di Pico!<br><br>Si tratta di nei di irresistibile bellezza barocca piazzati all&#8217;angolo di una pagina come nel Settecento o di macchie pronte a degenerare in qualcosa di orrendamente maligno come nel Duemila? Non ci pensiamo.<br>E andiamo a leggere i due racconti con cui Landolfi ha buggato Chat GPT sei decenni prima di Chat GPT: \u201cRoboto Accademico\u201d racconta dell\u2019amore a senso unico tra una giovane studentessa e un potentissimo computer che \u201cpropriamente era professore di storia\u201d presso un\u2019Universit\u00e0 americana. Dotato di parola e capace di conversare anche se, ahim\u00e8, solo della propria materia, il computer innamora di s\u00e9 l\u2019allieva che con una portentosa dichiarazione d\u2019amore alla fine lo schianta. Ma non \u00e8 l\u2019apocalisse la morale della favola. All\u2019ingresso della porta assiste alla delirante dichiarazione d\u2019amore un giovane professore di naturale intelligenza e dotazione ormonale. Con moine e attenzioni, in mancanza di robotiche prestazioni, forse, in un prossimo futuro, riuscir\u00e0 a circuire la giovane. Perch\u00e9 a tutto si adatta l\u2019uomo. E anche la studentessa.<br><br>In \u201cLa dea cieca o veggente\u201d, invece, un poeta abdica alla sua ispirazione e si affida alla possibilit\u00e0, lasciando che una macchina strutturata su combinazioni probabilistiche estragga a sorte le parole che serviranno a comporre i suoi versi. E il congegno (ma che congegno, l\u2019ordigno!) gli fornisce una seria di termini (SEMPRE CARO ERMO COLLE TANTO PARTE SGUARDO ULTIMO ORIZZONTE) su cui il nostro piccolo eroe lirico suda e si tormenta fino a comporre in perfetta buona fede L\u2019infinito di Leopardi. Di chi sar\u00e0 dunque la paternit\u00e0 dell\u2019opera? Del poeta landolfiano, del conte di Recanati o del Caso? Se il dio della poesia (ma in fondo anche quell\u2019Altro) \u00e8 un biscazziere, meglio andarsi a giocare gli ultimi spiccioli alla roulette. Che \u00e8 esattamente quello che fanno quasi tutti i personaggi dei restanti 11 racconti.<br><br>E mentre qui sulla spiaggia un sasso smosso da qualche creaturina si sfrega aguzzo sulla schiena del lettore, lo stesso risolve che nulla in noi \u00e8 diverso dal nobile spiantato che al tavolo da gioco si commisera e poi acquista forza nel consultare la sorte, pronosticare, valutare ogni minima variabile, prendere d\u2019anticipo il futuro, insomma si illude che &#8220;a una volont\u00e0 veramente determinata neppure la dea cieca pu\u00f2 resistere&#8221;. Una tensione volta a fabbricarsi un riparo sotto al tetto del Destino che gli eventi demoliranno a grandi colpi di Caso, quel bulldozer che tutto ci fa rovinare addosso.<br>Anche la ricerca della perfetta infelicit\u00e0 che alcuni protagonisti landolfiani inseguono come si trattasse del suo contrario, \u00e8 rimessa al Caso, al disordine dei pensieri e delle azioni. Ed \u00e8 quindi irraggiungibile, essendo la condizione pura, originaria e ultima dell\u2019uomo quella di rimanere illuso o deluso.<br><br>Ed ora \u00e8 giunto il momento di congedarmi da questa mia critica da spiaggia, per andare a tuffarmi poco distante da quella macchiolina bruna di catrame o forse \u00e8 un rametto o forse qualcosa di lievemente pi\u00f9 turpe e umano o alla fine, pi\u00f9 probabilmente, il principio di un\u2019infestazione di blatte landolfiane. Vi far\u00f2 sapere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trascinare Landolfi in spiaggia \u00e8 sempre un\u2019intrapresa tormentosa. 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