{"id":239,"date":"2025-01-14T00:01:52","date_gmt":"2025-01-13T23:01:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=239"},"modified":"2025-01-11T12:50:22","modified_gmt":"2025-01-11T11:50:22","slug":"fratello-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/01\/14\/fratello-libro\/","title":{"rendered":"Fratello libro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisognerebbe essere capaci di creare silenzio intorno a s\u00e9, non per isolarci ma per rapportarci autenticamente con tutto ci\u00f2 che ci sta attorno. Non parlo del silenzio che ci isola, non parlo di solitudine, non di misantropia, ma di vette di comprensione, di non indifferenza, rimanendo perfettamente noi stessi. Il frastuono \u00e8 il contrario della comprensione, ne siamo avvolti, perdiamo la nostra voce e quella degli altri. Percorriamo linee rette perch\u00e9 pi\u00f9 intuibili e probabilmente pi\u00f9 scontate, le collaterali, invece, sono quelle che nascono nel terreno quando fertile dentro di noi. L\u2019unione di percorsi impreziosisce tutte le vicende umane, la fratellanza ad esempio, troppo spesso l\u2019assente illustre, o sbandierata a casaccio, \u00e8 uno dei percorsi collaterali che nasce solo in chi \u00e8 disposta ad accoglierla, senza auspicio ma con desiderio, nella genuinit\u00e0 della libert\u00e0, e quindi in noi stessi nel rapporto con gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autenticit\u00e0 la si pu\u00f2 trovare in uno sguardo, in un comportamento, in un gesto gentile da parte di uno sconosciuto, in una azione che rimane anonima ma che produce i suoi effetti, in un libro, cogliere l\u2019essenziale nel particolare, in tutto ci\u00f2 che appare invisibile. Il conformismo \u00e8 parente dell\u2019indifferenza, e quando lo percepisco preferisco allontanarmi, lascio andare, incapace di uniformarmi ad un patetico gioco delle parti, cercando di non giudicare dal momento che a volte il giudizio \u00e8 proiezione. Proprio per questo, in diversi momenti della mia vita ho preferito il mio stesso sequestro di persona come una liberazione dal mondo, o per liberare il mondo da me, naufragando per diversi giorni al di fuori del tempo, fra gli scaffali, fra i miei libri, dimenticando il contesto, trascurando la cosiddetta vita, saltando appuntamenti, lasciando morire telefoni, ho vissuto felicemente sepolto in questa specie di bulimia libresca accompagnata da anoressia mondana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora capita, accade a proposito, un libro, l&#8217;unico capace di unirsi al tuo stato d\u2019animo almeno per un bel po\u2019. Prendi quel libro e lo assapori, leggi senza fretta e ti soffermi su ogni pensiero, su ogni azione o dialogo descritto, su ogni comportamento o vizio, debolezza o forza, virt\u00f9 o abiezione, piccole o grandi che siano, intere pagine, righe su righe in cui trovi la fratellanza che non hai trovato fuori, o che non hai ricambiato. Una vita \u00e8 come tante, ma spesso, queste vite e le vicissitudini che ne seguono, sono tenute nascoste da chi ne \u00e8 il protagonista, o rimangono sconosciute a chi non pu\u00f2 sapere, o peggio, a chi non vuol vedere. Questo \u00e8 quello che mi \u00e8 accade spesso con i libri. La bellezza di migliaia e migliaia di pagine, la narrazione, le storie, in molti casi di fantasia ma profondamente vere se rapportate alla vita che molti, troppi uomini, grandi o piccoli che siano, vivono realmente ogni giorno e che non sempre noi conosciamo. Storie incentrate su percorsi principali che si incrociano con le vie apparentemente pi\u00f9 insignificanti, amici di vita, fratelli in vita e di vita, non per nascita. Ecco che trovi l\u2019autenticit\u00e0 che non hai trovato fuori, la trovi nelle loro azioni, nei pensieri e nella nobilt\u00e0 d&#8217;animo che appartengono e contraddistinguono i protagonisti. Ne assapori ogni pagina, entri in stato di epifania, e capisci per l\u2019ennesima volta che la lettura ci regala sempre qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arrivo a pensare, nei momenti migliori o peggiori del mio delirio libresco, che i libri siano meglio degli uomini. Nei libri c\u2019\u00e8 il distillato dell\u2019umanit\u00e0, la parte migliore e comunque pi\u00f9 rilevante. Tutto quel che c\u2019\u00e8 fuori dai libri ti sembra appartenere all\u2019oblio, merita di sparire. Ci\u00f2 non vuol dire che l\u2019assenza sia sempre meglio della presenza, ma a volte, ciclicamente, come in tutte le cose della vita, arrivi a pensare che sia meglio uscire dagli sguardi di un mondo che pare non appartenerti, per poi farvi rientro, immemore e segnato allo stesso tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bisognerebbe essere capaci di creare silenzio intorno a s\u00e9, non per isolarci ma per rapportarci autenticamente con tutto ci\u00f2 che ci sta attorno. Non parlo del silenzio che ci isola, non parlo di solitudine, non di misantropia, ma di vette di comprensione, di non indifferenza, rimanendo perfettamente noi stessi. Il frastuono \u00e8 il contrario della comprensione, ne siamo avvolti, perdiamo la nostra voce e quella degli altri. 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