{"id":2551,"date":"2025-12-14T00:01:00","date_gmt":"2025-12-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2551"},"modified":"2025-12-16T15:26:14","modified_gmt":"2025-12-16T14:26:14","slug":"con-passi-giapponesi-di-patrizia-cavalli-leccezione-della-prosa-che-incede-con-la-poesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/12\/14\/con-passi-giapponesi-di-patrizia-cavalli-leccezione-della-prosa-che-incede-con-la-poesia\/","title":{"rendered":"Con passi giapponesi di Patrizia Cavalli: l\u2019eccezione della prosa che incede con la poesia"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abScardinante\u00bb fu l\u2019attributo cui ricorse la Giuria dei Letterati dell\u2019edizione 2020 del Premio Campiello, per accogliere <em>Con passi giapponesi<\/em> (Einaudi, 2019) nella cinquina dei finalisti insieme al nome di <strong>Patrizia Cavalli<\/strong> (1947-2022), autrice delle pi\u00f9 note raccolte di poesia italiana del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p>In quell\u2019anno straordinario \u2013 come dimenticare l\u2019emergenza pandemica, l\u2019ombra dei secoli medievali sulla fine del mondo, la tragedia delle morti, l\u2019obbligo del distanziamento sociale, le ricadute economiche ed emotive sulla quotidianit\u00e0 umana \u2013 anche la straordinariet\u00e0 dell\u2019opera presentata era indubbiamente di evidente portata, e tuttora basta scorrere l\u2019indice dei sedici testi della raccolta o lasciarsi catturare dal primo che le d\u00e0 il titolo, per entrare nel raffinato universo linguistico di Cavalli, nel paesaggio sentimentale dell\u2019imperfezione inseguita dal suo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abMi manca la Musa, mi manca l\u2019amore. Non m\u2019innamoro pi\u00f9, sono inerme e passiva. Da quando non c\u2019\u00e8 la Musa, io non riesco pi\u00f9 a fare poesie\u00bb<\/em> &#8211; avrebbe detto all\u2019amica giornalista Leonetta Bentivoglio, per giustificare la scelta di pubblicare nel 2019 quell\u2019antologia di prose, inconsueta eccezione letteraria nella sua produzione in soli versi.<\/p>\n\n\n\n<p>Poeta, e non poetessa, amava dire infatti di s\u00e9, cos\u00ec come l\u2019aveva incoronata Elsa Morante, secondo l\u2019aneddoto ripetuto nelle interviste e nel pi\u00f9 recente documentario <em><a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/programmi\/lemiepoesienoncambierannoilmondo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Le mie poesie non salveranno il mondo<\/a><\/em> di Francesco Piccolo e Annalena Benini (2023). Entrata a far parte delle nuove amicizie romane, dopo avere conosciuto la scrittrice, ne era stata pi\u00f9 volte sollecitata a mostrarle i propri versi, temendone il pi\u00f9 spietato giudizio e la perdita di stima e amicizia. <em>\u00abNella mia giovinezza a Todi leggevo Elsa Morante \u2026e la ammiravo immensamente. Leggendo i suoi libri, vedevo in lei un genere di sguardo che avrei voluto si posasse su di me. Avrei voluto essere guardata come lei guardava i suoi personaggi\u00bb<\/em> &#8211; racconta a <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=YN9L0YeublY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Scrittori per un anno (2021)<\/a>, a proposito del loro incontro. <em>\u00abDa bambina ho sempre scritto, \u2026mai mi sarei sognata di dirle che scrivevo, perch\u00e9 avevo visto varie volte i suoi furori \u2026 e avevo visto il terrore che venisse meno questo stato di grazia\u00bb.<\/em> Cos\u00ec, quando la scrittrice le dice di volere leggere le sue poesie, <em>\u00abnon perch\u00e9 mi interessino per motivi letterari, ma per vedere come sei fatta\u00bb,<\/em> la giovanissima Cavalli vacilla, si rimette all\u2019opera per raccogliere i componimenti, produrne altri e consegnarli in visione, temendo il verdetto. <em>\u00abHo fatto un gruppetto di poesie piccole, pensando ci fosse meno rischio, \u2026gliel\u2019ho portato e dopo mezz\u2019ora mi ha telefonato e mi ha detto questa frase, la sanno tutti, perch\u00e9 la racconto: \u201cSono felice, Patrizia, Sei un poeta\u201d. E io ho fatto un sospiro di sollievo (\u2026). Oramai non correvo pi\u00f9 rischi, avevo un titolo e quindi di questo titolo mi vantavo e mi sentivo bene al sicuro dentro quel grembo\u00bb.