{"id":226,"date":"2025-01-14T00:01:34","date_gmt":"2025-01-13T23:01:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=226"},"modified":"2025-01-11T12:51:09","modified_gmt":"2025-01-11T11:51:09","slug":"di-fratelli-di-dio-di-giustizia-e-di-equita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/01\/14\/di-fratelli-di-dio-di-giustizia-e-di-equita\/","title":{"rendered":"Di fratelli, di Dio, di giustizia e di equit\u00e0."},"content":{"rendered":"\n<p>Nel corso del XVIII secolo il filosofo e matematico Gottfried Wilhem von Leibniz si pose il problema della Teodicea, ovvero della Giustizia divina, che si pu\u00f2 riassumere nella seguente domanda: se Dio \u00e8 infinitamente buono ed onnipotente perch\u00e9 esiste il male? <\/p>\n\n\n\n<p>Tralasciando le argomentazioni addotte dal filosofo, fortemente influenzate dalla sua formazione cristiana, e criticate abbondantemente da Voltaire nel \u201cCandide, ou l&#8217;Optimisme\u201d, cercher\u00f2 di risolvere la questione interrogando il testo di riferimento dei cristiani su un particolare argomento: i fratelli, contesto su cui l&#8217;arbitrio divino sembra esercitarsi con una certa fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci concentriamo sulla coppia di fratelli primordiale, Caino ed Abele.<\/p>\n\n\n\n<p> Ci troviamo in Genesi 4,1-5:<em>\u201d<\/em><em>Adamo si un\u00ec a Eva sua moglie, la quale concep\u00ec e partor\u00ec Caino e disse: \u00abHo acquistato un uomo dal Signore\u00bb. <\/em><em><strong>2 <\/strong><\/em><em>Poi partor\u00ec ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>3 <\/strong><\/em><em>Dopo un certo tempo, Caino offr\u00ec frutti del suolo in sacrificio al Signore; <\/em><em><strong>4 <\/strong><\/em><em>anche Abele offr\u00ec primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore grad\u00ec Abele e la sua offerta, <\/em><em><strong>5 <\/strong><\/em><em>ma non grad\u00ec Caino e la sua offerta\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il resto della storia lo conoscete e avrete sentito diverse interpretazioni che tendono a dipingere la figura di Caino come quella di un essere invidioso, crudele e meschino e quella di Dio come misericordiosa a tal punto da recitare la famosa frase: \u201cNessuno tocchi Caino!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro che in questa situazione il ruolo di Dio \u00e8 quello di Padre e come tale si comporta nei confronti dei primi due figli, non creati dal fango, ma generati dal parto doloroso di Eva. In quanto Padre amministra la giustizia in un caso tipico di confronto tra fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima cosa che salta all&#8217;occhio \u00e8 che Dio non \u00e8 vegetariano e soprattutto non \u00e8 meritocratico: notoriamente zappare la terra a quell&#8217;epoca doveva risultare pi\u00f9 faticoso di pascolare animali mansueti, ma Dio gradisce il sacrificio di Abele. Ora senza entrare nel merito del merito, Dio dimostra un lato umano che lo avvicina ai genitori che, in qualche modo, sempre sembrano preferire un figlio all&#8217;altro. Questo fatto nessun genitore moderno sarebbe mai disposto ad ammetterlo, invece ai tempi della Bibbia, ma anche ai tempi dei miei nonni era normale dimostrare una preferenza, tanto da essere stabilita per legge con il diritto di primogenitura. Ma se talvolta il primogenito non era propriamente il modello che ci si aspettava, e questo era il caso di Caino, il genitore creava la situazione che potesse favorire il figlio preferito.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma su che base un genitore umano stabilisce una preferenza? Talvolta si preferisce chi ci somiglia di pi\u00f9, altre volte chi \u00e8 totalmente diverso da noi, molto spesso si propende per chi viene ritenuto pi\u00f9 debole: quali che siano le motivazioni della scelta si perdono sempre di vista le emozioni del figlio di seconda scelta.