{"id":2153,"date":"2025-11-14T00:01:00","date_gmt":"2025-11-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2153"},"modified":"2025-10-31T09:59:20","modified_gmt":"2025-10-31T08:59:20","slug":"lo-stato-di-incertezza-ai-tempi-della-naja-obbligatoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/11\/14\/lo-stato-di-incertezza-ai-tempi-della-naja-obbligatoria\/","title":{"rendered":"Lo stato di incertezza ai tempi della naja obbligatoria"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>\u201cLo giurate voi???\u201d<\/li>\n\n\n\n<li>\u201cLo ciulo!\u201d &#8211; \u201cL\u2019ho duro!\u201d \u2013 \u201cLo sturo!\u201d \u2013 \u00a0\u201cLo curo!\u201d<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il mio plotone proprio non eccelleva in patriottismo. La \u201csolennit\u00e0\u201d del momento decisivo che concludeva il periodo di addestramento reclute venne macchiata dalla voglia innata di \u201cirriverenza\u201d in ragazzi che avevano dovuto subire settimane di privazioni, angherie, disagi (la caserma di Trapani, priva di acqua per gran parte del tempo, venne dichiarata inagibile subito dopo il nostro C.A.R. &#8211; addestramento reclute). Avevamo marciato coi nostri abiti civili per met\u00e0 dei giorni previsti distruggendo le nostre povere scarpe nel fango e bevendo la poca acqua in vecchi cartoni tetrapack scaduti da 2 anni. Avevamo affrontato i laghi di urina dei bagni con le nostre pantofole in similpelle. Avevamo sub\u00ecto le urla di caporal maggiori frustrati e repressi, evidentemente immedesimati nel loro ruolo sulle orme del sergente Hartman di \u201cFull Metal Jacket\u201d. Cos\u00ec, se qualche ragazzo dava fondo alla propria creativit\u00e0 per deviare dal protocollo di giuramento, lo si poteva in fondo biasimare? Provate solo a immaginare cosa volesse dire fare i propri bisogni in bagni alla turca privi di acqua per lo scarico. Utilizzavo due definizioni per riassumere questi momenti: il bagno \u201ca fondo perduto\u201d, nel quale i liquidi precedenti non ristagnavano e questo ti rassicurava non poco durante l\u2019espletamento del bisogno; ed il bagno \u201ccon rischio plop\u201d, nel quale i liquami ristagnavano e, in caso di centro del bersaglio, avresti rischiato met\u00e0 delle infezioni conosciute. Qualcuno scongiurava il pericolo a modo suo, spargendo i propri escrementi un po\u2019 qua e un po\u2019 l\u00e0. A completare il quadro tragicomico le esercitazioni; in particolare il lancio della bomba a mano. Le scene viste nel film \u201cFantozzi\u201d si ripetevano dal vivo, con l\u2019unica sostanziale differenza nella portata fortunatamente esigua di carica esplosiva. Ma il panico, la goffaggine, la totale mancanza di coordinazione dei movimenti, il lancio alla ragionier Ugo, riportavano alla mente la famosa pellicola di Luciano Salce.<\/p>\n\n\n\n<p>Novembre 1992\/Novembre 1993, un anno di incertezza all\u2019ennesima potenza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1) La partenza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cosa mi aspettava? Erano vere le storie sul nonnismo? In buona percentuale s\u00ec, lo avrei appurato personalmente. Ma intanto, per \u201cmigliorare\u201d il mio stato d\u2019ansia, feci l\u2019unica cosa che avrei dovuto evitare: guardare tutto d\u2019un fiato, la notte prima della partenza, il film di Marco Risi \u201cSoldati &#8211; 365 giorni all\u2019alba\u201d, che proprio rincuorante non era.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ambiente militare non mi piaceva, sono sempre stato uno spirito libero. Ma trovai in Trapani (caserma a parte) una citt\u00e0 piacevole, accogliente, interessante. Le nostre libere uscite non erano male, ci rimpinzavamo con cene luculliane (a compensare le immangiabili bistecche di mammuth fornite dalla mensa durante i pranzi horror) e cercavamo di distrarci in qualche modo. L\u2019elemento alcol incideva sensibilmente, dando luogo a rientri difficili e colloqui improbabili col piantone di turno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2) La destinazione dopo il C.A.R.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dove ci avrebbero portato dopo il giuramento? Facevamo parte dell\u2019aviazione leggera dell\u2019esercito e non c\u2019erano moltissime alternative: o Viterbo o Catania. Venni assegnato a&nbsp; Catania, a due passi da casa. Bella notizia, certo. Purtroppo, per\u00f2, la struttura era piccola e mi toccarono tantissimi servizi, tra guardie e milioni di piatti da lavare. Ma nella caserma c\u2019era l\u2019acqua! E questo rappresent\u00f2 un salto di qualit\u00e0 non indifferente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3) Lo svolgimento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro scaglione faceva parte dell\u2019operazione \u201cVespri siciliani\u201d che era nata dopo gli attentati di Cosa Nostra a Capaci e via D\u2019Amelio. L\u2019intento di questa iniziativa era dare manforte ai magistrati ed alle forze dell\u2019ordine attraverso un sostegno nel pattugliamento del territorio. L\u2019aspetto positivo di questa situazione era sicuramente il sentirsi in qualche modo utile e partecipe in una fase storica drammatica per la nostra terra; il rovescio della medaglia era la convivenza con fucili, munizioni e divise. C\u2019era tensione e inadeguatezza in ogni singolo movimento del corpo, specialmente durante i primi mesi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4) La fine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ha un inizio ed una fine. E cos\u00ec arriv\u00f2 anche per me l\u2019agognata \u201calba\u201d del congedo. Un giorno in cui l\u2019incertezza la faceva da padrona. Per un anno la nostra vita era stata cadenzata da ritmi prestabiliti, azioni obbligate, ripetute, inevitabili. Ora che il servizio militare era terminato, che cosa fare della nostra vita? Una domanda che, in tempi normali, mette in crisi chiunque. Ma che, a conclusione di quell\u2019anno cos\u00ec sofferto, mi induceva a rispondere: qualsiasi cosa ma non questo. Passeggiai libero e potente in abiti civili verso l\u2019uscita e mi lasciai dietro adunate, armi, divise, parole d\u2019ordine, scherzi di cattivo gusto, sopraffazioni. Nacque cos\u00ec, dentro di me, il pacifismo. E se incertezza (sul futuro) ci fu, per una volta aveva il sapore pi\u00f9 dolce che si potesse immaginare. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio plotone proprio non eccelleva in patriottismo. 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