{"id":4088,"date":"2026-08-14T00:01:00","date_gmt":"2026-08-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=4088"},"modified":"2026-08-10T14:57:39","modified_gmt":"2026-08-10T12:57:39","slug":"giuseppe-bonaviri-tra-sartorie-siciliane-e-la-stradalunga-della-fantasticheria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/08\/14\/giuseppe-bonaviri-tra-sartorie-siciliane-e-la-stradalunga-della-fantasticheria\/","title":{"rendered":"Giuseppe Bonaviri, tra sartorie siciliane e \u00abla stradalunga\u00bb della fantasticheria"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">       Un affabulatore \u00abdi matrice mediterranea, anzi siciliana\u00bb, si definiva <strong>Giuseppe Bonaviri<\/strong> (1924-2009), ripercorrendo nelle conversazioni di <em>Sicilia isola cosmo<\/em> (Longo Angelo Editore, 1998) e nel <a href=\"https:\/\/www.massimilianoperrotta.it\/cinema\/bonaviri-ritratto\/\">documentario <em>Bonaviri ritratto<\/em> (2007)<\/a> l\u2019ispirazione primigenia dell\u2019estesa produzione letteraria, a partire dai natali a Mineo, \u00abParnaso siculo\u00bb. Sin dall\u2019inizio del Novecento, infatti, quell\u2019area etnea era nota per la presenza di poeti contadini e artigiani e per le gare in versi sull\u2019altopiano di Camuti, in corrispondenza della <em>Pietra della Poesia<\/em>, una roccia imponente cui una leggenda locale attribuiva un ascendente lirico sugli uomini. Persino il padre era un poeta, e Bonaviri ne pubblicher\u00e0 i componimenti nel libretto <em>L\u2019Arcano<\/em> (1975), \u00abintendendo con questo termine il misterioso rapporto che per linee cromosomiche ci lega ai nostri genitori\u00bb (<em>Autoritratto,<\/em> 1977).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"630\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/pietra-poesia-mineo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4090\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/pietra-poesia-mineo.jpg 630w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/pietra-poesia-mineo-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/pietra-poesia-mineo-425x213.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giuseppe Bonaviri e la <em>Pietra della Poesia<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">    Per lo scrittore e medico, dalla casa di villeggiatura risuonante di cicale e grilli, Camuti sar\u00e0 sempre un luogo del mito, dove ogni essere vivente \u00e8 parte della natura infinita, e l\u2019uomo pu\u00f2 protendersi verso l\u2019universo e con termine dantesco \u00abimmillarsi\u00bb, ovvero moltiplicarsi oltre lo spazio e il tempo; e tali saranno anche Mineo, con la sua topografia memoriale di case, quartieri e sterrati aridi e rocciosi intorno all\u2019abitato, e con la vasta raccolta di ritratti umani, cui partecipano anche le famiglie numerose dei genitori. Lo scrittore dir\u00e0 di avere portato dentro di s\u00e9 tanti volti, come \u00abuna specie di grande muro che ti circonda, che ti abbraccia\u00bb (<em>Bonaviri ritratto<\/em>, 2007).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"687\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_camuti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4091\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_camuti.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_camuti-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_camuti-768x550.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_camuti-425x304.