{"id":2237,"date":"2025-11-14T00:01:00","date_gmt":"2025-11-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2237"},"modified":"2025-11-10T10:38:25","modified_gmt":"2025-11-10T09:38:25","slug":"perdere-il-lavoro-a-50-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/11\/14\/perdere-il-lavoro-a-50-anni\/","title":{"rendered":"Perdere il lavoro a 50 anni"},"content":{"rendered":"\n<p>Anno 2012, ottobre, venerd\u00ec della seconda settimana. Sono le 18,00. Come di solito \u00e8 la fine della giornata lavorativa. Insieme al collega ci prepariamo, mettiamo in ordine le scrivanie, chiudiamo tutto chiaccherando del pi\u00f9 e dl meno e ci mettiamo d&#8217;accordo per la solita uscita del sabato sera insieme alla sua fidanzata. Passiamo dalla stanza del capo per salutare, come di consueto. Ci saluta come sempre e poi come a ripensarci ci dice: Luned\u00ec dobbiamo parlare! L&#8217;indomani, durante l&#8217;uscita serale serale, ci interroghiamo con il collega, su cosa dovr\u00e0 dirci. Qualche rimprovero? Boh, non ci pare di aver fatto nulla di sbagliato. Sappiamo che l&#8217;azienda \u00e8 in difficolt\u00e0 ma si va avanti. Comunque un po&#8217; di inquietudine serpeggia tra noi per tutta la sera.<\/p>\n\n\n\n<p>La domenica incontro il capo. \u00c8 sorridente, mi saluta, ci fermiamo a cambiare due chiacchere. Niente di che. Questo mi rassicura un po&#8217;. Sar\u00e0 una sciocchezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il luned\u00ec mattina tutto procede nei soliti binari. Indaffarati come sempre, ognuno nelle nostre stanze, capo chino sulle scrivanie. Nemmeno ci si rende conto che si sono gi\u00e0 fatte le tredici. Andiamo a salutare prima di andare via per la pausa e il capo ci dice: sedetevi, per favore! Ci sediamo e aspettiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sta a volto chino, poi di botto ci dice (e si percepisce quanto sia difficile anche per lui): &#8220;Ragazzi, l&#8217;azienda \u00e8 in grossa difficolt\u00e0. Non riesco ad andare avanti con questo assetto aziendale. Ho preso una decisione. Sono costretto a licenziare tutti. Anche voi!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 come ricevere un pugno in faccia! Ti stordisce, non ti fa pensare lucidamente. Ci alziamo e andiamo via. Con il collega andiamo a casa mia, ci sediamo a riflettere. D&#8217;un tratto, come se mi fossi risvegliata da un lungo sonno , mi rendo conto che ho appena 700,00 euro sul conto e tanti stipendi arretrati da percepire.<\/p>\n\n\n\n<p>Vado letteralmente nel panico. Come far\u00f2 a pagare le rate del mutuo, le bollette, la spesa? Ci guardiamo increduli, sotto choc. Ho sempre gestito io tutti i conti aziendali, la parte amministrativa e contabile. Come \u00e8 possibile che non abbiano pi\u00f9 bisogno di me? Inizio a fare telefonate. Avviso i miei fratelli di quello che \u00e8 avvenuto. Subisco i loro rimproveri quando dico qual \u00e8 il mio credito nei confronti dell&#8217;azienda. Come hai potuto permettere che si accumulasse un credito cos\u00ec alto? Facile a dirsi!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quando sei all&#8217;interno di un&#8217;azienda e lavori con passione, come se fosse tua, attendi che un mese di stipendio salti, poi lo recuperi, ma la volta dopo i mesi diventano due, tre, ne percepisci uno, ne saltano quattro, cinque e cos\u00ec via fin quando cominci a chiedere e ti viene risposto che al momento non ci sono fondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho chiesto a tutti i miei conoscenti se sapessero di qualche posto di lavoro disponibile. Qualunque. Ho parlato con il capo, cercando di farlo ragionare, prospettandogli che con un licenziamento globale avrebbe creato ancora pi\u00f9 debiti per l&#8217;azienda, tra Tfr, ferie non godute, contributi da versare. Niente. Irremovibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho mandato curriculum a destra e manca e solo una consulente \u00e8 stata tanto gentile da rispondermi che al momento l&#8217;organico era al completo e che mi augurava di trovare una soluzione. Ho fatto colloqui e mi sentivo rispondere: Lei \u00e8 troppo preparata per il tipo di figura che serve a noi! Ho trovato un piccolo lavoro presso una signora anziana. L&#8217;accordo era che le preparassi i pasti e che qualche volta la accompagnassi a far compere. E invece ha iniziato a pretendere che le facessi le pulizie, che la portassi a destra e a manca, che preparassi da mangiare anche per i suoi parenti, con ingredienti che stazionavano in frigo da tempo e in scarsa quantit\u00e0. Tornavo a casa e rimettevo per lo schifo. Il rapporto non si \u00e8 chiuso nel migliore dei modi anche seppur di lavorare ho ingoiato tanti rospi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stati momenti veramente difficili, ho stretto la cinghia a pi\u00f9 non posso e sono riuscita a non chiedere niente a nessuno. Ringrazier\u00f2 sempre le due persone che mi hanno spontaneamente aiutato, una inviandomi un assegno e l&#8217;altra offrendomi in prestito una piccola somma che avrei potuto renderle con comodo. Ho rifiutato ma non ho mai dimenticato il gesto!<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna le cose si sono pian piano sistemate, il capo mi ha richiamato e riassunto. Abbiamo fatto un piano di rientro e piano piano ho recuperato parte del credito. Ma tuttora ho incubi ricorrenti, dove mi trovo in difficolt\u00e0 economica e senza lavoro. \u00c8 stato un vero e proprio trauma perch\u00e9, per me, il lavoro era una passione, una delle certezze della mia vita. Trovarti fuori ad un&#8217;et\u00e0 che non consente di trovare facilmente soluzioni, perch\u00e9 tutti cercano persone giovani, da pagare poco, \u00e8 una botta durissima. Ti senti ad un tratto inutile, perso, senza via d&#8217;uscita! La tua dignit\u00e0 va in frantumi! E sono stata tra quelli fortunati ad averlo ritrovato un lavoro. Per\u00f2 comprendo a pieno chi si trova adesso nelle stesse situazioni e spero che una soluzione arrivi anche per loro!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anno 2012, ottobre, venerd\u00ec della seconda settimana. Sono le 18,00. Come di solito \u00e8 la fine della giornata lavorativa. Insieme al collega ci prepariamo, mettiamo in ordine le scrivanie, chiudiamo tutto chiaccherando del pi\u00f9 e dl meno e ci mettiamo d&#8217;accordo per la solita uscita del sabato sera insieme alla sua fidanzata. Passiamo dalla stanza del capo per salutare, come di consueto. Ci saluta come sempre e poi come a ripensarci ci dice: Luned\u00ec dobbiamo parlare! L&#8217;indomani, durante l&#8217;uscita serale serale, ci interroghiamo con il collega, su cosa dovr\u00e0 dirci. Qualche rimprovero? Boh, non ci pare di aver fatto nulla di sbagliato. 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