{"id":3802,"date":"2026-07-14T00:01:00","date_gmt":"2026-07-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3802"},"modified":"2026-07-13T09:34:16","modified_gmt":"2026-07-13T07:34:16","slug":"quando-una-carta-divento-enciclopedia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/07\/14\/quando-una-carta-divento-enciclopedia\/","title":{"rendered":"Quando una carta divent\u00f2 enciclopedia"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La straordinaria opera di Giovanni Battista Ghigi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono mappe che servono semplicemente a orientarsi. Altre, invece, raccontano un territorio, ne ricostruiscono la storia e cercano persino di restituirne l&#8217;identit\u00e0 pi\u00f9 profonda. Non rappresentano soltanto uno spazio: lo interpretano. In questo senso ogni carta geografica \u00e8 anche un racconto.<br>Talvolta, poi, sono le carte stesse a venirci incontro. Emergono quasi per caso durante una ricerca, aprendo percorsi inattesi e suggerendo nuove domande. \u00c8 quanto mi \u00e8 accaduto con la <em>Nuova ed esatta carta corografica della Sicilia<\/em> dell&#8217;abate Giovanni Battista Ghigi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"821\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta01a-1024x821.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3837\" style=\"aspect-ratio:1.2472739084033224\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta01a-1024x821.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta01a-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta01a-768x615.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta01a-1536x1231.jpg 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta01a-425x341.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta01a.jpg 1762w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carta del Ghigi coeva a quella pi\u00f9 completa, a colori e integra conservata presso la BNF<br>(per visionare quest&#8217;ultima vedi sitografia)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;incontro con quest&#8217;opera \u00e8 stato un autentico caso di serendipit\u00e0: quella felice circostanza per cui si scopre qualcosa che non si stava cercando. Nel 2022 stavo lavorando, insieme ad Alessandro D&#8217;Amato, Stefano La Malfa e Antonio Sarnari, al volume <em>Il Carrubo e (\u00e8) l&#8217;Uomo<\/em> (Abulafia Editore), quando Stefano La Malfa mi segnal\u00f2 che in un cartiglio della carta di Ghigi il carrubo era indicato con il termine grecizzante <em>Xilokerazia<\/em>. Nello stesso periodo mi occupavo di un curioso fenomeno ottico verificatosi nel febbraio del 1755 sopra i laghi di Naftia, presso Mineo, la cosiddetta &#8220;fata Muruana&#8221;, variante locale della pi\u00f9 nota fata Morgana. Anche in questo caso una delle fonti rimandava alla stessa carta.<br>Due ricerche completamente indipendenti finivano cos\u00ec per convergere sul medesimo documento. Pi\u00f9 che un segno del destino, fu l&#8217;occasione per scoprire una delle opere cartografiche pi\u00f9 affascinanti dedicate alla Sicilia e, attraverso di essa, osservare l&#8217;isola con gli occhi della cultura illuministica.<br>La <em>Nuova ed esatta carta corografica della Sicilia<\/em> fu pubblicata a Roma nel 1779 da Giovanni Battista Ghigi.[1] A un primo sguardo potrebbe sembrare una raffinata carta geografica del XVIII secolo, ma basta un\u2019analisi veloce per scoprire un&#8217;opera che racchiude una quantit\u00e0 di conoscenze che vanno ben oltre la mera rappresentazione dello spazio geografico, e che \u00e8 una delle pi\u00f9 compiute espressioni dello spirito enciclopedico dell&#8217;Illuminismo. : il desiderio di conoscere, catalogare e spiegare un territorio in tutti i suoi aspetti.<br>Ghigi, originario di Como, \u00e8 una figura la cui biografia \u00e8 ancora oggi avvolta da qualche incertezza. Le fonti lo ricordano come abate, incisore e cartografo. Per quanto su di lui si abbiano poche notizie, le opere che si sono conservate testimoniano una notevole attivit\u00e0: una carta del Regno di Polonia, una guida per i viaggiatori in Italia, una mappa delle Paludi Pontine e, soprattutto, il suo capolavoro questa monumentale rappresentazione della Sicilia, probabilmente il suo capolavoro, <em>Nuova ed esatta carta corografica della Sicilia.<\/em><br>La parola &#8220;corografica&#8221; \u00e8 la chiave per comprendere il valore dell&#8217;opera. La corografia non si limita infatti a riprodurre fedelmente il territorio come farebbe una moderna carta topografica. Il suo obiettivo \u00e8 raccontare una regione, mettendo in relazione il paesaggio, la storia, le citt\u00e0, le attivit\u00e0 economiche, i monumenti, i fenomeni naturali e perfino le tradizioni. \u00c8 una geografia che dialoga con la cultura.<br>Non \u00e8 un caso che la carta venga pubblicata nel pieno dell&#8217;Illuminismo europeo. Sono gli anni in cui Diderot e d&#8217;Alembert avevano appena completato la loro <em>Encyclop\u00e9die<\/em>, il grande progetto che ambiva a raccogliere tutto il sapere umano. In un certo senso anche la carta del Ghigi pare voglia rispondere alal stessa esigenza: trasformare un foglio di carta in un&#8217;enciclopedia visiva, in questo caso della Sicilia.