{"id":4010,"date":"2026-08-14T00:01:00","date_gmt":"2026-08-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=4010"},"modified":"2026-08-04T17:53:30","modified_gmt":"2026-08-04T15:53:30","slug":"tanto-troppe-volte-si-baciano-dietro-le-forbici-di-leonardo-sciascia-e-giuseppe-tornatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/08\/14\/tanto-troppe-volte-si-baciano-dietro-le-forbici-di-leonardo-sciascia-e-giuseppe-tornatore\/","title":{"rendered":"\u00abTanto, troppe volte si baciano\u00bb. Dietro le forbici di Leonardo Sciascia e Giuseppe Tornatore"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEra un vecchio teatro, e ce ne andavamo sempre in loggione. Dall\u2019alto, al buio, passavamo due ore a sputare in platea, a ondate, con qualche minuto d\u2019intervallo, tra un attacco e l\u2019altro: la voce dei colpiti si alzava violenta nel silenzio \u2013 le mamme puttane -. Tornava il silenzio, lo stappo di qualche bottiglia di gazosa; poi di nuovo \u2013 le mamme \u2026 &#8211; e anche la voce della guardia municipale veniva su minacciosa da quel pozzo \u2013 se vengo su vi squarto, quant\u2019\u00e8 vero Dio \u2013 ma noi stavamo certi che mai si sarebbe deciso a venir su\u00bb. \u00c8 il 1943 e a ricostruire quell\u2019episodio dell\u2019adolescenza in un imprecisato paese dell\u2019entroterra siciliano &#8211; tra i bombardamenti aerei, i familiari divisi dal sostegno ai fronti opposti, l\u2019arrivo degli alleati e dei parenti emigrati che hanno fatto fortuna oltreoceano, il batticuore per la bella cugina americana e la delusione per il matrimonio combinato con lo zio paterno, che gli fa dire che \u00abla pena mia \u00e8 che camper\u00e0 cornuto\u00bb &#8211; \u00e8 il ragazzino protagonista del racconto <strong><em>La zia d\u2019America<\/em><\/strong> (1958) di <strong>Leonardo Sciascia<\/strong> (1921-89).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019invenzione narrativa muove tra ritagli di memoria e cronaca: \u00e8 una formula gi\u00e0 sperimentata e \u00absacramentale per i giovani scrittori\u00bb, eppure per Italo Calvino (1923-85), che lo legge per l\u2019editore Einaudi nel marzo 1956, il testo \u00e8 \u00abuna felice sorpresa\u00bb per \u00abl\u2019interesse dell\u2019ambiente meno solito, e questa felicissima vena caricaturale cos\u00ec amara e cos\u00ec spontanea\u00bb. Sciascia lo vorrebbe nella collana <em>I Gettoni<\/em>, il progetto cresce e integra <em>La morte di Stalin, Il quarantotto<\/em> e <em>L\u2019antimonio<\/em>. \u00abDei tre racconti, il migliore \u00e8 ancora <em>La zia d\u2019America<\/em>\u00bb &#8211; scrive Calvino, prima attingendovi il titolo per la raccolta e poi abbandonandolo, per il rischio di accostarlo a quello di due commedie cinematografiche con Tina Pica. \u00ab<em>Gli zii di Sicilia<\/em>: che te ne pare?\u00bb &#8211; propone Sciascia. A lui non piace, ma per Calvino \u00e8 \u00abun ottimo titolo\u00bb. Trenta anni dopo, quella scena tanto riconoscibile rivivr\u00e0 in <strong><em>Nuovo Cinema Paradiso<\/em><\/strong> (1988-89) di <strong>Giuseppe Tornatore<\/strong>, finendo per abitare l\u2019immaginario comune e il terreno fertile dei ricordi, complici i tributi internazionali contro il travagliato cammino del film. Sul grande schermo, Giancaldo sta a Tornatore come Vigata a Camilleri, luoghi della fantasia, eppure non esiste pi\u00f9 vera isola nell\u2019isola.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"625\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Teatro_Regina_Margherita.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4013\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Teatro_Regina_Margherita.jpg 500w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Teatro_Regina_Margherita-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Teatro_Regina_Margherita-425x531.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Teatro Regina Margherita (1860) &#8211; Racalmuto (AG)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello descritto \u00e8 il Teatro Regina Margherita di Racalmuto, un\u2019architettura all\u2019italiana che riproduce i fasti del Massimo di Palermo, con due ordini di palchi e poco pi\u00f9 di duecentocinquanta posti, progettato nel 1860 da Dioniso Sciascia, allievo di Giambattista Basile, e decorato dagli stucchi di Giuseppe Carta, autore anche dei dipinti de <em>I Vespri Siciliani<\/em> sul sipario e dell\u2019<em>Apoteosi di Apollo <\/em>sulla volta. Qui il giovane Leonardo ricordava di avere assistito al pi\u00f9 bel teatro d\u2019opera