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Altopiano di Camuti &#8211; Mineo (CT)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">   \u00abDal microcosmo di Mineo ho assorbito miti che sono stati determinanti\u2026il paesaggio, il vento, il cielo rotante, il volo e il canto degli uccelli, il fiorire e lo sfiorire dei cespugli, cos\u00ec da dare un senso cosmico di latitudine celeste senza fine. Un assieme di cose che in chi ci viveva davano vita a una specie di linguaggio prelogico, un che di vibrante musicale. Il paesaggio era come l\u2019allargamento del mio corpo, era quasi una fisicizzata proiezione di me stesso, o forse ero io come inglobato in esso\u00bb (<em>Sicilia isola cosmo, <\/em>1998). Tale intuizione poetica del mondo \u00e8 il nucleo originario della produzione bonaviriana, dall\u2019esordio realista all\u2019espressionismo fantastico, e ascende alla lezione scientifica del <em>De rerum natura<\/em> di Lucrezio, per cui <em>linquitur ut merito maternum nomen adepta\/ terra sit, e terra quoniam sunt cuncta creata <\/em>(libro V, vv. 795-796): la terra merita il nome di madre che ha ricevuto, dalla terra provengono tutte le creature. Alla visione panica partecipano lirismo, espressivit\u00e0 linguistica e sapere scientifico, verso la ricerca delle potenzialit\u00e0 simboliche del mondo; inoltre lo scrittore dichiarer\u00e0 di essere affascinato anche dall\u2019interpretazione dell\u2019origine degli elementi nel pensiero presocratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">   Il percorso letterario si snoda dagli anni Cinquanta, dopo la laurea e la partenza da Mineo per varie citt\u00e0 fino a Frosinone, dove lavorer\u00e0 nel locale ospedale, attraverso le collaborazioni giornalistiche (<em>L\u2019Unit\u00e0, L\u2019Avanti, La Fiera Letteraria, Nuovi Argomenti, Galleria, Tuttolibri, il Corriere della Sera, l\u2019Osservatore Romano<\/em>) e la pubblicazione di oltre quaranta opere, improntate fino agli anni Sessanta al realismo naturalistico (<em>Contrada degli ulivi,<\/em> 1958; <em>Il fiume di pietra,<\/em> 1964), seguito dalla trilogia fantastica (<em>La divina foresta<\/em>, 1969; <em>Notti sull\u2019altura<\/em>, 1971; <em>L\u2019isola amorosa<\/em>, 1973); al diarismo immaginifico degli anni Settanta e Ottanta (<em>L\u2019enorme tempo<\/em>, 1976; <em>Novelle saracene<\/em>, 1980; <em>L\u2019incominciamento<\/em>, 1983) e al surrealismo degli anni Novanta e Duemila (<em>Ghig\u00f2,<\/em> 1990; <em>Il dottor Bilob,<\/em> 1994; <em>Il vicolo blu,<\/em> 2003; <em>Autobiografia in do minore,<\/em> 2006; <em>L\u2019incredibile storia di un cranio, <\/em>2006), senza alcuna cesura tra realt\u00e0 e fantasia. \u00abLa mia opera \u00e8 come un albero che cresce, si dirama, apre la sua chioma verso lo spazio cosmico, mentre le sue radici si radicano, si abbarbicano sempre di pi\u00f9 al suolo della terra\u00bb (<em>Sicilia isola cosmo, <\/em>1998). E non si pu\u00f2 non pensare alla maest\u00e0 dei carrubi, silenziosi e sempreverdi, che con mandorli e ulivi dominano le campagne nell\u2019isola. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/carrubo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4092\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/carrubo.jpg 800w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/carrubo-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/carrubo-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/carrubo-425x319.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carrubo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">   Si tratta di un elemento caratteristico, che contraddistingue il contributo innovativo di Bonaviri al canone letterario siciliano del Novecento, fuori dall\u2019ombra del realismo regionalista del mineolo Luigi Capuana, e del Verismo di ascendenza positivista di Giovanni Verga, che proprio a Capuana scriveva interrogandosi sulla giusta distanza nell\u2019osservare \u00absulla riva del mare, quei pescatori e coglierli vivi come Dio li ha fatti\u00bb, da vicino o da lontano, sostituendo la mente allo sguardo. L\u2019estraneit\u00e0 alle accademie nel panorama nazionale ne decreta il successo all\u2019estero e la candidatura al Nobel per la Letteratura nel 1984, nel 1985 e nel 2003, quando a <a href=\"https:\/\/www.giuseppebonaviri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/bibliografia-1954-2014.pdf\">vincere per un punto \u00e8 lo scrittore sudafricano John Maxwell Coetzee.