{"id":2411,"date":"2025-12-14T00:01:00","date_gmt":"2025-12-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2411"},"modified":"2025-12-02T15:32:15","modified_gmt":"2025-12-02T14:32:15","slug":"le-passeggiate-solitarie-di-walser","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/12\/14\/le-passeggiate-solitarie-di-walser\/","title":{"rendered":"Le passeggiate solitarie di Walser"},"content":{"rendered":"\n<p>Era uscito come sempre, quella mattina, per la sua solita lunghissima passeggiata solitaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo trovarono due ragazzini di una fattoria vicina, in escursione sugli sci, incuriositi da quella figura riversa sulla neve. La faccia verso il cielo, e la mano sul cuore, avvolto in un mantello nero. Il cappello rotolato un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Era il giorno di Natale del 1956.<\/p>\n\n\n\n<p>Come caduto da un sogno, e dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<p>Robert Walser \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 grandi scrittori e poeti svizzeri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 una considerazione silente, sommessa, quasi un ossequio alla sua volont\u00e0 in vita: quella scelta di scomparire, lentamente e inesorabilmente lungo un sentiero di bellezza e povert\u00e0 (io la definirei assoluta semplicit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p>Starsene in un angolo di silenzio, lontano dall\u2019abisso di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 indifferente, distratta e opaca.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, \u00e8 come se, anche chi avesse avuto la fortuna di leggerlo, ne rispettasse la discrezione. Si fermasse al limitare di quelle orme vaghe sulla neve. Di quel vento che ricompone un prato da un passaggio umano.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt; <em>Vado per il mio cammino; \/ esso conduce per un pezzo lontano \/ e pure verso casa: poi senza suono \/ n\u00e9 parola io sto in disparte<\/em> &gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"792\" data-id=\"2414\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7097-1024x792.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2414\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7097-1024x792.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7097-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7097-768x594.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7097-1536x1187.jpg 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7097-425x329.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7097.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>La emblematica copertina de \u201cLa passeggiata\u201d<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Penultimo di otto figli, di una modesta famiglia, con la madre preda di costanti crisi depressive, il piccolo Robert viene seguito dal fratello maggiore Karl (pittore) e dalla sorella Lisa. Sar\u00e0 proprio Lisa ad accompagnarlo, nel 1929, in una clinica, laddove gli verr\u00e0 diagnosticata la schizofrenia (mai per\u00f2 confermata).<\/p>\n\n\n\n<p>In una adolescenza costellata da piccole incurie, Robert Walter deve abbandonare gli studi, e trova un lavoro che si conf\u00e0 al suo carattere dimesso e solitario: il \u2018<em>Commis<\/em>\u2019, ossia l\u2019impiegato tuttofare, anonima figura di ogni azienda dell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>Finir\u00e0 per rinchiudersi con voluta serenit\u00e0 prima nella clinica Waldau di Berna, poi definitivamente nella clinica psichiatrica di Herisau, nel Cantone Appenzello, dove trascorrer\u00e0 ben 33 anni (gli ultimi) della sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, \u00e8 stato anche in Germania, ha pubblicato romanzi, racconti e poesie. Ha conosciuto Rilke, Hesse, Elias Canetti, e persino Kafka, che amava le sue prose brevi.<\/p>\n\n\n\n<p>Da Stoccarda, un giorno, torner\u00e0 a piedi fino a Zurigo. Una passeggiata di 200 km.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi brevi cenni biografici sono utili per comprendere la sua personalit\u00e0 e la sua scrittura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"424\" height=\"343\" data-id=\"2416\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7099-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2416\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7099-1.jpg 424w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7099-1-300x243.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Mendrisio, Museo dell\u2019Arte<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>In una esistenza asettica e fredda, si predispone ad accogliere la bellezza, a cercarla in ogni angolo e in qualunque situazione, rinunciando ai preconcetti e alle tristi prerogative dell\u2019io.<\/p>\n\n\n\n<p>E rinunciando non a scrivere, tutt\u2019altro: semmai a non pubblicare pi\u00f9. A scomparire, a dissolversi, ad annullarsi come persona e come artista.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi un anno dopo la sua morte, Carl Seeling &#8211; erede letterario dello scrittore &#8211; riceve una scatola di scarpe.<\/p>\n\n\n\n<p>Contiene un fastello disordinato, eppure a suo modo labile, fluttuante, sovrumano, di 526 fogli manoscritti. Sono moduli, telegrammi, cartoline, pagine di giornali o riviste, retro di buste, biglietti di carta, spesso riusati e riutilizzati, ricoperti da una grafia quasi tremante, a matita, tratteggi come di insetti di follia. Calligrafie infantili, scrittura patologica, segni indecifrabili e inafferrabili di un individuo che cerca la serenit\u00e0 dentro la malattia mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Microgrammi.<\/p>\n\n\n\n<p>Percorsi come di animali tra i boschi. Come di danze di fiocchi di neve, di foglie d\u2019autunno. Di gocce di temporale lungo i vetri d\u2019una finestra.<\/p>\n\n\n\n<p>Come se il poeta del camminare avesse deciso di sottrarsi alla gravit\u00e0 del mondo, a quell\u2019incessante avanzata d\u2019un fronte opprimente, disperdendo pensieri in fitte trame di lapis, per fare perdere ogni traccia di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"187\" data-id=\"2420\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/image.