{"id":2062,"date":"2025-10-14T00:01:00","date_gmt":"2025-10-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=2062"},"modified":"2025-10-13T09:15:45","modified_gmt":"2025-10-13T07:15:45","slug":"lalla-romano-e-la-grecia-dalla-bellezza-nutrita-di-pane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/10\/14\/lalla-romano-e-la-grecia-dalla-bellezza-nutrita-di-pane\/","title":{"rendered":"Lalla Romano e la Grecia dalla \u00abbellezza nutrita di pane\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Se il Lettore protagonista di <em>Se una notte d\u2019inverno un viaggiatore<\/em> di Italo Calvino, con una sciabolata del tagliacarte tra le pagine intonse, riuscisse finalmente a farsi largo tra il frontespizio e il primo capitolo del <strong><em>Diario di Grecia<\/em><\/strong> (1960), avrebbe subito la certezza di non avere a che fare con i canoni della letteratura di viaggio. E non si tratterebbe dell\u2019unico paradosso, atteso che l\u2019autrice <strong>Lalla Romano<\/strong> (1906-2001) si rammaricava di non avere scritto abbastanza dei tanti viaggi compiuti, quasi avessero potuto contribuire a individuare altre chiavi di lettura dei suoi testi, come spiega Antonio Ria nell\u2019introduzione al <em>Diario,<\/em> accanto alle considerazioni maturate attraverso la frequentazione della scrittrice, la cura delle pubblicazioni postume e le conversazioni in <em>L\u2019eterno presente<\/em> (1997).<\/p>\n\n\n\n<p>Dai libri, dalle interviste e dall\u2019impegno artistico emerge innanzitutto il ritratto di una donna che ebbe due vite, tra pittura e letteratura. Cresciuta fra le valli cuneesi, segu\u00ec gli studi universitari a Torino, dove lo storico dell\u2019arte Lionello Venturi, suo professore e mentore, la incoraggi\u00f2 a dipingere, a frequentare la scuola di Felice Casorati e a conoscere la pittura francese. Tra gli anni Venti e Trenta, Lalla Romano \u00e8 spesso a casa di un\u2019amica a Parigi, e con Venturi, che si rifugia all\u2019estero per non prestare fedelt\u00e0 al Fascismo, visita il Louvre, conosce le opere dei postimpressionisti ancora non esposte al pubblico, le gallerie dell\u2019avanguardia invisa al regime, e frequenta le residenze di rinomati collezionisti. Casorati \u00e8 un maestro d\u2019interesse pi\u00f9 intellettuale che artistico, sicch\u00e9 le rispettive pitture procedono per espressioni e stili diversi: pi\u00f9 severo quello della Romano, ottenuto per riduzione del colore, del disegno e del soggetto, attraverso la ricerca dell\u2019essenzialit\u00e0, che sar\u00e0 una cifra puntuale anche nella scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"543\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/autoritratto-con-la-veletta-1938.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2065\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/autoritratto-con-la-veletta-1938.jpg 512w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/autoritratto-con-la-veletta-1938-283x300.jpg 283w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/autoritratto-con-la-veletta-1938-425x451.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lalla Romano, <em>Autoritratto con veletta<\/em> (1938)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>     A Torino, Lalla Romano entra in contatto con intellettuali e antifascisti, e compie la propria formazione in un ambiente culturale estremamente vivace: qui conosce Cesare Pavese, gli einaudiani, Elio Vittorini, Vittorio Sereni, mentre l\u2019incontro con Eugenio Montale risale agli anni Quaranta, quando smette di dipingere, per le emergenze della seconda guerra mondiale, la partecipazione alla Resistenza e l\u2019avvicinamento alla poesia. Sembrerebbe in parte una scelta esteriore e di ordine pratico \u2013 la difficolt\u00e0 di lavorare durante i bombardamenti, di spostare le tele e i materiali con sicurezza \u2013 e non c\u2019\u00e8 nessuna cesura tra le due espressioni artistiche. <em>\u00abPenso che il pittore che \u00e8 in me spunti fuori dai miei libri, dalla mia scrittura\u00bb<\/em> &#8211; spiegher\u00e0 in un\u2019intervista del 1984 &#8211; <em>\u00abNon si perde veramente niente, se uno mette la massima passione in quello che fa\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>     Quella passione procede per la selezione di immagini e parole, intrise di una profonda consapevolezza della vita e dei suoi drammi sottesi, e i primi esiti in versi incontrano il favore di Montale. La prima antologia poetica <em>Fiore<\/em> (1941) \u00e8 edita da Frassinelli e l\u2019autrice si cura di inviarne una copia con dedica all\u2019amico Giulio Einaudi, che ne ha rifiutato la pubblicazione. Da allora in avanti, nonostante abbia mutuato proprio da Montale il fatto che la poesia possa esistere anche nella semplice prosa, toccher\u00e0 a lei misurarsi con il pregiudizio verso la narrativa. Sar\u00e0 l\u2019apprendistato di Flaubert, quando Pavese le chieder\u00e0 di tradurre <em>Trois