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">   A riconoscerne la distanza dal regionalismo \u2013 peraltro non reputando tali \u00abn\u00e9 il Verga di Mastro Don Gesualdo o dei Malavoglia, come non lo \u00e8 lo stesso Brancati, e non solo nel Don Giovanni\u00bb (<em>Diario in pubblico,<\/em> 1970) \u2013 \u00e8 Elio Vittorini, cui Bonaviri consegna nel 1951 il manoscritto d\u2019esordio de <strong><em>Il sarto della stradalunga<\/em><\/strong>, che sar\u00e0 pubblicato tra i Gettoni Einaudi nel 1954.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">   \u00abC&#8217;\u00e8 una grazia settecentesca in questa storia d&#8217;un sarto e della sua famiglia che ci viene da un paese dei monti Erei, interno della Sicilia orientale, provincia di Catania\u00bb &#8211; scriver\u00e0 Vittorini sul risvolto Einaudi &#8211; \u00abDi un Settecento popolare, beninteso, e precisamente del tipo tra primitivo e arcadico, cio\u00e8 ingenuo e a colori grezzi, ma anche lezioso, in cui hanno forma le statue in legno o ceramica di molti santi delle chiese siciliane. Il valore poetico del romanzo \u00e8 per\u00f2 in qualcosa di pi\u00f9 profondo: nel senso delicatamente cosmico col quale l&#8217;autore rappresenta il piccolo mondo paesano su cui c&#8217;intrattiene, trovando anche nelle erbe e negli animali, nei sassi, nella polvere, nella luce della luna o del sole, un moto o un grido di partecipazione alle povere peripezie del sarto e dei suoi\u00bb. Nella rappresentazione nostalgica delle origini, la dimensione particolare diventa universale, espandendosi nella natura, che lo scrittore viandante attraversa come in un pellegrinaggio fantastico, raccogliendo ogni dettaglio dell\u2019ambiente animale, vegetale e minerale. Riportandone una conversazione precedente alla sua scomparsa, lo scrittore Matteo Collura ricorder\u00e0 che Bonaviri gli aveva detto che \u00abquel romanzo gli era sgorgato come massa d\u2019acqua che si libera da un ostacolo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_panorama.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4094\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_panorama.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_panorama-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_panorama-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_panorama-425x319.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mineo (CT)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Anche Italo Calvino fu tra i primi lettori del testo, dichiarando di essersi divertito nel leggerlo, che era ben scritto, \u00abcon una continua inventiva di linguaggio e di spirito\u00bb, apprezzando la bellezza del dialogo a proposito della luna e la soluzione del materiale neorealistico in \u00abpuro arabesco\u00bb. Cos\u00ec, anche per la lettura de <em>Il fiume di pietra <\/em>(1964), scriver\u00e0 a Bonaviri di non trovare da tempo un autore \u00abche provasse e comunicasse tanta gioia nell\u2019abbandonarsi allo scrivere e all\u2019immaginare\u00bb. Di <em>Notti sull\u2019altura <\/em>(1971), in cui \u00abil piacere di maneggiare materiali verbali e visuali lussureggianti basta ad assicurare la felicit\u00e0 di un libro cos\u00ec insolito\u00bb, firmer\u00e0 l\u2019introduzione, riconoscendo nella trasposizione fantastica del viaggio nel paese natale per la scomparsa del padre \u00abuna sorta di poema biologico\u00bb, che sviluppa quel <em>senso cosmico<\/em> gi\u00e0 vittoriniano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">     Il sarto del romanzo \u00e8 l\u2019alter ego del padre, prima di emigrare ad Addis Abeba dal 1938 al 1947 per ristrettezze, quando era ancora titolare di un piccolo laboratorio da artigiano su via Ducezio, la <em>stradalunga<\/em>. \u00abLa mia bottega si trova nella stradalunga e in passato serviva a mio nonno Peppi per abitazione. La stradalunga \u00e8 la strada pi\u00f9 lunga di Mineo e incomincia dalla piazza proprio accanto al Casino dei Nobili e via via che sale si fa stretta, con varie gomitature, sinch\u00e9 si apre e finisce sul piano di Santa Maria Maggiore. (\u2026) La mia bottega \u00e8 una grande stanza con un arco in muratura nel mezzo e vi si trova il tavolo da lavoro con le forbici, i fili di cotone che s\u2019intrecciano e la lampadina elettrica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">    Anzich\u00e9 Settimo Emanuele Bonaviri, a raccontare \u00e8 Don Pietro Scir\u00e8, sarto e uomo colto, tanto da redigere lettere d\u2019amore, citando Dante, per i contadini analfabeti, che ne invidiano \u00able soddisfazioni\u00bb del sapere leggere e scrivere. Tuttavia, magre sono le gratificazioni al suo impegno in famiglia e nel lavoro, tra il dolore per i lutti e l\u2019indigenza; e proprio per contrastare l\u2019inattivit\u00e0 invernale della sartoria, si prepara a scrivere un diario in tre parti, prestando la propria voce sulla pagina anche alla sorella Pina e al figlio undicenne Peppi, affinch\u00e9 raccontino i momenti salienti delle rispettive vite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">    In realt\u00e0, a interpretare il sarto demiurgo delle tre storie principali, e delle vicende dei personaggi che ruotano intorno agli Scir\u00e8 tra fantasticherie, spiriti e incanti, \u00e8 Giuseppe Bonaviri \u2013 ovvero Peppi ormai adulto &#8211;\u00a0 che realizza l\u2019aspirazione del genitore a scrivere e, in \u00abuna sorta di sdoppiamento\u00bb &#8211; dir\u00e0 Sciascia nell\u2019introduzione alla traduzione francese &#8211; \u00e8 contemporaneamente s\u00e9 stesso e il padre. Lo scrittore di Racalmuto difendeva l\u2019autenticit\u00e0 bonaviriana e la rilettura mitografica alla luce della fantasia. \u00abIl libro di Bonaviri piacque per la fresca ispirazione, per la favolosa trascrizione di una povera e amara vita quotidiana\u00bb &#8211; cos\u00ec il risvolto dell\u2019edizione Sellerio ne riporta le parole &#8211; \u00abQuel che di lezioso e di scaltro not\u00f2 qualche critico, e noi come semplici lettori, era un modo di auscultazione della realt\u00e0 e non una tecnica calcolata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">    Del resto, Sciascia conosceva le condizioni di vita di quei territori, dove la civilt\u00e0 rurale imponeva la differenza per nascita tra nobili e villani, e regole sancite per la comunit\u00e0, quali il matrimonio con le cure di casa e famiglia per le donne, e il lavoro nei campi per gli uomini, sin dalla tenera et\u00e0. Per motivare il piccolo Peppi alle responsabilit\u00e0 nella vita, il nonno materno gli ripete di avere cominciato a lavorare prima di compiere nove anni, perch\u00e9 \u00e8 la fatica a concedere il pane pi\u00f9 del diritto di stare al mondo. Nelle campagne siciliane come nelle zolfare, il destino degli umili era scritto, a meno di non potersi riscattare con gli studi o imparando un mestiere, a bottega dal <strong><em>Mastro<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">    Persino Sciascia racconta che, nell\u2019estate della licenza elementare, il padre lo mand\u00f2 a lavorare nella sartoria del fratello Salvatore, al piano strada della palazzina dove vivevano anche il nonno e le zie, e pi\u00f9 avanti frequent\u00f2 anche quelle dei sarti Luigi Casuccio e Salvatore Acquista. Che fosse quello dello zio o di altri <em>Mastri<\/em>, quei laboratori erano sempre affollati e vi si