<\/em> Di l\u00ec a breve le avrebbe pubblicate nella raccolta <em>Le mie poesie non cambieranno il mondo<\/em>&nbsp;(1974).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"422\" height=\"418\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1974.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2555\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1974.png 422w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1974-300x297.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1974-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 422px) 100vw, 422px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>E davvero sin da bambina, Cavalli aveva trovato nella poesia il proprio naturale linguaggio sentimentale, tanto da dedicare le prime rime a Kim Novak, respirandone il fascino cinematografico, la bellezza quale complemento essenziale del mito e della natura celeste dell\u2019oggetto d\u2019amore, secondo un\u2019ascendenza remota e viva, appresa dalla poesia di Saffo e Petrarca. E anche se la sua \u00e8 la lingua dell\u2019uso, condivisa dai parlanti, l\u2019esercizio di raffinatezza consiste nella ricerca dell\u2019esattezza, nella scelta di un lessico leale alla rappresentazione iconografica, prediligendo l\u2019allitterazione e la rima, la sonorit\u00e0 dell\u2019assortimento verbale anzich\u00e9 la metafora.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"416\" height=\"292\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1974_2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2556\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1974_2.png 416w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1974_2-300x211.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>In questo senso, la poesia di Patrizia Cavalli \u2013 da <em>Le mie poesie non cambieranno il mondo<\/em>&nbsp;(1974),&nbsp;<em>Il cielo<\/em>&nbsp;(1981),&nbsp;<em>Poesie&nbsp;1974-1992<\/em>&nbsp;(1992),&nbsp;<em>L\u2019io singolare proprio mio<\/em>&nbsp;(1999),&nbsp;<em>Sempre aperto teatro<\/em>&nbsp;(1999),&nbsp;<em>Pigre divinit\u00e0 e pigra sorte<\/em>&nbsp;(2006),&nbsp;<em>Datura<\/em>&nbsp;(2013),&nbsp;fino a <em>Vita meravigliosa<\/em>&nbsp;(2020) \u2013 con geniale accuratezza e apparente semplicit\u00e0, contiene l\u2019essenziale nel recinto semantico e metrico delle parole, sciogliendo la tensione in musicalit\u00e0. Del resto, \u00e8 una sperimentazione espressiva che Cavalli riversa allo stesso modo nelle traduzioni teatrali, che lei stessa definiva forme di <em>\u00abginnastica verbale\u00bb,<\/em> lavorando a <em>La tempesta,&nbsp;Sogno di una notte d\u2019estate,&nbsp;Otello<\/em>, <em>La dodicesima notte<\/em> di Shakespeare e all\u2019<em>Anfitrione<\/em> di Moliere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"420\" height=\"420\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1999.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2557\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1999.png 420w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1999-300x300.