{"id":3125,"date":"2026-03-14T00:01:00","date_gmt":"2026-03-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3125"},"modified":"2026-03-14T05:56:15","modified_gmt":"2026-03-14T04:56:15","slug":"ballaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/03\/14\/ballaro\/","title":{"rendered":"Ballar\u00f2"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-b6c475e2 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p class=\"has-text-align-left\"><br>Tema del mese: \u201cil mercato\u201d. E se c\u2019\u00e8 un mercato di cui vorrei parlare, senza perdere troppo tempo, \u00e8 proprio quello di Ballar\u00f2.<br>Pensare a Ballar\u00f2, uno dei tre mercati storici di Palermo insieme al Capo e alla Vucciria, mi riporta indietro nel tempo: ai miei anni universitari, alle lezioni di filosofia del diritto ed economia politica al cinema Edison, ai progetti e alle passeggiate notturne con i gruppi \u201cBeati si Nasce\u201d e \u201cDio abita la citt\u00e0\u201d.<br>Mi riporta alla mia quotidianit\u00e0 di allora, al servizio sociale missionario, agli anni del volontariato con l\u2019immigrazione, alle giornate di studio al CLA \u2014 il Centro Linguistico di Ateneo \u2014 e soprattutto ai tanti amici che, inizialmente perfetti sconosciuti, ruotavano attorno a tutto questo.<br>Amici che oggi rappresentano per me i migliori anni della mia vita.<br>Penso anche al gruppo giovani che frequentavo in quella che \u00e8 diventata la mia parrocchia di adozione: la parrocchia di Sant\u2019Antonino, situata in un punto strategico della citt\u00e0 di Palermo, tra Corso Tukory e via Maqueda, con la stazione accanto e Ballar\u00f2 a pochi passi.<br>Questa posizione rende la vita della parrocchia particolarmente vivace: \u00e8 un continuo fluire di giovani. Bisogna avere la fortuna di passarci almeno una volta.<br>Sono luoghi che, contrariamente a ci\u00f2 che spesso si pensa, profumano di umanit\u00e0 e di vita vera. Luoghi che, insieme alle persone che li abitano, sono diventati Casa.<br>Per chi arriva da un altro paese, un mercato diventa uno snodo importante per la vita quotidiana. Poi, crescendo, ti rendi conto che Casa non \u00e8 un luogo fisico: sono le persone che ami, ovunque tu vada.<br>E allora quel Ballar\u00f2, quella parrocchia, quelle persone restano Casa, in qualsiasi parte del mondo ci troviamo adesso. Ballar\u00f2 non \u00e8 soltanto un mercato. \u00c8 un luogo dove convivono mondi diversi.<br>Tra le sue bancarelle si incontrano africani, arabi, asiatici, palermitani del quartiere, europei e persone provenienti da ogni parte del mondo. \u00c8 uno spazio in cui le differenze non si annullano, ma si affiancano, si intrecciano, convivono.<br>Ed \u00e8 forse proprio questo che rende Ballar\u00f2 qualcosa di pi\u00f9 di un semplice mercato: un luogo vivo, attraversato da lingue, volti, storie e culture diverse che, giorno dopo giorno, continuano a incontrarsi.<br>Per questo ho pensato di dare la parola ad alcuni miei carissimi amici, chiedendo loro cosa fosse Ballar\u00f2.<br>Ho chiesto a Fra Gaetano Morreale, parroco della parrocchia di Sant\u2019Antonino e oggi grande amico. Un amico che ha scommesso su un gruppo di giovani quando, all\u2019epoca, noi stessi non avremmo scommesso su di noi neppure un centesimo.<br>Si sa: gli anni dell\u2019universit\u00e0 sono anni difficili per tutti. E trovare qualcuno che crede in te \u00e8 semplicemente una fortuna.<br>Chi meglio di lui poteva parlarmi di questo mercato, data la sua presenza concreta e quotidiana, fatta di progetti e di impegno in diverse situazioni sociali e di promozione umana?<br>Gli ho chiesto: \u00abFra Gaetano, cosa rappresenta per te Ballar\u00f2?