{"id":2702,"date":"2026-01-14T00:01:00","date_gmt":"2026-01-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2702"},"modified":"2026-01-07T21:11:15","modified_gmt":"2026-01-07T20:11:15","slug":"il-cerchio-di-ramsden","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/01\/14\/il-cerchio-di-ramsden\/","title":{"rendered":"Il Cerchio di Ramsden"},"content":{"rendered":"\n<p>Fu a fine del Settecento, in piena epoca del cosiddetto \u201cdispotismo illuminato\u201d, che l\u2019astronomo e matematico Giuseppe Piazzi, ricevette dal re Ferdinando III di Borbone l\u2019incarico di fondare a Palermo un osservatorio astronomico. Proprio quel Piazzi che, da l\u00ec a poco avrebbe scoperto Cecere, l\u2019unico pianeta nano del nostro sistema solare.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 la scelta di Piazzi, fino a quel momento un oscuro matematico valtellinese, non era stata una \u201cprima scelta\u201d. Ferdinando aveva prima chiesto ai pi\u00f9 importanti astronomi di quel tempo la loro disponibilit\u00e0 a trasferirsi a Palermo ma tutti avevano rifiutato. Troppo lontana e marginale la Sicilia, e per di pi\u00f9 sarebbero dovuti venire a lavorare in una citt\u00e0 che non aveva ancora l\u2019universit\u00e0. \u201cAnche no, grazie\u201d, era stata la loro risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Piazzi invece aveva accettato, ma a patto che potesse aggiornarsi in campo astronomico andando in giro per l\u2019Europa a visitare i migliori osservatori astronomici del continente. Fu cos\u00ec inviato per due anni a Parigi e a Londra per \u201cmigliorarsi nella pratica delle osservazioni\u201d. E poich\u00e9 era consapevole che la qualit\u00e0 della scienza dipendeva dalla qualit\u00e0 degli strumenti, era andato a bussare alla porta di quella che era la migliore officina conosciuta, quella del londinese Jesse Ramsden (1735-1800).<\/p>\n\n\n\n<p>Ramsden non era un astronomo ma un \u201cmaestro ottico e costruttore di strumenti\u201d. La sua bottega era famosa in tutta Europa per la qualit\u00e0 dei suoi prodotti. Ad esempio, era stato lui a risolvere il problema della distorsione ottica dell\u2019oculare, la cosiddetta \u201caberrazione cromatica\u201d, grazie alle sue lenti acromatiche. E fu anche lui a perfezionare il <em>Dividing engine<\/em>, una macchina per graduare con precisione i cerchi degli strumenti. \u00c8 stata quest\u2019ultima a permettergli di costruire il cerchio altazimutale che prende il suo nome.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"757\" height=\"951\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-2705\" alt=\"Giuseppe Piazzi\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/piazzi.jpg\" data-object-fit=\"cover\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/piazzi.jpg 757w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/piazzi-239x300.jpg 239w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/piazzi-425x534.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 757px) 100vw, 757px\" \/><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Dunque Piazzi, attraverso una serie di contatti accademici e probabilmente con l\u2019intermediazione della massoneria, era riuscito ad ordinare a Ramsden un cannocchiale che in quel periodo era uno strumento all\u2019avanguardia perch\u00e9 montava il massimo della tecnologia ottica e meccanica dell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trattava di un cannocchiale montato su due assi perpendicolare che permetteva di misurare con accuratezza la posizione di un astro in altezza, sull\u2019orizzonte, e in azimut, cio\u00e8 il suo angolo rispetto al nord. Con i suoi cerchi metallici, finemente graduati, e con il suo sistema di lettura a microscopi, ne facevano uno strumento formidabile per l\u2019osservazione delle stelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Installato nella neonata Specula palermitana, dopo un rocambolesco viaggio dalla capitale inglese a Palermo, in un\u2019Europa attraversata dalle guerre napoleoniche, il Cerchio divenne subito il miglior pezzo della strumentazione dell\u2019osservatorio siciliano, cosa che permise all\u2019osservatorio, nonostante la sua posizione periferica, di diventare un riferimento per tutta la comunit\u00e0 scientifica internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Cerchio di Ramsden rappresent\u00f2 l\u2019apice della tecnologia meccanica preindustriale. Tuttavia, con il passare degli anni, e con il rapido progredire della tecnologia, il Cerchio divenne obsoleto e da strumento di ricerca divenne, pian piano, \u201cbene storico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il Cerchio di Ramsden \u00e8 il \u201cpezzo forte\u201d del Museo della Specola, ospitato presso il Palazzo Reale di Palermo, ed \u00e8 uno dei simboli del progresso scientifico della nostra epoca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu a fine del Settecento, in piena epoca del cosiddetto \u201cdispotismo illuminato\u201d, che l\u2019astronomo e matematico Giuseppe Piazzi, ricevette dal re Ferdinando III di Borbone l\u2019incarico di fondare a Palermo un osservatorio astronomico. Proprio quel Piazzi che, da l\u00ec a poco avrebbe scoperto Cecere, l\u2019unico pianeta nano del nostro sistema solare. In realt\u00e0 la scelta di Piazzi, fino a quel momento un oscuro matematico valtellinese, non era stata una \u201cprima scelta\u201d. 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