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui entrano in gioco due termini che si somigliano ma che in fondo sono diversi: giustizia ed equit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>I figli, come tutti i bambini e ragazzi chiedono giustizia ma in effetti vogliono equit\u00e0, parit\u00e0 di trattamento. I genitori, dall&#8217;alto della loro saggezza reale o presunta si comportano secondo giustizia, per cui se, ad esempio, un figlio risulatasse meno bravo a scuola dell&#8217;altro, gli dedicherebbero pi\u00f9 attenzioni affinch\u00e9 i due stiano ugualmente bene. Il problema \u00e8 che il ragazzo, o il bambino, pi\u00f9 bravo, non percepir\u00e0 questo ma si sentir\u00e0 trascurato. Solo da adulto, forse, riuscir\u00e0 a rimettere tutto nel giusto ordine e magari far\u00e0 lo stesso con i propri figli. Ma non esistono regole d&#8217;azione che valgono per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando ora a Caino e Abele, Dio si \u00e8 comportato in maniera giusta o equa?<\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo il ragionamento precedente, quello fatto da genitori ragionevoli con figli diversi, sembrerebbe di s\u00ec, ma leggendo bene tra le righe la scelta di Dio \u00e8 assolutamente arbitraria, e vi dimostro perch\u00e9, infatti i casi sono due: o Dio \u00e8 onnisciente ed onnipotente e quindi conosceva il cuore di Caino e l&#8217;insincerit\u00e0 della sua offerta, ma insieme a questo avrebbe dovuto prevedere la sua reazione al non gradimento divino, fatale al povero Abele, oppure ha agito solo per motivazioni legate a una preferenza e in questo caso non sembrerebbe n\u00e9 onnisciente n\u00e9 onnipotente. Come vedete \u00e8 la ripetizione della questione della teodicea, la cui soluzione \u00e8 impossibile perch\u00e8 \u00e8 in contraddizione logica con le premesse, terzium non datur. E a nulla vale l&#8217;idea che questo sia il migliore dei mondi possibili, perch\u00e8 \u00e8 sempre una limitazione dell&#8217;onnipotenza divina, un dio onnipotente avrebbe potuto creare degli uomini liberi ma di indole buona, per un onnipotente l&#8217;impossibile \u00e8 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 dove voglio arrivare con questo ragionamento?<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio obiettivo \u00e8 passare all&#8217;opinione che circa un secolo e mezzo dopo Leibniz un altro filosofo tedesco, Ludwig Feuerbach, ne \u201cL&#8217;essenza del cristianesimo\u201d espresse su Dio: \u201cCome l&#8217;uomo pensa, quali sono i suoi principi, tale \u00e8 il suo dio. La coscienza che l&#8217;uomo ha di Dio \u00e8 la coscienza che l&#8217;uomo ha di s\u00e8\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 Dio che ha creato l&#8217;uomo a sua immagine e somiglianza ma \u00e8 l&#8217;uomo che ha proiettato tutte le sue caratteristiche migliori in un essere fuori da s\u00e9 e l&#8217;ha chiamato Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Dio di Abele e Caino \u00e8 un Dio dalle caratteristiche umane, come le divinit\u00e0 greche, con la grande differenza che i greci divinizzavano i difetti, perch\u00e8 in qualche modo la pluralit\u00e0 di entit\u00e0 soprannaturali equilibrava il sistema, mentre le religioni monoteiste avendo a che fare con un solo Dio tendono a dargli tutte le perfezioni che possono immaginare, e quindi alla fine Dio \u00e8 umano, troppo umano.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione possiamo dire che giustizia ed equit\u00e0 si confondono sempre ed \u00e8 difficile trovare una giusta mediazione quando nascono questi dissidi. Spesso, per\u00f2, la maturazione e la frequentazione fanno vedere le cose in maniera diversa, e l&#8217;amore, gradualmente, riesce a superare le invidie e le gelosie, e se il mondo ci appare pieno di lotte fraticide \u00e8 perch\u00e8 \u00e8 ancora immaturo, non \u00e8 uscito, e forse non lo far\u00e0 mai, dalla condizione di minorit\u00e0 che Kant si era illuso fosse stata superata con l&#8217;illuminismo e cos\u00ec la sua religione rispecchia le sue qualit\u00e0, che nel succedersi dei secoli sono cambiate, creando non poche difficolt\u00e0 agli esegeti dei testi sacri.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine al Dio della Genesi che si pretende divino ma \u00e8 umano, preferisco quello che nel Nuovo testamento si \u00e8 fatto uomo e ha dato l&#8217;unico comandamento possibile e allo stesso tempo impossibile: quello dell&#8217;amore fraterno incondizionato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso del XVIII secolo il filosofo e matematico Gottfried Wilhem von Leibniz si pose il problema della Teodicea, ovvero della Giustizia divina, che si pu\u00f2 riassumere nella seguente domanda: se Dio \u00e8 infinitamente buono ed onnipotente perch\u00e9 esiste il male? 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