<br>L&#8217;opera conobbe una significativa diffusione editoriale, tanto da essere stampata in pi\u00f9 versioni.[2] Senza dubbi la variante pi\u00f9 interessante, raffinata, bella e completa \u00e8 senza alcun dubbio quella che oggi \u00e8 conservata presso la Biblioth\u00e8que Nationale de France (D\u00e9partement Cartes et plans, GE A-652 [RES]). Le dimensioni (circa 143 \u00d7 99 centimetri) permettono di godere della ricchezza dei dettagli, e anche nella versione digitale, consultabile online, l&#8217;immagine permette di esplorare ogni particolare dell&#8217;incisione. Ma ci\u00f2 che sorprende maggiormente non \u00e8 soltanto la precisione geografica.<br>Intorno alla rappresentazione dell&#8217;isola si sviluppa un vastissimo apparato illustrativo e descrittivo. Vi compaiono una solenne dedica a Caterina II di Russia, l&#8217;elenco dei re della Sicilia, le mappe di citt\u00e0 e porti, tavole dedicate ai monumenti antichi, annotazioni sulla flora e sulla fauna, informazioni sulle attivit\u00e0 economiche, curiosit\u00e0 naturalistiche e perfino riferimenti ai viaggi di Ulisse e all&#8217;arcipelago maltese (all\u2019epoca formalmente facente parte del <em>Regnum Siciliae<\/em>).<br>\u00c8 come se Ghigi avesse voluto condensare in un&#8217;unica immagine tutto ci\u00f2 che un viaggiatore, uno studioso o un erudito del Settecento avrebbe desiderato conoscere dell&#8217;isola. La carta diventa cos\u00ec una sorta di guida illustrata ante litteram, nella quale convivono il rigore scientifico e il gusto per la meraviglia. \u00c8 evidente che, come era consueto all\u2019epoca, l\u2019autore non lavor\u00f2 in presenza ma basandosi su testimonianze pi\u00f9 o meno dirette, libri, testi, carte preesistenti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1105\" height=\"1040\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta02-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3846\" style=\"aspect-ratio:1.0625135877621203\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta02-2.jpg 1105w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta02-2-300x282.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta02-2-1024x964.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta02-2-768x723.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta02-2-425x400.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 1105px) 100vw, 1105px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Elaborazione in italiano della Dedica a Caterina II di Russia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Tra gli elementi pi\u00f9 affascinanti spicca la dedica alla committente, l&#8217;imperatrice Caterina II. Nella dedica l&#8217;Etna viene celebrato come il simbolo della Sicilia: un vulcano immenso, ricco di miti e di tesori naturali, che per gli antichi rappresentava la dimora dei Titani imprigionati da Giove. La scelta della sovrana russa non \u00e8 casuale: la zarina fu una delle principali protagoniste dell&#8217;Illuminismo europeo, sovrana di una Russia che tentava d\u2019allargare la sua influenza anche sul Mediterraneo. La dedica rivista dall&#8217;abate Ferdinando Galiani, uno dei pi\u00f9 grandi latinisti dell\u2019epoca, dimostra come l&#8217;opera fosse destinata a un pubblico internazionale e colto.<br>Attorno alla rappresentazione topografica della Sicilia si sviluppano cartigli finemente incisi, la Triscele simbolo della Sicilia, la rosa dei venti, scale metriche e decorazioni allegoriche trasformano la mappa in un oggetto artistico oltre che scientifico. L&#8217;equilibrio tra testo e immagine riflette perfettamente la sensibilit\u00e0 del Settecento, quando la cartografia era considerata una delle arti pi\u00f9 raffinate.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"716\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta03-1-1024x716.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3844\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta03-1-1024x716.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta03-1-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta03-1-768x537.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta03-1-425x297.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carta03-1.jpg 1429w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Particolare del Val di Noto della versione conservata alla Stadt- und Universit\u00e4tsbibliothek Bern (Raccolta Ryhiner)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>La Sicilia che emerge dalla carta di Ghigi \u00e8 un territorio straordinariamente ricco e complesso. Non \u00e8 soltanto la terra dei templi greci o dell&#8217;Etna, ma anche un mosaico di citt\u00e0, castelli, porti, montagne, coltivazioni, miniere, prodotti tipici e fenomeni naturali. Ogni localit\u00e0 \u00e8 caratterizzata da una peculiarit\u00e0, quasi a voler costruire un inventario ragionato delle ricchezze dell&#8217;isola. La geografia diventa cos\u00ec uno strumento per comprendere la storia e l&#8217;identit\u00e0 di un territorio.