{"id":3909,"date":"2026-07-14T00:01:00","date_gmt":"2026-07-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3909"},"modified":"2026-07-14T15:00:03","modified_gmt":"2026-07-14T13:00:03","slug":"ricordo-di-don-lorenzo-riela-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/07\/14\/ricordo-di-don-lorenzo-riela-2\/","title":{"rendered":"Ricordo di Don Lorenzo Riela"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trascorsi la mia adolescenza in seminario dove ero finito perch\u00e9 fui bocciato all\u2019esame di ammissione alla scuola media (per accedervi, all\u2019epoca, non era sufficiente la licenza elementare) cos\u00ec, anzich\u00e9 mandarmi a lavorare in campagna o alla scuola di avviamento al lavoro, mia madre decise di mandarmi in seminario dove si faceva, privatamente, la scuola media. Mio padre assecond\u00f2 la scelta pur avendo forte il desiderio di avermi in campagna. Amava il suo mestiere di massaro, aveva alta professionalit\u00e0 e desiderava trasmetterla all\u2019unico figlio maschio. Alla mia nascita aveva fatto costruire il carretto nuovo quale elemento di continuit\u00e0 per il futuro. Poi l\u2019epoca cambi\u00f2, quella agricoltura tramont\u00f2 e dei carretti si \u00e8 persa la memoria. La non ammissione era l\u2019occasione buona per avermi in campagna, eppure assecond\u00f2 la scelta di mia madre. Farse aveva il rimorso di non avere assecondato lui il desiderio di suo padre di averlo laureato. A tal fine lo mand\u00f2 in collegio ma lui dopo la prima elementare scapp\u00f2 e si gli si present\u00f2 in campagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimasi quattro anni in seminario, dal 1953 al 1956: prima media, seconda media, seconda media e terza media. Di quella esperienza ricordo con grande stima ed affetto Don Lorenzo Riela venuto a seguito del vescovo Sua Eccellenza Monsignor Franceso Pennisi nonch\u00e9 suo nipote. Era il vice rettore del seminario, cultore di musica (suonava il piano forte che aveva in camera e anche l\u2019organo) e di matematica, materie che insegnava. Affermo, con cognizione di causa, che fu il migliore professore di matematica che ho avuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elabor\u00f2 il testo di aritmetica, geometria e algebra per la scuola media, lo stamp\u00f2 con il ciclostile delle ACLI (Associazione Cattolica Lavoratori Italiani), probabilmente, all\u2019epoca, l\u2019unico ciclostile esistente a Ragusa e ce lo distribu\u00ec. Per modestia non lo firm\u00f2 col nome intero ma solo con le iniziali D.L.R. Lo conservo come una reliquia. Faccio notare la pazienza e l\u2019attenzione meticolosa a tracciare, sulla matrice a cera, disegni, tratti, numeri ed esponenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In terza media, verso la fine dell\u2019anno, invece di interrogare innesc\u00f2 un \u201ctorneo\u201d matematico ad eliminatoria: sorteggi\u00f2 uno a caso il quale avrebbe sfidato un compagno e gli avrebbe posto una domanda, se questi sapeva rispondere aveva diritto a porre una contro domanda, chi non sapeva rispondere veniva eliminato. I pi\u00f9 bravi eravamo io e Giorgio Carbone. Non fummo sfidati finch\u00e9 restammo gli unici. Il superstite sfid\u00f2 Carbone e non me, evidentemente mi riteneva pi\u00f9 bravo. Carbone in poche battute lo sbaragli\u00f2 ed entrai in campo io. Lottammo per un bel po&#8217;, fu un duello all\u2019ultimo argomento. Alla fine beccai un buco nella sua preparazione e mi aggiudicai il torneo. Credo che nel sorteggio iniziale, padre Renzo (cos\u00ec lo chiamavamo) abbia truccato per evitare che uscissimo uno dei due campioni. Il risultato del torneo sarebbe stato scontato e la gara non avvincente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In veste di vice rettore si occupava di vari aspetti organizzativi tra cui l\u2019acquisto dei libri di testo. Un anno li comprai direttamente dal libraio. Mi chiese il perch\u00e9. \u00abPerch\u00e9 mi ha fatto lo sconto del 10%\u00bb. \u00abAnche a me fa lo sconto del 10%, ma da dove credi che prenda i soldi per i palloni e i vari giochi?\u00bb. Quella lezione mi rest\u00f2 impressa e imparai che il problema non sono le tasse che si pagano ma cosa si realizza col gettito fiscale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seminario le ore di studio erano obbligatorie. Suonava la campana e tutti dentro nei nostri banchi a studiare. Ma io ero refrattario allo studio e, non potendo scappare, aprivo l\u2019antologia e leggevo le pagine che mi attiravano. Imparai a leggere per il piacere di leggere. Piacere che mi accompagna tutt\u2019ora. Non lo sapevo ma, ora che ho consapevolezza, dico che fu una gran bella cosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo ancora tre poesie. \u201cI pini\u201d di Ada Negri. I pini sognano di andare lontano e soffrono incatenati al suolo dalle radici che la terra nutre per meglio averli in prigionia perenne e soffrono e non hanno voce per gridare n\u00e9 lacrime per piangere. \u201cEgoismo e carit\u00e0\u201d di Giacomo Zanella con l\u2019alloro simbolo dell\u2019egoismo che sfoggia la sua chioma sempre verde ma <em>gioia non reca all\u2019augellin digiuno; ch\u00e9 la splendida bacca invan matura non coglie alcuno<\/em> e la vite simbolo della carit\u00e0 che d\u2019inverno perde le foglie ma <em>col suo licor rallegra e scalda il vecchierello<\/em>. \u201cLa quercia caduta\u201d di Giovanni Pascoli col <em>pianto della capinera che cerca il nido che non trover\u00e0<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trascorsi la mia adolescenza in seminario dove ero finito perch\u00e9 fui bocciato all\u2019esame di ammissione alla scuola media (per accedervi, all\u2019epoca, non era sufficiente la licenza elementare) cos\u00ec, anzich\u00e9 mandarmi a lavorare in campagna o alla scuola di avviamento al lavoro, mia madre decise di mandarmi in seminario dove si faceva, privatamente, la scuola media. 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