{"id":3109,"date":"2026-03-14T00:01:00","date_gmt":"2026-03-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3109"},"modified":"2026-03-11T10:33:48","modified_gmt":"2026-03-11T09:33:48","slug":"a-potta-jaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/03\/14\/a-potta-jaci\/","title":{"rendered":"A potta Jaci"},"content":{"rendered":"\n<p>Il mercato \u00e8 una realt\u00e0 che accompagna la vita dell\u2019uomo da secoli. Fin dall\u2019antichit\u00e0, infatti, gli esseri umani hanno sentito il bisogno di scambiare beni, prodotti e servizi per soddisfare le proprie necessit\u00e0. Nei mercati delle citt\u00e0 si incontravano persone diverse, si concludevano affari e si diffondevano anche idee e culture. Ancora oggi il mercato rappresenta un elemento fondamentale della societ\u00e0, non \u00e8 solo un luogo fisico dove si compra e si vende, ma anche un sistema complesso che regola gran parte dell\u2019economia e delle relazioni tra produttori e consumatori.<br>Col passare del tempo il mercato \u00e8 diventato un patrimonio culturale della citt\u00e0 che lo ospita, permeandosi di storie, modi di dire, personaggi caratteristici.<br>Uno dei pi\u00f9 grandi mercati siciliani vive a Catania. Il pi\u00f9 antico e conosciuto \u00e8 sicuramente quello che si tiene quotidianamente in piazza Carlo Alberto, in pieno centro storico, chiamato &#8220;feraoluni&#8221; locuzione che unisce in un solo termine &#8220;fera du luni&#8221;, letteralmente traducibile con: fiera del luned\u00ec.<br>Per diversi anni svoltasi solo di luned\u00ec, poi diventata usanza quotidiana nel panorama catanese ad eccezione della domenica, giorno in cui viene lasciato spazio al &#8220;mercatino delle pulci&#8221;, un mercato ridotto che vede prettamente la vendita di oggettistica usata. Al contrario del &#8220;feraoluni&#8221;, dove si pu\u00f2 trovare qualsiasi cosa, dal cibo all&#8217;abbigliamento passando per stoffe e souvenir di ogni sorta dove i colori, i venditori e i profumi sono assolutamente unici. Caratteristica irripetibile che contraddistingue ogni mercato cittadino \u00e8<br>il modo di approcciare il cliente in stile tipico catanese, cio\u00e8 un misto di cultura siciliana e sarcasmo: &#8220;signorinella bella, oggi abbiamo i lattuchi a dui euro.. belli come a lei su!&#8221;.<br>Immancabile il ragazzo che spinge il carrettino pieno di bevande. Ogni catanese riconosce e saprebbe riprodurre la litania :&#8221;Hai sete? Vuoi bere?&#8221; (ripetuto sempre con lo stesso intercalare).<br>Onnipresenti, quasi fuori dal tempo, ignorando il progredire della tecnologia, sono i venditori di cd musicali, con canzoni dialettali sconosciute ai turisti i quali affollano la piazza e vagano incantati tra le bancarelle.<br>Entrando dentro il mercato si trova la parte dedicata alle stoffe con colori variopinti, qui si possono ascoltare le pi\u00f9 incredibili storie, a volte fantastiche, sulla provenienza di tali e preziose stoffe di improbabile importazione araba e resistite nei secoli.<br>I mercati vanno preservati , conservati, protetti. Non sono solo bancarelle dove trovare oggetti a buon prezzo ma sono luoghi suggestivi, portatori sani di cultura , storia e bellezza.<br>E nel mercato delle ideologie senza senso, vendute per necessarie e opportune ma che, invece, generano la frattura che ha spezzato la nostra epoca mirando alla disgregazione del pianeta e dei valori condivisi, noi siciliani restiamo ancorati alle nostre bancarelle. L\u00e0, dove la vita scorre tra prodotti rarissimi, ironia e irriverenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mercato \u00e8 una realt\u00e0 che accompagna la vita dell\u2019uomo da secoli. Fin dall\u2019antichit\u00e0, infatti, gli esseri umani hanno sentito il bisogno di scambiare beni, prodotti e servizi per soddisfare le proprie necessit\u00e0. Nei mercati delle citt\u00e0 si incontravano persone diverse, si concludevano affari e si diffondevano anche idee e culture. 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