{"id":3823,"date":"2026-07-14T00:01:00","date_gmt":"2026-07-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3823"},"modified":"2026-07-13T09:32:34","modified_gmt":"2026-07-13T07:32:34","slug":"lupo-di-carta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/07\/14\/lupo-di-carta\/","title":{"rendered":"Lupo di carta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giulio si allacci\u00f2 bene le scarpe, come gli diceva suo padre quando da bambino se lo portava in giro, e part\u00ec senza una meta precisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornava sempre d\u2019estate. L\u2019indomani del lungo viaggio in macchina si alzava presto e andava a zonzo fra stradine e vecchie case di pescatori ormai riservate ai turisti, prima che <em>&#8216;u stiddazzu<\/em> incendiasse i colori pastello del primo mattino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quell\u2019ora, oltre a lui sul lungomare c&#8217;era solo uno spazzino che lavava senza fretta le tracce delle baldorie notturne. Davanti a s\u00e9 aveva il mare e nelle orecchie l&#8217;onnipresente sciabordio delle onde. Giulio si sforz\u00f2 di trattenere l&#8217;odore della salsedine. Immagin\u00f2 di riporre tutto dentro un barattolo di vetro: sarebbe venuto buono per l&#8217;inverno in Francia, coi pelati fatti in estate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In alto le rondini saturavano il cielo di strilli. Quel richiamo aveva segnato la sua vita come le orecchie sulle pagine di un libro. Gli bastava sentirne lo stridio per tornare bambino in un pomeriggio primaverile, sul balcone di casa, col Santo che passava sotto in processione, mentre lui si perdeva nel gioco delle loro traiettorie; o per rivedersi una mattina di maggio, militare di leva, seduto su uno scalino ad aspettare l&#8217;autobus per la caserma, invidiando il volo libero di quegli uccelli. Da quando aveva lasciato la Sicilia, le rondini erano scomparse dalla sua vita. Ripens\u00f2 al suo paese adottivo e al cielo francese, senza di loro stupidamente vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo girovagare, Giulio passava sempre davanti all&#8217;edicola del porto. Da ragazzino l\u00ec dentro ci perdeva le ore a cercare nuove uscite di fumetti, guardare le figurine dei calciatori o immaginarsi meraviglie dentro i bustoni a sorpresa. Il vecchio edicolante per\u00f2 finiva per stufarsi di vederlo curiosare fra i giornaletti:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSenti ragazzino, o compri qualcosa o te ne torni a casa!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era un signore pallido, quasi trasparente; alla luce del neon si indovinavano le venuzze sotto la pelle del viso. Qualcuno diceva perfino che durante le notti di luna piena si trasformasse in lupo mannaro. Da piccolo, Giulio non aveva mai dubitato di quella diceria che al vecchio era valsa la nomea di <em>lupu<\/em>. Ma l&#8217;edicola era l&#8217;unico posto in cui sapeva come spendere le cento lire di paghetta settimanale: impossibile rinunciarvi. Cos\u00ec, ogni volta, entrarci era una sfida al licantropo che da dietro il bancone lo guardava storto, pronto a sbranarlo se avesse sgualcito un giornaletto. Dentro l&#8217;edicola Giulio era teso, diffidente, e al primo accenno di rimprovero scappava via urlando. Poi il vecchio ne parlava ai suoi genitori; seguivano i rimproveri del padre e i pianti, ma il giorno dopo Giulio si ripresentava all&#8217;edicola, entrando con cautela e tenendo sempre un occhio sulla porta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quand&#8217;era andato via dall&#8217;Italia, fra le tante cose francesi a cui Giulio non era mai riuscito ad adattarsi, c&#8217;erano proprio le edicole. Gli mancavano troppo i quotidiani italiani, i settimanali, i fumetti Bonelli, la collana Urania, i libri in edizione ultra economica: quel mondo caotico e variopinto fatto di carta ficcata dentro espositori stracarichi e affastellata in ogni angolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle edicole francesi invece, aveva trovato solo file ben ordinate di quotidiani e riviste per i quali non riusciva a provare alcun interesse. Copertine sobrie, argomenti austeri. Tutto molto ordinato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordava la sua prima volta in una di quelle edicole. Come al solito, aveva esaminato con minuzia ogni rivista, e l&#8217;edicolante, che non lo aveva perso di vista un istante, a un certo punto si era deciso a richiamare la sua attenzione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Monsieur, s&#8217;il vous pla\u00eet?<\/em>\u00bb<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sorrideva ma lo sguardo era gelido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAh s\u00ec, <em>oui&#8230;<\/em> dunque<em>&#8230; donc&#8230;<\/em>\u00bb rispose Giulio, che sulla lingua francese aveva ancora qualche dubbio. \u00ab<em>Il Manifesto,<\/em> <em>please!<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Pardon?<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Giurnal!<\/em> <em>Il Manifesto!<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;edicolante gli pass\u00f2 un quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo, no, <em>giurnal de sinistr&#8230; de gauche<\/em>, <em>Il Manifesto!<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>De gauche? Voil\u00e0!<\/em>\u00bb fece quello, sbattendo sul bancone una copia di <em>Lib\u00e9ration<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel gesto, e i brontolii sempre pi\u00f9 espliciti dei clienti in coda, convinsero Giulio che sarebbe stato meglio non insistere. Per un istante gli sembr\u00f2 perfino di intravedere l&#8217;ombra del licantropo dietro l&#8217;edicolante. Pag\u00f2 <em>Lib\u00e9ration<\/em> e usc\u00ec in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ogni volta che arrivava all&#8217;altezza dell&#8217;edicola del porto, Giulio cambi\u00f2 marciapiede. In tutta Italia ormai le edicole chiudevano, o si riconvertivano in negozi di souvenir, profumerie o peggio. La sua aveva subito lo stesso destino: trasformata in uno spaccio d&#8217;intrugli per le sigarette elettroniche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma era gi\u00e0 finita da un pezzo: il lupo era morto di vecchiaia. Il figlio aveva ereditato l&#8217;esercizio e il soprannome, ma passava le giornate sul cellulare e non alzava gli occhi manco per dire buongiorno, figurarsi se si prendeva il disturbo di terrorizzare qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultima volta Giulio ci aveva pure portato i bambini, cos\u00ec per provare. Si erano attardati a seguire il volo delle rondini poi erano entrati. Il figlio del lupo era come sempre sul telefonino. Oltre al negozio e al soprannome aveva ereditato l\u2019aspetto dimesso e diafano del padre. I piccoli ne erano rimasti subito impressionati e\u2026 niente, neanche un ringhio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giulio si allacci\u00f2 bene le scarpe, come gli diceva suo padre quando da bambino se lo portava in giro, e part\u00ec senza una meta precisa. Tornava sempre d\u2019estate. L\u2019indomani del lungo viaggio in macchina si alzava presto e andava a zonzo fra stradine e vecchie case di pescatori ormai riservate ai turisti, prima che &#8216;u stiddazzu incendiasse i colori pastello del primo mattino. A quell\u2019ora, oltre a lui sul lungomare c&#8217;era solo uno spazzino che lavava senza fretta le tracce delle baldorie notturne. Davanti a s\u00e9 aveva il mare e nelle orecchie l&#8217;onnipresente sciabordio delle onde. Giulio si sforz\u00f2 di trattenere l&#8217;odore della salsedine. 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