{"id":3129,"date":"2026-03-14T00:01:00","date_gmt":"2026-03-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3129"},"modified":"2026-03-11T10:29:08","modified_gmt":"2026-03-11T09:29:08","slug":"il-mercato-secondo-verga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/03\/14\/il-mercato-secondo-verga\/","title":{"rendered":"Il mercato secondo Verga"},"content":{"rendered":"\n<p>In pieno positivismo, al centro della Belle \u00e9poque, al colmo del trionfo degli ideali borghesi, dell\u2019ottimismo nella moderna societ\u00e0 industriale e del riformismo politico e quando la fede nelle <em>magnifiche sorti e progressive<\/em> era somma, Giovanni Verga scrive la novella, <strong>Storia dell\u2019asino di San Giuseppe<\/strong>, che, nella prima parte, rappresenta un\u2019azzeccata metafora del mercato come teatro in cui si srotola la rappresentazione della battaglia continua che \u00e8 la vita. La novella prosegue poi con la storia del povero asino che passa da un padrone all\u2019altro, da un lavoro all\u2019altro sempre costretto a faticare fino alla morte senza mai poter dire la sua, senza mai pace, neanche dopo la morte ch\u00e9 la sua pelle \u00e8 venduta per farne tamburo. Metafora del popolo che \u2013 se e fino a quando nel mercato \u00e8 oggetto e non soggetto \u2013 passa da un padrone all\u2019altro, da un governo all\u2019altro senza mai contare veramente nulla. Anche negli Stati democratici!<\/p>\n\n\n\n<p>La storia \u00e8 d\u2019altri tempi, il linguaggio necessariamente quello dei protagonisti ma la lettura che il Verga ci d\u00e0 del mercato e della democrazia \u00e8 quanto mai azzeccata e profetica.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a ritrovare una situazione a cui tante volte ho assistito accompagnando mio padre alle fiere, quello che mi piace in questa novella \u00e8 che il Verga ha costruito due personaggi che giocano la partita \u2013 e non \u00e8 partita da poco, sono in ballo pezzi di esistenza \u2013 fino in fondo (l\u2019accordo arriva a sera), con forza pari e senza risparmio di energia o calo di tensione o momento di distrazione tant\u2019\u00e8 che, alla fine, sono entrambi soddisfatti al punto da ritenere, ciascuno, d\u2019aver gabbato l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il padrone dell\u2019asino ha coscienza piena delle proprie debolezze \u2013 la mancanza di soldi per la spesa e per le medicine del figlio, il pelame dell\u2019asino insolito, bianco tale quello del quadro di San Giuseppe che era in chiesa e che non attira acquirenti\u2013 ma sa di doverle tenere a bada e lo fa con metodo, fino alla fine. Non piagnucola, non se la prende col destino e col governo. Compare Neli ha coscienza dei suoi punti di forza, l\u2019asino \u00e8 robusto e gli serve per la miniera per cui il colore del pelame non importa, ma non li dice e li gioca, fino alla fine. Bastava un altro pretendente e la partita sarebbe stata diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le azioni inscenate dai due protagonisti quali scappare per il piano, farsi tirare per il giubbone, non sono teatrino, sono teatro vero, teatro sociale, giocato anch\u2019esso fino in fondo, fino a precludersi la possibilit\u00e0 del ritorno indietro. Ed ecco che c\u2019\u00e8 bisogno del mediatore e il suo ruolo non \u00e8 di contorno ma fondamentale. Mi viene in mente la partita, era il 1962, tra le due superpotenze USA e URSS, tra Kennedy e Krusciof per lo smantellamento dei missili sovietici installati a Cuba e puntati contro gli USA. Entrambi facevano sul serio con le corazzate schierate e pronte ad aprire il fuoco. Non potevano pi\u00f9 tornare indietro neanche a rischio della terza guerra mondiale che nessuno dei due voleva. Ed ecco che ci fu bisogno del mediatore, il papa, Giovanni XXIII, che, opportunamente contattato, pronunci\u00f2 un discorso radiofonico che consent\u00ec ai due di ritirare le corazzate senza perdere la faccia dinnanzi al mondo intero. E l\u2019URSS smantell\u00f2 i missili a Cuba e gli USA quelli installati in Turchia puntati contro l\u2019URSS.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Verga \u00e8 un poeta, non legge nei manuali o nei diagrammi delle aziende ma nel grande libro della vita, e la lezione che impara e ci trasmette \u00e8 che per i polli in mezzo alle volpi il problema non \u00e8 n\u00e9 il mercato n\u00e9 la debolezza ma il sapersi consapevolmente e coraggiosamente rapportare con la propria debolezza. Dopo le due guerre mondiali, le bombe atoniche, gli stermini del XX secolo e dopo lo svanire dell\u2019utopia socialista, questa lezione pu\u00f2 risultare utile ai polli e, forse anche, alle volpi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un impiegato, figlio d\u2019impiegato, diplomato magari laureato, a stipendio fisso stabilito dal contratto collettivo nazionale di lavoro che fa i suoi acquisti al supermercato a prezzi fissi incorporati nel codice a barre, mi domando e domando: ha pi\u00f9 o meno consistenza politica dei due personaggi della novella?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In pieno positivismo, al centro della Belle \u00e9poque, al colmo del trionfo degli ideali borghesi, dell\u2019ottimismo nella moderna societ\u00e0 industriale e del riformismo politico e quando la fede nelle magnifiche sorti e progressive era somma, Giovanni Verga scrive la novella, Storia dell\u2019asino di San Giuseppe, che, nella prima parte, rappresenta un\u2019azzeccata metafora del mercato come teatro in cui si srotola la rappresentazione della battaglia continua che \u00e8 la vita. 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