{"id":2380,"date":"2025-12-14T00:01:00","date_gmt":"2025-12-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2380"},"modified":"2025-12-02T15:35:07","modified_gmt":"2025-12-02T14:35:07","slug":"passi-dautore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/12\/14\/passi-dautore\/","title":{"rendered":"Passi d&#8217;autore"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 il titolo di un disco di Pino Daniele,\u00a0 al quale ha collaborato il trio di Peter Erskine con Alan Pasqua al piano e Dave Carpenter al basso.\u00a0 Perch\u00e9 lo abbia intitolato cos\u00ec non lo so, ma, mi piace pensare, che Pino ha semplicemente sottolineato con questa scelta, di evidenziare che il suo cammino di artista non si \u00e8 mai adagiato sugli allori. Un cammino \u00e8 fatto di passi e il suo, anche se interrotto troppo presto, \u00e8\u00a0 stato un cammino lungo, instancabile, pieno di importanti soluzioni musicali fresche e nuove. Un cammino mosso dall\u2019amore infinito per la musica, per la chitarra. Una curiosit\u00e0 e un interesse a tutto raggio per i musicisti del mondo, per le loro culture. Una voglia di misurarsi con tutti per dare e per ricevere, per avere nuovi stimoli, nuove strade da percorrere, per fare nuovi passi. Questo disco che, mio parere personale, non \u00e8 tra i pi\u00f9 belli, ha comunque dentro delle perle e, soprattutto, testimonia l\u2019attaccamento alla musica e alla sperimentazione. Mette insieme i madrigali di Gesualdo da Venosa con le canzoni, il jazz, Django Reinhardt (sua la splendida Nuages), operando una sintesi meravigliosa. Un connubio che sembra naturale e non lo \u00e8 per niente. Studio, studio e ancora studio per riuscire a fare questo matrimonio senza che sembrasse, come succede spesso, uno stupido copia e incolla, motivato da interessi extra musicali. Tutt\u2019altro invece, un impresa titanica che di sicuro non ripagava in termini economici, ma gratificava il cuore perch\u00e9 aveva senso.\u00a0 \u201cArriver\u00e0 l\u2019aurora\u201d, il brano che apre l\u2019album, testimonia questo e commuove per la sua bellezza. Fa sentire che tutto quello che \u00e8 stato, non \u00e8 stato invano (neanche Gesualdo ci avrebbe creduto). Il disco ha tra l\u2019altro un tempo dilatato, lento, che tira indietro, quasi per imbrigliarlo questo tempo, catturarlo e fermalo in ogni suo attimo. Per farci godere ogni singolo respiro e ogni singola nota. Per scavare nel profondo dell\u2019anima. Forse \u00e8 una cosa che notano solo i musicisti, ma c\u2019\u00e8, statene certi, e denota quasi una soddisfazione di essere la, in quelle note come a dire \u201cio sto qua e non mi schiodo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel disco precedente (Medina) Pino va in Afric (ci va proprio) a e dialoga con la musica araba, col nay (flauto)del grande Omar Faruk Tekbilek, con Salif Keyta, con Mike Manieri e tanti altri maestri, anticipando nell\u2019ultimo brano \u201cAhi disperata via\u201d (un madrigale di Gesualdo) il disco successivo, perch\u00e9 in ogni passo c\u2019e un venire &#8220;da&#8221; e un andare &#8220;verso&#8221;, crescendo: questo \u00e8 il senso del cammino. Ogni musicista che Pino ha incontrato ha costruito questo percorso. Wayne Shorter, Nana vasconcelos, Eric Clapton, Al di Meola, Gato Barbieri, Chick Corea, Ritchie Heavens e tanti altri non li ha incontrati per caso, li ha cercati perch\u00e9 rappresentavano il suo mondo musicale, quelli che lui ha ascoltato e amato. Con ognuno di loro ha camminato, suonato e ribadito se stesso e il suo pensiero musicale.&nbsp; Senza trascurare naturalmente i suoi vicini di casa: Tullio, Joe, Rino, James, Tony: la super band che lo ha accompagnato e che lo ha aiutato a forgiare il suo suono ruvido e raffinato.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/chatgpt.com\/s\/m_69255e1c0fc881919915b2beeea7b69c\">Passo sul sentiero asfaltato<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il titolo di un disco di Pino Daniele,\u00a0 al quale ha collaborato il trio di Peter Erskine con Alan Pasqua al piano e Dave Carpenter al basso.\u00a0 Perch\u00e9 lo abbia intitolato cos\u00ec non lo so, ma, mi piace pensare, che Pino ha semplicemente sottolineato con questa scelta, di evidenziare che il suo cammino di artista non si \u00e8 mai adagiato sugli allori. 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