{"id":2880,"date":"2026-02-14T00:01:00","date_gmt":"2026-02-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2880"},"modified":"2026-02-07T14:40:57","modified_gmt":"2026-02-07T13:40:57","slug":"cuori-tra-fiction-e-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/02\/14\/cuori-tra-fiction-e-storia\/","title":{"rendered":"Cuori tra fiction e storia"},"content":{"rendered":"\n<p>Sin da quando ero piccola, a parte una breve parentesi per l\u2019iconica &#8220;Barbie Cuore&#8221; anni Ottanta che adoravo, questa parola di cinque lettere mi ha sempre fatto pensare pi\u00f9 alla cardiologia piuttosto che al romanticismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno cresce con la propria storia familiare. Nella mia, l\u2019apparato cardiocircolatorio ha avuto un ruolo importante e delicato. Sar\u00e0 anche per questo che una serie tv che racconta prevalentemente di trapianti, by pass, circolazione extracorporea pi\u00f9 che di inevitabili storie d\u2019amore, per me \u00e8 diventata un culto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCuori\u201d comincia alla fine degli anni Sessanta, precisamente nel 1968, anno di grandi rivoluzioni e cambiamenti, narrando le esperienze mediche in ambito cardiochirurgico all\u2019interno dell\u2019ospedale \u201cMolinette\u201d di Torino. I protagonisti sono una splendida Pilar Fogliati, cardiologa talentuosa dall\u2019orecchio assoluto, un credibilissimo e visionario primario Daniele Pecci con l\u2019allievo prediletto Matteo Martari. Insieme danno vita ad un triangolo amoroso che lascia spesso il passo a problemi medici, scoperte scientifiche e ambiziosi esperimenti chirurgici.<\/p>\n\n\n\n<p>Sullo sfondo una citt\u00e0 regale e un periodo indiscutibilmente affascinante per la ricerca e per le sfide di una sanit\u00e0 pubblica che si stava trasformando e che \u00e8 riuscita a competere con le avanguardie di tutto il mondo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il contesto incanta in tutte le edizioni della serie, grazie all\u2019ambientazione retr\u00f2 e alla ricostruzione fedele dell\u2019atmosfera degli anni a cavallo tra il 1960 e 1970.<\/p>\n\n\n\n<p>Risulta vincente l\u2019accuratezza nel ricreare la moda del tempo, sia per gli abiti che per i tagli di capelli, gli accessori, l\u2019arredamento, le auto. Le gonne si accorciano e le cravatte si allargano; esplodono i colori in un\u2019eleganza e una ricercatezza che hanno contraddistinto un\u2019epoca. Le tinte pastello e i pantoni accesi colorano i miniabiti e i cappotti femminili ma anche le pareti e i tendaggi delle abitazioni presentano uno stile optical inconfondibile: i pois, le righe, i rombi a contrasti forti conquistano dopo anni di bianco, nero e privazioni. Sono gli anni del consolidamento del boom economico e nelle case trovano spazio elettrodomestici, telefoni, ambienti per ricevere ospiti come soggiorni e salotti. Le auto d\u2019epoca hanno un fascino senza tempo, dalla Innocenti Mini rossa fiammante alle Fiat 500 e 1100.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scenario principale \u00e8 ovviamente l\u2019ospedale, ricostruito nei dettagli sia dentro che fuori, con la sala operatoria a vista a beneficio degli studenti universitari, la strumentazione antica presa anche in prestito da musei specifici, le corsie e le stanze di degenza che allora erano delle camerate da otto o dieci posti, con pochissima privacy e costantemente animate da suore e infermiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vero cuore della storia, \u00e8 il caso di dirlo, \u00e8 l\u2019ambizione di creare un centro di eccellenza mondiale in ambito cardiochirurgico dove \u00e8 possibile effettuare il primo trapianto di cuore al mondo. L\u2019idea \u00e8 del primario Cesare Corvara, alias Daniele Pecci, che insieme ad uno staff medico di eccellenza infrange stereotipi e pregiudizi. A cominciare dalle battaglie per affermare la credibilit\u00e0 di una delle prime donne cardiologo in quegli anni, spesso messa in discussione sia dai colleghi medici che dai pazienti; alle resistenze della Chiesa sull\u2019espianto degli organi finalizzato al trapianto.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le vicende della serie sono ispirate alla storia e alle testimonianze di due cardiochirurghi realmente esistiti: Achille Mario Dogliotti, pioniere e studioso della macchina cuore-polmone e Angelo Actis Dato che ha perfezionato la prima circolazione extracorporea nell&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie a uomini e donne visionari che non si sono fermati davanti all\u2019impossibile oggi la cardiochirurgia ha raggiunto livelli impensabili.&nbsp;La serie \u201cCuori\u201d, alla cui regia si \u00e8 dedicato Riccardo Donna, oltre ad essere un gioiello&nbsp;<em>vintage<\/em>&nbsp;ben fatto, ha il merito di mettere in luce proprio questo aspetto. La capacit\u00e0 dell\u2019uomo di spingersi oltre il conosciuto, di sperimentare, di lavorare in squadra, di sbagliare e riprovare, di inseguire un sogno per il bene di tutti. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi volesse vederla o rivederla, si trova su Rai play e vale la pena dedicarle un po\u2019 di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e8, in fin dei conti, <em>Cuori<\/em> ricorda che questa parola non nasce per forza dal romanticismo. Prima di diventare simbolo, il cuore \u00e8 un organo testardo e vulnerabile, che pu\u00f2 fermarsi, essere riparato, rimesso in funzione. La serie lo racconta cos\u00ec: non come icona sentimentale, ma come luogo di decisioni, rischi e responsabilit\u00e0. Ed \u00e8 forse per questo che colpisce: perch\u00e9 restituisce al cuore il suo significato pi\u00f9 essenziale, quello che avevo imparato molto presto, ben prima di ogni storia d\u2019amore. Il cuore, prima di tutto, \u00e8 una questione di vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sin da quando ero piccola, a parte una breve parentesi per l\u2019iconica &#8220;Barbie Cuore&#8221; anni Ottanta che adoravo, questa parola di cinque lettere mi ha sempre fatto pensare pi\u00f9 alla cardiologia piuttosto che al romanticismo. Ognuno cresce con la propria storia familiare. Nella mia, l\u2019apparato cardiocircolatorio ha avuto un ruolo importante e delicato. 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