{"id":3987,"date":"2026-08-14T00:01:00","date_gmt":"2026-08-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3987"},"modified":"2026-08-03T18:52:02","modified_gmt":"2026-08-03T16:52:02","slug":"la-forbice-scolastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/08\/14\/la-forbice-scolastica\/","title":{"rendered":"La forbice scolastica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tempo addietro, diciamo dall\u2019UNIT\u00c0 D\u2019ITALIA fino agli anni cinquanta del secolo scorso, i nobilotti ragusani villeggiavano nelle loro tenute di campagna. Ancora il mare non era di moda. Uno di questi aveva il ghiribizzo di educare il proprio figliolo ad individuare il mestiere delle persone a partire dagli oggetti che portavano con loro. Seduto sulla terrazza della sua villa di campagna con accanto il proprio figliolo si godeva il venticello pomeridiano osservando la vita attorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pass\u00f2 un tale vestito modestamente con la zappa in spalla: vedi figliolo quello \u00e8 lo zappatore, mestiere utile assai perch\u00e9 la terra per produrre deve essere zappata ed \u00e8 un mestiere pesante e duro da spezzarsi la schiena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pass\u00f2 poi un altro modestamente abbigliato con una scure in spalla e una forbice in mano: vedi quello \u00e8 il potatore mestiere di attenzione e di discernimento perch\u00e9 deve capire i rami e e fronde da tagliare, non si spezza la schiena ma rischia di cadere gi\u00f9 dall\u2019albero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si avvicin\u00f2 poi un tal altro con abiti modesti e una falce in mano: quello \u00e8 il mietitore, miete il fieno e il grano maturo e gli tocca stare chino tutta la santa giornata e la sua schiena se la \u201cmangiano i cani\u201d come \u00e8 citato in una canzone popolare ripresa da Rosa Balistreri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passati agosto, settembre e la vendemmia il nobilotto con la famiglia ritorna in citt\u00e0 e i figli vanno a scuola e incontrano delle persone, in maggioranza donne, vestite bene con in mano un libro e un registro. E questi che mestiere fanno? domand\u00f2 il figliolo. Beh questi, vedi come sono dritti, la schiena di sicuro non se la spezzano. Questi sono i professori e fanno un bel mestiere, non bello come il mio che non faccio nulla e vivo del lavoro degli altri, ma interessante e delicato e di responsabilit\u00e0 anche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il libro e il registro a cosa servono? Il libro serve perch\u00e9 loro devono trasmettere ai giovani i programmi e i contenuti che hanno stabilito al Ministero: l\u2019Iliade in seconda media, l\u2019Odissea in terza, l\u2019Eneide al primo superiore e poi i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e poi l\u2019Inferno, il Purgatorio e il Paradiso di Dante Alighieri. Vedi i professori sono come dei burattini mossi dai \u201cfili\u201d dei programmi prescrittivi stabiliti dallo Stato e trascritti nei libri di testo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il registro a cosa serve? Domand\u00f2 il figliolo. Il registro \u00e8 importantissimo perch\u00e9 i professori devono misurare la quantit\u00e0 di programma che i ragazzi ingeriscono. La misurazione si fa con le interrogazioni che occupano gran parte del loro tempo di lavoro e, per ogni interrogazione, assegnare un numero, un voto e annotarlo sul registro. Questi numeri vanno da 1 a 10 e se il ragazzo non raggiunge la sufficienza, cio\u00e8 almeno il numero 6, il ragazzo viene bocciato. Cio\u00e8? Domand\u00f2 il figliolo. Bocciato, tagliato, bloccato nel suo percorso scolastico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, vorresti dire che il registro \u00e8 come una forbice? Disse il ragazzino. Esatto: il registro \u00e8 come una forbice. Allora il professore \u00e8 come il potatore che usa le forbici per tagliare le fronde nocive alla pianta? Esatto, il professore con la sua \u201cforbice\u201d deve tagliare i ragazzi nocivi alla societ\u00e0. Perch\u00e9 la societ\u00e0 deve essere fatta di persone che sanno le cose che stabiliscono al Ministero e costituiscono la Classe Dirigente e di persone