{"id":4130,"date":"2026-08-14T00:01:00","date_gmt":"2026-08-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=4130"},"modified":"2026-08-10T14:53:56","modified_gmt":"2026-08-10T12:53:56","slug":"la-forbice-di-guccini-quando-lironia-diventa-una-lama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/08\/14\/la-forbice-di-guccini-quando-lironia-diventa-una-lama\/","title":{"rendered":"La forbice di Guccini: quando l\u2019ironia diventa una lama"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abIo dico addio a tutte le vostre cazzate infinite\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se dovessimo scegliere una sola frase per salutare Francesco Guccini, forse potremmo partire proprio da qui. Non da una frase solenne, non da una celebrazione, non da una di quelle formule che si riservano ai grandi scomparsi. Guccini avrebbe sicuramente preferito una buona dose di ironia. E magari avrebbe sorriso davanti alla nostra necessit\u00e0 di trasformarlo in un monumento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Maestrone se n\u2019\u00e8 andato il 6 agosto, a ottantasei anni, lasciandoci una quantit\u00e0 smisurata di parole, storie, personaggi, malinconie e invettive; ma, soprattutto, ci lascia una lingua capace di fare quello che fa una buona <strong>forbice<\/strong>: <strong>tagliare<\/strong>. Tagliare il conformismo, la retorica, le ipocrisie, le mode, le false certezze e, qualche volta, tagliare anche la distanza tra l\u2019uomo, il poeta e il personaggio pubblico che gli altri avevano costruito intorno a lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua ironia cambia registro a seconda del bersaglio e del momento: pu\u00f2 diventare sarcasmo, invettiva, parodia, oppure assumere il tono pi\u00f9 sommesso del disincanto. Pu\u00f2 far sorridere, ma, spesso, lascia dietro di s\u00e9 una domanda, un dubbio, una piccola inquietudine. \u00c8 forse questo il tratto pi\u00f9 riconoscibile della scrittura gucciniana: la battuta non \u00e8 mai soltanto una battuta, perch\u00e9 dietro il sorriso c\u2019\u00e8 sempre uno sguardo critico sul mondo e, non di rado, su s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E proprio per questo <em>Addio<\/em>, pi\u00f9 di altre canzoni, oggi sembra chiamarci direttamente in causa.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;avvelenata: la lama dell&#8217;insofferenza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se l&#8217;ironia fosse una lama, in <em>L\u2019avvelenata<\/em> sarebbe affilata come un bisturi: precisa, spietata, capace di incidere l\u00e0 dove fa pi\u00f9 male, ma anche taumaturgica e liberatoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui Guccini non si nasconde dietro metafore eleganti. \u00c8 arrabbiato e lo dichiara. Se la prende con i critici, con il mercato musicale, con chi pretende di stabilire come debba comportarsi un cantautore. Ma la cosa pi\u00f9 gucciniana \u00e8 che, mentre attacca gli altri, prende continuamente di mira anche s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il celebre <em>\u00abMa io non ci sto pi\u00f9\u00bb<\/em> non \u00e8 soltanto un gesto di ribellione: \u00e8 quasi un&#8217;alzata di spalle. Il cantautore impegnato, il poeta civile, l&#8217;idolo di una generazione si sottrae al ruolo che gli \u00e8 stato assegnato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ironia funziona proprio perch\u00e9 Guccini non si mette su un piedistallo; al contrario, lo prende a calci.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dio \u00e8 morto: quando l&#8217;ironia si fa amara<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <em>Dio \u00e8 morto<\/em> il sorriso scompare quasi del tutto. Eppure anche qui c&#8217;\u00e8 una forma di ironia, pi\u00f9 sottile e dolorosa: quella che nasce dalla distanza tra i grandi ideali proclamati e la realt\u00e0 quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il titolo stesso \u00e8 un enorme paradosso. Non \u00e8 semplicemente una provocazione religiosa: \u00e8 il modo con cui Guccini racconta una generazione che vede crollare i riferimenti, mentre intorno continuano a sopravvivere conformismo, consumismo e ipocrisia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua \u00e8 un&#8217;ironia senza risata, perch\u00e9 il bersaglio \u00e8 troppo serio. \u00c8 quella particolare ironia che ci fa pensare: <em>ma davvero siamo diventati questo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lama, qui, non affonda con violenza o con devastazione; incide chirurgicamente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La locomotiva: l&#8217;ironia nascosta dietro l&#8217;epica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La locomotiva<\/em> sembra appartenere a un altro registro. \u00c8 una ballata epica, una storia di anarchia, ribellione e utopia. Eppure anche qui Guccini evita accuratamente di trasformare il suo protagonista in un santino rivoluzionario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ferroviere anarchico diventa una figura leggendaria, ma resta anche un uomo, con la sua follia e la sua disperazione. L&#8217;ironia non \u00e8 quindi una battuta: \u00e8 la distanza che Guccini mantiene dalla retorica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E proprio questa distanza gli permette di raccontare l&#8217;utopia senza trasformarla in propaganda. La locomotiva corre verso il suo destino e noi, insieme a lei, non sappiamo mai completamente se stiamo assistendo a un gesto eroico o a una follia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guccini lascia aperta la domanda. Ed \u00e8 forse questo il suo modo pi\u00f9 elegante di essere ironico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cirano: l&#8217;ironia come armatura<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se c&#8217;\u00e8 un personaggio che sembra fatto apposta per Guccini, \u00e8 Cirano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui l&#8217;ironia diventa difesa. Il protagonista \u00e8 un uomo che conosce la propria diversit\u00e0, la propria marginalit\u00e0, la propria incapacit\u00e0 di adeguarsi. E, invece di chiedere scusa, la trasforma in orgoglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abIo sono un uomo libero\u00bb<\/em> \u00e8 una dichiarazione che contiene tutta la sua filosofia: meglio essere scomodi che conformi, meglio una parola ruvida che una verit\u00e0 addomesticata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi ci sono i <em>\u00absignori benpensanti\u00bb<\/em>: bersaglio perfetto per una lingua che non sopporta le mezze misure. Guccini li colpisce con sarcasmo, ma non perch\u00e9 si senta superiore. Cirano, come il suo autore, sa bene di essere imperfetto. La sua arma \u00e8 proprio quella consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ironia diventa cos\u00ec una forma di autodifesa: se devo essere giudicato, almeno scelgo io le parole con cui mi giudico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Genesi: portare Dio all&#8217;osteria<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <em>La Genesi<\/em> Guccini compie un&#8217;operazione ancora pi\u00f9 spiazzante: prende il racconto biblico e lo porta dentro il suo universo linguistico, quotidiano e dissacrante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La creazione del mondo non viene raccontata con il tono austero della tradizione religiosa ma con un registro terreno, ironico, quasi da conversazione fra amici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una delle sue specialit\u00e0: abbassare il sublime per poterlo guardare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ironia non serve a distruggere il sacro, ma a renderlo umano. Guccini non ha paura di sporcare la solennit\u00e0 con il linguaggio comune, con la battuta, con il dettaglio imprevisto. E proprio quando sembra prendere in giro tutto, finisce per ricordarci che anche le grandi domande dell&#8217;esistenza appartengono agli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una forbice particolare, questa: taglia la distanza fra cielo e terra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>E poi arriva <em>Addio<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c&#8217;\u00e8 <em>Addio<\/em>. E qui la forbice diventa affilatissima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scritta nel 2011, la canzone \u00e8 gi\u00e0 un congedo. Guccini guarda il mondo che lo circonda e decide di salutare, uno dopo l&#8217;altro, quasi tutto ci\u00f2 che non sopporta pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Televisione, politicanti, culto dell&#8217;immagine, mode, talk-show, calciatori, modelle, falsi intellettuali, opportunisti, ceroni, parrucchini, lampade, tinture, affaristi, imbroglioni. Una lunga lista di bersagli che sembra costruita apposta per essere attraversata con un paio di forbici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il verbo ritorna ossessivamente: <strong>\u00abdico addio\u00bb<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un addio malinconico. \u00c8 un addio con il coltello fra i denti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa pi\u00f9 divertente \u2014 e insieme pi\u00f9 feroce \u2014 \u00e8 che Guccini non risparmia nessuno. Nemmeno quelli che appartengono al suo stesso mondo politico e culturale. Prende di mira chi si dichiara democratico e di sinistra ma preferisce essere amico di tutti \u00abperch\u00e9 non si sa mai\u00bb; ironizza sui conformismi, sui trasformismi, sulle convenienze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo bersaglio non \u00e8 tanto una parte politica quanto la mancanza di coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E qui compare una delle caratteristiche pi\u00f9 profonde dell&#8217;ironia gucciniana: l&#8217;indignazione non nasce dal sentirsi migliori degli altri, ma dall&#8217;impossibilit\u00e0 di sopportare la distanza tra ci\u00f2 che si dice e ci\u00f2 che si fa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il colpo finale: Guccini taglia anche Guccini<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la parte pi\u00f9 bella di <em>Addio<\/em> arriva quando, dopo avere fatto a pezzi mezzo mondo, Guccini rivolge la forbice verso di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si