{"id":3465,"date":"2026-05-14T00:01:00","date_gmt":"2026-05-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3465"},"modified":"2026-05-09T07:13:46","modified_gmt":"2026-05-09T05:13:46","slug":"la-chiamata-al-proprio-se-note-a-margine-della-giornata-contro-lomofobia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/05\/14\/la-chiamata-al-proprio-se-note-a-margine-della-giornata-contro-lomofobia\/","title":{"rendered":"La chiamata al proprio s\u00e9: note a margine della Giornata contro l&#8217;omofobia"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando ero bambino, pregavo. <strong>Pregavo perch\u00e9 Dio mi facesse &#8220;diventare&#8221; eterosessuale.<\/strong> Che mi &#8220;guarisse&#8221;, per essere ancora pi\u00f9 chiari. Perch\u00e9 l&#8217;identit\u00e0 si era gi\u00e0 fatta strada ancor prima del desiderio. Poi, con l&#8217;adolescenza, la situazione divenne ingestibile. Emozioni, ormoni, sentimenti, cambiamenti corporei&#8230; tutto <strong>un marasma impossibile da governare<\/strong> gi\u00e0 di per s\u00e9. Con l&#8217;aggravante che il mondo l\u00e0 fuori nominava tutto quel delirio con parole poco gentili. Ed \u00e8 su questo doppio binario che vorrei concentrare quanto ho da dire. Come mi chiamavano gli altri e qual era la <strong>chiamata interiore<\/strong> alla quale ero invece destinato. Ma andiamo per gradi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alla base di tutto, un nome<\/h2>\n\n\n\n<p>&#8220;Chiamata&#8221;, esser chiamati. Un <strong>processo di nominazione<\/strong> sta alla base del tutto. Che siano parole che ti dici da solo, che sia un qualcosa di superiore o che sia un termine affibbiato da altri, alla base di tutto c&#8217;\u00e8 <strong>un nome<\/strong>. Il termine <em>chiamata<\/em> \u00e8 un participio passato, dal verbo &#8220;chiamare&#8221;. Che a sua volta deriva dal latino <em>clamare<\/em>. Che significa, propriamente, <strong>gridare<\/strong>. La radice indoeuropea da cui deriva, a sua volta, il verbo in questione suggerisce a qualcosa che risuona, dal profondo. In ogni caso, \u00e8 una parola che rimanda al vociare, non importa se urlato o sussurrato. Non a caso, <strong>il &#8220;clamore&#8221; ha la stessa radice<\/strong> semantica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sussurro e clamore<\/h2>\n\n\n\n<p>Il rapporto con la mia identit\u00e0 \u00e8 caratterizzato da questa doppia natura. <strong>Sussurro e clamore<\/strong>. E non solo a livello interiore. Il mondo, l\u00e0 fuori, faceva lo stesso. Ma sia le cose dette sottovoce, sia gli insulti urlati per strada, erano tutti della <strong>stessa sostanza di cui \u00e8 fatto l&#8217;odio<\/strong>. Non mi soffermer\u00f2 pi\u00f9 di tanto su questi aspetti, non perch\u00e9 non voglio dar pi\u00f9 troppo peso a quei fenomeni, ma perch\u00e9 vorrei concentrarmi sul secondo binario. Le cose che sussurravo a me stesso e dell&#8217;urlo che poi ne \u00e8 conseguito. I passaggi possono essere almeno due: dal pregare per la guarigione, al sussurrare a me stesso che <strong>non c&#8217;era nulla da cui guarire<\/strong>. C&#8217;era solo una realt\u00e0 a cui dare un nome. Una realt\u00e0 da <em>chiamare<\/em>, appunto. E usare un nome scelto da me, abbandonando le parole cattive scelte dagli altri. Poi, dopo aver trovato le parole giuste, <strong>cominciare a raccontarsi<\/strong>. A chiunque. Urlando al mondo, con clamore, chi ero. E cosa volevo essere da quel momento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La chiamata all&#8217;identit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Pensiamo al termine chiamata come un qualcosa che dall&#8217;esterno coinvolge e sconvolge la vita di un individuo. <strong>Chiamata alle armi<\/strong>, ad esempio. L&#8217;andare in guerra (un tempo fare il servizio militare) con conseguenze tutt&#8217;altro che piacevoli. La <strong>chiamata<\/strong> (o vocazione) <strong>religiosa<\/strong>, per cui Dio ti chiede di rinunciare alla tua vita per metterti al servizio di una causa superiore. La <strong>chiamata all&#8217;avventura<\/strong>, che porta un eroe (o anche un&#8217;eroina) a