e prosa, \u00abtra ori, velluti, allegorie e luci\u00bb; e qui \u00abdurante le recite del \u201cMortorio\u201d, cio\u00e8 della Passione di Cristo secondo il cavaliere D\u2019Orioles, Antonio Pat\u00f2, che faceva Giuda, era scomparso, per come la parte voleva, nella botola che puntualmente, come gi\u00e0 un centinaio di volte tra prove e rappresentazioni, si apr\u00ec: solo che (e questo non era nella parte) da quel momento nessuno ne aveva saputo pi\u00f9 niente; e il fatto era passato in proverbio, a indicare misteriose scomparizioni di persone o di oggetti\u00bb, come avrebbe raccontato in <em>A ciascuno il suo<\/em> (1966). Anni dopo, sarebbe stato \u00absuggerito da quelle poche righe\u00bb ad Andrea Camilleri (1925-2019) il romanzo <em>La scomparsa di Pat\u00f2<\/em> (2000) insieme all\u2019espediente della lettera anonima, ricondotta dagli inquirenti a \u00abun episodio capitato qualche tempo fa in un paese vicino quando un dottore e un farmacista, recatisi insieme a cacciare, eran stati assassinati entrambi\u00bb: un omaggio al giallo del 1966 per il padre di Montalbano, che del Regina Margherita nel 2003 sarebbe stato Direttore Artistico; e che la continuit\u00e0 intellettuale tra lo scrittore, l\u2019editorialista e il parlamentare Sciascia avrebbe attribuito al \u00abben salutare errore\u00bb di avere voluto \u00abscambiare la politica con l\u2019etica\u00bb, citandone un intervento del 1979.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A un certo punto, anche nell\u2019infanzia di Sciascia il teatro aveva ceduto il passo ai tempi. Mentre contro l\u2019amico Filippo \u2013 e la sua \u00ababilit\u00e0 a colpire con uno sputo un due soldi a dieci passi di distanza, il muso di un gatto che se ne stava al sole, la pipa dei vecchi che stavano seduti a chiacchierare davanti al circolo di Mutuo Soccorso\u00bb &#8211; il ragazzino del racconto riscatta dal loggione la scarsa mira, perch\u00e9 da lass\u00f9 \u00abandava bene lo stesso, non c\u2019era da sgarrare\u00bb, nel 1929 il piccolo Leonardo al Regina Margherita, frattanto trasformato in cinema sotto la gestione dello zio Giuseppe, impiegato municipale, a otto anni \u00e8 uno spettatore privilegiato dal palco centrale. Al riparo da quegli sputi di \u00ab<em>vastaseria <\/em>(cio\u00e8 di maleducazione)\u00bb, \u00abdi indignazione, di disprezzo, verso i personaggi vili, traditori e crudeli che in nessun film mancavano\u00bb, da insulti e dal \u00ablancio di bucce d&#8217;arance o di noccioli di pesche (secondo stagione)\u00bb, scoprir\u00e0 cos\u00ec una passione che lo accompagner\u00e0 per sempre, insieme alla lettura e alla letteratura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo amore \u00e8 per i film muti, anzi \u00absilenziosi\u00bb, e in particolare per <em>Il fu Mattia Pascal<\/em> di Marcel L\u2019Herbier (1926): dell\u2019attore Ivan Mosjoukine, scriver\u00e0 che da ragazzo, prima di sapere chi fosse Casanova e di scoprire Pirandello, i due personaggi avevano avuto per lui un unico volto; e ricorder\u00e0 di avere provato \u00abammirazione, desiderio \u2013 e perch\u00e9 non ammetterlo? &#8211; adorazione\u00bb per le dive del muto, come Francesca Bertini, e per quell\u2019erotismo diffuso dal sollevare le palpebre anzich\u00e9 i vestiti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"421\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Ivan-Mosjoukine-1889-1939.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4014\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Ivan-Mosjoukine-1889-1939.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Ivan-Mosjoukine-1889-1939-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ivan Mosjoukine (1889-1939)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"601\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Francesca_Bertini_Gustavo_Serena_Diana_laffascinatrice-W.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4015\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Francesca_Bertini_Gustavo_Serena_Diana_laffascinatrice-W.png 800w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Francesca_Bertini_Gustavo_Serena_Diana_laffascinatrice-W-300x225.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Francesca_Bertini_Gustavo_Serena_Diana_laffascinatrice-W-768x577.png 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Francesca_Bertini_Gustavo_Serena_Diana_laffascinatrice-W-425x319.