contes<\/em> a rivelarsi decisivo per il suo cammino letterario, con la scoperta di una prosa semplice e rigorosa, come lo era stato il modello espressivo perseguito in versi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne seguir\u00e0 la lunga collaborazione con Einaudi, che pubblicher\u00e0<em> <\/em><em>Le metamorfosi\u00a0<\/em>(1951), <em>Maria (1953), Tetto Murato<\/em>\u00a0(1956), <em>Diario di Grecia<\/em> (Rebellato 1960; Einaudi 1974 in un\u2019edizione ampliata), <em>L\u2019uomo che parlava solo<\/em>\u00a0(1961), <em>La penombra che abbiamo attraversato <\/em><em>(1964), Le parole tra noi leggere <\/em><em>(Premio Strega 1969),<\/em><em> la serie di <\/em>\u201cromanzi per immagini\u201d &#8211; a commento delle fotografie del padre, da bambina &#8211; e delle raccolte di racconti, e ancora <em>Una giovinezza inventata <\/em><em>(1979), Inseparabile <\/em><em>(1981), L\u2019educazione sentimentale<\/em><em> di Flaubert <\/em>nella collana\u00a0<em>Scrittori tradotti da scrittori <\/em><em>(1984)<\/em><em>,<\/em> <em>Nei mari estremi<\/em>\u00a0(1987), <em>Un sogno del Nord<\/em><em> (1989), <\/em>\u00a0<em>Le lune di Hvar<\/em>\u00a0(1991), <em>Un caso di coscienza<\/em>\u00a0(1992), <em>Ho sognato l\u2019Ospedale<\/em>\u00a0(1995), <em>In vacanza col buon samaritano<\/em> (1997),\u00a0<em>L\u2019eterno presente. Conversazione con Antonio Ria<\/em> (1998), oltre ad articoli e prose per il\u00a0<em>Corriere della sera<\/em>\u00a0e altre testate nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Le opere degli anni Sessanta riscuotono il favore della critica e del pubblico, per lo stile chiaro ed essenziale, e nondimeno gli scrittori accolgono le sue dichiarazioni. \u00c8 la prima a evidenziare il valore positivo del momento <em>\u00abantelucano\u00bb<\/em> e della <em>\u00abgioiosa speranza del mattino\u00bb <\/em>in <em>Prima che il gallo canti, <\/em>con una recensione che Pavese definir\u00e0 <em>\u00abintelligente e amorosa\u00bb,<\/em> ringraziandola in una lettera del 1949. Montale ne apprezza il romanzo <em>Maria,<\/em> con protagonista la domestica della scrittrice, e Pasolini omaggia la lingua pura e selettiva, priva di errori di gusto, di <em>Le parole tra noi leggere<\/em>, improntato sul tema della maternit\u00e0 e sul rapporto con il figlio. Nonostante l\u2019affetto e la stima reciproca, meno disteso \u00e8 il confronto con l\u2019amica Elsa Morante, cui l\u2019autrice dichiara <em>\u00ab<\/em><em>una specie di incompatibilit\u00e0 fra i nostri mondi, o meglio, invece, fra i nostri modi. Perch\u00e9 quell\u2019aggirare il personaggio, quell\u2019illuminarlo per lampi, a me \u00e8 congenito, forse necessario, come a te il ritmo disteso e la luce meridiana che investe ogni cosa<\/em>\u00bb (1961). E infine Calvino ha parole di entusiasmo contagioso per <em>Una giovinezza inventata,<\/em> per la <em>\u00ab<\/em><em>contiguit\u00e0 tra le tue vallate e il mio entroterra con tanti nomi familiari di luoghi<\/em><em>\u00bb<\/em> e per il <em>\u00abfinissimo diarismo\u00bb,<\/em> certamente non riconducibile a velleit\u00e0 autobiografiche. <\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00ab<\/em><em>Non mi piace la parola autobiografia, perch\u00e9 \u00e8 parola moderna e appartiene al campo della storia pi\u00f9 che della letteratura\u00bb<\/em> &#8211; si legge nell\u2019intervista a Sandra Petrignani del 1984 &#8211; <em>\u00abI miei libri non sono affatto delle confessioni, ci\u00f2 che li libera dall\u2019essere troppo personali \u00e8 il distacco con cui tratto gli argomenti presi dal mio quotidiano. (\u2026) Per ottenere questo risultato \u00e8 necessario scegliere l\u2019essenziale, abbandonando il resto al silenzio e alla dimenticanza\u00bb.<\/em> Scrivere \u00e8 dunque raccogliere dal tessuto della vita immagini e suoni, circondarli di silenzio, e affidarli alla rielaborazione narrativa.<\/p>\n\n\n\n<p>   Erroneamente si crede che la fantasia afferisca all\u2019immaginazione e la memoria alla testimonianza, mentre per uno scrittore esse corrispondono l\u2019una all\u2019altra, perch\u00e9 \u00e8 la memoria a trasfigurare i ricordi. <em>\u00abLa memoria \u00e8 un mezzo per fare letteratura. (\u2026) c\u2019\u00e8 chi trae ispirazione dalla vita degli altri e chi dalla propria; non fa grande differenza purch\u00e9 si sia in grado di interrogare la propria esistenza tirandosene fuori\u00bb<\/em>. E nel 1998 aggiunger\u00e0: <em>\u00abIo dico sempre che non sono i ricordi che fanno la memoria. I ricordi sono pettegolezzi, anche se i ricordi sono nostri. I fatti di per s\u00e9 non sono nulla. Possono servire, ma acquistano senso solo in un racconto globale. La memoria, invece, \u00e8 una cosa grande: \u00e8 quello che ci fa veramente umani. La memoria \u00e8 di ciascuno, ma anche di tutti\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 intendere quindi come il <strong><em>Diario di Grecia<\/em><\/strong>, anzich\u00e9 un taccuino di impressioni trascritte durante il soggiorno del 1957, sia in parte un\u2019opera maturata nel clima di un certo filoellenismo letterario, europeo e italiano, e in parte la soluzione all\u2019istanza della scrittrice di riconoscere in s\u00e9 stessa i sintomi dell\u2019appartenenza culturale a quella terra.