{"id":3531,"date":"2026-05-14T00:01:00","date_gmt":"2026-05-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3531"},"modified":"2026-05-12T15:04:19","modified_gmt":"2026-05-12T13:04:19","slug":"maria-occhipinti-e-linsurrezione-del-non-si-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/05\/14\/maria-occhipinti-e-linsurrezione-del-non-si-parte\/","title":{"rendered":"Maria Occhipinti e l&#8217;insurrezione del Non si parte!"},"content":{"rendered":"\n<p>Rivoluzionaria e ostinata, tenace e caparbia, indomabile, Maria Occhipinti costituisce l\u2019esempio di come si possano cambiare le cose con coraggio, fermezza e soprattutto volont\u00e0 perseverante.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019infanzia triste fatta di privazioni e di punizioni inflitte da chi la considera un \u201ccavaddu fausu\u201d, una giumenta da lasciare a pane e acqua affinch\u00e9 si calmi, la sua figura di donna incinta di cinque mesi che ferma i carri armati, il suo peregrinare per il mondo, il suo non volersi sottomettere ad un destino imposto da altri solo perch\u00e9 si nasce donna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi domandavo chi avesse inventato queste tradizioni e perch\u00e9 la donna fosse considerata un essere da sottomettere e dominare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Anarchica, femminista, pacifista, scrittrice, questo e molto altro \u00e8 Maria Occhipinti, la pasionaria di Ragusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per provare a sfuggire alla sua condizione di donna sottomessa dal maschilismo imperante, Maria non trova altra strada che sposarsi. Dopo la mobilitazione del marito alle armi, prende coscienza della realt\u00e0 del&nbsp;fascismo&nbsp;e della guerra e si impegna attivamente contro ogni&nbsp;discriminazione&nbsp;a carattere sessuale e\/o sociale dichiarando la sua personale guerra all\u2019arroganza militarista.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua caparbia \u00e8 tale che si pone a capo del&nbsp;movimento antimilitarista del \u00abNon si parte\u00bb, che nasce la mattina del&nbsp;4 gennaio&nbsp;del&nbsp;1945, a Ragusa, quando la ventitreenne Maria, incinta di cinque mesi, si stende a terra tra Corso Vittorio Veneto e la Via 4 Novembre davanti ad un camion militare carico di giovani rastrellati da un quartiere popolare di Ragusa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUna mattina di dicembre del 1944, scuro in volto, il postino mi porgeva una cartolina rosa\u2026.Un\u2019altra cartolina come quella il postino me l\u2019aveva portata tre anni prima, ma allora non capivo nulla della guerra, non sapevo nemmeno che cosa voleva dire guerra. [\u2026] Come dimenticare gli allarmi, e la mia prima bimba, morta appena nata, per gli spaventi e la troppa fame patita?\u00bb. Cos\u00ec Maria Occhipinti racconta in <em>Una donna di Ragusa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria comprende subito che bisogna fare qualcosa, che quelle cartoline rosa vanno strappate, che \u00e8 necessario opporsi. Adesso Maria sa cosa vuol dire guerra, lo sa l\u2019uomo che durante un comizio in pizza San Giovanni grid\u00f2: \u00abRidammi i miei due figli, maledetta Patria\u00bb, lo sa la donna molto religiosa del rione, colei che ha un figlio prete e una suora, e che si rivolge a Maria con parole decise e disperate: \u00abPerch\u00e9 devono partire questi giovani, se la Sicilia \u00e8 occupata? Lei che \u00e8 un tipo coraggioso ci dia una strada\u00bb, lo sapeva il partito, con Li Causi che aveva dato l\u2019ordine di non partire per non tradire i fratelli del Nord che lottavano per liberare l\u2019Italia dal fascismo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la mattina del 4 gennaio 1945, sono le 10. Le donne \u201cdella Russia\u201d, il quartiere rosso di Ragusa che va da via IV Novembre a via Mario Leggio, corrono a chiamare Maria: \u00abVenite, venite sullo stradone, comare, voi che sapete parlare, voi che vi fate sentire e che avete coraggio, venite a vedere che gran camion che c\u2019\u00e8 e si sta portando i nostri figli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria non ha tentennamenti e parte alla testa delle altre donne.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAll\u2019incrocio dello stradone (corso Vittorio Emanuele) con via IV Novembre, mi trovai dinanzi al camion, seguita dalle altre donne. Ci avvicinammo agli sbirri, che erano armati, cercando di persuaderli: \u00abLasciate i nostri figli, per carit\u00e0, lasciateli\u00bb. Qualcuna tentava di disarmarli o s\u2019inginocchiava per commuoverli: \u00abRidatemi il mio unico figlio\u00bb. Dei giovani piangevano, altri avevano nello sguardo lampi di odio. Ma i poliziotti erano impassibili, il camion riprendeva la sua marcia lenta e inesorabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora urlai: \u00abLasciateli!\u00bb. E mi stesi supina davanti alle ruote del camion. \u00abMi ucciderete, ma voi non passate\u00bb. Un soldato fece: \u00abPassiamoci sopra, non possiamo infrangere gli ordini\u00bb. Le donne gridarono: \u00ab\u00c8 incinta da cinque mesi, non le fate male, per carit\u00e0!\u00bb. I poliziotti mi rialzarono da terra e cercarono di convincermi a tornare a casa, che i giovani li portavano al distretto e poi li rilasciavano subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma io continuai a protestate e a oppormi col mio corpo disteso nel fango della strada\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Scoppia cos\u00ec un\u2019insurrezione antimilitarista, l\u2019<em>insurrezione del non si parte!<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Accorrono altre persone, la folla non indietreggia e costringe i soldati a lasciare andare i giovani che subito si disperdono tra la gente. Ma non \u00e8 finita: i soldati non trovano di meglio che sparare sulla folla. Dopo giorni e giorni di violenti scontri, la rivolta viene schiacciata con l\u2019arrivo della Divisione Sabauda.<\/p>\n\n\n\n<p>Almeno un centinaio di insorti, soprattutto&nbsp;comunisti, vengono arbitrariamente incarcerati. Maria \u00e8 l\u2019unica donna condannata prima al confino (Ustica) e poi al&nbsp;carcere&nbsp;Benedettine di Palermo (successivamente la storiografia ufficiale boll\u00f2 quell\u2019evento come un rigurgito&nbsp;fascista&nbsp;e un tentativo di separatismo).<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Occhipinti \u00e8 stata una donna che ha sentito sempre forte la responsabilit\u00e0 civile di difendere le categorie sociali pi\u00f9 deboli della sua Sicilia sin dagli anni del Fascismo. Definita anarchica e libertaria, si \u00e8 battuta per i diritti delle donne senza abbracciare nessuna fede politica, restando per\u00f2 molto vicina al femminismo. Il suo spirito d\u2019iniziativa sar\u00e0 sempre personale e comune insieme, libero cos\u00ec com\u2019\u00e8 libera la sua parola poetica, e com\u2019\u00e8 stata la sua prosa in\u00a0<em>Una donna di Ragusa<\/em>, <em>Una donna libera<\/em> e\u00a0<em>Il carrubo e altri racconti<\/em>\u00a0e e i suoi versi raccolti in <em>Anni di incessante logorio.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rivoluzionaria e ostinata, tenace e caparbia, indomabile, Maria Occhipinti costituisce l\u2019esempio di come si possano cambiare le cose con coraggio, fermezza e soprattutto volont\u00e0 perseverante. 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