{"id":3081,"date":"2026-03-14T00:01:00","date_gmt":"2026-03-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=3081"},"modified":"2026-03-10T12:07:36","modified_gmt":"2026-03-10T11:07:36","slug":"il-suq-il-mercato-arabo-delle-meraviglie-intervista-a-roberto-celestre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/03\/14\/il-suq-il-mercato-arabo-delle-meraviglie-intervista-a-roberto-celestre\/","title":{"rendered":"Il s\u016bq: il mercato arabo delle meraviglie. \u00a0Intervista a Roberto Celestre."},"content":{"rendered":"\n<p>Quando Gustave Flaubert visit\u00f2 Tunisi fu affascinato dalla vita polverosa e caotica del <em>s\u016bq<\/em> che osservava dall\u2019Hotel Francia dove alloggiava. Durante il suo soggiorno esplor\u00f2 le strette vie e le botteghe della citt\u00e0 vecchia e gli appunti che ne derivarono furono poi riportati nel suo romanzo storico <em>Salamb\u00f2<\/em>. Il romanzo \u00e8 ambientato nell\u2019antica Cartagine, ma l\u2019atmosfera ricreata nell\u2019opera deriva dalle osservazioni che l\u2019autore annot\u00f2 nella tarda primavera del 1858.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vivace e variopinto mercato islamico, del resto, ha sempre costituito una fonte preziosa a cui attingere per conoscere il patrimonio culturale e religioso di numerosi paesi a maggioranza araba del Medio Oriente o del Nord Africa e, a tutt\u2019oggi, nonostante le inevitabili alterazioni, costituisce un riferimento quasi archeologico per la riscoperta del nucleo essenziale di una civilt\u00e0 che proprio nel <em>s\u016bq<\/em> ha generato e conservato le sue caratteristiche essenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>In epoca preislamica i <em>s\u016bq<\/em> sorsero come stazioni di commercio collegate ai caravanserragli disseminati lungo le rotte delle carovane che collegavano la penisola arabica al mediterraneo. Successivamente, per\u00f2, acquisirono una forte valenza anche sociale e religiosa, fino a diventare parte integrante dell\u2019assetto urbanistico di ogni citt\u00e0 araba.<\/p>\n\n\n\n<p>Conoscere ed indagare oggi le origini dei <em>s\u016bq<\/em> vuol dire quindi sforzarsi di ricercare ed osservare le caratteristiche della societ\u00e0 islamica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per saperne di pi\u00f9, abbiamo quindi pensato di attingere al sapere di uno studioso, in modo da affrancarci dalla visione distorta del turista e poter basare ogni considerazione su fonti storiche e concrete.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Celestre \u00e8 ricercatore indipendente laureato in Lingua e Letteratura Araba con indirizzo storico all\u2019Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ha trascorso due anni al Cairo svolgendo corsi di specializzazione di storia islamica medievale in lingua araba alla Cairo University e ha frequentato le universit\u00e0 di Ayn Shams (Cairo, Egitto) e Muhammad V (Rabat, Marocco). L\u2019ambito di ricerca a cui si \u00e8 maggiormente dedicato \u00e8 la storia islamica medievale, con particolare attenzione alla storiografia araba contemporanea delle crociate e alla manualistica militare nell\u2019Islam medievale. Ha curato e tradotto dall\u2019arabo il trattato medievale<em> Consigli sugli stratagemmi di guerra<\/em> (Il Melangolo, 2013) di al-Haraw\u012b (m. 1215).Oltre a suoi numerosi interventi in diverse riviste scientifiche del settore, Roberto Celestre \u00e8 autore di una recente monografia dal titolo<em> Saladino. Il sovrano cavaliere <\/em>(Graphe.it, 2024).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 a lui che intendiamo rivolgere alcune domande sui <em>s\u016bq<\/em>, per capirli meglio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1.