<\/p>\n\n\n\n<p>    L\u2019interesse filologico e archeologico investe l\u2019antichit\u00e0 per il fascino eterno delle rovine, perch\u00e9 mentre \u00abl\u2019uomo muore e non rinasce\u00bb, invece \u00abil classico muore per rinascere, ogni volta uguale a s\u00e9 stesso e ogni volta diverso\u00bb (S. Settis), realizzando il sentimento del sublime tra la condizione umana e la caduta dei grandi imperi, dinanzi al contributo delle civilt\u00e0 alla costruzione, distruzione e rinascita, al pathos per il ciclo di continuit\u00e0 e discontinuit\u00e0, alla costituzione della tradizione della memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>   In letteratura, questa proiezione trova espressione nell\u2019attenzione di Eugenio Montale per il poeta greco Kostantinos Kavafis, di cui apprezza la nascita ad Alessandria, capitale della cultura ellenistica e sede della pi\u00f9 prestigiosa biblioteca del mondo antico, e soprattutto la coincidenza tra poesia e vita in un\u2019unit\u00e0 indissolubile, tanto da tradurne anche alcuni dei componimenti (<em>Aspettando i barbari,<\/em> 1946). Anzi ad accomunarli sono l\u2019andamento prosastico e il sentimento storico, ovvero la capacit\u00e0 di rievocare le emozioni attraverso la poesia, <em>\u00abche sorge quasi per miracolo e sembra imbalsamare tutta un\u2019epoca e tutta una situazione linguistica e culturale\u00bb,<\/em> in raffronto alla realt\u00e0. Per Montale si tratta di una rivelazione, tale da orientare l\u2019opinione per la Grecia al presente: <em>\u00ab\u00c8 un errore venire qui con l\u2019animo di chi entra in un museo\u00bb <\/em>&#8211; scrive in<em> Sulla via sacra<\/em> (Fuori di casa, 1969) &#8211; \u00ab<em>Bisognerebbe diradare la cortina affascinante, e talvolta paurosa, delle immagini che si vedono, delle forme che si toccano, per entrare nel vivo di questa Grecia d\u2019oggi, per conoscere gli uomini, per apprendere com\u2019essi vivano, che cosa possano ancora darci e che cosa possiamo apprendere da loro. Per conoscere, insomma, se c\u2019\u00e8 una Grecia viva accanto alla terra dei morti che si pu\u00f2 studiare e amare stando chiusi in una biblioteca\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sulla funzione del mito nel ciclo dell\u2019esistenza e sulla sua atemporalit\u00e0, Pavese costruisce i <em>Dialoghi con Leuc\u00f2 <\/em>(1947), affidandosi a personaggi epici e mitologici per rappresentare i temi del vivere e della condizione umana, in un catalogo di motivi morali e costanti dell\u2019essere. L\u2019uomo \u00e8 il mito, perch\u00e9 raccoglie in s\u00e9 il tempo: le sue azioni da un lato lo allontanano dal passato, dall\u2019altro smuovono quello che \u00e8 gi\u00e0 stato, per ripetizione ciclica o per reazione. Cos\u00ec \u00e8 per Odisseo, indifferente all\u2019invito a fermarsi a Ogigia: non solo egli porta un\u2019altra isola in s\u00e9, come dice Calipso, ma sa che quello che cerca l\u2019ha nel cuore. Seppure appaia come un modello astratto, in realt\u00e0 la forza del mito permane nella sua attualit\u00e0, e l\u2019uomo pu\u00f2 ritrovarlo nella vita di ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Tale dimensione mitica si ritrova anche nel <em>Diario di Grecia<\/em> di Lalla Romano, per il quale Montale parl\u00f2 di <em>\u00abconfessione privata\u00bb,<\/em> sottraendolo al canone della letteratura di viaggio. Mancano, infatti, il resoconto circostanziato degli eventi e il registro documentaristico, le date sono appena accennate e i luoghi, anzich\u00e9 appartenere al repertorio geografico, sono contenitori di esperienze, spazi indefiniti, astrazioni dove l\u2019autrice incontra un riflesso del proprio vissuto, riconoscendo quello che le \u00e8 familiare o estraneo, mentre procede attraverso <em>deja-vu<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>   Non siamo davanti a una cartografia del mito, come in <em>Catasto magico<\/em> (1999) di Maria Corti, a proposito del potere ancestrale degli elementi e delle diverse tradizioni epiche intorno all\u2019Etna e in Sicilia. Le destinazioni di visita dialogano qui con il vissuto autoriale, generando un non luogo arcadico, che prende forma dalla scrittura asciutta, chiara, lirica e densa come poesia. Gli strumenti della ricerca passano per i sensi: l\u2019olfatto e soprattutto la vista, in grado di <em>\u00abcaptare il doppio\u00bb<\/em> \u2013 come dir\u00e0 la Romano in <em>Nei mari estremi<\/em> (1987) \u2013 ovvero di cogliere la fissit\u00e0 del mito o l\u2019ambiguit\u00e0 del reale, sotto la superficie dell\u2019apparenza. Vedere \u00e8 anche coniugare l\u2019esperienza di pittrice, la rappresentazione del segno e del colore: quello di Lalla Romano dunque non \u00e8 mai un viaggio turistico, piuttosto <em>\u00abun continuo dialogo con le meditazioni di Pavese sul mito e i luoghi\u00bb<\/em> (I. Calvino).