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2420\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/image.jpg 414w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/image-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Walser e i suoi amati luoghi.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Robert Walser defin\u00ec la sua scrittura \u201c<em>Il territorio della matita<\/em>\u201d. Era un tratteggio, un riversare pensieri e idee, versi e prosa, che gli consentivano una maggiore libert\u00e0 rispetto alla penna.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte, trascriveva a penna, ma solo quando decideva di fissare qualcosa, anche modificando e correggendo.<\/p>\n\n\n\n<p>I \u2018<em>Microgrammi<\/em>\u2019, di fatto, sono trame di segnetti, pulviscolo di geroglifici, universo di grafie che si susseguono e si sovrappongono, seguendo un disegno inconcepibile, senza confini rigidi e rispetto per le suddivisioni. Sanno essere insieme \u201c<em>crittogramma e segno di sopravvivenza della scrittura<\/em>\u201d (W.G. Sebald).<\/p>\n\n\n\n<p>La scrittura di Robert Walser possiede la prerogativa di una nevicata dopo un passaggio lungo un pendio innevato: quella di posarsi, lieve, cancellando frase dopo frase le precedenti. Come se l\u2019artista volesse fuggire scrivendo, come se \u2018<em>ogni sua parola sottendesse una precedente catastrofe<\/em>\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;\u2026<em>Di pezzo in pezzo io guizzo, \/ di prosa in prosa, \/ con la qual cosa metto a tacere \/ quel che un tempo ero, \/ se mi sfiorano affetti che non spero.<\/em> &gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"702\" data-id=\"2424\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7098-1024x702.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2424\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7098-1024x702.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7098-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7098-768x527.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7098-1536x1053.jpg 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7098-425x291.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7098.jpg 1788w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Uno dei 526 fogli di Walser<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Ho scoperto Robert Walser per caso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 apparso &#8211; durante il confino covid &#8211; su un articolo online. E cos\u00ec ho deciso di acquistare un libro, \u201c<em>Pezzi in prosa<\/em>\u201d, e poi un altro, \u201c<em>La passeggiata<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi \u201c<em>Microgrammi<\/em>\u201d sono stati editi in Italia solo quest\u2019anno, da Adelphi, e ho acquistato anche quelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Peraltro, a causa di seri problemi alla schiena e della seria impossibilit\u00e0 di poter frequentare degnamente una piscina (nuotare mi piace moltissimo, da sempre. Pi\u00f9 di correre), ho iniziato a camminare. <\/p>\n\n\n\n<p>Chilometri e chilometri, molto spesso in solitudine, scoprendo piccole sorprendenti bellezze negli angoli meno visibili, lungo sentieri sconosciuti, attraverso zone sfiorate con una autovettura e quindi senza troppa attenzione ai dettagli.<\/p>\n\n\n\n<p>Camminare \u00e8 scoprire mondi con occhi nuovi, incantarsi per frammenti di realt\u00e0 che le nostre rincorse quotidiane ci impediscono di svelare.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei passi giornalieri mi hanno dischiuso a riflessioni e meditazioni, mi hanno svuotato da tossine e allontanato da torme di superficialit\u00e0 innecessarie. Hanno sfrondato la mia anima dal superfluo, concedendomi piccole soglie di vuota libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella della riservatezza \u00e8 una cultura, quella del silenzio \u00e8 una disciplina coraggiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Come per Robert Walser, l\u2019assenza e la solitudine sono un nascondersi tra le pieghe della vita per salvarsi l\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Come scrisse Citati, &lt;&lt; <em>Passeggiare era il ritmo interiore della sua mente [\u2026] <\/em>&gt;&gt;, e in fondo \u00e8 grazie a lui, a Robert Walser, se lentamente sto tentando di abdicare al mio io, continuando ad amare la scrittura come una parte di me, che per\u00f2 non ha bisogno di mostrarsi, di apparire.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt; <em>Ci\u00f2 che non viene detto, ha la vita pi\u00f9 forte, perch\u00e9 ogni dire ed ogni accennare toglie qualcosa all\u2019oggetto, lo intacca, e cos\u00ec lo diminuisce <\/em>&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7068.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2413\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7068.jpg 800w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7068-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7068-768x399.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_7068-425x221.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>&lt;&lt;\u2026l\u2019inizio e la fine si stringono la mano sorridendo. Apparire e scomparire sono una cosa sola\u2026&gt;&gt; <\/em><br><em>(R. Walser)<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era uscito come sempre, quella mattina, per la sua solita lunghissima passeggiata solitaria. Lo trovarono due ragazzini di una fattoria vicina, in escursione sugli sci, incuriositi da quella figura riversa sulla neve. La faccia verso il cielo, e la mano sul cuore, avvolto in un mantello nero. Il cappello rotolato un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0. Era il giorno di Natale del 1956. Come caduto da un sogno, e dimenticato. Robert Walser \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 grandi scrittori e poeti svizzeri. 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