- Nell\u2019immaginario collettivo il <\/strong><strong><em>s\u016bq<\/em> \u00e8 un luogo folkoristico, variopinto, caotico e ciarliero, in cui il turista pu\u00f2 perdersi per inebriarsi di suoni e odori di vario genere. \u00c8 davvero solo questo il <em>s\u016bq<\/em>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Chiunque abbia letto \u201cLe mille e una notte\u201d avr\u00e0 certamente incontrato pagine in cui si respirano proprio le atmosfere evocate nella domanda. I mercati brulicanti di voci, profumi e colori descritti in quelle storie restituiscono un\u2019immagine vivida e suggestiva del s\u016bq, che trova ancora oggi un riscontro nella realt\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In effetti, il s\u016bq in cui il visitatore contemporaneo si imbatte, in qualit\u00e0 di turista o di semplice avventore, \u00e8 il riflesso di ci\u00f2 che \u00e8 stato in passato, quasi una tradizione che si rinnova attualizzandosi. Pur avendo attraversato la modernit\u00e0 e affrontato la concorrenza dei centri commerciali, il s\u016bq \u00e8 riuscito a non snaturarsi in modo sostanziale, mostrando di aver saputo adattare ai mutamenti economici e sociali, pur conservando la propria profonda identit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ieri come oggi, il s\u016bq \u00e8 luogo di scambi e contrattazioni animate, di frenetica attivit\u00e0 e, al contempo, di attese pazienti; \u00e8 uno spazio ricco di emozioni sensoriali \u2014 i colori delle stoffe, i profumi delle spezie, il brusio incessante delle voci \u2014 ma \u00e8 al contempo un ambiente di incontro e di relazione. \u00c8 un microcosmo urbano in cui commercio e vita sociale continuano a intrecciarsi in modo indissolubile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>2.- Quali sono i riferimenti storici della nascita del <\/strong><strong><em>s\u016bq<\/em>, prima come mercato e poi come riferimento sociale e religioso del mondo musulmano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa domanda richiede una breve digressione storica e un salto indietro nel tempo, sperando di non affaticare il lettore. Il s\u016bq ai nostri occhi oggi rappresenta uno degli elementi pi\u00f9 caratteristici del mondo arabo-islamico, al punto da costituire quasi una tappa obbligata per chi viaggia nei Paesi islamici. Le sue origini, tuttavia, precedono di gran lunga la nascita dell\u2019Islam nel VII secolo d.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dal punto di vista etimologico, il termine trova origine probabilmente nel mondo antico mesopotamico, dove il termine s\u016bku indicava sia il luogo in cui si svolgeva l\u2019attivit\u00e0 commerciale sia il commercio stesso. In arabo, questa duplice valenza semantica \u00e8 rimasta invariata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per comprendere la diffusione del s\u016bq in Nord Africa occorre ricordare che al dominio romano e poi bizantino, nel VII secolo, in meno di cento anni, con sorprendente rapidit\u00e0 si sostitu\u00ec la dominazione arabo-islamica. Essa non introdusse soltanto un nuovo credo religioso, ma anche una radicata cultura mercantile, tipica delle popolazioni semitiche dell\u2019area a est del Mediterraneo e della penisola arabica, oggi accomunate dalla denominazione di Medio Oriente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nell\u2019immaginario comune, tali regioni vengono spesso descritte come luoghi periferici e isolati, dominati da distese sabbiose e deserti silenziosi abitati da sparuti gruppi di beduini. Si tratta, in larga misura, di uno stereotipo privo di fondamento. Cos\u00ec come l\u2019Egitto faraonico, anche la Mesopotamia vide nascere civilt\u00e0 fiorenti e altamente sofisticate sotto il profilo culturale, sociale ed economico, come quella accadica e quella assiro-babilonese. Il comune denominatore di queste civilt\u00e0 fu la presenza di grandi fiumi \u2014 il Nilo per gli Egizi, il Tigri e l\u2019Eufrate per le civilt\u00e0 mesopotamiche \u2014 che determinarono e regolarono lo sviluppo economico, favorendo la nascita di economie di mercato strutturate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Avvicinandoci a epoche pi\u00f9 recenti, tra il II e il III secolo d.C., due regni situati a nord della penisola arabica gravitavano nell\u2019orbita ellenistico-romana. Le maestose vestigia di Petra, in Giordania, e di Palmira (l\u2019antica Tadmur), in Siria, testimoniano l\u2019elevato sviluppo politico ed economico raggiunto rispettivamente dal regno dei Nabatei, con capitale Petra, e dal regno di Zenobia, avente il proprio centro a Palmira.