<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>Diario<\/em> si apre con l\u2019arrivo da Milano in Puglia: la scrittrice pone a confronto la fredda apparizione delle campagne e il calore dell\u2019alba del sud. <em>\u00abUna dolcezza d\u2019Oriente \u00e8 in quell\u2019aria, d\u2019oro verde sono le foglie nuove della vite e del fico\u00bb<\/em>. Bari \u00e8 la terra del catapano, dominio di Bisanzio e poi degli Svevi: le tracce della romanit\u00e0 corrono sulla via Appia fino a Brindisi, ma le successive stratificazioni architettoniche e culturali testimoniano il passaggio a Levante.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"769\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Bari-Vecchia-1-769x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2092\" style=\"width:769px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Bari-Vecchia-1-769x1024.jpg 769w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Bari-Vecchia-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Bari-Vecchia-1-768x1023.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Bari-Vecchia-1-1153x1536.jpg 1153w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Bari-Vecchia-1-413x550.jpg 413w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Bari-Vecchia-1.jpg 1201w\" sizes=\"auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bari Vecchia<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"769\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/castello-1024x769.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2067\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/castello-1024x769.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/castello-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/castello-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/castello-1536x1153.jpg 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/castello-425x319.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/castello.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bari, <em>Castello Svevo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"769\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/San-Nicola-769x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2069\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/San-Nicola-769x1024.jpg 769w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/San-Nicola-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/San-Nicola-768x1023.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/San-Nicola-1153x1536.jpg 1153w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/San-Nicola-413x550.jpg 413w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/San-Nicola.jpg 1201w\" sizes=\"auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bari, <em>Basilica di San Nicola<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><em>\u00abPenetriamo, per vicoli, nella citt\u00e0 vecchia; viva e insieme remota, piena di infanzia. \u2026le strade sono cos\u00ec piccole che noi abbiamo l\u2019impressione di essere giganti (\u2026) San Nicola, circondato di spazio, \u00e8 immenso. Fa pensare a un Medioevo luminoso\u00bb<\/em>. All\u2019anticipazione dell\u2019Oriente si contrappone il richiamo all\u2019infanzia, alla vista dell\u2019insegna Laterza: la familiarit\u00e0 la riporta all\u2019et\u00e0 scolare, perch\u00e9 <em>\u00abla Grecia \u00e8 un libro\u00bb,<\/em> come diceva una compagna. Poi segue l\u2019imbarco sulla nave.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/lungomare-1-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2070\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/lungomare-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/lungomare-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/lungomare-1-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/lungomare-1-413x550.jpg 413w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/lungomare-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bari, <em>Lungomare<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Un altro <em>deja-vu<\/em> la attende nell\u2019isola di Corf\u00f9, per la somiglianza al territorio ligure: i sentieri sono quelli di Camogli e le case alte, bianche o rosa, rimandano all\u2019assetto urbano di Genova. Ad emergere tra il verde, il glicine e le ville in alto sul mare \u00e8 l\u2019Achilleion, <em>\u00abrifugio di una regina infelice\u00bb<\/em>: si tratta del palazzo di Elisabetta d\u2019Austria, consacrato all\u2019eroe omerico di cui subiva il fascino, cos\u00ec evadendo dal lutto per la figlia e dalla disaffezione di Francesco Giuseppe. Ad Achille la principessa dedic\u00f2 vari poemi, accanto a una serie di liriche raccolte in un <em>Diario poetico<\/em> postumo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"449\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/06_Corfu.