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francesca Bertini in <em>Diana l&#8217;affascinatrice<\/em> di Gustavo Serena (1915)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi \u00e8 la volta del cinema parlato, di cui si nutre avidamente durante gli studi a Caltanissetta. \u00abAvevo modo di vedere pi\u00f9 film: uno a giorno, e a volte anche due. Ogni anno riempivo un libretto di annotazioni sui film visti: avevo, prima che lo facessero i giornali, inventato una specie di votazione con asterischi: cinque il massimo voto. La cosa curiosa, scoperta qualche anno fa, \u00e8 che Gesualdo Bufalino, che non conoscevo, faceva allora la stessa cosa. Non molto curiosa, a pensarci bene: perch\u00e9 per lui, per me, per altri della nostra stessa generazione e della nostra vocazione, il cinema era allora tutto. TUTTO\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019era innanzitutto il mito dell\u2019America. E certo non si esauriva nel sogno di far fortuna laggi\u00f9 e tornare ricchi al paese, magari dopo otto anni per aprire una pizzicheria, come accade a Petru e Venera nel racconto <em>La M\u00e8rica<\/em> (1921) di Maria Messina; o come era accaduto al padre Pasquale Sciascia, che al lavoro in zolfara aveva preferito l\u2019emigrazione, impieghi saltuari e quello da stiratore in una grande lavanderia di New York fino all\u2019arruolamento nell\u2019esercito, prima del ritorno a Racalmuto e del matrimonio.&nbsp; \u00abIl sergente della divisione Texas che, in un meriggio dell\u2019estate 1943, entrava con la sua pattuglia in un paese della Sicilia, (\u2026) si confonde all\u2019immagine di Gary Cooper in <em>Mezzogiorno di fuoco<\/em>: l\u2019uomo che avanza a ristabilire il diritto, la legge, la dignit\u00e0 e la libert\u00e0 degli uomini\u00bb (<em>I miti del cinema<\/em>, 1961). In quel mito \u00absi intravedevano i libri che non si potevano leggere, le idee che non potevano circolare, i sentimenti che non si dovevano avere\u00bb &#8211; spiegher\u00e0 in <em>Ore di Spagna<\/em> (1988) a proposito di s\u00e9 sedicenne, alludendo alla sete di cultura insoddisfatta dalla vita in provincia e all\u2019oppressione fascista.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"715\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/G.C.e-G.K.in-Mezzogiorno-di-fuoco-di-Fred-Zinnemann1952.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4016\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/G.C.e-G.K.in-Mezzogiorno-di-fuoco-di-Fred-Zinnemann1952.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/G.C.e-G.K.in-Mezzogiorno-di-fuoco-di-Fred-Zinnemann1952-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/G.C.e-G.K.in-Mezzogiorno-di-fuoco-di-Fred-Zinnemann1952-768x572.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/G.C.e-G.K.in-Mezzogiorno-di-fuoco-di-Fred-Zinnemann1952-425x317.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gary Cooper e Grace Kelly in <em>Mezzogiorno di fuoco<\/em> di Fred Zinnemann (1952)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">    Fin oltre i vent\u2019anni sogna di fare il regista, il soggettista, lo sceneggiatore, almeno fino a quando l\u2019evoluzione della societ\u00e0 italiana nei regressivi anni Cinquanta non lo disillude, essendo venuta meno \u00abl\u2019effettiva libert\u00e0\u00bb dell\u2019immediato dopoguerra. Nonostante i tanti professionisti coinvolti nella realizzazione di un film &#8211; chi effettua il montaggio, il fotografo, gli attori, lo sceneggiatore \u2013 Sciascia scriver\u00e0 che un\u2019opera cinematografica \u00abriesce a un risultato artistico, o fallisce, soltanto per merito, o demerito, del regista\u00bb, che non deve \u00abmisurarsi con opere gi\u00e0 complete nella loro forma letteraria\u00bb, e riservarsi originalit\u00e0 e autonomia (<em>Dal soggetto al film,<\/em> 1960). E se la Sicilia \u00e8 \u00abun modo di essere, uno stato d\u2019animo di cui si pu\u00f2 avere l\u2019intuizione\u00bb, dei \u00abtre diversi temi siciliani al cinema\u00bb &#8211; il \u00abmondo offeso\u00bb di Vittorini, il \u00abteatro della commedia erotica\u00bb di Brancati e il \u00abluogo di bellezza e verit\u00e0\u00bb di Quasimodo &#8211; solo i primi due hanno restituito esiti validi (<em>La Sicilia nel cinema,<\/em> 1963) e in parte: dai film contemporanei ispirati alla letteratura isolana, sembra discenda l\u2019immagine di moda di quanto quella terra non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019apprendistato cinematografico influisce persino sulla sua tecnica di scrittura, tanto da fargli sostenere senza vanto che i suoi libri siano gi\u00e0 delle sceneggiature. Anche dopo il successo al cinema di <em>A ciascuno il suo<\/em>, <em>Il giorno della civetta<\/em>, <em>Todo modo<\/em> e <em>Il contesto<\/em> e i soggetti per Carlo Lizzani, Lina Wertmuller, Sergio Leone, inediti fino al 2021, \u00abda un\u2019opera grande viene un film mediocre e da un libro mediocre pu\u00f2 venire fuori un grande film\u00bb, dichiarer\u00e0 nel 1984.