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A sud della penisola arabica, nell\u2019area nota nell\u2019antichit\u00e0 come Arabia Felix \u2014 corrispondente grosso modo agli odierni Yemen e parte dell\u2019Oman sudoccidentale \u2014 gi\u00e0 dal I secolo d.C. i regni dei Minei, degli Himyariti e soprattutto dei Sabei, legati alla figura della biblica regina di Saba, fondavano la propria solidit\u00e0 politica e amministrativa su un commercio fiorente. Il traffico di legni profumati autoctoni, come incenso e mirra, insieme alle spezie provenienti dall\u2019Oriente, costituiva il pilastro economico della regione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per la sua posizione geografica, crocevia tra il subcontinente indiano e il Mediterraneo, l\u2019Arabia \u00e8 stata da sempre al centro di un ampio universo socioculturale, con caratteristiche differenti tra nord e sud. Il Mar Rosso, oggi facilmente navigabile, in passato presentava acque insidiose e difficili da navigare; le merci provenienti dall\u2019Oriente dovevano comunque essere trasbordate per raggiungere il Mediterraneo. Pertanto, fino alle grandi scoperte geografiche del XV e XVI secolo, che rivoluzionarono le rotte commerciali, la dorsale occidentale della penisola arabica costituiva dunque la principale via di transito delle merci provenienti dall\u2019Oriente verso il Mediterraneo e da l\u00ec verso l\u2019Europa. \u00c8 lungo questa direttrice che sorsero le citt\u00e0 carovaniere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tra queste vi era Mecca, citt\u00e0 natale di Maometto, che gi\u00e0 prima dell\u2019avvento dell\u2019Islam rappresentava un centro nevralgico governato da un\u2019oligarchia mercantile. Mecca era anche un importante centro religioso: al suo interno si trovava la Ka&#8217;ba, edificio cubico che fungeva da pantheon in quanto ospitava i simulacri delle divinit\u00e0 venerate in tutta la penisola. Inoltre, vi si teneva un\u2019importante fiera annuale che richiamava mercanti da ogni regione araba.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In questo contesto Maometto, egli stesso mercante, diffuse il nuovo credo monoteista dell\u2019Islam. Con l\u2019affermazione del nuovo credo, la Ka<\/em><em>\u02bfba<\/em><em>, svuotata degli idoli preislamici, divenne il centro spirituale dell\u2019Islam. <\/em><em>\u00c8 significativo che, rifugiatosi a Medina per sottrarsi alle minacce dell\u2019oligarchia mercantile meccana, Maometto vi organizz\u00f2 la prima comunit\u00e0 dei credenti (umma), edific\u00f2 la prima moschea e istitu\u00ec un mercato, cos\u00ec da rendere la nuova comunit\u00e0 economicamente autonoma rispetto ai traffici controllati da Mecca.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dopo la sua morte, le armate islamiche si espansero dapprima nella penisola arabica e, nel giro di circa un secolo, soggiogarono un territorio esteso dal Marocco fino alle regioni occidentali della Cina. Insieme al nuovo credo, gli arabi portarono in eredit\u00e0 anche il s\u016bq come idea e come principio. Con l\u2019Islam, tutti i territori conquistati entrarono quindi a far parte di un\u2019unica vasta area commerciale, regolata da norme e consuetudini proprie delle genti semitiche e dalle disposizioni del nuovo sistema religioso, contribuendo in modo alla strutturazione di uno spazio economico integrato e dinamico sotto l\u2019egida dell\u2019Islam.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>3.- L\u2019atmosfera del <\/strong><strong><em>s\u016bq <\/em>\u00e8 stata spesso descritta in vari riferimenti letterali come caratteristica della vita musulmana: un luogo in cui affari, informazioni, trame, amori e perfino tradimenti, si sviluppano secondo regole tramandate e spesso non scritte.