{"id":2735,"date":"2026-01-14T00:01:00","date_gmt":"2026-01-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2735"},"modified":"2026-01-12T08:11:07","modified_gmt":"2026-01-12T07:11:07","slug":"che-palle-nella-vita-e-nel-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/01\/14\/che-palle-nella-vita-e-nel-cinema\/","title":{"rendered":"\u201cChe palle!\u201d Nella vita e nel cinema"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cChe palle!\u201d. Chi non ha mai usato questa espressione almeno una volta nella vita? Credo che tutti, pi\u00f9 o meno, ne abbiano fatto ricorso. Si tratta di un modo di dire che, dopo aver superato lo stereotipo volgare che lo focalizzava solo sugli attributi maschili, esprime fastidio, noia, frustrazione, rafforza il senso di insofferenza che si sta attraversando. Usata nella vita, abusata al cinema, dove, soprattutto nei film comici, \u00e8 onnipresente. La si trova, a maggior ragione, nell\u2019ultimo film di Checco Zalone, BUEN CAMINO, in cui la giovane figlia esasperata del protagonista (lo stesso Checco) la rivolge al padre che la segue per indurla a desistere dal suo intento. La storia parla di un padre ricchissimo ed egocentrico con una figlia, Cristal, avuta da una famosa modella, che decide di fare il cammino di Santiago de Compostela, all\u2019insaputa dei genitori. La madre, che convive con uno scrittore e regista palestinese, vuole ritrovare la figlia, fuggita senza dare spiegazioni, e coinvolge il padre che non sa nulla di lei e dei suoi interessi.\u00a0 Costui, quando scopre le sue intenzioni, decide di convincerla a tornare indietro, per\u00f2 il destino interviene attraverso le persone giuste. Il viaggio alla fine si far\u00e0 e padre e figlia troveranno un modo per avvicinarsi e comprendersi. Questa l\u2019estrema sintesi, che non vuole svelare ulteriori elementi, della vicenda che vede Zalone protagonista e, insieme a lui, un pezzo della nostra societ\u00e0, appositamente ridicolizzata, fustigata, evidenziata. Ma chiss\u00e0 quanti avranno pensato o detto \u201cChe palle!\u201d, dopo aver sentito che il giorno di Natale, al cinema, sarebbe uscito proprio questo film di Checco Zalone. Ovviamente tutti coloro che non approvano, accettano, condividono tale tipologia di film che, a loro modo di pensare sono di bassa lega e troppo popolari, nel senso di essere rivolti pi\u00f9 al popolo che alle classi medio alte. Lungi dal voler condizionare i gusti di chiunque, si pu\u00f2 ben dire che i film di Zalone, e nello specifico BUEN CAMINO, hanno parecchi punti di forza: vogliono portare un po&#8217; d\u2019allegria, in un periodo della nostra storia, terribile, dove il mondo intero \u00e8 martoriato da eventi catastrofici; affrontano temi sociali di rilevante importanza (le relazioni umane, il rapporto ricchezza\/povert\u00e0, i condizionamenti sociali, il valore dell\u2019amicizia) in modo leggero, comprensibile a tutti; hanno il coraggio di dire, anche attraverso similitudini ed espressioni grottesche e sguaiate, tutto ci\u00f2 che moltissimi pensano e non hanno il medesimo coraggio per dirlo, preferendo nascondersi in stereotipi sociali puritani; ci offrono un epilogo morale che induce a riflettere sull\u2019uomo e sul vero senso della sua esistenza. Perch\u00e9 Zalone pu\u00f2 permettersi di dire certe cose dall\u2019alto della sua laurea in giurisprudenza e del percorso culturale intrapreso prima di approdare in tv e al cinema e ha trovato quello che gli italiani vogliono sentire e vedere, visto l\u2019enorme successo di tutti i suoi film e di BUEN CAMINO. \u00a0E comunque, i primi a sbancare il botteghino sono stati proprio coloro che si sono lamentati dicendo: \u201cChe palle!\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cChe palle!\u201d. Chi non ha mai usato questa espressione almeno una volta nella vita? Credo che tutti, pi\u00f9 o meno, ne abbiano fatto ricorso. Si tratta di un modo di dire che, dopo aver superato lo stereotipo volgare che lo focalizzava solo sugli attributi maschili, esprime fastidio, noia, frustrazione, rafforza il senso di insofferenza che si sta attraversando. Usata nella vita, abusata al cinema, dove, soprattutto nei film comici, \u00e8 onnipresente. 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