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"664\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Foto_fatta_durante_le_pause_tra_le_riprese_de_Il_giorno_della_civetta-D.Damiani-1968.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4017\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Foto_fatta_durante_le_pause_tra_le_riprese_de_Il_giorno_della_civetta-D.Damiani-1968.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Foto_fatta_durante_le_pause_tra_le_riprese_de_Il_giorno_della_civetta-D.Damiani-1968-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Foto_fatta_durante_le_pause_tra_le_riprese_de_Il_giorno_della_civetta-D.Damiani-1968-768x531.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Foto_fatta_durante_le_pause_tra_le_riprese_de_Il_giorno_della_civetta-D.Damiani-1968-425x294.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Claudia Cardinale sul set di <em>Il giorno della civetta<\/em> di Damiano Damiani (1968), dal romanzo di Leonardo Sciascia <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019occasione \u00e8 l\u2019intervista rilasciata per <em>Scrittori siciliani e cinema<\/em> (Rai, 1984) al giovane Giuseppe Tornatore, che dalla memoria immaginifica della Sicilia e dal sogno del cinema aveva cominciato anche lui a ritagliare e a ricucire storie. \u00abIl mio amore per il cinema nasce nella sala cinematografica, nasce con il primo impatto con questo luogo cos\u00ec misterioso\u00bb &#8211; racconter\u00e0 il regista (<em>Quelli che il cinema,<\/em> 2025) &#8211; \u00abEro piccolissimo e quindi dalle domande che mi sono subito posto, da dove entrassero queste figure gigantesche, mi sembravano tutti giganti i personaggi nei primi piani. Quando si accendevano le luci, mi guardavo intorno e mi chiedevo da dove fossero entrati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"532\" height=\"288\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/sciascia-tornatore.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4018\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/sciascia-tornatore.png 532w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/sciascia-tornatore-300x162.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/sciascia-tornatore-425x230.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo Sciascia                                                          Giuseppe Tornatore<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da Racalmuto a Bagheria\/Giancaldo, in <em>Nuovo Cinema Paradiso<\/em> l\u2019arco temporale si sposta in avanti \u2013 gli anni Venti di Sciascia, gli anni Quaranta del ragazzino ne <em>La zia d\u2019America<\/em>, il dopoguerra di Tornatore \u2013 in una continuit\u00e0 investita dalla passione per la settima arte, un sogno che la modernit\u00e0 minaccia di dissolvere, in favore di sale multischermo e prodotti pi\u00f9 commerciali per il grande pubblico, o che pi\u00f9 semplicemente il tempo cambia e porta via con s\u00e9. \u00abTornatore ritrae l&#8217;epoca in cui le sale cinematografiche erano davvero vive. Ci ricorda quell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro in cui il pubblico affollava i cinema. Che fine hanno fatto il <em>Paradiso<\/em>, lo <em>Splendor<\/em>, l&#8217;<em>Eden<\/em> e gli altri?\u00bb &#8211; commenter\u00e0 il critico francese Jean-Louis Manceau (Cin\u00e9ma 458 &#8211; giugno 1989) &#8211; \u00abQuesti paradisi perduti si sono trasformati in supermercati, parcheggi e condomini. Di chi \u00e8 la colpa? Tornatore non punta il dito contro nessuno; si limita a osservare (\u2026)\u00bb e \u00abutilizza con maestria e abilit\u00e0 tutti i tratti distintivi del neorealismo italiano\u00bb. Ma lunga \u00e8 la gestazione di quella storia, scritta e sceneggiata, e non meno accidentata la realizzazione del film, sottoposto alle forbici del regista, prima del grande successo internazionale. \u00abPu\u00f2 nascere da un ricordo, da una lettura, da qualcosa che capita a te o che senti raccontare dagli altri. Da un\u2019esperienza\u00bb &#8211; spiegava il regista nel 2015, a proposito dell\u2019idea germinale dei propri film.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"594\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Logo_film_Nuovo_Cinema_Paradiso.