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1999-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche quando un vocabolo si ripete a fitta distanza, \u00e8 l\u2019effetto stilistico a impegnare l\u2019intenzione poetica, quasi inseguendo un ritornello canoro (nel 2012, Cavalli realizz\u00f2 i testi di <em>Al cuore fa bene far le scale<\/em>, su musica di Diana Tejera) e il ritmo anaforico delle <em>laude<\/em> di Jacopone da Todi, come ha osservato Leonetta Bentivoglio, ricordandone la citt\u00e0 natale e la sensibilit\u00e0 alle contaminazioni culturali, sebbene la stessa Cavalli parlasse di s\u00e9 come di una <em>bad girl<\/em>, fuori dagli schemi, capace di giocare a morra con i camionisti, libera dalle convenzioni familiari e sociali, stretta dall\u2019urgenza di fuggire dalla provincia per respirare la vitalit\u00e0 pulsante della Citt\u00e0 Eterna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"423\" height=\"295\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/2020.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2558\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/2020.png 423w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/2020-300x209.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Alla luce di tale ricchezza concettuale, la rivelazione delle prose &#8211; parallele nel tempo alle poesie, e in parte successive solo nella pubblicazione &#8211; &nbsp;\u00e8 dunque \u201cscardinante\u201d come un disinganno.<\/p>\n\n\n\n<p>Vano sarebbe, infatti, il tentativo di rintracciare delle atmosfere orientali, magari <em>\u00abuna signora anziana in un ricco chimono viola pallido, circondata da familiari giovani, uomini e donne, in atteggiamento rispettoso e premuroso\u00bb,<\/em> come quella in cui si imbatte Italo Calvino in Giappone nel 1976, mentre aspetta il treno da Tokyo a Kyoto, apprezzando il valore di un ambiente pubblico <em>\u00absenza spazio per il disordine\u00bb,<\/em> in cui il costume locale investe a prima vista il visitatore occidentale. <em>\u00abBasterebbe che mi fermassi un po\u2019 in Giappone e certo anche per me diventerebbe un fatto normale \u2026 che molte signore, soprattutto anziane, portino il chimono col fastoso fiocco sulla schiena \u2026 e procedano <strong>coi piccoli passi trotterellanti dei piedi biancocalzati<\/strong>\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In Cavalli, invece i <strong><em>passi giapponesi<\/em><\/strong> sono quelli di una donna sarda, la protagonista del primo racconto, un originale prototipo femminile, tragicomico nella sua contraddittoriet\u00e0, raffigurata nel tentativo di nascondere la cadenza isolana per sfuggire al giudizio dei residenti romani sui provinciali. <em>\u00abIn quel racconto non era assolutamente mia intenzione descrivere il dialetto sardo, per cui ho molta simpatia\u00bb &#8211;<\/em> spiegava Cavalli &#8211; <em>\u00abMi interessava piuttosto un certo effetto comico provocato dalla frizione tra il dialetto e il desiderio di reprimerlo: l\u2019ambizione di incivilirsi, da parte della protagonista, che tentava in ogni modo di nascondere con imbarazzo ogni traccia sonora della sua provenienza\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma per la donna non si tratta dell\u2019unica riserva. Per passare in ritirata, quando tra i banchi del mercato o in strada certi discorsi non si allineano all\u2019abitudine di compiacere la conversazione, adotta quel modo tutto suo di defilarsi <em>con passi giapponesi<\/em>. Allo stesso modo, un\u2019onda di severit\u00e0 la investe nell\u2019affrontare le imperfezioni del proprio aspetto, temendo il giudizio delle altre donne, inclini a osservare i segni della natura e del tempo, sebbene mai quanto lei. \u00c8 una singolare invidia ad abitarne lo sguardo, capace di posarsi sui dettagli di un corpo, scoprirne l\u2019et\u00e0 esatta e compatirlo o condannarlo, in cui l\u2019autrice evoca quello della madre allo specchio, quando sul punto di uscire di casa vagliava il proprio aspetto con la crudele ferocia di un\u2019estranea. Quei <em>passi giapponesi<\/em>, che altrove consentono al personaggio di lasciare la scena senza danni, non valgono per sfuggire a s\u00e9 stessa e occorreranno altre speculazioni tragicomiche per sopravvivere alla