{"id":222,"date":"2025-01-14T00:01:00","date_gmt":"2025-01-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=222"},"modified":"2025-01-11T17:21:58","modified_gmt":"2025-01-11T16:21:58","slug":"cari-fratelli-dellaltra-sponda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/01\/14\/cari-fratelli-dellaltra-sponda\/","title":{"rendered":"Cari fratelli dell&#8217;altra sponda"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\"><em>\u201cCari fratelli dell&#8217;altra sponda, cantammo in coro gi\u00f9 sulla terra, amammo in cento l&#8217;identica donna, partimmo in mille per la stessa guerra\u201d\u2026.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dubito fortemente che le migliaia di persone che ogni anno sfidano la morte per tentare di salvarsi la vita, abbiano mai conosciuto queste parole di De Andr\u00e8 rese eterne nel testo della canzone <em>Il Testamento<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dubito ancora di pi\u00f9 che i tanti che non ce l\u2019hanno fatta siano stati consolati dal ricordo della condivisione del drammatico viaggio della vita. Perch\u00e9 \u201c<em>quando si muore, si muore soli.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono soli, i nostri fratelli dell\u2019altra sponda, quando li lasciamo affamati. Sono soli, quando sono oppressi e i loro corpi sono abbandonati ai carnefici di turno. Sono soli quando affrontano le onde in balia di un mare in tempesta e per trovare un approdo che li respinge. Sono soli quando tendono la mano per trovare un appiglio che si ritrae alla loro vista. Sono soli quando li lasciamo annegare per negare a noi stessi la loro esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando li lasciamo affogare, non uccidiamo genti, popoli o razze. Uccidiamo persone. Singoli uomini ed esseri viventi che la risacca del mare ripulisce alla nostra vista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2023 sono state 8.565 le persone accertate come morte lungo le rotte migratorie in tutto il mondo. Non poco pi\u00f9 di 8.000 o poco meno di 9.000. Proprio 8.565. Esattamente 8.565, non uno di pi\u00f9, n\u00e9 uno di meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ognuno con un proprio nome, un proprio viso. Con sogni e speranze andate perdute, famiglie abbandonate, ricordi svaniti. Ognuno che si \u00e8 affacciato ad un mondo che lo ha respinto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io non ho soluzioni da offrire a questo dramma. Non possiedo capacit\u00e0 o cognizioni che mi permettano di sostenere ragioni o proporre rimedi. Ma voglio chiedere scusa. Io, personalmente, a ciascuno dei miei 8.656 fratelli che non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiedo scusa per le volte che mi sono assolto pensando che non potevo essere io a cambiare il mondo. Chiedo scusa se ho pensato che il mio agire, al pi\u00f9, avrebbe solo potuto ridurre i morti a 8.655. Chiedo scusa per le volte che ho tirato dritto davanti ad un naufrago che mi tendeva la mano per chiedere aiuto nel marciapiedi dove camminavo. Chiedo scusa se non sono riuscito a impedire che l\u2019umanit\u00e0 a cui appartengo diventasse inumana. Chiedo scusa se la sera riesco a dormire senza pensare a ciascuno dei miei 8.656 fratelli che non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ti chiedo scusa, \u201c<em>mio fratello che guardi il mondo e il mondo non somiglia a te\u201d, <\/em>Ti chiedo scusa\u201c<em>mio fratello che guardi il cielo e il cielo non ti guarda<\/em>\u201d. Come ha scritto Ivano Fossati \u201c<em>se c&#8217;\u00e8 una strada sotto il mare<\/em> <em>prima o poi ci trover\u00e0, se non c&#8217;\u00e8 strada dentro il cuore degli altri prima o poi si traccer\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCari fratelli dell&#8217;altra sponda, cantammo in coro gi\u00f9 sulla terra, amammo in cento l&#8217;identica donna, partimmo in mille per la stessa guerra\u201d\u2026. Dubito fortemente che le migliaia di persone che ogni anno sfidano la morte per tentare di salvarsi la vita, abbiano mai conosciuto queste parole di De Andr\u00e8 rese eterne nel testo della canzone Il Testamento. Dubito ancora di pi\u00f9 che i tanti che non ce l\u2019hanno fatta siano stati consolati dal ricordo della condivisione del drammatico viaggio della vita. Perch\u00e9 \u201cquando si muore, si muore soli.\u201d Sono soli, i nostri fratelli dell\u2019altra sponda, quando li lasciamo affamati. 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