\u00bb<br>E lui mi ha risposto: \u00abBallar\u00f2 \u00e8 la sintesi dell\u2019esperienza umana che si declina nella grammatica della strada per giungere alla drammaticit\u00e0 del cuore pulsante di ogni singola persona. Nelle trame dell\u2019umano si intreccia l\u2019ordito del Divino, quello che si abbassa, si china, si svuota di s\u00e9 per riconoscersi compagno di viaggio e custode del cammino. L\u2019inizio e la fine sembrano essere i due cardini esistenziali di un unico progetto di vita che accompagna i passi del pellegrinaggio terreno fino alle porte del cuore del Trascendente. Ballar\u00f2 \u00e8 cos\u00ec contraddittoria nel suo essere che somiglia incredibilmente al mio cuore: suoni contrastanti, colori dirompenti e soavi, odori acri e delicati, immagini crude e tenere. C\u2019\u00e8 chi \u201cabbann\u00eca\u201d, grida a squarciagola per pubblicizzare la merce sul banco, e chi prega in silenzio. C\u2019\u00e8 chi offre ombrelloni rosso sgargiante e chi espone banchi di spezie e olive dalle pi\u00f9 delicate gradazioni di colore. C\u2019\u00e8 chi lascia marcire gli scarti sul marciapiede e chi profuma i vicoli di <em>stigghiole <\/em>arrostite alla brace. C\u2019\u00e8 chi ha il volto scavato dal lavoro duro e mal pagato e chi cammina tra le viuzze quasi planando, appena sceso da una crociera. C\u2019\u00e8 il moro e il biondo, l\u2019asiatica e la portoghese, il latino e l\u2019americano. Ballar\u00f2 \u00e8 convivenza di idiomi e mescolanza di culture, \u00e8 insieme di sapori bangla e italo-gallici, \u00e8 superstizione e piet\u00e0 popolare, \u00e8 nascondimento e ostentazione, \u00e8 libri e racconti orali, \u00e8 eclettismo e umilt\u00e0, \u00e8 pulito e sporco, \u00e8 tutto e niente. Ballar\u00f2 non \u00e8 un luogo, ma una situazione: \u00e8 la mia, \u00e8 la tua\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ho chiesto anche a Sara cosa fosse Ballar\u00f2 per lei.<br>\u00abBallar\u00f2, per me, non \u00e8 semplicemente un mercato. Anche se oggi non lo frequento pi\u00f9 come un tempo, resta un luogo che ho vissuto profondamente. Per molto tempo ho attraversato quelle strade ogni giorno: per fare la spesa, per uscire, ma anche per lavoro. Ho lavorato alla Caritas di Piazza Santa Chiara e, per quasi un anno, Ballar\u00f2 \u00e8 stato parte della mia quotidianit\u00e0. Quelle vie le ho percorse cos\u00ec tante volte da sentirle quasi familiari. Quando arrivai a Palermo, ricordo che attorno a Ballar\u00f2 c\u2019era sempre un certo terrorismo psicologico: \u201cnon andare l\u00ec\u201d, \u201c\u00e8 un posto pericoloso\u201d. Eppure la mia esperienza \u00e8 stata molto diversa. Io quel quartiere l\u2019ho frequentato spesso, anche la sera, vivendo le sue dinamiche pi\u00f9 autentiche.<br>Quando penso a Ballar\u00f2 non penso soltanto ai colori della frutta, della verdura, del pesce o della carne esposti sulle bancarelle. Certo, quei colori sono parte dell\u2019identit\u00e0 del mercato, ma per me ce ne sono altri, ancora pi\u00f9 importanti: i colori delle persone. Ballar\u00f2 \u00e8 un luogo in cui convivono tante etnie e culture diverse. Questa mescolanza crea un\u2019atmosfera unica. Nella mia memoria c\u2019\u00e8 soprattutto la piazza finale che raggiungi dopo aver attraversato tutto il mercato. Arrivarci \u00e8 quasi come compiere un piccolo viaggio.<br>Prima incontri le bancarelle di cibo, con i loro profumi e colori; poi, andando avanti, trovi chi vende vestiti e altri oggetti. \u00c8 un susseguirsi di immagini e voci che raccontano storie diverse. A Ballar\u00f2 respiri un senso di accoglienza, di armonia e quasi di musicalit\u00e0 che \u00e8 difficile trovare altrove. \u00c8 come se fosse uno dei pochi posti in citt\u00e0 in cui la coesistenza tra culture diverse diventa davvero visibile, concreta, viva. Il mercato diventa cos\u00ec una sorta di viaggio: un attraversamento di luoghi lontani senza muoversi dalla citt\u00e0\u00bb.<br>Alla fine, ci\u00f2 che Ballar\u00f2 rappresenta per me, per Sara e per Fra Gaetano \u00e8 soprattutto questo: un luogo di incontro tra cose e persone, dove la coesistenza tra culture diverse genera spontaneamente armonia, bellezza e vitalit\u00e0.<br>\u00c8 questo intreccio di vite, culture ed etnie differenti, questo vivere insieme, che rende quel mercato qualcosa di molto pi\u00f9 grande di un semplice spazio commerciale.<br>Insomma, Ballar\u00f2 \u00e8 un\u2019esperienza umana e sensoriale che vi consiglio di vivere almeno qualche volta nella vita.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tema del mese: \u201cil mercato\u201d. 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