potevano ascoltare le spacconate dei cacciatori, sentire la gente parlare, raccontare e malignare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">    Al femminile, la <em>Mastra<\/em> era un mentore, che alle giovani allieve trasferiva competenze in taglio e cucito, nelle pi\u00f9 antiche arti di tessitura e ricamo siciliano, e i fondamenti di economia domestica e galateo di buone maniere, acquisite negli scambi con i committenti di pi\u00f9 alto rango, nobildonne e gentiluomini con camerieri al seguito, mentre prendeva le misure, assisteva alla scelta del colore o di un tessuto, e intanto assumendone le cortesie, gli usi, l\u2019educazione alla mondanit\u00e0. Modellati sui manichini, tra spilli e imbastiture, dopo il battesimo della stoffa sotto le forbici, gli abiti prendevano vita, per l\u2019ordinariet\u00e0 giornaliera o per le cerimonie: in tal caso, ripiegato tra lino e veline, il sogno sontuoso della gentildonna avrebbe riposato in un\u2019ampia cesta, il tempo necessario per la consegna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"268\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/La-Sartoria-1024x268.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4095\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/La-Sartoria-1024x268.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/La-Sartoria-300x79.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/La-Sartoria-768x201.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/La-Sartoria-425x111.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/La-Sartoria.jpg 1307w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Dal cuore alle mani. Dolce &amp; Gabbana,<\/em> Palazzo delle Esposizioni, Roma 2025 &#8211;<em> La Sartoria, ornamenti e volumi<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"419\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Dal-cuore-alle-mani-2025-Il-Gattopardo-1024x419.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4096\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Dal-cuore-alle-mani-2025-Il-Gattopardo-1024x419.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Dal-cuore-alle-mani-2025-Il-Gattopardo-300x123.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Dal-cuore-alle-mani-2025-Il-Gattopardo-768x314.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Dal-cuore-alle-mani-2025-Il-Gattopardo-425x174.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Dal-cuore-alle-mani-2025-Il-Gattopardo.jpg 1219w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Dal cuore alle mani. Dolce &amp; Gabbana,<\/em> Palazzo delle Esposizioni, Roma 2025 &#8211;<em> Il Gattopardo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">      Se per le fanciulle la sartoria era quindi un vettore sociale sotto la vigilanza delle famiglie, per il giovane Leonardo fu invece un laboratorio di storie come la sua citt\u00e0. \u00abIl migliore osservatorio delle cose siciliane\u00bb &#8211; a raccogliere la citazione \u00e8 Matteo Collura in <em>Il maestro di Regalpetra<\/em> (2007) &#8211; \u00abcontinua a essere per me il paese in cui sono nato e in cui, anche se spesso ne sono lontano, effettualmente vivo: Racalmuto, in provincia di Agrigento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Bonaviri non attinge ad altri modelli per il personaggio letterario del sarto, che ha precedenti da gregario sprovvisto di spirito avventuriero, a bordo dei velieri immaginati da Robert Louis Stevenson e da James Matthew Barrie, o di vanitoso della propria cultura, ben modesta invece, come quello manzoniano che ospita Lucia, liberata dopo la conversione dell\u2019Innominato. N\u00e9 ha bisogno di una ricca scenografia, attinta al teatro o al cinema da chi ha coniugato regia e scrittura. \u00abLe pareti erano scure, di un russo pompeiano c\u00e0vudo, accoglienti. A