vedovanza dell\u2019estetica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il medesimo registro, altalenante tra farsa e dramma, si incontra nei testi successivi, nei quali appaiono tutti i temi gi\u00e0 ricorrenti nelle poesie, a partire dall\u2019esperienza del mondo, della vita, dell\u2019amicizia e soprattutto dell\u2019amore, che assume la consistenza di energia vitale, profonda e ctonia (<em>Arrivederci anzi addio<\/em>), come nella versione epigrammatica delle poesie, con il dolore per la solitudine presto dissolto dalla vastit\u00e0 del ricco universo vitale che la contiene.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le infrastrutture sentimentali su cui insiste l\u2019agenda dei giorni, si susseguono l\u2019affezione per gli oggetti dei quali Cavalli rivendica gelosamente l\u2019appartenenza, quasi con un sottile animismo che ne giustifica l\u2019essere in vita e in dialogo con lei stessa (<em>La casa, Scarpe da ballo, Opera incerta<\/em>); il ricordo di Elsa Morante (<em>Gattare<\/em>) e la comune passione per i randagi, testimoniata dal ricordo commosso di Sandra Petrignani per la sua scomparsa nel 2022, e per <em>Ginger<\/em> dagli occhi chiari come i suoi, il gattino di strada che le aveva lasciato da tenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono gli affreschi del passato: da un lato, l\u2019amore per la madre in un\u2019immagine deformata (<em>Ricordi di infanzia e di adolescenza), <\/em>combattuto tra l\u2019affezione, il desiderio di libert\u00e0, l\u2019incapacit\u00e0 di perdonarle la rinuncia alla bellezza dopo l\u2019isterectomia, all\u2019amore per s\u00e9 e per la figlia; dall\u2019altro, la nonna (<em>La strada nuova<\/em>), in una memorabile passeggiata in auto &#8211; lungo le Gole del Forello in Umbria, con la giovane Patrizia alla guida &#8211; che anticipa quell\u2019insistenza sulle strade sconnesse e su certa impraticabilit\u00e0 viaria, di cui l\u2019autrice accusa il tracciato urbano, talvolta maleodorante, di Roma. La tutela dell\u2019olfatto &#8211; e anche la salvaguardia dell\u2019udito dalle molestie \u2013 \u00e8 un suo divertito interesse particolare, tanto da mettere in agenda il progetto di comprare la fabbrica dell\u2019<em>arbre magique <\/em>e distruggerla (<em>Variet\u00e0<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono capolavori istrionici di superba ironia, come monologhi da lettura teatrale, nei quali Cavalli fantastica lo sviluppo surreale di una vicenda paradossale e immaginaria, traendo spunto da una circostanza casuale, per lei pi\u00f9 o meno fortunata.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u00e8 per il ritrovamento di una colonna romana in un cantiere stradale a ridosso di Campo de\u2019 Fiori (<em>La colonna di porfido<\/em>), che medita di fare sua nottetempo, con il favore di tre traslocatori che falliscono nell\u2019impresa e reclamano di essere pagati, restandone priva come \u00abun\u2019innamorata casta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u00e8 per il <em>divertissement <\/em>costruito intorno alla condanna dell\u2019emicrania (<em>Il mal di testa<\/em>), temibile ospite capace di sovvertire l\u2019ordine costituito della quotidianit\u00e0 o di allestirne altri, assortiti dall\u2019immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u00e8 per l\u2019immeritata invidia per i viaggiatori dal bagaglio esiguo (<em>Fare bagagli<\/em>), rei confessi di non lasciare altro spazio all\u2019immaginazione, alla possibilit\u00e0 di concedersi di scegliere, alla condanna a partire e tornare leggeri, quasi l\u2019esperienza del viaggio non abbia consegnato una testimonianza concreta del loro essere stati, a differenza di quanti ripongono in valigia ogni aspettativa, apprezzabili come i sognatori di giorno, <em>\u00abche sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte\u00bb<\/em>, secondo Edgar Allan Poe.