{"id":3265,"date":"2026-04-14T00:01:00","date_gmt":"2026-04-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3265"},"modified":"2026-04-13T22:03:21","modified_gmt":"2026-04-13T20:03:21","slug":"sorti-buttana-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/04\/14\/sorti-buttana-parte-2\/","title":{"rendered":"Sorti buttana parte 2"},"content":{"rendered":"\n<p>Capita spesso di svegliarmi attorno alle sei e di ascoltare la prima trasmissione di Radiotre, <em>Cos\u00ec comincia<\/em>, dove, in tre quarti d\u2019ora, viene presentato un libro o un evento intervallato da stacchi musicali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra mattina presentano un libro, non capisco bene ma c\u2019\u00e8 un passaggio che suscita il mio interesse, mi segno titolo, TU NON VOLTARTI, e nome dell\u2019autore, Luca Amadessi. Vado in libreria e mi dicono che non \u00e8 nei circuiti normali e non ordinabile. Cerco Luca Amadessi su FB e gli chiedo l\u2019amicizia, ci mettiamo in contatto e cos\u00ec riesco ad avere una copia del libro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"297\" height=\"445\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/tu-non-voltarti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3267\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/tu-non-voltarti.jpg 297w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/tu-non-voltarti-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>TU NON VOLTARTI basato da una storia vera ci porta, dietro al protagonista e ai suoi tre amici, in Pakistan, Ruanda, Transnistria, Armenia, Libano allo scopo di realizzare un progetto che ha a che fare col calcio ma non quello dei super campioni e dei super miliardi ma col gioco che ragazzini e ragazzine possono fare, in ogni latitudine, correndo dietro a una palla. Lo leggo con piacere perch\u00e9 non \u00e8 un saggio che parla di quei paesi ma racconta persone che l\u2019autore e i suoi amici incontrano nel loro errare. Constato che sono di una normalit\u00e0 comune a quella che vivo io a Ragusa, in Sicilia, in Italia e di questo io sono sempre stato convinto, ho sempre ritenuto che le persone sono persone in tutte le latitudini e che i loro comportamenti sono analoghi a quelli dei compaesani.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2 mi compiaccio con la sorte che mi ha messo in mano questo libro.<\/p>\n\n\n\n<p>In Pakistan incontrano \u00abChacha un pashtun, indossava gli abiti tipici della sua gente, con un ampio vestito scuro che gli cadeva fino alle caviglie, una giacchetta nera e l\u2019iconico <em>pakol<\/em>, quel cappello morbido e rotondo che si diceva fosse eredit\u00e0 di Alessandro Magno. Non era molto alto, ma aveva le spalle robuste, segno di una vita trascorsa in un luogo che non fa sconti a nessuno. La barba, grigia e ispida, gli scendeva folta dal mento, sotto un volto segnato dal tempo. Ci disse che aveva trentacinque anni, ma ne mostrava almeno cinquanta.\u00bb E Chacha li guida su in cima al Nanga Parbat, 8126 metri di altezza, la nona montagna pi\u00f9 alta della Terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca si reca <a>in Transnistria<\/a>, paese sconosciuto non solo a me di vasta ignoranza geografica ma a tanti, infatti Olga, la giovane con cui si \u00e8 incontrato, dice: \u00abFormalmente siamo parte della Moldavia, ci riconoscono solo Abcasia e Ossezia del Sud, che a loro volta non le riconosce praticamente nessuno\u00bb. Continuo a leggere e scopro che \u201csorte\u201d ha un nome inglese \u201c<a>sliding doors<\/a>\u201d letteralmente \u201cporte scorrevoli\u201d ma il termine si riferisce all&#8217;idea che un singolo momento, se colto o perso (come prendere o perdere un treno), possa cambiare radicalmente il corso degli eventi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorte, appunto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le \u201cporte scorrevoli\u201d non c\u2019entrano nulla ma \u201cSliding doors\u201d \u00e8 il titolo di un film del 1997 di Peter Howitt la cui vicenda si srotola tra possibili o impossibili cambiamenti in quanto determinati dalla sorte.