mancina ci stavano \u2018na fila di mobili, armu\u00e0r, tavolinetti, scaffalature, vetrinette, \u2018na piattera, che in origini erano stati fatti per la cucina ma che ora \u2018nveci erano stipati di tessuti, maglie, camicie, cravatte, tutta robba coloratissima che a momenti \u2019n arcobaleno si sarebbi vrigognato. Sul lato destro \u2018nveci ci stava un longo ramo d\u2019\u00e0rbolo tutto bianco forsi pirch\u00ec era stato arrecuperato dal mari che l\u2019aviva travagliato ass\u00e0. Da \u2018sto ramo pinnuliavano \u2018na quantit\u00e0 di grucce con abiti da omo, cappotti, \u2018mpermeabili. Alla fine del corridoio votaro per d\u00f9 vote a mano dritta e il commissario si vinni ad attrovare dintra a un cammarone grandissimo. (\u2026) d\u00f9 lavoranti, uno cchi\u00f9 vecchio e l\u2019autro cchi\u00f9 picciotto, travagliavano darr\u00e8 a un granni tavolo da sarto\u00bb. La lingua e la presenza della sua creatura pi\u00f9 celebre rivelano la firma di Andrea Camilleri in <em>L\u2019altro capo del filo<\/em> (2016), e l\u2019indagine sull\u2019assassinio della bella sarta Elena Biasini. \u00abForse l\u2019arma del delitto era \u2018na grossa e longa <strong><em>forfici da sarto<\/em><\/strong> che stava supra al tavolo ma che per\u00f2 appariva senza tracce di sangue\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nella rilettura bonaviriana della viva quotidianit\u00e0, invece \u00e8 l\u2019essenziale a generare la fantasticheria, a evocare ombre funeste e cieli sereni dietro le stesse finestre della bottega. Le notti si susseguono alacremente, per rispettare le scadenze di consegna e ad accompagnare il cucito \u00e8 il verso dei cani e dell\u2019assiolo, di cui il lavorante Luigi si prende gioco, scambiando per <em>pi\u00f9<\/em> quel <em>chi\u00f9 chi\u00f9\u00f9 chi\u00f9\u00f9\u00f9<\/em>, che la poesia pascoliana del nido familiare violato o perduto aveva ricondotto a un tragico annuncio di morte. Diversamente, per Bonaviri ogni elemento concorre alla voce della natura, all\u2019alternarsi del giorno e della notte, alla fantasia che il vento sollevi Mineo sulla montagna o che la luna vaghi tra le fronde. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">         A essere immutabile \u00e8 solo il tempo degli uomini, scandito al pi\u00f9 dai festeggiamenti di Santa Agrippina di fine agosto, quando i mineoli ordineranno abiti nuovi: lo scrittore mostra il simulacro adornato di gioielli, l\u2019avanzata fuori dalla chiesa con le autorit\u00e0, gli addobbi e i mortaretti, secondo coreografie che si ripetono in ogni citt\u00e0 in onore del Patrono. Tra i racconti di <em>Carrube e cavalieri<\/em> (1954), in <em>San Giuseppe e un suo quartiere,<\/em> Raffaele Poidomani Moncada rinnovava l\u2019allegria da ragazzo per la festa del Santo a Modica, la vacanza da scuola e la tradizione dei <em>ciaccari,<\/em> torce di paglia con o senza cera e pece greca, accese dai devoti e ravvivate dalla corsa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_sagrippina_2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4097\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_sagrippina_2.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_sagrippina_2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_sagrippina_2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mineo_sagrippina_2-425x319.