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2071\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/06_Corfu.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/06_Corfu-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/06_Corfu-425x298.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Corf\u00f9<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/05_Corfu.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2072\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/05_Corfu.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/05_Corfu-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/05_Corfu-425x319.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Corf\u00f9<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/01_Corfu.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2073\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/01_Corfu.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/01_Corfu-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/01_Corfu-425x319.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Corf\u00f9<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/03_Corfu.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2074\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/03_Corfu.jpg 480w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/03_Corfu-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/03_Corfu-413x550.jpg 413w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Corf\u00f9<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>   Certamente, il suo ritratto immortale ed eroico \u00e8 lontano dalla voce del protagonista del <em>Dialogo<\/em> di Pavese, alla vigilia della morte di Patroclo. Quello di Pavese \u00e8 un semidio consapevole della propria natura umana: teme la morte, mette in guardia l\u2019amico dal giocare al destino e forse avrebbe dato conforto anche ai disperati versi di Elisabetta: <em>\u00abUn ultimo sguardo ancora \/ su di te, beneamato mare \/ prima di un difficile addio\/ (\u2026) il bianco stormo di gabbiani \/ planer\u00e0 per sempre sulle tue acque \/ e se all&#8217;appello ne manca uno \/ Come farai a saperlo?\u00bb.<\/em> N\u00e9 gli bastano le lusinghe di Patroclo \u2013 <em>\u00abTu sei spada, tu sei lancia\u00bb<\/em> \u2013, anzi la replica finale sembra accompagnare il gesto estremo di Pavese, in piena consapevolezza: <em>\u00abSolamente gli dei sanno il destino e vivono\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"428\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/05_Achilleion.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2075\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/05_Achilleion.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/05_Achilleion-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/05_Achilleion-425x284.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Corf\u00f9, <em>Achilleion<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/01_Achilleion.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2076\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/01_Achilleion.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/01_Achilleion-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/01_Achilleion-425x284.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Corf\u00f9, <em>Achilleion<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/06_Achilleion.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2077\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/06_Achilleion.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/06_Achilleion-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/06_Achilleion-425x239.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Corf\u00f9, <em>Achilleion<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/04_Achilleion.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2078\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/04_Achilleion.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/04_Achilleion-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/04_Achilleion-425x284.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Corf\u00f9, <em>Achilleion<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>    Dopo avere superato altre isole, dalla consistenza di <em>\u00ableggerezza di uccello appena posato\u00bb<\/em> e <em>\u00abirremovibilit\u00e0 di statue che di debbono aggirare\u00bb,<\/em> Lalla Romano giunge a Itaca, commossa dal suo aspetto petroso. \u00c8 l\u2019isola di Odisseo, il luogo del ritorno, bagnato dal mare che ispirava Elisabetta, ma anche la metafora dell\u2019eterno viaggiare in Kavafis: <em>\u00ab\u00c8 stato dono d\u2019Itaca il tuo tragitto stupendo. \/ Senza di lei, non ti mettevi in viaggio\u00bb.<\/em> Si intravedono piccoli caff\u00e8 di provincia, e l\u2019ennesimo <em>deja-vu<\/em> incontra la scrittrice a proposito dei marinai locali in giro per il mondo, come tanti liguri e siciliani.