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca aveva incontrato Olga, giovane e bella donna, a Blagoevgrad in Bulgaria dove frequentava l\u2019universit\u00e0. Poich\u00e9 Luca si interessava al calcio, lo aveva invitato a visitare lo stadio Seriff a <a>Tiraspol<\/a> capitale della <a>Transnistria<\/a>. Gli aveva anche dato il biglietto di visita di un tale Sergej: \u00abIn caso di necessit\u00e0 mostra questo\u00bb. La <a>Transnistria<\/a> \u00e8 ritenuta terra di gente poco affidabile, di commercio illegale di armi, di arretratezza. Un tassista moldavo gli aveva detto: \u00abMa sei pazzo ad andare l\u00e0?! Quelli ti rubano il passaporto e non ti fanno pi\u00f9 uscire!\u00bb. E una donna al mercato gli aveva detto: \u00abNessuno sa cosa succede veramente l\u00ec ma ho sentito dire che ti drogano. Poi ti risvegli in una vasca da bagno senza un rene\u00bb. Luca alla nomea sul paese e a queste affermazioni non \u00e8 indifferente ma la sorte, nella veste di Olga, lo chiama a Transnistria e lui va.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla dogana ha problemi con gli agenti e mostra il biglietto di visita di Sergej e l\u2019atteggiamento di questi cambia immediatamente e radicalmente, sospendono l\u2019esame del contenuto del suo zaino e gentilmente lo fanno passare. Ci\u00f2 rafforza la convinzione negativa del paese e Luca e pensa che forse questo Sergej sar\u00e0 un capo mafia a cui magari dovr\u00e0 sottoporsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Incontra Olga in piazza a Tiraspol e in taxi si avviano verso lo stadio Seriff. Olga si rivela una giovane spigliata e ironica e nel tragitto discorrono piacevolmente attorno alla nomea di Transnistria come terra di malaffare e dove esiste anche una pizzeria chiamata \u201cMafia\u201d e che forse Olga sia una agente segreto del KGB. Leggendo ho pensato a tutte le volte che sono stato all\u2019estero e dichiaratomi siciliano immediatamente \u00e8 scattata la domanda sulla mafia. Una volta mi \u00e8 successo proprio a Varna in Bulgaria dove fui intervistato da una TV locale e ho dovuto parlare della mafia siciliana.<\/p>\n\n\n\n<p>In TU NON VOLTARTI dal dialogo tra Luca e Olga scopriamo che lo stadio Seriff \u00e8 un complesso sportivo di notevoli dimensioni, di eccellenti servizi tali che Luca sbotta: \u00abAltro che Milan\u2026questa \u00e8 una citt\u00e0 nella citt\u00e0\u00bb e che Sergej non \u00e8 affatto un capomafia ma un competente e gentile direttore marketing molto noto nel paese anche perch\u00e9 Sceriff, oltre al calcio ha diverse attivit\u00e0 commerciali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel taxi, al ritorno, Olga domanda a Luca: \u00abCome te lo eri immaginato Sergej?\u00bb \u00abCome un incrocio tra fra Ivan Drago e Stalin, invece mi ha ricordato un vecchio di paese. Uno di quelli sempre gentili, che trovi al bar a guardare il culo della nuova barista\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente Olga non \u00e8 affatto una agente segreta del KGB ma una giovane inserita in una famiglia molto unita col padre che fa l\u2019whisky in casa e con una nonna che prepara pranzi abbondanti che a Luca ricordano quelli di casa sua a Modena dove la regola importante e quella del tris, di fare il terzo giro di tortellini e qua di gulasch.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel libro c\u2019\u00e8 anche l\u2019amore tra Olga e Luca che si srotola per 34 pagine ma di questo non vi parlo e vi invito a leggerlo direttamente. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capita spesso di svegliarmi attorno alle sei e di ascoltare la prima trasmissione di Radiotre, Cos\u00ec comincia, dove, in tre quarti d\u2019ora, viene presentato un libro o un evento intervallato da stacchi musicali. 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