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Chiesa di Santa Agrippina, Mineo (CT)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">        Se a Mineo la festa \u00e8 per Pina la prova \u00abche ogni cosa passa e viene\u00bb, nel distacco dalla giovent\u00f9, dalle occasioni e dagli affetti perduti, Don Pietro Scir\u00e8 invece torna a illudersi ogni estate che i guadagni cresceranno, che si riscatter\u00e0 dalla miseria, come voleva suo padre mandandolo dal <em>Mastro<\/em> don Cec\u00e8 e come la moglie vorrebbe per Peppi, anzich\u00e9 saperlo a lavorare nei campi. \u00c8 un lavoro per cui ha manifestato abilit\u00e0 sin da ragazzino, e che continua ad amare: nella stratificazione dei livelli narrativi, Settimo Emanuele Bonaviri e Pietro Scir\u00e8 sognano e sembrano prestare la voce al talento di un moderno visionario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il romanzo proietter\u00e0 i ricordi trasfigurati dall\u2019invenzione letteraria ancora trent\u2019anni dopo ne <em>L\u2019incominciamento<\/em> (1983), edito da Sellerio nella collana <em>La memoria<\/em>, quale continuazione ideale del racconto dei paesi natii \u2013 Comiso, Racalmuto e Mineo &#8211; in <em>Museo d\u2019ombre<\/em> (1982) di Gesualdo Bufalino e in <em>Kermesse<\/em> (1982) di Leonardo Sciascia, con un titolo che voleva richiamare<em> Le parrocchie di Regalpetra<\/em> (1956), significando \u00abnei Paesi Bassi e nel settentrione della Francia, la festa della parrocchia\u00bb e legittimando cos\u00ec le piccole storie, i piccoli mondi a estendersi alla dimensione dell\u2019universalit\u00e0. Se ne <em>Le citt\u00e0 del mondo<\/em> (1969, postumo) di Vittorini, due pastori padre e figlio scoprono Scicli per la prima volta, Mineo \u00e8 invece il luogo dell\u2019<em>incominciamento<\/em>, da cui il tempo del cosmo si rinnova senza fine, come ricorder\u00e0 Bonaviri nelle parole del genitore: \u00abSenti, Pippino, dinanzi a noi due c\u2019\u00e8 Mineo con i suoi artigiani che lavorano, con le donne che senza interrompimento accudiscono alle faccende ordinarie e sotto nelle valli, nelle giunture dei picchi abbinati e sulle alture lavorano i villani, o vanno per cercare nutrimenti le capre tra macchie e cocuzzoli senza alberi. Se tu con la mente unisci tutto questo per fili, per esempio di seta, e lo cuci come faccio io con un vestito nella stessa gugliata imbrigli artigiani, contadini, donne, bestie e albereti, cio\u00e8 hai un tempo tondo, perfetto, che in ogni suo punto circolarmente vibra d\u2019armonia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti bibliografici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Giuseppe Bonaviri, <em>Il sarto della stradalunga<\/em> (1954), Sellerio editore Palermo 2006<\/li>\n\n\n\n<li>Giuseppe Bonaviri, <em>Notti sull\u2019altura,<\/em> introduzione di Italo Calvino, Bompiani 1978<\/li>\n\n\n\n<li>Giuseppe Bonaviri, <em>\u00c8 un rosseggiar di peschi e albicocchi,<\/em> Rizzoli 1986<\/li>\n\n\n\n<li>Giuseppe Bonaviri, <em>Il dottor Bilob,<\/em> Sellerio editore Palermo 1994<\/li>\n\n\n\n<li>Giuseppe Bonaviri, <em>Autoritratto<\/em> da \u00abL\u2019approdo\u00bb, settimanale di lettere e arti, anno XXXII, n. 1385 del 28 marzo 1977, in onda su Radiouno<\/li>\n\n\n\n<li><em><a href=\"https:\/\/www.massimilianoperrotta.it\/cinema\/bonaviri-ritratto\/\">Bonaviri ritratto, documentario \u2013 regia, soggetto e sceneggiatura di Massimiliano Perrotta, con testimonianze di Giuseppe Bonaviri, Giuseppe Castania, Walter Mauro, Ennio Morricone, Salvatore Silvano Nigro, Walter Pedull\u00e0, Sarah Zappulla Muscar\u00e0 (2007)<\/a><\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>Alla ricerca di una poesia biologica. Intervista con Giuseppe Bonaviri<\/em>, ItaliaLibri10 febbraio 2005<\/li>\n\n\n\n<li><em>\u00a0<\/em>Ambra Carta, <em>La parabola letteraria di Giuseppe Bonaviri; dal neorealismo all\u2019espressionismo <\/em>in Studi e problemi di critica testuale, n.70, aprile 2005<\/li>\n\n\n\n<li>Giuseppe Petronio-Vitilio Masiello, <em>Produzione e fruizione. Antologia della letteratura italiana, <\/em>Palumbo 1994<\/li>\n\n\n\n<li>Cesare Segre-Clelia Martignoni, <em>Testi nella storia. La letteratura italiana dalle origini al Novecento,<\/em> Edizioni Bruno Mondadori 1992<\/li>\n\n\n\n<li>Tito