&nbsp; Tradizioni e usi primeggiano rispetto a leggi o norme codificate. Si pu\u00f2 dire che il <em>s\u016bq<\/em> ha una giurisdizione propria in cui le tradizioni uniscono e regolano la societ\u00e0 islamica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>A differenza dei moderni centri commerciali, che rispondono a logiche di mercato standardizzate e globalizzate, il s\u016bq \u00e8 profondamente radicato nelle abitudini delle societ\u00e0 musulmane. Non si tratta semplicemente di un luogo di scambio e acquisto di merci, ma di uno spazio aggregativo che, ieri come oggi, \u00e8 il cuore pulsante della citt\u00e0 islamica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel suo significato pi\u00f9 stretto di attivit\u00e0 commerciale, il s\u016bq \u00e8 tradizionalmente codificato da regole informali, fondate su principi etici condivisi. Si \u00e8 gi\u00e0 detto che Maometto, prima dell\u2019inizio della sua missione profetica, esercit\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 di mercante. Negli had\u012bth \u2014 i suoi detti e insegnamenti, che insieme al Corano rappresentano una fonte fondamentale della legge religiosa islamica \u2014 compaiono numerosi riferimenti all\u2019etica del commercio. Oltre a condannare l\u2019inganno e a promuovere l\u2019onest\u00e0 nelle transazioni, Maometto proib\u00ec tra l\u2019altro l\u2019accaparramento delle merci finalizzato a far lievitare i prezzi o a creare situazioni di monopolio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dal punto di vista del controllo delle attivit\u00e0 di commercio all\u2019interno del s\u016bq, in periodo medievale e fino all\u2019Ottocento, tale ruolo era affidato alla supervisione del mu<\/em><em>htasib<\/em><em>, figura avente il ruolo di vigilare sulla moralit\u00e0 pubblica, incaricato a dirimere eventuali controversie e prevenire abusi o pratiche speculative. Oggi questa figura non esiste pi\u00f9 nella sua forma tradizionale: il suo ruolo \u00e8 stato progressivamente sostituito da normative statali che regolano e disciplinano le attivit\u00e0 commerciali. Tuttavia, lo spirito relazionale ed etico che ha storicamente caratterizzato il s\u016bq continua, in larga misura, a sopravvivere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>4.- L\u2019organizzazione del <\/strong><strong><em>s\u016bq <\/em>pu\u00f2 apparire, ad un occhio non attento, quasi casuale. V\u2019\u00e8 invece una precisa disposizione delle varie corporazioni di mestiere secondo principi al contempo civici e religiosi o secondo altri criteri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il s\u016bq possiede una logica interna ben precisa nella distribuzione delle attivit\u00e0, che riflette la \u201csacralit\u00e0\u201d delle arti e dei mestieri in rapporto alla religione. Quello che ai nostri occhi pu\u00f2 apparire come un intricato dedalo di vicoli e viuzze risponde in realt\u00e0 a criteri rigorosi e codificati. Occorre dunque abbandonare l\u2019idea dell\u2019Agor\u00e0 greca o del Foro romano, intesi come ampie piazze pubbliche in cui si concentrava la vita commerciale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nella citt\u00e0 islamica, il centro coincide con la Grande Moschea (J\u0101mi\u02bf), luogo in cui i fedeli si riuniscono il venerd\u00ec, verso mezzogiorno, per la preghiera comunitaria. L\u2019assetto urbanistico ruota attorno a questo fulcro<\/em> <em>religioso e, di conseguenza, anche l\u2019organizzazione del s\u016bq \u2014 o <\/em><em>baz\u0101r<\/em><em>, termine di origine persiana ancora oggi utilizzato per indicare i mercati coperti in Iran, Asia centrale e Turchia \u2014 segue canoni ben definiti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come detto, le attivit\u00e0 commerciali erano distribuite, e in larga parte lo sono ancora, secondo un criterio di \u201csacralit\u00e0\u201d del mestiere esercitato. In prossimit\u00e0 della Grande Moschea si trovavano le biblioteche, i produttori di manoscritti e i copisti; ancora oggi, ad esempio, nella citt\u00e0 vecchia (med<\/em><em>\u012bna<\/em><em>) di Tunisi \u00e8 presente la Biblioteca nazionale, oltre a librerie. Accanto a questi operavano venditori di profumi e spezie \u2014 nei cui negozi si trovavano anche legni aromatici ed essenze utilizzati per il culto \u2014 oltre a mercanti di stoffe pregiate e tappeti, anch\u2019essi connessi alla sfera religiosa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Proseguendo verso le porte