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4019\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Logo_film_Nuovo_Cinema_Paradiso.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Logo_film_Nuovo_Cinema_Paradiso-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Logo_film_Nuovo_Cinema_Paradiso-768x475.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Logo_film_Nuovo_Cinema_Paradiso-425x263.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Nuovo Cinema Paradiso<\/em>, logo ufficiale del film<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNel 1977 fui chiamato dal mio datore di lavoro, un gestore di sale cinematografiche, lavoravo da lui come proiezionista. Aveva un cinema che era nato negli anni Venti e che da cinque anni aveva chiuso. Aveva deciso di vendere l\u2019immobile e voleva svuotarlo, mi disse smonta tutto, quello che ti serve prendilo, il resto lo buttiamo. Sono stato tre giorni dentro questo cinema, circondato da rigattieri e operai che smontavano le sedie di ferro, le applique, le tende (\u2026). Stando l\u00ec ebbi la sensazione che sento che tutti hanno quando Tot\u00f2 da grande entra nel cinema\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sceneggiatura raccoglie materiale dall\u2019esperienza di altri proiezionisti, dalla Sicilia \u201ccome modo di essere e stato d\u2019animo\u201d, dagli aneddoti riferiti e da quelli vissuti, mentre l\u2019amicizia tra il piccolo Tot\u00f2 e il proiezionista Alfredo racconta l\u2019amore comune per il cinema, e la passione che far\u00e0 del primo un regista di successo. Anche dopo l\u2019incidente che lo priver\u00e0 della vista, Alfredo insister\u00e0 affinch\u00e9 il ragazzo lasci Giancaldo e costruisca il proprio futuro altrove: \u00abLa vita non \u00e8 come l\u2019hai vista al cinematografo, \u00e8 pi\u00f9 difficile. Vattene! Sei giovane il mondo \u00e8 tuo! \u2026 Non voglio pi\u00f9 sentirti parlare, voglio sentire parlare di te\u00bb. Per il mentore, conta solo il domani e la sua esortazione a dimenticare tutti include anche Elena, di cui Tot\u00f2 \u00e8 perdutamente innamorato, tanto da impedire il loro ultimo incontro, tacere sul messaggio di lei affisso nella cabina di proiezione, e distoglierla dall\u2019inganno dei sentimenti. \u00abFiglia mia, il fuoco diventa sempre cenere!\u00bb &#8211; si legge nella sceneggiatura edita da Sellerio, e la memoria non pu\u00f2 non andare alle parole del principe di Salina a Padre Pirrone, investito da Concetta dell\u2019incarico di parlare al genitore del sentimento sbocciato per Tancredi: \u00abL\u2019amore. Certo, l\u2019amore. Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta\u00bb.&nbsp; Del resto, nel film che celebra quello per il cinema, non c\u2019era spazio per l\u2019amore da ragazzi o da adulti della sceneggiatura: la forbice del regista sacrifica il tempo della possibilit\u00e0, perch\u00e9 il presente si \u00e8 ormai insediato sul passato, Tot\u00f2 \u00e8 diventato un regista famoso e le parole del profeta cieco &#8211; \u00abQualunque cosa farai, amala come amavi la cabina del Paradiso, quand\u2019eri piccolo\u00bb &#8211; si sono avverate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le riprese di <em>Nuovo Cinema Paradiso<\/em> cominciano nel maggio del 1988. Alla produzione partecipano la casa francese Les Films Ariane, lo stesso Tornatore e soprattutto Franco Cristaldi con Cristaldifilm, che ne sollecita la conclusione e organizza la presentazione all\u2019Europa Cinema di Bari, in luogo di quella al Festival di Venezia, impedita dai ritardi. Quella proiettata \u00e8 una copia ancora provvisoria di circa tre ore, il pubblico ne \u00e8 entusiasta, invece stampa e critica lo bocciano. Regia e produzione non si lasciano scoraggiare: il film viene finito, Tornatore taglia e riduce la durata a due ore e trentadue minuti, Cristaldi limita il lancio a supporto della distribuzione: un errore, perch\u00e9 il film esce nell\u2019ottobre 1988 quasi ignorato dal pubblico e contestato dalla critica.&nbsp; \u00abMolti dicevano che la colpa era la lunghezza\u2026 Poi c\u2019era chi diceva che il titolo depistava il pubblico, c\u2019era chi diceva che era la mancanza di campagne promozionali. C\u2019era chi diceva che era il trailer che non era buono\u2026 Tutto sembrava avere determinato l\u2019insuccesso\u00bb &#8211; ricordava Tornatore nel 1996, fino alla decisione di ricorrere nuovamente alle forbici, al taglio del capitolo dell\u2019incontro del protagonista adulto con il suo primo amore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"575\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Nuovo_Cinema_Paradiso.