Lucrezio Caro, <em>De rerum natura<\/em>, Garzanti 1991<\/li>\n\n\n\n<li>Italo Calvino, <em>Lettere 1940-1985<\/em>, Mondadori 2023<\/li>\n\n\n\n<li>Elio Vittorini, <em>Diario in pubblico,<\/em> Bompiani 1970<\/li>\n\n\n\n<li>Andrea Camilleri, <em>L\u2019altro capo del filo,<\/em> Sellerio editore Palermo 2016<\/li>\n\n\n\n<li>Raffaele Poidomani Moncada, <em>San Giuseppe e un suo quartiere<\/em> in <em>Carrube e Cavalieri<\/em> &#8211; <em>Pellegrino di sogni. Scritti 1927-79,<\/em> 1. Romanzi e racconti, Colibr\u00ec 2015<\/li>\n\n\n\n<li>Matteo Collura, <em>Il maestro di Regalpetra. Vita di Leonardo Sciascia<\/em>, Tea 2007<\/li>\n\n\n\n<li>Matteo Collura, <em>Per favore lasciatemi nell\u2019ombra. L\u201911 luglio 1924 nasceva Giuseppe Bonaviri,<\/em> in L\u2019Osservatore Romano del 10 luglio 2021<\/li>\n\n\n\n<li>Leonardo Sciascia, <em>Kermesse,<\/em> Sellerio 1982<\/li>\n\n\n\n<li><em><a href=\"https:\/\/tour.dolcegabbanaexhibition.com\/\">Dal cuore alle mani. Dolce e Gabbana<\/a><\/em><em>,<\/em> Roma, Palazzo delle Esposizioni, 14.05-13.08.2005 (mostra e catalogo a cura di Florence Muller, Rizzoli New York 2025)<\/li>\n\n\n\n<li><em>Dolce e Gabbana<\/em> in Alain Elkann, <em>Interviste 1989-2000,<\/em> Bompiani 2000<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un affabulatore \u00abdi matrice mediterranea, anzi siciliana\u00bb, si definiva Giuseppe Bonaviri (1924-2009), ripercorrendo nelle conversazioni di Sicilia isola cosmo (Longo Angelo Editore, 1998) e nel documentario Bonaviri ritratto (2007) l\u2019ispirazione primigenia dell\u2019estesa produzione letteraria, a partire dai natali a Mineo, \u00abParnaso siculo\u00bb. Sin dall\u2019inizio del Novecento, infatti, quell\u2019area etnea era nota per la presenza di poeti contadini e artigiani e per le gare in versi sull\u2019altopiano di Camuti, in corrispondenza della Pietra della Poesia, una roccia imponente cui una leggenda locale attribuiva un ascendente lirico sugli uomini. Persino il padre era un poeta, e Bonaviri ne pubblicher\u00e0 i componimenti nel libretto L\u2019Arcano (1975), \u00abintendendo con<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/08\/14\/giuseppe-bonaviri-tra-sartorie-siciliane-e-la-stradalunga-della-fantasticheria\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":4089,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[537],"tags":[569,155,163,567,570,542,566,572,571,511,543,88,568,56],"ppma_author":[13],"class_list":["entry","post","publish","author-petula","post-4088","format-standard","has-post-thumbnail","category-208-agosto-2026","post_tag-andrea-camilleri","post_tag-bellezza","post_tag-einaudi","post_tag-elio-vittorini","post_tag-fantasia","post_tag-forbici","post_tag-giuseppe-bonaviri","post_tag-il-sarto-della-stradalunga","post_tag-isola","post_tag-italo-calvino","post_tag-leonardo-sciascia","post_tag-novecento","post_tag-sartoria","post_tag-sicilia"],"authors":[{"term_id":13,"user_id":7,"is_guest":0,"slug":"petula","display_name":"Petula Brafa","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg"},"author_category":"","first_name":"Petula","last_name":"Brafa","user_url":"","job_title":"","description":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4088","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4088"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4088\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4099,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4088\/revisions\/4099"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4089"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4088"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4088"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4088"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=4088"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}