{"id":2400,"date":"2025-12-14T00:01:00","date_gmt":"2025-12-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2400"},"modified":"2025-12-02T15:33:11","modified_gmt":"2025-12-02T14:33:11","slug":"passi-che-il-tempo-ha-consumato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/12\/14\/passi-che-il-tempo-ha-consumato\/","title":{"rendered":"Passi che il tempo ha consumato"},"content":{"rendered":"\n<p>In una societ\u00e0 dominata dalle macchine, dove l\u2019umano sbiadisce nel virtuale e l\u2019intelligenza diventa artificiale, i passi sono una forma di resistenza, quello che ci rimane della nostra nascita come homo erectus nel Paleolitico, milioni di anni fa. Quando l\u2019ominide ha lasciato i quattro appoggi per ergersi su due gambe e guardare l\u2019orizzonte. <br>Da allora ne abbiamo fatta di strada, di passi appunto. Fino a inventare macchine che sono, lo ha detto per primo il sociologo canadese Marshall McLuhan, estensioni del nostro corpo. Le automobili sono estensioni delle nostre gambe. Filano veloci a migliaia di metri all\u2019ora. I media elettronici sono estensioni del sistema nervoso centrale. Un computer con un processore da 3,5 gigahertz esegue 3,5 miliardi di istruzioni in un secondo. Io sono solo un uomo. Uno.<br>Allora amo i lenti passi, la misura umana del mondo. Se il mio passo \u00e8 lungo settanta centimetri, la circonferenza del pianeta terra \u00e8 eguale a 57 milioni 250.00 dei miei passi. Fran\u00e7ois Truffaut faceva dire a Charles Denner, l\u2019uomo che amava le donne: \u201cLe gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia\u201d. Una donna potrebbe dire la stessa cosa dei passi di un maschio.<br>Fino a poco tempo fa le unit\u00e0 di misura corrispondevano a qualcosa di tangibile. In Sicilia per la lunghezza si usavano la canna e il palmo. Cinesi e anglosassoni erano accomunati dall\u2019usare il pollice e il piede. Gli inglesi, inguaribili tradizionalisti, li usano ancora. Il mondo veniva misurato con la lunghezza di parti del corpo umano, perch\u00e9 era l\u2019uomo il centro del mondo. Per intenderci, l\u2019uomo vitruviano raffigurato da Leonardo Da Vinci a braccia aperte, iscritto in un quadrato e in un cerchio.<br>Camminare a piedi afferma la propria umana natura in un mondo sempre pi\u00f9 innaturale, in una societ\u00e0 che ci tiene alla periferia degli avvenimenti, ci fa sentire estranei e inutili, puntini di un enorme massa che non influisce pi\u00f9 sui destini del mondo. Almeno \u00e8 questo ci\u00f2 che sentiamo.<br>Qualcuno pensa ancora che l\u2019automobile sia uno status symbol di ricchezza. In effetti, una bella coda nel traffico \u00e8 affermazione paradossale di democrazia: livella tutti, utilitarie e berline di lusso. Ma che sofferenza! Niente \u00e8 pi\u00f9 prezioso del vagare a piedi liberi e senza fretta per le strade di una citt\u00e0 sconosciuta. Attivit\u00e0 di fl\u00e2neur, parola di Baudelaire. Perch\u00e9 il vero lusso \u00e8 il tempo, che fugge veloce e che la lentezza dei passi rallenta. <br>Obiezione, non sempre il sole ti sorride. In certi giorni, esistono passi che il mare dei pensieri ha consumato. (Paoli mi scuser\u00e0). Quando sembra che ogni passo che facciamo \u00e8 stato percorso mille volte. Allora tutto va in rovina, non solo le suole delle scarpe. L\u2019attrito, l\u2019usura, la dissipazione. Il tempo fugge, perdiamo il gusto di passeggiare senza scopo, ci interroghiamo ansiosi: dove andiamo, da chi e da cosa fuggiamo? Quale direzione scegliere del cammino? Un morso alla mela dell\u2019albero dello stare e dell\u2019andare e ogni certezza \u00e8 persa. Il paradiso \u00e8 il mondo della certezza, la certezza non \u00e8 umana. Siamo in bilico nel vuoto, camminiamo sopra l\u2019abisso, un passo dopo l\u2019altro, in equilibrio precario. <br>Eppure, passo dopo passo si attraversa il burrone, si ritrova la terra ferma. In effetti che sia ferma \u00e8 relativo a se stessa: si muove nello spazio attorno al sole. E il sistema solare si muove nella via Lattea e la via Lattea si muove nell\u2019universo e l\u2019universo si muove come l\u2019espandersi di un respiro. La vita \u00e8 movimento, l\u2019eternit\u00e0 \u00e8 una infinita serie di passi. <br>Non resta che resistere, dare un senso a ogni nostro passo, rendere luminoso il nostro passaggio. Tentarci, almeno. <br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una societ\u00e0 dominata dalle macchine, dove l\u2019umano sbiadisce nel virtuale e l\u2019intelligenza diventa artificiale, i passi sono una forma di resistenza, quello che ci rimane della nostra nascita come homo erectus nel Paleolitico, milioni di anni fa. 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