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec \u00e8 ancora per la notizia dell\u2019imminente ricchezza (<em>I soldi<\/em>), per cui Cavalli prevede liberalit\u00e0 diffuse tra gli amici &#8211;&nbsp; distinguendo tra i privilegiati gi\u00e0 ospiti della convivialit\u00e0 alla sua tavola, da orgogliosa artefice e abilissima cuoca, nell\u2019affettuoso <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=h0Nzmb7MfVw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ricordo<\/a> della scrittrice Chiara Valerio \u2013 e acquisti pi\u00f9 o meno necessari, come una casa pi\u00f9 grande per le cene da sedici e diciotto invitati e una seconda casa per cucinare il fritto, per non doverne sopportare l\u2019odore. N\u00e9 si pu\u00f2 dimenticare il sarcasmo sulle abitudini della romanit\u00e0 contemporanea, su cui vigila la memoria dei baristi per il caff\u00e8 preferito da ciascuno dei clienti, preservando tale <em>\u00abla certezza fiabesca di esistere\u00bb<\/em> (<em>Variet\u00e0<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 spazio per l\u2019incertezza dell\u2019esistenza, a partire da quella sospesa dentro i sogni (<em>Il ladro di lenzuola<\/em>), perch\u00e9 se \u00e8 vero che siamo fatti della loro stessa sostanza, come suggerisce la lezione shakespeariana, allora \u00e8 legittimo custodire tutte le lenzuola tra le quali il protagonista del racconto ha dormito, fino a trafugarle dagli alberghi, con un\u2019avidit\u00e0 compulsiva nel custodire il mistero delle proprie notti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u00e8 per l\u2019incertezza dell\u2019indigenza, dello stato di necessit\u00e0, che espone a un\u2019attesa (<em>Ferma in piedi aspettando<\/em>), comune alla mendicante e all\u2019autrice, che si interroga sulle apparizioni della strana donna nel quartiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u00e8 infine per l\u2019incertezza del tempo che ci separa dalla fine (<em>Immobilit\u00e0 e disordine<\/em>), una condizione che prova come <em>\u00abl\u2019amore degli altri verso di noi \u00e8 garante della nostra esistenza\u00bb.<\/em> Sono particolarmente queste pagine a consegnare le radici dell\u2019ispirazione letteraria di Patrizia Cavalli, a proposito della distanza tra parlare e scrivere: <em>\u00abLe parole dette sono provvisorie, non si possono ascoltare una seconda volta, (\u2026) il significato non \u00e8 rigido e univoco, ha le attenuanti dell\u2019intonazione. (\u2026) Il pensiero pensato comprende il tutto, quello scritto solo il particolare<\/em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"8\" height=\"20\" src=\"\"><em>.<\/em> E a testimoniare l\u2019espressivit\u00e0 connaturata all\u2019esperienza della vita, non all\u2019esigenza comunicativa inscenata per i lettori: <em>\u00abScrivo poesie perch\u00e9 nella poesia c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ambiguit\u00e0 che nella prosa (NON \u00c8 VERO), ma nella poesia resta sempre un mistero grande o piccolo, resta cio\u00e8 una zona oscura che si sottrae al giudizio logico. Per questo non metto titoli alle mie poesie, per sottrarmi a una definizione. Questa \u00e8 anche la ragione della loro brevit\u00e0, sono come piccole uscite, piccoli sassi lanciati fuori, rotondi e chiusi, nella brevit\u00e0 c\u2019\u00e8 meno rischio del vuoto, di quella frattura dove qualcuno potrebbe inserirsi. Ma il suono che producono questi sassolini \u00e8 tutto mio, \u00e8 insediato dentro di me e io ci sto seduta sopra con tutto il mio peso\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questo raccoglimento nella poesia non conosce tristezza, \u00e8 una solitudine consapevole, come lo \u00e8 dell\u2019invenzione dell\u2019amore, della sua esplosione e della sua caducit\u00e0. La leggerezza di una chiara confusione contagia le prose come i versi, cedendo dove la permeabilit\u00e0 del corpo malato apre la strada a vuoti colmati dal cortisone (<em>Variet\u00e0<\/em>), mentre la cura potrebbe venire dall\u2019apparizione dell\u2019amata, <em>\u00abcon l\u2019andatura lenta, considerata, assorta\u00bb.