{"id":3275,"date":"2026-04-14T00:01:00","date_gmt":"2026-04-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3275"},"modified":"2026-04-13T22:03:41","modified_gmt":"2026-04-13T20:03:41","slug":"causalita-o-casualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/04\/14\/causalita-o-casualita\/","title":{"rendered":"Causalit\u00e0 o casualit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>La s prima della u o la u prima della s, sembrerebbe una piccola differenza ma \u00e8 sostanziale. Due parole che suonano quasi allo stesso modo ma che hanno significati diametralmente opposti. Nella superstizione si crede che la sorte sia un meccanismo governabile da precise cause: la cattiva sorte \u00e8 influenzata dall\u2019incontro con uno iettatore, dal malocchio, dal passaggio di un gatto nero, dall\u2019olio caduto, dal transitare sotto una scala, mentre si pu\u00f2 orientare la buona sorte affidandosi a oggetti o riti apotropaici. Quindi parlando di buona o cattiva sorte, sembrerebbe opportuno inserire il tutto nell\u2019ambito della causalit\u00e0, tuttavia se usiamo il termine sorte come si fa quando ci si affida a un sorteggio,&nbsp; ecco che si torna nel dominio della casualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti basterebbe dire che per il primo esempio pi\u00f9 che di causalit\u00e0 in senso stretto si debba parlare di illusione di causalit\u00e0, siamo infatti nell\u2019ambito della superstizione e ci sarebbe poco da discutere; se invece approfondiamo l\u2019argomento da un punto di vista pi\u00f9 filosofico, ci accorgeremo che la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa e articolata di quanto si possa immaginare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Hume, per esempio, sosteneva che il nesso causale non esistesse di per s\u00e9, ma che fosse la risultante di un\u2019abitudine legata a una ripetizione: per il solo fatto che due eventi si sono presentati in una successione precisa per pi\u00f9 volte nel tempo,&nbsp; noi immaginiamo che ci sia un collegamento causale tra i due eventi, e questo induceva nell\u2019autore inglese un profondo scetticismo sulle possibilit\u00e0 conoscitive dell\u2019uomo. Kant trov\u00f2 interessanti le riflessioni di Hume, ma spost\u00f2 il problema dall\u2019oggetto al soggetto, dicendo cio\u00e8 che la causalit\u00e0 sia una forma a priori della conoscenza, una modalit\u00e0 specifica dell\u2019uomo di interpretare i fenomeni, che non sono le cose in s\u00e9, ma appunto le cose come ci appaiono.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi secondo Hume la connessione causale tra un evento nefasto e uno iettatore non \u00e8 meno discutibile della certezza che il dolore provocato dal contatto con una fiamma sia causato dalla fiamma stessa. Questo non conferma la giustezza della superstizione, ma piuttosto toglie la certezza di altre cause comunemente ritenute accettabili.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, in epoca pi\u00f9 recente, lo studioso gestlaltista Albert Michotte, nella sua opera \u201cLa percezione della causalit\u00e0\u201d confuta l\u2019assunto di&nbsp; base di Hume secondo cui il nesso causale sia frutto della ripetizione di due eventi in successione, dicendo che il nesso causale viene in realt\u00e0 percepito subito, al primo colpo, a livello praticamente psicologico-sensoriale, dicendo che sia una struttura dell\u2019organizzazione visiva che ci permette di dare un senso immediato alla dinamica del mondo fisico. Egli cerc\u00f2 di&nbsp; dimostrarlo attraverso diversi esperimenti, utilizzando dispositivi meccanici per creare animazioni di oggetti in movimento, evidenziando che quando un oggetto A tocca un oggetto B, il primo si ferma e il secondo inizia a muoversi, l\u2019osservatore non vede due movimenti separati ma&nbsp; vede solo un oggetto A che urta B e lo fa muovere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Stando a questo si smonta nuovamente la \u201ccausalit\u00e0 superstiziosa\u201d , perch\u00e9 il nesso causale tra la buona sorte e l\u2019oggetto apotropaico non \u00e8 visibile, \u00e8 solo supposto sulla base di una coincidenza temporale che non necessariamente si potr\u00e0 ripetere pi\u00f9 di qualche volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi nel caso della sorte siamo sicuramente nel campo della casualit\u00e0, della coincidenza, del fortuito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il caso in filosofia che posto ha?<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Democrito fondamentale, perch\u00e9 \u00e8 casuale l\u2019incontro degli atomi che d\u00e0 origine alla realt\u00e0 e secondo Nietzsche la vita \u00e8 un susseguirsi di eventi casuali che bisogna accettare con entusiasmo o, appunto Amor Fati.<\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente si potrebbe pensare che ogni cosa sia causata da qualcos\u2019altro e quindi risalire a una causa prima che ha presente tutto l\u2019ordine della concatenazioni secondo un piano preciso e dettagliato che per\u00f2 includa tutte le nefandezze del mondo, oppure pensare che sia tutto casuale e deresponsabilizzarsi definitivamente. O semplicemente ricordarsi che inquadrare il problema in termini assolutistici \u00e8 solo un esercizio mentale che pu\u00f2 fuorviarci se preso troppo sul serio, ma pu\u00f2 aiutarci a comprendere meglio la problematicit\u00e0 e la complessit\u00e0 dell\u2019esistente qualora se ne veda la funzione in qualche modo \u201cginnica\u201d che ogni esercizio ha in s\u00e9: \u00e8 allenamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La s prima della u o la u prima della s, sembrerebbe una piccola differenza ma \u00e8 sostanziale. Due parole che suonano quasi allo stesso modo ma che hanno significati diametralmente opposti. Nella superstizione si crede che la sorte sia un meccanismo governabile da precise cause: la cattiva sorte \u00e8 influenzata dall\u2019incontro con uno iettatore, dal malocchio, dal passaggio di un gatto nero, dall\u2019olio caduto, dal transitare sotto una scala, mentre si pu\u00f2 orientare la buona sorte affidandosi a oggetti o riti apotropaici. 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