{"id":249,"date":"2025-01-14T00:01:00","date_gmt":"2025-01-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=249"},"modified":"2025-01-11T12:48:59","modified_gmt":"2025-01-11T11:48:59","slug":"un-fratello-e-un-dono-per-il-cuore-un-amico-per-lo-spirito-con-un-gemello-vale-il-doppio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/01\/14\/un-fratello-e-un-dono-per-il-cuore-un-amico-per-lo-spirito-con-un-gemello-vale-il-doppio\/","title":{"rendered":"\u201cUn fratello \u00e8 un dono per il cuore, un amico per lo spirito\u201d: con un gemello vale il doppio!"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono l\u2019ultimo di otto figli e, tra i numerosi fratelli e sorelle, ho da sempre un particolare legame con Lucio, il mio fratello &nbsp;gemello che, essendo gli ultimi nati, siamo stati il vanto dei nostri genitori e del resto della famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Crescendo le differenze tra me e il mio gemello (siamo eterozigoti) si sono accentuate, nonostante nostra madre si ostinasse a vestirci in maniera identica. E questo fino all\u2019et\u00e0 di 10 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Lucio incorniciava il suo bel faccino con una folta chioma riccioluta che la mamma, ogni mattina, acconciava in un meraviglioso boccolo che adornava il viso dalla carnagione chiara e lo sguardo vivace.<\/p>\n\n\n\n<p>Per me invece bastavano due colpi di pettine per sistemare i capelli castani, lisci e sottili, in un praticissimo caschetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho mai nascosto che il mio gemello sia stato (e sia) il pi\u00f9 bello tra noi due. Io\u00a0mi sono sempre\u00a0 accontentato \u00a0di essere \u201c \u2018nciniusu \u201d (bruttino ma simpatico), come mi definiva amorevolmente nostra madre. Definizione che mi \u00e8 andata sempre bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma per un bambino come me a quell\u2019et\u00e0, vivere con un continuo \u201ctermine di confronto\u201d non sempre era facile, soprattutto quando gli adulti riservavano gesti&nbsp; di affetto e manifestazioni di preferenza nei riguardi del &nbsp;mio riccioluto e belloccio gemello.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno di questi adulti era zio Giovanni P., un lontano parente che viveva in America e che quasi ogni anno ritornava in paese. Il classico \u201czio d\u2019America\u201d che riempiva i bambini e le bambine del quartiere di caramelle, gomme da masticare e giocattoli portati dal magico e lontano Eldorado.<\/p>\n\n\n\n<p>Zio Giovanni aveva avuto dalla moglie una sola figlia e, ogni volta che si trovava in paese, non perdeva occasione per rimarcare ad Annuzza (il nome di nostra madre) la fortuna di avere avuto otto figli e di aver chiuso la figliolanza con due splendidi gemelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo il parente americano aveva legato un particolare affetto nei confronti di mio fratello Lucio. Nelle calde giornate d\u2019estate chiedeva il permesso alla nipote Annuzza di portare con s\u00e9 Lucio a passeggio\u00a0fino al bar, per poi comprargli un gustosissimo cono gelato.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa abitudine, perch\u00e9 tale era diventata, si ripeteva quasi ogni giorno. E almeno una volta avrei sperato che fossi io a prendere il posto del mio&nbsp; gemello. Invece rimanevo a giocare con gli altri compagni mentre lo vedevo allontanarsi verso il bar preso per mano dallo zio americano.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle tante volte, di ritorno dall\u2019America, aveva portato a \u201cLuciuzzu\u201d (cos\u00ec lo chiamava) una bellissima barchetta in legno, tutta colorata con il verde, il rosso e il giallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lucio mostrava con orgoglio a me e ai compagni di gioco il prezioso giocattolo ricevuto in dono, ma non permetteva a nessuno di poterci giocare. Pi\u00f9 volte avevo tentato di convincerlo a recarsi nel vicino abbeveratoio per mettere in acqua la barchetta e cos\u00ec giocarci assieme. Ma nulla da fare!<\/p>\n\n\n\n<p>Un tardo pomeriggio di fine agosto, dopo l\u2019ennesimo tentativo, Lucio aveva acconsentito di andare a giocare con la \u201csua\u201d barchetta all\u2019abbeveratoio, con l\u2019obbligo che lui l\u2019avrebbe messa nella vasca e che lui avrebbe deciso quando smettere.<\/p>\n\n\n\n<p>Era iniziato il tramonto: i pastori e i contadini avevano portato i loro animali ad abbeverarsi prima di riportarli negli ovili o nelle stalle.