<br>Osservata oggi, questa carta offre anche una preziosa testimonianza del modo in cui il Settecento guardava alla Sicilia. Non si tratta ancora della visione romantica che si affermer\u00e0 nell&#8217;Ottocento con i grandi viaggiatori del Grand Tour, ma di uno sguardo razionale, curioso e sistematico. L&#8217;isola viene studiata, classificata e descritta con l&#8217;ambizione di comprenderne ogni aspetto, senza rinunciare al fascino del mito e della memoria storica.<br>La <em>Nuova ed esatta carta corografica della Sicilia<\/em> \u00e8 dunque molto pi\u00f9 di un documento cartografico. \u00c8 il ritratto di una terra nel momento in cui la conoscenza diventa progetto culturale. Attraverso le sue incisioni, le sue annotazioni e la sua straordinaria ricchezza di informazioni, Ghigi ci consegna una Sicilia vista con gli occhi dell&#8217;Illuminismo: un laboratorio di natura, storia e civilt\u00e0, degno di essere studiato e ammirato.<br>La vera modernit\u00e0 della carta di Ghigi risiede per\u00f2 nella sua struttura, nel modo di pensare il territorio e la sua raffigurazione che diventer\u00e0 comune soltanto molti decenni pi\u00f9 tardi. L\u2019approccio coreografico sar\u00e0 la norma solo a partire dal XIX secolo. A partire dall\u2019Ottocento si cominci\u00f2 a pubblicare atlanti geografici settoriali: accanto alle carte fisiche e politiche tradizionali, comparvero tavole dedicate alla geologia, all&#8217;idrografia, all&#8217;agricoltura, alle reti di comunicazione, alla distribuzione della popolazione e delle attivit\u00e0 produttive. Ogni fenomeno veniva rappresentato su una carta specifica, dando origine alla moderna cartografia tematica. Ghigi segue un percorso diverso ma, sotto molti aspetti, complementare. Invece di separare le informazioni in tavole differenti, le raccoglie tutte intorno a un&#8217;unica grande rappresentazione dell&#8217;isola. La carta diventa cos\u00ec il centro di un sistema di conoscenze nel quale convivono storia, geografia, archeologia, botanica, zoologia, economia e memoria letteraria. \u00c8 una struttura narrativa prima ancora che cartografica, nella quale ogni elemento contribuisce a costruire l&#8217;identit\u00e0 della Sicilia.<br>A quasi due secoli e mezzo dalla sua pubblicazione, la carta continua cos\u00ec a dialogare con il presente. Non soltanto come documento storico o come raffinato capolavoro dell&#8217;incisione settecentesca, ma come testimonianza di un&#8217;idea della geografia intesa, allora come oggi, come scienza delle relazioni. In questo senso, Giovanni Battista Ghigi non ci consegna semplicemente l&#8217;immagine della Sicilia del 1779: ci offre un modo di guardare il territorio che conserva ancora oggi una sorprendente attualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Note<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[1] Come riferimento principale ho utilizzato la versione a colori in un unico foglio conservata presso la Biblioth\u00e8que Nationale de France (D\u00e9partement Cartes et plans, GE A-652 [RES]).<br>[2] Ho visionato altre versioni: una monocromatica divisa in quattro fogli, sempre presso la BNF; una in un unico foglio conservata nella raccolta La Gumina a Catania (priva della parte inferiore e dell\u2019apparato descrittivo sulla natura geologica); infine, una variante a colori di quest\u2019ultima conservata presso la Stadt- und Universit\u00e4tsbibliothek Bern (Raccolta Ryhiner). Sono diffuse altre versioni stampate negli anni seguenti e ristampe novecentesche.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sitografia<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"http:\/\/www.culturaitalia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.culturaitalia.it<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Carta Completa del Ghigi (BNF): <a href=\"https:\/\/gallica.bnf.fr\/ark:\/12148\/btv1b55013178w\/f1.item\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/gallica.bnf.fr\/ark:\/12148\/btv1b55013178w\/f1.item<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/books.google.com\/books?op=library&amp;hl=it&amp;atml_id=t1MfAQAAMAAJ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/books.google.com\/books?op=library&amp;hl=it&amp;atml_id=t1MfAQAAMAAJ<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Carta in quattro fogli (SUB Bern) <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.3931\/e-rara-119580\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.3931\/e-rara-119580<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La straordinaria opera di Giovanni Battista Ghigi Esistono mappe che servono semplicemente a orientarsi. Altre, invece, raccontano un territorio, ne ricostruiscono la storia e cercano persino di restituirne l&#8217;identit\u00e0 pi\u00f9 profonda. Non rappresentano soltanto uno spazio: lo interpretano. In questo senso ogni carta geografica \u00e8 anche un racconto.Talvolta, poi, sono le carte stesse a venirci incontro. Emergono quasi per caso durante una ricerca, aprendo percorsi inattesi e suggerendo nuove domande. \u00c8 quanto mi \u00e8 accaduto con la Nuova ed esatta carta corografica della Sicilia dell&#8217;abate Giovanni Battista Ghigi. 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