{"id":2956,"date":"2026-02-14T00:01:00","date_gmt":"2026-02-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2956"},"modified":"2026-02-12T14:49:38","modified_gmt":"2026-02-12T13:49:38","slug":"cuore-edmondo-de-amicis-come-elettrocardiogramma-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/02\/14\/cuore-edmondo-de-amicis-come-elettrocardiogramma-dellitalia\/","title":{"rendered":"Cuore: Edmondo De Amicis come elettrocardiogramma dell\u2019Italia"},"content":{"rendered":"\n<p>Il primo libro \u00e8 un imprinting. Come i pulcini di Lorenz che seguono l\u2019individuo che vedono per primo, ogni lettore insegue a lungo la forma, il ritmo, il mondo del suo primo libro, anche quando crede di essersene liberato. Da l\u00ec in poi, ogni storia verr\u00e0 confrontata con quell\u2019esperienza originaria, per adesione o per rigetto, come se la letteratura non smettesse mai di parlare con la voce che ci ha chiamati per prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mio caso quell\u2019imprinting ha un\u2019et\u00e0 pericolosa (sette anni) e un nome preciso, se possibile ancora pi\u00f9 fatale: <em>Cuore<\/em> di Edmondo De Amicis, letto nell\u2019estate della promozione in seconda elementare, come mi ricorda la dedica firmata da mamma e pap\u00e0. Un libro che, mi accorgo, continua a funzionare per me come una grammatica emotiva segreta, una misura implicita del bene e del male di scrivere, dell\u2019utile e del superfluo letterario.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cuore<\/em> ha indirizzato la mia esistenza verso la partecipazione emotiva, <em>Cuore<\/em> mi ha educato allo sguardo sul pi\u00f9 debole e a mettermi nei panni dell\u2019altro (no, l\u2019empatia no!), <em>Cuore<\/em> mi ha inoculato l\u2019idea che leggere significhi diventare migliori, o almeno pi\u00f9 consapevoli, pi\u00f9 giusti, pi\u00f9 responsabili. Ed \u00e8 stato <em>Cuore<\/em> a dare forma all\u2019idea che la letteratura sia anche un discorso collettivo, non solo intimo. Ma poich\u00e9 \u00e8 stato il primo, <em>Cuore<\/em> mi ha dato anche il vaccino contro le sue pagine infette: l\u2019allergia (consapevole o meno) verso la retorica, il moralismo facile, la capacit\u00e0 di sentire l\u2019odore dell\u2019emozione tirata via. \u00c8 la memoria biologica di chi ha creduto davvero a una voce e poi ha imparato a metterla in discussione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora oggi, in fondo, ho la pretesa di poter leggere l\u2019Italia come se stessi rileggendo <em>Cuore<\/em>. Prendiamo il Festival di Sanremo. Ritrovo lo stesso dispositivo narrativo, la stessa pedagogia sentimentale, la stessa idea che una comunit\u00e0 si costruisca raccontando storie esemplari a un pubblico trattato come una classe. Anche De Amicis, del resto, ebbe uno share notevole ai suoi tempi. Cambiano i linguaggi, non la funzione. Ritrovo l\u2019inattaccabile maestro nel conduttore rassicurante, Carlo Conti oggi, ieri Pippo Baudo, domani un altro volto ugualmente educato, custode di una compostezza che non disturba nessuno. Riconosco il Garronismo del bel canto, delle voci \u201ccome si deve\u201d, pulite, educate, emotivamente presentabili, che si chiamino Il Volo, Mengoni, Giorgia o qualunque altro nome capace di rassicurare prima ancora di cantare. Franti \u00e8 ancora l\u00ec: nel comico, nell\u2019ospite laterale, nell\u2019artista che eccede di mezzo tono e che per questo viene tollerato come eccezione:\u00a0 Roberto Benigni quando parla male (o bene!) del papa, Zalone quando canta contro gli omosessuali, ma si capisce che invece no.<\/p>\n\n\n\n<p>E non mancano, naturalmente, le regine pop: le Patty Pravo da celebrare con standing ovation rituali, destinate a diventare ricordi fondativi, raccontabili ai nipoti come le memorabili nevicate o le vittorie ai Mondiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Abita a Sanremo lo stesso spirito di sacrificio e accettazione che attraversava <em>Cuore<\/em>: allora si prendeva una pallottola austriaca, oggi un televoto impietoso o una shitstorm sui social. E poi, negli intermezzi, le storie: sventurati dall\u2019animo nobile, maestrine eroiche, gesti pedagogici ben confezionati, migrazioni e disabilit\u00e0 raccontate nel modo pi\u00f9 semplice possibile, con quell\u2019ottimismo disarmato che non fa male a nessuno. De Amicis cercava l\u2019uguaglianza, oggi si cerca l\u2019inclusione, ma con il medesimo scopo: spiegare il mondo come se fosse una lezione di mezz\u2019ora, con esempi chiari, morali esplicite e nessuna domanda aperta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 solo il sentimentalismo a giustificare il paragone \u2013 sarebbe troppo facile, anche perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre una serata delle cover, delle \u201ccanzoni del cuore\u201d, come se il cuore fosse un archivio condiviso e obbligatorio. \u00c8 piuttosto il riconoscere nel Festival un\u2019operazione laica di educazione nazionale, in cui i diritti civili o i valori della tradizione, a seconda del governo in carica, diventano il patriottismo della nostra epoca.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Guardo Sanremo e ho la sensazione persistente di essere trattato come un bambino di dieci anni: qualcuno mi spiega cosa \u00e8 giusto sentire, quando commuovermi, cosa applaudire e per cosa indignarmi. Mi irrito, ma continuo a guardarlo. E in fondo anche <em>Cuore<\/em> \u00e8 ancora l\u00ec, nella mia biblioteca, con la dedica tenerissima dei miei genitori. Non lo rileggo, ma non lo butto via. Come Sanremo.<br>Coltivo per\u00f2 una speranza segreta: che questo parallelismo trovi la sua apoteosi; che prima della fine qualcuno \u2013 un inutile co-conduttore, una valletta senza talento, un super ospite che non ho mai sentito nominare \u2013 riesca ancora a fare un gesto fuori copione: un piccolo, imprevisto muso di lepre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo libro \u00e8 un imprinting. Come i pulcini di Lorenz che seguono l\u2019individuo che vedono per primo, ogni lettore insegue a lungo la forma, il ritmo, il mondo del suo primo libro, anche quando crede di essersene liberato. Da l\u00ec in poi, ogni storia verr\u00e0 confrontata con quell\u2019esperienza originaria, per adesione o per rigetto, come se la letteratura non smettesse mai di parlare con la voce che ci ha chiamati per prima. Nel mio caso quell\u2019imprinting ha un\u2019et\u00e0 pericolosa (sette anni) e un nome preciso, se possibile ancora pi\u00f9 fatale: Cuore di Edmondo De Amicis, letto nell\u2019estate della promozione in seconda elementare, come mi<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/02\/14\/cuore-edmondo-de-amicis-come-elettrocardiogramma-dellitalia\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":2959,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[343],"tags":[],"ppma_author":[23],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-vincenzo","4":"post-2956","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-202-febbraio-2026"},"authors":[{"term_id":23,"user_id":6,"is_guest":0,"slug":"vincenzo","display_name":"Vincenzo La Monica","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/lamonicavincenzo.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/lamonicavincenzo.jpg"},"0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2956","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2956"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2956\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2960,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2956\/revisions\/2960"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2959"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2956"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2956"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2956"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=2956"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}