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019abbeveratoio era finalmente libero. Ci eravamo avvicinati al bordo della vasca per il \u201cvaro\u201d della piccola imbarcazione, che Lucio lentamente aveva posato sul pelo dell\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero dotato di un bastoncino per smuovere l\u2019acqua, cos\u00ec da fare \u201cprendere il largo\u201d alla barchetta di Lucio che, visibilmente preoccupato, la vedeva allontanarsi dalla sua portata.<\/p>\n\n\n\n<p>Si poneva adesso il problema del recupero del giocattolo, che aveva nel frattempo raggiunto il bordo opposto della vasca. Nessuno dei due riuscivamo a prenderlo! Con il bastoncino avevo tentato di tirarlo verso di noi, ma Lucio si era opposto decisamente perch\u00e9, sapendo di come fossi maldestro, l\u2019avrei fatto rovesciare, rovinando irrimediabilmente i suoi vividi colori.<\/p>\n\n\n\n<p>Colpo di genio! Lucio si sarebbe allungato sul bordo dell\u2019abbeveratoio, tenuto per le gambe da me, cos\u00ec da poter recuperare la barchetta! Non appena Lucio stava per toccarla con le punta delle dita, dandogli un\u2019ultima spinta pi\u00f9 decisa, lo avevo fatto cadere rovinosamente, testa in gi\u00f9,\u00a0 dentro la vasca con le gambette che si agitavano fuori dall\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti a quella scena mi ero messo a piangere e a urlare per attirare l\u2019attenzione delle poche persone presenti nello spiazzo. Tra questi Bartolo, uno dei nostri &nbsp;fratelli che lavorava come garzone nel rifornimento di benzina di fronte casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Attirato dal mio pianto, nostro fratello si era precipitato verso l\u2019abbeveratoio e aveva tirato fuori dall\u2019acqua il gemellino, bagnato fradicio, col viso paonazzo e gli occhi stralunati per l\u2019acqua ingoiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Messo in salvo Lucio, Bartolo &nbsp;mi aveva dato, seduta stante, una sonora lezione a suon di schiaffi e sculacciate. Cos\u00ec io, che avevo smesso nel frattempo &nbsp;di piangere nel vedere mio fratello sano e salvo, ricominciai a piangere per la punizione ricevuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Presi per mano, nostro\u00a0 fratello ci aveva accompagnati a casa per raccontare tutto l\u2019accaduto a nostra madre, che non si era accorta di nulla, pur essendo la casa proprio di fronte al Largo Canali (cos\u00ec si intitolava lo spiazzo davanti all\u2019abbeveratoio). La mamma era impegnata in cucina a preparare la cena: gallina in brodo con le patate.<\/p>\n\n\n\n<p>Informata dettagliatamente da Bartolo, nostra madre era stata pi\u00f9 indulgente con me, mentre le raccontavo tra le lacrime la mia versione dei fatti, e rimarcando che mai avrei voluto fare del male a Lucio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tranquillizzarci, perch\u00e9 \u00a0ancora visibilmente spaventati, ci aveva preparato un bagno caldo e \u00a0ci aveva fatto cenare, seduti uno accanto all\u2019altro, con una fumante pastina nel brodo di gallina.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel piatto, semplice ma altrettanto buono, sarebbe rimasto uno dei miei preferiti anche da grande. Ogni volta che sento il desiderio di \u201ccoccolarmi\u201d un po\u2019 e la nostalgia mi prende, mi preparo il brodo di pollo&nbsp; secondo la ricetta imparata da mia madre, e dove metto a cuocere della pastina all\u2019uovo o dei tortellini.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera io e Lucio siamo andati a letto senza vedere&nbsp; \u201cCarosello\u201d e senza aspettare il rientro a casa di nostro padre, che era solito portarci dal bar due panzerotti alla crema.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indomani, appena svegli, li avevamo trovati sul comodino ancora col profumo fragrante dello zucchero a velo spolverato generosamente sopra. La mattina la colazione con i panzerotti era stata pi\u00f9 ricca e dolce. Ma prima, come regola, abbiamo dovuto mangiare la consueta zuppa di latte con il pane e l\u2019uovo fresco \u201ca zabaglione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Finita la colazione, avevamo avuto il permesso di andare a giocare con gli altri compagni. Con la raccomandazione di non combinare altri guai. Ma questo, in cuor mio, sapevo bene di non poterlo assicurare!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono l\u2019ultimo di otto figli e, tra i numerosi fratelli e sorelle, ho da sempre un particolare legame con Lucio, il mio fratello &nbsp;gemello che, essendo gli ultimi nati, siamo stati il vanto dei nostri genitori e del resto della famiglia. Crescendo le differenze tra me e il mio gemello (siamo eterozigoti) si sono accentuate, nonostante nostra madre si ostinasse a vestirci in maniera identica. E questo fino all\u2019et\u00e0 di 10 anni. 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