rompere la sua routine per una vita pi\u00f9 alta. C&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;eccezionalit\u00e0 dipendente da un aspetto esterno. Lungi da me dall&#8217;assurgere a metro di tutte le cose, ma credo di poter affermare che nella vita di una persona omosessuale la <strong>chiamata al proprio s\u00e9 <\/strong>sia un atto fondamentale. <strong>Riguarda l&#8217;identit\u00e0<\/strong>. Non \u00e8 una causa esterna che rapisce. Il moto \u00e8 opposto: \u00e8 qualcosa di intimo che rompe gli argini e invade il mondo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;odio come antidoto&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<p>Il mondo l\u00e0 fuori, invece, ha paura del cambiamento. E non \u00e8 disposto a concedere spazio. Quando una nuova identit\u00e0 emerge \u2013 prendendosi il suo spazio \u2013 la <strong>reazione<\/strong>, dettata appunto dal timore che possa accadere qualcosa di pericoloso, <strong>\u00e8 spesso violenta<\/strong>. Basta vedere tutta la narrazione che i partiti di destra e sovranisti hanno imbastito sull&#8217;immigrazione. Narrazione non dissimile da quella costruita attorno alla comunit\u00e0 Lgbtqia+. Si prende la diversit\u00e0, la si spaccia per <strong>mostruosa e pericolosa<\/strong> rispetto all&#8217;ordine precostituito. E l&#8217;unico antidoto che si fornisce \u00e8 quello dell&#8217;odio. Spesso accompagnato dallo scherno. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">&#8230;un rimedio inutile e doloroso<\/h2>\n\n\n\n<p>La vita di molti e molte adolescenti \u00e8 attraversata da risate e battute per i corridoi, fino ad arrivare agli <strong>atti di bullismo<\/strong>, agli spintoni, alla violenza fisica vera e propria. <strong>L&#8217;odio come antidoto<\/strong>, si diceva prima. Sebbene inutile e doloroso. Doloroso, perch\u00e9 non crea solo vittime, ma anche carnefici. E se le prime sono le persone prese di mira \u2013 nello specifico, la comunit\u00e0 queer \u2013 i secondi sono reclutati dal poco gioioso mondo dell&#8217;eterosessualit\u00e0. Inutile perch\u00e9 l&#8217;antidoto <strong>si usa contro un veleno<\/strong>. E in questa storia, il veleno non \u00e8 certo l&#8217;identit\u00e0 omosessuale (insieme a tutte le altre). <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 celebriamo il 17 maggio<\/h2>\n\n\n\n<p>Il 17 maggio del 1990 l&#8217;omosessualit\u00e0 venne cancellata dall&#8217;<strong>elenco delle patologie mentali<\/strong> dall&#8217;OMS. E venne considerata una <strong>variante naturale della sessualit\u00e0 umana<\/strong>. Da allora sono stati fatti passi in avanti, anche importanti. A cominciare dalle leggi <em>per<\/em> le persone Lgbtqia+, da quelle contro l&#8217;odio al <strong>riconoscimento<\/strong> giuridico delle nostre <strong>relazioni affettive<\/strong>. Eppure, nonostante i progressi fatti, c&#8217;\u00e8 ancora tanto clamore. Tanto vociare contro. Chiamare una realt\u00e0 che non si \u00e8 in grado di capire o di voler accettare \u2013 e rispettare \u2013 in modo poco gentile. Con parole d&#8217;odio e di scherno. Eppure sembra non essere chiara un&#8217;evidenza. Perch\u00e9 per quanto si possa e voglia fare per cancellare la comunit\u00e0 Lgbtqia+ con leggi ad hoc, censure, violenze e condanne a morte, riappropriarci del nostro io pi\u00f9 vero \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 forte. Torner\u00e0, ineluttabile, ogni qual volta <strong>la nostra identit\u00e0 ci chiamer\u00e0 a prendere contatto con ci\u00f2 che siamo davvero<\/strong>. E non pu\u00f2 esserci alternativa a questo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ero bambino, pregavo. Pregavo perch\u00e9 Dio mi facesse &#8220;diventare&#8221; eterosessuale. Che mi &#8220;guarisse&#8221;, per essere ancora pi\u00f9 chiari. Perch\u00e9 l&#8217;identit\u00e0 si era gi\u00e0 fatta strada ancor prima del desiderio. Poi, con l&#8217;adolescenza, la situazione divenne ingestibile. Emozioni, ormoni, sentimenti, cambiamenti corporei&#8230; tutto un marasma impossibile da governare gi\u00e0 di per s\u00e9. 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