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abSu un mare turchino come quello di Capri\u00bb,<\/em> Atene appare <em>\u00abcome un miraggio\u00bb<\/em> e, oltre il porto e le case, <em>\u00abradi cubi di pietra\u00bb,<\/em> lo stupore \u00e8 per il Partenone: <em>\u00ab\u00c8 quasi uno spasimo, una breve angoscia. Come quando da giovani ci si trova davanti all\u2019improvviso il nostro amore segreto\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/03_Atene.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2081\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/03_Atene.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/03_Atene-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/03_Atene-425x284.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Atene<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/07_Atene.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2080\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/07_Atene.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/07_Atene-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/07_Atene-425x319.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Atene, <em>Partenone<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"379\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/02_Atene.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2082\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/02_Atene.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/02_Atene-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/02_Atene-425x252.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Atene<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/04_Atene.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2083\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/04_Atene.jpg 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/04_Atene-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/04_Atene-425x284.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Atene, <em>Eretteo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Le emozioni a seguire sono per il potere evocativo del luogo e l\u2019architettura eretta sulla roccia; e dopo avere visto la statua di una Kore, <em>\u00abluminosa e bionda\u00bb<\/em> come un\u2019amica di giovent\u00f9, sente di essere <em>\u00abcapace di intendere cosa sia giovinezza\u00bb.<\/em> Pi\u00f9 tardi, la meraviglia torner\u00e0 alla vista di notte: <em>\u00abVediamo Atene come un cielo stellato capovolto\u00bb<\/em> e <em>\u00abil Partenone rosso come una luna\u00bb<\/em>. In lontananza, a distinguerli da quelli italiani dove si beve vino, le luci dei caff\u00e8 si accendono su uomini cupi e taciturni come il vecchio di Kavafis, che ripensa al passato perduto.<\/p>\n\n\n\n<p>A Delfi, la presenza del genio del luogo si avverte nel paesaggio, simile a quello delle Alpi liguri, cadenzato da un <em>\u00absilenzio meridiano\u00bb<\/em> che ricorda Montale. Tra le rocce i bambini si rincorrono da una pietra all\u2019altra e la Romano rivede scene d\u2019infanzia italiana, riconoscendo anche s\u00e9 stessa: <em>\u00abCos\u00ec siamo di casa\u00bb<\/em> \u2013 commenta, desiderando l\u2019innocenza del passato e la consapevolezza del presente, ovvero d\u2019essere <em>\u00abtornati bambini e insieme divenuti pi\u00f9 grandi\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"575\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-3-1024x575.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2085\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-3-1024x575.png 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-3-300x169.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-3-768x431.png 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-3-425x239.png 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-3.png 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Delfi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>   All\u2019interno del Museo, ammette di ammirare le opere con sguardo d\u2019artista, quale quello femminile per i bambini: in particolare, \u00e8 attratta dall\u2019Auriga, nella sua fissit\u00e0 di santo da processione, e in realt\u00e0 giovane in eterno, pi\u00f9 degli dei. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"848\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/AurigaDelfi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2084\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/AurigaDelfi.jpg 500w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/AurigaDelfi-177x300.jpg 177w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/AurigaDelfi-324x550.jpg 324w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Delfi, <em>Auriga<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>   Oltre l\u2019abitato, a sud brilla il mare <em>\u00abrosso cupo, misteriosamente lucente, mordor\u00e8\u00bb<\/em> e le valli sono arate tra olivi e querce. Quando la guida mostra dove Edipo uccise il padre Laio, la Grecia letteraria ed epica diventa all\u2019improvviso un luogo concreto, e l\u2019autrice si dichiara <em>\u00abammalata\u00bb,<\/em> quasi la presa di coscienza le provocasse una sofferenza fisica di cui \u00e8 sintomo la tosse, <em>\u00abcome se qualcosa non fosse in armonia\u00bb, \u00abcome se nel ritrovare la Grecia io l\u2019avessi in qualche modo definitivamente perduta\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio prosegue: se a Dafni, la Romano \u00e8 infastidita dalla descrizione dei luoghi attraverso l\u2019accostamento al gruppo scultoreo di Bernini e dall\u2019avidit\u00e0 di viaggiare per <em>\u00abfar man bassa di ogni bellezza\u00bb<\/em>, a Eleusi invece torna il <em>deja-vu<\/em> alla vista delle casupole tra i vasi di basilico e rosmarino, della <em>\u00abpovert\u00e0 montanara, come di una baita al sole delle nostre valli\u00bb.<\/em> Contro le ciminiere industriali stagliate all\u2019orizzonte, la sorpresa \u00e8 la statua di Persefone, <em>\u00abcandida e ambigua; malinconica, come ogni cosa greca\u00bb,<\/em> ritratta mentre corre per fuggire dall\u2019Ade \u2026o per farvi ritorno.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"639\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Ade-e-Persefone_Eleusi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2087\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Ade-e-Persefone_Eleusi.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Ade-e-Persefone_Eleusi-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Ade-e-Persefone_Eleusi-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Ade-e-Persefone_Eleusi-425x283.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Eleusi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"639\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Museo-Eleusi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2088\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Museo-Eleusi.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Museo-Eleusi-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Museo-Eleusi-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Museo-Eleusi-425x283.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Eleusi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>&nbsp; <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"770\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cariatide_Eleusi-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2089\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cariatide_Eleusi-1.jpg 500w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cariatide_Eleusi-1-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cariatide_Eleusi-1-357x550.jpg 357w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Eleusi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>   Tutt\u2019intorno, da Capo Sunion il mare ha <em>\u00abuna bellezza ossessionante\u00bb<\/em> e le colline arate pullulano di vigne e fichi. Quella bellezza si rivela con un <em>deja-vu<\/em> a Epidauro, dove <em>\u00abla conca del teatro \u00e8 un\u2019immensa conchiglia, i solchi in armonia con le leggi del cosmo, contro il caos della selva\u00bb; <\/em>e a Nauplia, la fortezza isola un tempo veneziana, immobile e silenziosa <em>\u00abcome una natura morta di Morandi\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 a Micene che la scrittrice realizza che il proprio malessere \u00e8 il riflesso di uno squilibrio, quasi stesse per assistere a una rivelazione, come per Dante nell\u2019Oltretomba: non \u00e8 pi\u00f9 un libro di carta questa Grecia di pietra, dalla <em>\u00abbellezza nutrita di pane\u00bb.<\/em> Non \u00e8 un archetipo culturale, ma un modello esistenziale, un esempio di vita vissuta da Odisseo, Edipo e da lei stessa, un mito terreno e finito a cui riconosce di appartenere: <em>\u00abil mio viaggio in Grecia in anni maturi\u00bb<\/em> \u2013 scriver\u00e0 in <em>Un sogno del nord<\/em> (1989) \u2013 <em>\u00abfu il riconoscimento della mia vera patria\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>   Dopo Corinto e Patrasso, mentre si consumano equivoci tra i compagni di viaggio e il personale di bordo, lungo la via del ritorno la assale <em>\u00abla malinconia di fine del gioco\u00bb: \u00abguardiamo con distacco la bellezza senza nome del mare e delle isole, che non ci appartiene pi\u00f9\u00bb, \u00ababbiamo l\u2019impressione che essa si sia fatta pi\u00f9 misteriosa e lontana, che in fondo, ci sdegni\u00bb. <\/em>Del male sofferto, sente ora l\u2019orgoglio, il privilegio, come di chi rimane accecato per la troppa luce, <em>\u00abo diviene muto per aver parlato con gli dei\u00bb,<\/em> e il presentimento di non guarire quasi la esalta.