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4020\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Nuovo_Cinema_Paradiso.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Nuovo_Cinema_Paradiso-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Nuovo_Cinema_Paradiso-768x460.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Nuovo_Cinema_Paradiso-425x255.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tot\u00f2 bambino, interpretato da Salvatore Cascio<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nuova edizione torna nelle sale nel marzo 1989 senza successo, un incantesimo sembra imprigionarlo fino all\u2019arrivo al Festival di Berlino. La polemica tra il presidente della kermesse contro la qualit\u00e0 delle opere italiane in concorso suscita la strenua difesa del regista, che risponde sulla stampa e ritira il film; e la <em>querelle<\/em> incuriosisce gli osservatori francesi, che chiedono di poterlo vedere e lo invitano al Festival di Cannes, dove raccoglie il favore della stampa internazionale e del pubblico, e Tornatore vince il Grand Prix Speciale. Finalmente <em>Nuovo Cinema Paradiso<\/em> torna nei cinema italiani e ne viene riconosciuto il meritato successo, che prosegue con il David di Donatello a Ennio Morricone per la migliore colonna sonora (1989), e il Golden Globe e il Premio Oscar per il miglior film straniero (1990).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019estate del 1989, al Cinema Odeon di Milano, ad assistere alla proiezione del film c\u2019\u00e8 uno spettatore speciale. \u00c8 Leonardo Sciascia con la moglie e pochi amici &#8211; come riporta Vincenzo Consolo in una nota quasi di post produzione, pubblicata con la sceneggiatura integrale \u2013 e ne scriver\u00e0 \u00abmagistralmente, memorialmente e poeticamente\u00bb su <em>La Stampa<\/em>, riconoscendo la narrazione comune. \u00abUn uomo che sta oggi per varcare la fatidica soglia dei settant&#8217;anni e che i primi dieci \u2014 gli indelebili anni dell&#8217;infanzia \u2014 ha passato in un piccolo paese, isola nell&#8217;isola, della Sicilia interna, senza, in quei primi anni, mai allontanarsene, ha da inventariare ricordi ben diversi, per quantit\u00e0, qualit\u00e0 e significati, di quelli di ogni altro suo coetaneo che quei primi anni li ha passati in citt\u00e0 pi\u00f9 o meno grandi, in paesi affacciati al mare o toccati da strade e ferrovie di grande transito\u00bb. In una singolare associazione di idee, all\u2019immagine dei carretti con la neve di montagna per \u00abfare fresca l\u2019acqua\u00bb d\u2019estate, alleggerire i fortissimi vini rossi e preparare la granita, seguono quella dei ghiacciai e dell\u2019impresa di Umberto Nobile, attraverso il documentario proiettato nel 1929 su un lenzuolo nella piazza di Racalmuto, \u00abil primo film che il paese avesse mai visto\u00bb, con l\u2019arrivo dell\u2019elettricit\u00e0 e del cinematografo. \u00abIl film di Tornatore, pur riferendosi ad anni pi\u00f9 al di qua, agli anni del \u201cparlato\u201d mi ha toccato e commosso nella memoria di anni pi\u00f9 lontani: quelli del mio cinema, del mio vero cinema; il cinema che direi silenzioso piuttosto che muto. Me ne sono nutrito fin da quando, gi\u00e0 quasi in tutto il mondo, imperava il parlato: per il vantaggio direi, di stare in un paese dove tutto arrivava con grande ritardo (\u2026). \u00c8 diventato un\u2019altra cosa di cui, in effetti, non c\u2019era bisogno se non per masse miseramente \u201cbisognose\u201d: \u00e8 diventato parodisticamente letteratura, parodisticamente pittura, parodisticamente avanguardia di ogni cosa che sa di avanguardia. Del cinema com\u2019era, questo film di Tornatore \u00e8 una specie di requiem\u00bb &#8211; conclude Sciascia con la malinconia scaturita dal rimpianto per un mondo che ha perso il desiderio di ricreare la vita attraverso la fabbrica dei sogni, dalla consapevolezza della propria malattia e dalla misura di quanto rimane da vivere a lui e al grande schermo come lo aveva conosciuto da bambino, nel Teatro Regina Margherita di Racalmuto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"772\" height=\"403\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Immagine-2026-08-01-222359.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4021\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Immagine-2026-08-01-222359.png 772w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Immagine-2026-08-01-222359-300x157.