analfabete addette al lavoro e a spaccarsi la schiena per consentire a noi nobilotti di vivere di rendita e bene e senza fare nulla o al massimo qualche professione quale l\u2019avvocato, il medico, l\u2019ingegnere, il professore\u2026 le cosiddette professioni liberali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 \u00e8 proibito ai figli degli analfabeti studiare e andare avanti? Non \u00e8 proibito ma \u00e8 difficile assai che riescano a studiare e a sapere tutto, sono frenati dal contesto economico e sociale, e i professori sono l\u00e0 apposta per tagliarli ma non perch\u00e9 figli di analfabeti ma perch\u00e9 non sanno. \u00c8 il registro che li taglia, non i professori e loro arresi dalla evidenza accettano il verdetto! Non per niente Benito Mussolini, quando il ministro Giovanni Gentile var\u00f2 la riforma della scuola, disse che era la pi\u00f9 fascista delle riforme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo, hai detto, dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia fino agli anni cinquanta del secolo scorso, e poi? Domand\u00f2 il ragazzo. Poi col boom economico degli anni sessanta, che modific\u00f2 il contesto economico e sociale, parecchi giovani, figli di lavoratori analfabeti sono arrivati alle professioni liberali dimostrando che il sale in zucca ce l\u2019avevano anche loro e le cose nella societ\u00e0 si sono alquanto confuse. E non si boccia pi\u00f9, non si taglia pi\u00f9 per due motivi oggettivi. Primo: a seguito della riduzione del lavoro manuale e della quasi totale scomparsa dell\u2019artigianato, non si saprebbe dove mandare i ragazzi bocciati, tagliati; secondo: se si boccia si riducono gli alunni e non si saprebbe cosa far fare agli insegnanti. Pensa che a Ragusa c\u2019era una sola scuola media e diventarono sei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora non ci sono pi\u00f9 interrogazioni, misure, registri, \u201cforbici\u201d? Sbott\u00f2 il ragazzo. E invece no! Interrogazioni, misurazioni, voti, registri continuano ad esserci ma non si usa pi\u00f9 la \u201cforbice\u201d, si misura e non si seleziona, \u00e8 assurdo ma \u00e8 cos\u00ec. E non si capisce bene come funziona la scuola: i programmi non sono pi\u00f9 prescrittivi, si possono variare, invece dei Promessi Sposi si possono fare altri romanzi e altre amenit\u00e0 simili compreso anche lo sport. Anche lo sport?! S\u00ec anche lo sport e, a fianco al Liceo Classico hanno inventato il \u201cLiceo Sportivo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma studiare e sapere le cose non \u00e8 bello? Esatto. Sapere le cose \u00e8 bello. Leggere per arricchire e approfondire le proprie conoscenze \u00e8 bello assai. E per\u00f2 non si \u00e8 mai visto un collegio dei docenti che si sia posto il problema di come fare amare la bellezza del sapere prodotto dall\u2019umanit\u00e0 nella sua storia. Sempre imperterriti a interrogare e a mettere i voti che \u00e8 cosa noiosa assai per i ragazzi e per i professori. Per misurare e graduare il voto il professore \u00e8 costretto a dividere l\u2019argomento in dieci pezzi e a chi li sa tutti e dieci mette dieci, a chi ne sa otto mette otto e cos\u00ec via. E questo va a scapito della bellezza e del godimento dello studio e della cultura. Difatti si chiama \u201cscuola dell\u2019obbligo\u201d e non \u201cscuola del piacere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo se partecipi ad un concorso, devi necessariamente, affrontare interrogazioni e misurazioni per cui il tutto viene spezzettato in una serie di nozioni tant\u2019\u00e8 che si \u00e8 affermato il metodo dei quiz per cui in una stessa giornata si esaminano milioni di concorrenti in tutto il territorio nazionale e immediatamente si ha correzione e risultato. E sono nate scuole private che impartiscono nozioni e tecniche per rispondere bene ai quiz. Batterie di quiz esistono anche su internet, te li scarichi e ti prepari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempo addietro, diciamo dall\u2019UNIT\u00c0 D\u2019ITALIA fino agli anni cinquanta del secolo scorso, i nobilotti ragusani villeggiavano nelle loro tenute di campagna. Ancora il mare non era di moda. 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