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversamente, allo sbarco in Puglia, l\u2019autrice torna in s\u00e9. \u00c8 solo tosse <em>\u00abil gatto che sente prigioniero nel petto\u00bb,<\/em> il male non ha altro significato. Brindisi \u00e8 casa pi\u00f9 di Milano dove torner\u00e0: l\u2019altro capo della via Appia \u00e8 immerso in una luce bianca, tra profumi di tiglio, gelsomino e salsedine, nel grembo verde della baia. A bordo del treno, assiste senza curiosit\u00e0 a quanto accade in carrozza, con l\u2019immaginazione svuotata d\u2019ogni aspettativa. Persino la domanda del bambino in braccio alla madre, che le chiede dove sia il suo paese, sembrerebbe circostanziata alla curiosit\u00e0 nel presente. Ma il Lettore in premessa sa bene che il finale aperto risuona pi\u00f9 dello sferragliare del treno sulle rotaie: la risposta, lui la conosce gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Riferimenti bibliografici<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Lalla Romano, <em>Diario di Grecia<\/em>, Einaudi 1974<\/li>\n\n\n\n<li>Lalla Romano, <em>Diario di Grecia e Le lune di Hvar,<\/em> a cura di Antonio Ria, Einaudi 1991<\/li>\n\n\n\n<li>Lalla Romano, <em>L\u2019eterno presente. Conversazioni con Antonio Ria<\/em>, Einaudi 1997<\/li>\n\n\n\n<li>Daniel Raffini, <em>Intervista ad Antonio Ria<\/em> in AA.VV., <em>Mosaico<\/em>, anno XIII n. 173 (2018)<\/li>\n\n\n\n<li>Virginia Di Martino, <em>\u201cSiamo di casa\u201d. Diario di Grecia di Lalla Romano<\/em> in <em>Sinestesie online,<\/em> a. XIII, n. 42 (2024)<\/li>\n\n\n\n<li>Sandra Petrignani, <em>Le signore della scrittura,<\/em> La Tartaruga edizioni 1984<\/li>\n\n\n\n<li>Cesare Pavese, <em>Dialoghi con Leuc\u00f2<\/em>, Einaudi 1947<\/li>\n\n\n\n<li>Cesare Pavese, <em>Vita attraverso le lettere<\/em>, a cura di Lorenzo Mondo, Einaudi 1974<\/li>\n\n\n\n<li>Konstantinos Kavafis, <em>Ci trema il cuore in petto<\/em>, BUR Rizzoli Poesia 2024<\/li>\n\n\n\n<li>Eugenio Montale, <em>Poesie<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Eugenio Montale, <em>Discorso all\u2019Accademia di Svezia, Premio Nobel per le Lettere<\/em>, 1975<\/li>\n\n\n\n<li>Rossana Esposito, <em>Mito e storia nei viaggiatori italiani in Grecia del Novecento<\/em>, Ocelotos 2016<\/li>\n\n\n\n<li>Elisabetta d\u2019Austria, <em>Diario poetico<\/em>, MGS Press 2018<\/li>\n\n\n\n<li>Elsa Morante, <em>L\u2019amata. Lettere di e a Elsa Morante<\/em>, Einaudi 2012<\/li>\n\n\n\n<li>Italo Calvino, <em>Lettere,<\/em> Mondadori 2023<\/li>\n\n\n\n<li>Italo Calvino, <em>Se una notte d\u2019inverno un viaggiatore<\/em>, Einaudi 1979<\/li>\n\n\n\n<li>Salvatore Settis, <em>Futuro del \u201cClassico\u201d,<\/em> Einaudi 2006<\/li>\n\n\n\n<li>Maria Corti, <em>Catasto magico<\/em>, Einaudi 1999<\/li>\n\n\n\n<li>Paolo Rumiz, <em>Appia,<\/em> Feltrinelli 2016<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se il Lettore protagonista di Se una notte d\u2019inverno un viaggiatore di Italo Calvino, con una sciabolata del tagliacarte tra le pagine intonse, riuscisse finalmente a farsi largo tra il frontespizio e il primo capitolo del Diario di Grecia (1960), avrebbe subito la certezza di non avere a che fare con i canoni della letteratura di viaggio. E non si tratterebbe dell\u2019unico paradosso, atteso che l\u2019autrice Lalla Romano (1906-2001) si rammaricava di non avere scritto abbastanza dei tanti viaggi compiuti, quasi avessero potuto contribuire a individuare altre chiavi di lettura dei suoi testi, come spiega Antonio Ria nell\u2019introduzione al Diario, accanto alle considerazioni maturate attraverso<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/10\/14\/lalla-romano-e-la-grecia-dalla-bellezza-nutrita-di-pane\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":2063,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[191],"tags":[262,253,37,261,174,263,260,42,264,62,265,266,89,87],"ppma_author":[13],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-petula","4":"post-2062","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-198-ottobre-2025","9":"post_tag-achilleion","10":"post_tag-atene","11":"post_tag-calvino","12":"post_tag-corfu","13":"post_tag-grecia","14":"post_tag-kavafis","15":"post_tag-lallaromano","16":"post_tag-letteratura","17":"post_tag-montale","18":"post_tag-operaincerta","19":"post_tag-pavese","20":"post_tag-premiostrega","21":"post_tag-romanzo","22":"post_tag-scrittrici"},"authors":[{"term_id":13,"user_id":7,"is_guest":0,"slug":"petula","display_name":"Petula Brafa","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg"},"0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2062","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2062"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2062\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2111,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2062\/revisions\/2111"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2063"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2062"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=2062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}