della citt\u00e0, si incontravano poi artigiani e commercianti di pelli lavorate, gioiellieri e venditori di abbigliamento. Infine, nelle zone periferiche o lungo le mura perimetrali della citt\u00e0, erano collocate le attivit\u00e0 che richiedevano ampi spazi o un intenso utilizzo di acqua, come le lavorazioni di metalli, concerie e le macellerie, nonch\u00e9 i mercati di frutta e verdura. Si trattava di attivit\u00e0 che, talvolta, producevano odori sgradevoli o scarti e che, pertanto, venivano tenute a distanza dalla Grande Moschea per ragioni igieniche e anche simboliche. Questa organizzazione \u00e8 ancora in gran parte osservabile in tutti i s\u016bq, come quelli di Tunisi, Gerusalemme, Isfahan, Fez, Istanbul o Aleppo, solo per citarne alcuni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 interessante notare come nelle societ\u00e0 islamiche gi\u00e0 in epoca medievale esistesse una forma embrionale di ci\u00f2 che oggi definiamo \u201coutlet\u201d, concetto spesso considerato una recente invenzione del marketing occidentale. Le merci non pi\u00f9 vendibili a prezzo pieno o non pi\u00f9 considerate oggetto di contrattazione, venivano infatti concentrate in aree specifiche \u2014 mercati coperti o vicoli dedicati \u2014 ben noti per la possibilit\u00e0 di acquistare prodotti a prezzi vantaggiosi, compresi frutta e ortaggi prossimi alla scadenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>5.- Quasi tutti i <em>s\u016bq <\/em>sono concepiti con dedali e viuzze che conducono al centro ad una Moschea. Qual \u00e8 il significato religioso di una tale conformazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non vi sono studi generali e ampi specificamente dedicati alla configurazione urbanistica del s\u016bq, se non nell\u2019ambito delle ricerche sullo sviluppo urbanistico di singole citt\u00e0 islamiche. \u00c8 certo, tuttavia, che il s\u016bq costituisce il cuore stesso della citt\u00e0 vecchia (med\u012bna) e talvolta i due coincidono, come nel caso di Tunisi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il centro gravitazionale della citt\u00e0 \u00e8 rappresentato dalla Grande Moschea e, come gi\u00e0 accennato, la disposizione delle attivit\u00e0 commerciali segue le logiche precedentemente descritte. Non esiste per\u00f2 una specificit\u00e0 propriamente \u201cedilizia\u201d del s\u016bq, poich\u00e9 esso \u00e8 strettamente legato allo sviluppo urbanistico della citt\u00e0 islamica nei suoi diversi contesti regionali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Oltre alle differenze stilistiche in ambito architettonico, si riscontrano infatti ulteriori elementi distintivi tra i mercati del Nord Africa e quelli presenti nei Paesi arabi dell\u2019Asia occidentale, in Iran, in Turchia e in Asia centrale, qui pi\u00f9 comunemente denominati baz\u0101r.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I s\u016bq del Nord Africa, dislocati nel dedalo di viuzze della med\u012bna, sono generalmente all\u2019aperto e caratterizzati da vicoli stretti. Tale configurazione rispondeva a precise esigenze pratiche: i vicoli angusti e ombreggiati offrono riparo dal sole durante le ore pi\u00f9 calde dell\u2019estate e, al contempo, in caso di guerre rendevano pi\u00f9 difficile e insidioso l\u2019accesso e il percorso di eventuali forze nemiche all\u2019interno della citt\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il baz\u0101r, invece, \u00e8 un mercato coperto, principalmente per ragioni climatiche: chi abbia visitato la Turchia o i Paesi dell\u2019Asia centrale avr\u00e0 sperimentato quanto possano essere rigidi gli inverni e torride l\u2019estati. Il baz\u0101r \u00e8 inoltre cinto da mura e accessibile solo attraverso porte che vengono chiuse al tramonto. In questo senso, si \u00e8 dianzi a una vera e propria citt\u00e0 nella citt\u00e0, quasi a sottolineare quel microcosmo che vive nei s\u016bq e nei baz\u0101r da tempo immemorabile, fino ai nostri giorni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>6.