<\/em> Sono altri passi, che intervengono a rappresentare la misura che pu\u00f2 avvicinare o allontanare per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Patrizia Cavalli, <em>Con passi giapponesi<\/em> (Einaudi 2019)<\/li>\n\n\n\n<li>Patrizia Cavalli, <em>Poesie 1974-1992<\/em> (Einaudi 1997)<\/li>\n\n\n\n<li>Patrizia Cavalli, <em>Vita meravigliosa<\/em> (Einaudi 2020)<\/li>\n\n\n\n<li>Alfonso Berardinelli, <em>Canto di amore e di musica. Le poesie di Patrizia Cavalli<\/em>, in <em>Il Foglio,<\/em> 7 dicembre 2013<\/li>\n\n\n\n<li>Silvia Ronchey, <em>La Signora della poesia<\/em> in <em>Robinson<\/em>, 28 aprile 2019<\/li>\n\n\n\n<li>Annalena Benini, <em>Patrizia Cavalli fa camminare insieme la comicit\u00e0 e la tragedia, con passi giapponesi, <\/em>in <em>Il Foglio<\/em> 15 giugno 2019<\/li>\n\n\n\n<li>Sandra Petrignani, <em>Addio a Patrizia Cavalli<\/em> in <em>Domani<\/em>, 21 giugno 2022<\/li>\n\n\n\n<li>Silvia Ronchey, <em>La poesia della vita<\/em>, in <em>Repubblica<\/em>, 22 giugno 2022<\/li>\n\n\n\n<li>Pietro Polverini, <em>Vita meravigliosa di Patrizia Cavalli<\/em>, in <em>Nuovi argomenti,<\/em> 1\u00b0luglio 2022<\/li>\n\n\n\n<li>Italo Calvino, <em>Collezione di sabbia<\/em> (Oscar Mondadori, 2023)<\/li>\n\n\n\n<li>Leonetta Bentivoglio, <em>Una chiara confusione. Per Patrizia Cavalli<\/em> (Edizioni Clichy, 2025)<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abScardinante\u00bb fu l\u2019attributo cui ricorse la Giuria dei Letterati dell\u2019edizione 2020 del Premio Campiello, per accogliere Con passi giapponesi (Einaudi, 2019) nella cinquina dei finalisti insieme al nome di Patrizia Cavalli (1947-2022), autrice delle pi\u00f9 note raccolte di poesia italiana del Novecento. In quell\u2019anno straordinario \u2013 come dimenticare l\u2019emergenza pandemica, l\u2019ombra dei secoli medievali sulla fine del mondo, la tragedia delle morti, l\u2019obbligo del distanziamento sociale, le ricadute economiche ed emotive sulla quotidianit\u00e0 umana \u2013 anche la straordinariet\u00e0 dell\u2019opera presentata era indubbiamente di evidente portata, e tuttora basta scorrere l\u2019indice dei sedici testi della raccolta o lasciarsi catturare dal primo che le d\u00e0 il titolo,<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/12\/14\/con-passi-giapponesi-di-patrizia-cavalli-leccezione-della-prosa-che-incede-con-la-poesia\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":2552,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[293],"tags":[306,42,88,62,307,71,308],"ppma_author":[13],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-petula","4":"post-2551","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-200-dicembre-2025","9":"post_tag-conpassigiapponesi","10":"post_tag-letteratura","11":"post_tag-novecento","12":"post_tag-operaincerta","13":"post_tag-patriziacavalli","14":"post_tag-poesia","15":"post_tag-prosa"},"authors":[{"term_id":13,"user_id":7,"is_guest":0,"slug":"petula","display_name":"Petula Brafa","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg"},"0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2551","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2551"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2551\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2579,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2551\/revisions\/2579"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2552"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2551"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=2551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}