{"id":3945,"date":"2026-08-14T00:01:00","date_gmt":"2026-08-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3945"},"modified":"2026-07-29T12:09:28","modified_gmt":"2026-07-29T10:09:28","slug":"tagliare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/08\/14\/tagliare\/","title":{"rendered":"Tagliare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quasi cinquant&#8217;anni si accorse che, nella vita, aveva cominciato a tagliare. Non sapeva dire con assoluta certezza quando fosse successo, se fosse stata una scelta consapevole o qualcosa che gli anni gli avevano semplicemente insegnato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso, oggi \u00e8 consapevole che non esistono certezze. E sa anche che esserne consapevoli non significa fare tutto bene, n\u00e9 aver finalmente trovato una formula capace di mettere ordine nella vita. La consapevolezza, forse, \u00e8 proprio il contrario. \u00c8 sapere che ogni convinzione pu\u00f2 essere messa in discussione, che ci\u00f2 che si pensa non coincide necessariamente con ci\u00f2 che \u00e8 vero e che, tra un pensiero e la certezza, non dovrebbe esserci un legame cos\u00ec automatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da giovane non tagliava nulla. Lasciava crescere. Accettava. Accumulava persone, pensieri, abitudini, rumori, cose che forse non gli appartenevano davvero. Poi, con il tempo, ha cominciato a tagliare, ha imparato a lasciare andare. Non tutto insieme, non con un gesto improvviso, ma poco alla volta. Una pulizia progressiva, quasi naturale. Come se fosse necessario liberare spazio per capire cosa meritasse davvero di rimanere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 un&#8217;attitudine che si sviluppa con gli anni. Forse appartiene a molti. Anche su questo, per\u00f2, non pu\u00f2 avere certezze. Ha imparato a diffidare delle certezze, soprattutto di quelle che sembrano definitive. E forse \u00e8 proprio questo il primo taglio che ha compiuto: recidere il nesso troppo stretto tra ci\u00f2 che si pensa e la pretesa che quel pensiero debba necessariamente corrispondere al vero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un tempo accettava tutto. O quasi. Oggi no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha scelto di tagliare ci\u00f2 che non conta, ci\u00f2 che non lo arricchisce davvero, ci\u00f2 che sente estraneo al modo in cui vuole vivere. Ha scelto di dare precedenza a ci\u00f2 che considera importante, a ci\u00f2 che sente capace di rappresentare qualcosa di autentico nella propria vita. Non per diventare un esempio. Non crede di doverlo essere per nessuno. Al massimo pu\u00f2 lasciare una testimonianza. E forse \u00e8 gi\u00e0 molto. Forse \u00e8 tutto ci\u00f2 che una persona pu\u00f2 fare: vivere secondo i propri principi e lasciare che siano le proprie scelte, pi\u00f9 delle proprie parole, a raccontarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Crede che vivere coerentemente sia importante, ma soltanto se la coerenza \u00e8 con se stessi. Non con i parametri degli altri, non con ci\u00f2 che ci si aspetta, non con il bisogno di apparire all&#8217;altezza di un&#8217;immagine costruita da qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 che facciamo gli sembra sempre pi\u00f9 simile a un lancio di dadi. Ma non c&#8217;\u00e8 nulla di fatalista in questa idea. Lanciare i dadi non significa lasciare la propria esistenza al caso. Significa, al contrario, fare tutto ci\u00f2 che \u00e8 possibile fare prima che il caso intervenga. Studiare, lavorare, comprendere, cercare di capire, fare bene ci\u00f2 che si \u00e8 scelto di fare. Essere gentili, nel senso pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 difficile del termine, senza per questo diventare arrendevoli. Non pretendere e non dare nulla per scontato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oramai ha capito che c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa che non si pu\u00f2 controllare. Il destino, il caso, gli angoli bui del percorso, quelli che soltanto qualche volta ci illudiamo di poter vedere in anticipo. Ci sono svolte che non avevamo previsto, deviazioni che non avevamo scelto, pieghe della vita dentro le quali ci ritroviamo senza averle mai cercate. E non possiamo farci niente. Possiamo soltanto imparare ad attraversarle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse il taglio serve proprio a questo: togliere ci\u00f2 che non ha valore per fare spazio a ci\u00f2 che ancora deve crescere. Pi\u00f9 si recidono i rami inutili, pi\u00f9 possibilit\u00e0 ci sono che arrivino foglie nuove. Pi\u00f9 si impara a tacere quando non c&#8217;\u00e8 davvero nulla da dire, pi\u00f9 si riesce ad ascoltare la propria voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il silenzio \u00e8 pi\u00f9 importante di quanto si riesca a comprendere. Non \u00e8 soltanto l&#8217;assenza di parole, n\u00e9 il vuoto che rimane quando il rumore si interrompe. Il silenzio \u00e8 anche una scelta, qualche volta una forma di attenzione. Ci sono persone che non sanno stare in silenzio. Il mondo \u00e8 un frastuono continuo. Quel frastuono ha deciso di tagliarlo, anche se sa di non essere ancora riuscito a raggiungere del tutto quel silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ama la confusione. Preferisce la laboriosit\u00e0 silenziosa di chi studia, lavora, fa il proprio dovere, di chi ascolta prima di parlare, di chi non costruisce opinioni inutili su ci\u00f2 che non conosce, di chi sa che un dubbio, qualche volta, \u00e8 una forma pi\u00f9 onesta di intelligenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ha reciso anche i rapporti con chi non sa comprendere un silenzio, un gesto, uno sguardo. Non per crudelt\u00e0. Semplicemente perch\u00e9, a un certo punto, certe presenze diventano rumore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta il rimpianto. Ci sar\u00e0 sempre, perch\u00e9 nessuno riesce a vivere esattamente come aveva deciso. Anche questa \u00e8 una forma di consapevolezza: sapere che, per quanto si possa scegliere cosa tagliare, non si potr\u00e0 mai controllare tutto ci\u00f2 che crescer\u00e0 dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma forse \u00e8 proprio qui che comincia la libert\u00e0. Nel sapere che non si pu\u00f2 avere certezza di nulla e scegliere comunque. Nel tagliare, ogni tanto, ci\u00f2 che soffoca. Nel lasciare spazio. Nel capire che non tutto ci\u00f2 che si perde \u00e8 una perdita e che, qualche volta, per tornare a sentire la propria voce, bisogna prima avere il coraggio di fare silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quasi cinquant&#8217;anni si accorse che, nella vita, aveva cominciato a tagliare. Non sapeva dire con assoluta certezza quando fosse successo, se fosse stata una scelta consapevole o qualcosa che gli anni gli avevano semplicemente insegnato. In ogni caso, oggi \u00e8 consapevole che non esistono certezze. E sa anche che esserne consapevoli non significa fare tutto bene, n\u00e9 aver finalmente trovato una formula capace di mettere ordine nella vita. 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