- L\u2019arte della negoziazione e del mercanteggiare, che \u00e8 propria dei commercianti arabi, trova plastica manifestazione nei mercanti che operano all\u2019interno dei <em>s\u016bq<\/em>. Trattative estenuanti condotte sorseggiando una bevanda o distesi su tappeti fanno parte di un <em>modus operandi<\/em> consolidato. Pu\u00f2 ricavarsi un significato anche sociale o economico da una tale propensione alla trattativa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Abbiamo visto che nei detti di Maometto, vera fonte di ispirazione giuridica e morale, troviamo un significativo numero di riferimenti atti a delineare l\u2019etica di chi opera nel commercio. Inoltre, \u00e8 significativo che in tali detti troviamo anche un incoraggiamento all\u2019accoglienza, all\u2019ospitalit\u00e0 e alla cortesia nelle contrattazioni. Ancora oggi non \u00e8 raro che un negoziante inviti il cliente a sedersi su un comodo tappeto a bere un t\u00e8, senza alcuna pressione o obbligo morale all\u2019acquisto. Fermarsi e conversare sorseggiando un t\u00e8 diventa per il visitatore un momento di osservazione e scoperta delle merci; ma, al tempo stesso, rappresenta per il commerciante un riconoscimento e una gratificazione per il suo agire da mercante. Accettare l\u2019invito e mostrare interesse per i prodotti esposti \u00e8 gi\u00e0, di per s\u00e9, un segno di rispetto e apprezzamento verso chi propone una vendita. Quei frangenti in cui la nostra impazienza e il nostro desiderio di immediato acquisto vengono messi a dura prova dalle interminabili trattative, diversioni di dialogo che nulla hanno a che fare con l\u2019oggetto d\u2019acquisto, in realt\u00e0 rappresentano un rituale in cui l\u2019obiettivo \u00e8 conoscersi, entrare in sintonia per riuscire a concludere una trattativa che sia soddisfacente per le due parti. L\u2019eventuale acquisto \u00e8 \u201cla ciliegina sulla torta\u201d: la visita, l\u2019attenzione e il dialogo costituiscono il nucleo autentico dell\u2019esperienza. Le lunghe e talvolta estenuanti trattative non sono dunque un semplice costume folkloristico, bens\u00ec parte di un rituale che affonda le proprie radici in un\u2019etica religiosa e sociale ben definita.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando Gustave Flaubert visit\u00f2 Tunisi fu affascinato dalla vita polverosa e caotica del s\u016bq che osservava dall\u2019Hotel Francia dove alloggiava. Durante il suo soggiorno esplor\u00f2 le strette vie e le botteghe della citt\u00e0 vecchia e gli appunti che ne derivarono furono poi riportati nel suo romanzo storico Salamb\u00f2. Il romanzo \u00e8 ambientato nell\u2019antica Cartagine, ma l\u2019atmosfera ricreata nell\u2019opera deriva dalle osservazioni che l\u2019autore annot\u00f2 nella tarda primavera del 1858. Il vivace e variopinto mercato islamico, del resto, ha sempre costituito una fonte preziosa a cui attingere per conoscere il patrimonio culturale e religioso di numerosi paesi a maggioranza araba del Medio Oriente o del Nord<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/03\/14\/il-suq-il-mercato-arabo-delle-meraviglie-intervista-a-roberto-celestre\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":3085,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[386],"tags":[],"ppma_author":[18],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-sergio","4":"post-3081","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-203-marzo-2026"},"authors":[{"term_id":18,"user_id":25,"is_guest":0,"slug":"sergio","display_name":"Sergio Guastella","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/guastella.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/guastella.jpg"},"0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3081","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3081"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3081\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3123,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3081\/revisions\/3123"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3081"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3081"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3081"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=3081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}