definisce <em>\u00abeterno studente\u00bb<\/em>, <em>\u00abchierico vagante\u00bb<\/em>, <em>\u00abnon artista\u00bb<\/em>, <em>\u00absolo piccolo baccelliere\u00bb<\/em>. Poi racconta di essere figlio di una casalinga e di un impiegato, cresciuto fra quei \u00absaggi ignoranti di montagna\u00bb che conoscevano Dante a memoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una straordinaria dichiarazione di umilt\u00e0, ma anche un gioco ironico con la propria figura pubblica. L&#8217;uomo che tutti chiamano poeta si presenta come uno che sa di non sapere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E alla fine arriva la frase pi\u00f9 tenera e pi\u00f9 feroce insieme: <em>\u00abio, giullare da niente, ma indignato\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco Guccini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un giullare. Uno che scherza, provoca, sbeffeggia, racconta. Ma che, sotto la battuta, conserva l&#8217;indignazione. E che sa benissimo che anche le sue parole possono essere insufficienti: <em>\u00abcon un ruggito che diventa belato\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 forse la sua ironia pi\u00f9 grande: non credere nemmeno completamente alla propria voce.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;ultimo addio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi quelle parole assumono un significato diverso. Quando Guccini scrisse <em>Addio<\/em>, stava salutando un mondo che non riconosceva pi\u00f9. Oggi siamo noi a dover salutare lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio questa la cosa pi\u00f9 gucciniana: farlo senza troppa retorica, senza trasformarlo in un monumento, ma tornando alle sue canzoni, alle sue parole, a quella voce capace di ridere, indignarsi e mettere in discussione persino s\u00e9 stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la sua forbice non serviva soltanto a tagliare: serviva a distinguere ci\u00f2 che vale da ci\u00f2 che non vale, a separare la sincerit\u00e0 dalla posa, la verit\u00e0 dal conformismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora tocca a noi raccogliere i ritagli. E forse, per salutarlo davvero, non serve dire molto. Basta prendere in prestito le sue parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Addio, Maestrone. La tua forbice ha smesso di tagliare, ma le tue parole continuano a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;immagine in copertina \u00e8 di Directorvale, licenza Creative Commons Attribution 2.0 (CC BY 2.0)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIo dico addio a tutte le vostre cazzate infinite\u00bb. Se dovessimo scegliere una sola frase per salutare Francesco Guccini, forse potremmo partire proprio da qui. Non da una frase solenne, non da una celebrazione, non da una di quelle formule che si riservano ai grandi scomparsi. Guccini avrebbe sicuramente preferito una buona dose di ironia. E magari avrebbe sorriso davanti alla nostra necessit\u00e0 di trasformarlo in un monumento. Il Maestrone se n\u2019\u00e8 andato il 6 agosto, a ottantasei anni, lasciandoci una quantit\u00e0 smisurata di parole, storie, personaggi, malinconie e invettive; ma, soprattutto, ci lascia una lingua capace di fare quello che fa una buona forbice:<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/08\/14\/la-forbice-di-guccini-quando-lironia-diventa-una-lama\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":4131,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[537],"tags":[],"ppma_author":[53],"class_list":["entry","post","publish","author-celestina","post-4130","format-standard","has-post-thumbnail","category-208-agosto-2026"],"authors":[{"term_id":53,"user_id":35,"is_guest":0,"slug":"celestina","display_name":"Celestina Iann\u00ec","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/ianni.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/ianni.jpg"},"author_category":"1","first_name":"Celestina","last_name":"Iann\u00ec","user_url":"","job_title":"","description":"Celestina Iann\u00ec, nata a Ragusa nel 1966, laureata in Lingue e letterature straniere, prof di inglese alle superiori, lettrice famelica sin dall\u2019infanzia, curiosa di tutto, appassionata di libri, storia, scienze, danza, judo, teatro, cucina, musica, sole, mare\u2026. Amo viaggiare da sola, con zaino in spalla e pochi soldi in tasca, sostando a lungo nei luoghi che visito per assorbirne il pi\u00f9 possibile la cultura, la mentalit\u00e0, i sapori e i profumi e, soprattutto, per conoscerne la gente e fare amicizie da mantenere nel tempo."}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4130","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/35"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4130"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4130\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4134,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4130\/revisions\/4134"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4131"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4130"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=4130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}