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Immagine-2026-08-01-222359-768x401.png 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Immagine-2026-08-01-222359-425x222.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 772px) 100vw, 772px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Nuovo Cinema Paradiso<\/em>, la proiezione in piazza<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal palco aveva il privilegio di stare vicino alla cabina di proiezione, dove trafugava per s\u00e9 i frantumi di pellicola e riusciva talvolta a convincere l\u2019operatore a tagliare i fotogrammi pi\u00f9 suggestivi, per collezionarli. Erano volti di dive o chiss\u00e0, \u00abnell\u2019infanzia si hanno pi\u00f9 parole che cose\u00bb e \u00abquel che un uomo poteva fare con una donna, restava per noi in nebulose fantasie\u00bb, aveva lasciato spiegare al ragazzino del racconto e alle sue monellerie. \u00abQuando nel film c\u2019erano scene d\u2019amore cominciavamo a soffiar forte, come in preda a un desiderio incontenibile, o facevamo quel rumore di succhiare lumache, che voleva essere il suono dei baci; era una cosa che in loggione anche i grandi facevano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"202\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/baci-1-1024x202.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4025\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/baci-1-1024x202.png 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/baci-1-300x59.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/baci-1-768x151.png 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/baci-1-425x84.png 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/baci-1.png 1228w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Nuovo Cinema Paradiso,<\/em> fotogrammi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse lo scrittore in qualche modo rivede s\u00e9 stesso nel bambino che infila la mano in un cesto pieno di spezzoni e ne tira fuori un ciuffo di pellicola, sacrificato per volont\u00e0 di un altro censore, in tonaca come Don Adelfio, sotto le forbici del proiezionista. \u00abTanto, troppe volte si baciano\u00bb, aveva detto Alfredo di quei fotogrammi scartati, senza essere uno dei vecchi e maligni che nei versi di Catullo straparlano con invidia per gli innumerevoli baci degli amanti. La lezione del poeta \u00e8 \u00ab<em>conturbabimus illa<\/em>\u00bb, mescolarli insieme sulle note di Ennio Morricone, e Tornatore ne ricava una delle sequenze pi\u00f9 commoventi della storia del cinema.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"747\" height=\"436\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Immagine-2026-07-29-085814.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4026\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Immagine-2026-07-29-085814.png 747w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Immagine-2026-07-29-085814-300x175.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Immagine-2026-07-29-085814-425x248.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tot\u00f2 adulto, interpretato da Jacques Perrin<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La proiezione \u00e8 una sorpresa per Tot\u00f2 adulto, che ritrova il sogno nel tempo fermato dall\u2019amico scomparso. \u00abQuesti pezzi sono tuoi, te li regalo\u00bb &#8211; gli aveva detto da bambino &#8211; \u00abte li tengo io\u00bb, esigendo invano che non tornasse dentro la cabina. Ma quei fotogrammi tagliati e montati insieme custodiscono pi\u00f9 delle immagini stesse, la pellicola scorre via veloce come adesso sembrano essere state la vita, le illusioni e le emozioni di cui il cuore \u00e8 ricolmo. \u00abRiaccese le luci\u00bb &#8211; ricorda Vincenzo Consolo \u2013 \u00abrestammo muti e fermi ai nostri posti per la commozione che il film ci aveva dato, ma ancor di pi\u00f9 per l\u2019imbarazzo di fronte alla pi\u00f9 profonda, e pi\u00f9 evidente, commozione di Sciascia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti bibliografici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Leonardo Sciascia, <em>La zia d\u2019America<\/em> in <em>Gli zii di Sicilia<\/em>, Einaudi 1958<\/li>\n\n\n\n<li>Italo Calvino, Leonardo Sciascia, <em>L\u2019Illuminismo mio e tuo. Carteggio 1953-1985,<\/em> Mondadori 2023<\/li>\n\n\n\n<li>Andrea Camilleri, <em>La scomparsa di Pat\u00f2<\/em>, Mondadori 2000<\/li>\n\n\n\n<li>Andrea Camilleri, <em>Un onorevole siciliano. Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia,<\/em> Bompiani 2009<\/li>\n\n\n\n<li>Maria Messina, <em>Gente che passa,<\/em> Sellerio 1989<\/li>\n\n\n\n<li>Matteo Collura, <em>Il maestro di Regalpetra. Vita di Leonardo Sciascia<\/em>, Tea 2007<\/li>\n\n\n\n<li>Felice Cavallaro, <em>Sciascia l\u2019Eretico. Storia e profezie di un siciliano scomodo<\/em>, Solferino 2019<\/li>\n\n\n\n<li>Leonardo Sciascia, <em>La Sicilia nel cinema<\/em> (1963) in <em>La corda pazza. Scrittori e cose della Sicilia,<\/em> Einaudi 1970<\/li>\n\n\n\n<li>Leonardo Sciascia, <em>Questo non \u00e8 un racconto. Scritti per il cinema e sul cinema,<\/em> a cura di Paolo Squillacioti, Adelphi 2021<\/li>\n\n\n\n<li><em><a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2019\/11\/Sciascia-limpegno-della-ragione---Intervistato-da-Tornatore-sul-cinema-b7513409-63c1-47a0-8a66-4600941ff590.html\">\u00abSciascia, l\u2019impegno della ragione\u00bb, intervista di Giuseppe Tornatore a Leonardo Sciascia in Scrittori siciliani e cinema, Rai 1984<\/a><\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Giuseppe Tornatore, <em>Nuovo Cinema Paradiso<\/em>, Sellerio editore Palermo 1990<\/li>\n\n\n\n<li><em><a href=\"https:\/\/www.writersguilditalia.it\/masterclass-giuseppe-tornatore\/\">Infinite riscritture, Masterclass con Giuseppe Tornatore in Roma Creative Contest, Maxxi di Roma, 19 settembre 2015 (testo raccolto da Writers Guild Italia)<\/a><\/em><\/li>\n\n\n\n<li>\u00ab<em><a href=\"https:\/\/www.teche.rai.it\/2018\/05\/tornatore-come-ho-slavato-nuovo-cinema-paradiso\/\">Tornatore: cos\u00ec ho salvato Nuovo Cinema Paradiso\u00bb, in Hollywood Party, Radiotre 1996, Rai Teche<\/a><\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>Giuseppe Tornatore: \u00abVi racconto la verit\u00e0. Sul cinema\u00bb<\/em> in <em>Il Venerd\u00ec di Repubblica<\/em>, 15 novembre 2017<\/li>\n\n\n\n<li><em>Quelli che il cinema<\/em>, intervista a Giuseppe Tornatore, Raiplay 2025<\/li>\n\n\n\n<li>Giuseppe Tomasi di Lampedusa, <em>Il Gattopardo<\/em>, Feltrinelli 1963<\/li>\n\n\n\n<li>Gaio Valerio Catullo, <em>Le poesie,<\/em> Garzanti 1988<\/li>\n\n\n\n<li>Vincenzo Consolo, <em>La cuna del sogno<\/em>, nota in <em>Nuovo Cinema Paradiso<\/em>, op, cit.<\/li>\n\n\n\n<li>Leonardo Sciascia, <em>Requiem per il cinema<\/em>, in<em> La Stampa<\/em>, 27 agosto 1989<\/li>\n\n\n\n<li>Matteo Collura, <em>Leonardo Sciascia, quando pianse vedendo Nuovo Cinema Paradiso<\/em> in Il Messaggero, 20 gennaio 2019<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abEra un vecchio teatro, e ce ne andavamo sempre in loggione. Dall\u2019alto, al buio, passavamo due ore a sputare in platea, a ondate, con qualche minuto d\u2019intervallo, tra un attacco e l\u2019altro: la voce dei colpiti si alzava violenta nel silenzio \u2013 le mamme puttane -. Tornava il silenzio, lo stappo di qualche bottiglia di gazosa; poi di nuovo \u2013 le mamme \u2026 &#8211; e anche la voce della guardia municipale veniva su minacciosa da quel pozzo \u2013 se vengo su vi squarto, quant\u2019\u00e8 vero Dio \u2013 ma noi stavamo certi che mai si sarebbe deciso a venir su\u00bb. \u00c8 il 1943 e a ricostruire<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/08\/14\/tanto-troppe-volte-si-baciano-dietro-le-forbici-di-leonardo-sciascia-e-giuseppe-tornatore\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":4011,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[537],"tags":[147,163,544,511,543,42,56],"ppma_author":[13],"class_list":["entry","post","publish","author-petula","post-4010","format-standard","has-post-thumbnail","category-208-agosto-2026","post_tag-cinema","post_tag-einaudi","post_tag-giuseppe-tornatore","post_tag-italo-calvino","post_tag-leonardo-sciascia","post_tag-letteratura","post_tag-sicilia"],"authors":[{"term_id":13,"user_id":7,"is_guest":0,"slug":"petula","display_name":"Petula Brafa","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg"},"author_category":"","first_name":"Petula","last_name":"Brafa","user_url":"","job_title":"","description":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4010","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4010"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4043,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4010\/revisions\/4043"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4011"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4010"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=4010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}