{"id":1990,"date":"2025-10-14T00:01:00","date_gmt":"2025-10-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1990"},"modified":"2025-10-14T09:49:49","modified_gmt":"2025-10-14T07:49:49","slug":"la-grecia-in-riva-al-tevere-duilio-cambellotti-e-le-rappresentazioni-classiche-di-siracusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/10\/14\/la-grecia-in-riva-al-tevere-duilio-cambellotti-e-le-rappresentazioni-classiche-di-siracusa\/","title":{"rendered":"La Grecia in riva al Tevere. Duilio Cambellotti e le rappresentazioni classiche di Siracusa."},"content":{"rendered":"\n<p>Primavera 2006. C\u2019\u00e8 un lungo ponte per la ricorrenza della festa della Repubblica e diverse mostre interessanti a Roma e Firenze. Sono gi\u00e0 madre di una bambina, ma che ha gi\u00e0 superato la fase critica della simbiosi. Scatta un\u2019idea: so gi\u00e0 che a mio padre piacerebbe tanto visitarle, perch\u00e9 non partire insieme? In fondo sappiamo entrambi che sar\u00e0 l\u2019ultimo viaggio a due: non per problemi di et\u00e0, ma perch\u00e9 consapevoli che la vita si far\u00e0 sempre pi\u00f9 complicata. Di l\u00ec a poco sarebbe nato il mio secondo figlio, e arriveranno in sequenza per i nonni altri nipotini da accudire .<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le mostre visitate non le ricordo, perch\u00e9 esiste solo un\u2019unica, immensa esperienza che rende indelebile quel viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche anno prima, invitata da amici comuni, avevo partecipato a Catania al vernissage della mostra dell\u2019artista Laura Marcucci Cambellotti. Figlia del pedagogo Alessandro Marcucci, nipote di Giacomo Balla e nuora di Duilio Cambellotti, si era dedicata per tutta la sua lunga vita a realizzare arazzi ad ago con fili di lana, sia con soggetti originali, sia ispirandosi alle opere del suocero e dello zio. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una mostra splendida, l\u2019artista non \u00e8 presente, \u00e8 gi\u00e0 quasi centenaria, ma ho modo di conoscere figli e nipoti, tra i quali Marco Cambellotti, al quale confido il mio interesse per il nonno e per le sue opere realizzate a Ragusa. Ci scambiamo i contatti, e lui si rende disponibile a farmi visitare la casa studio di Duilio a Roma.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, in quel giugno insolitamente freddo (altra cosa indimenticabile), compongo timidamente il numero e Marco ci d\u00e0 un appuntamento nel quartiere Flaminio, in Piazza Perin del Vaga n. 4. \u00c8 un complesso di case per l\u2019edilizia popolare, di quelli \u201cbelli\u201d, di cui con una lapide viene celebrata la posa della prima pietra, nel giorno dei natali di Roma del 1925. Il condominio in cui si trova la casa \u00e8 in fondo rispetto all\u2019ingresso. Quando entriamo nell\u2019appartamento e vengono spalancate le finestre, da cui si vede una scintillante ansa del Tevere, \u00e8 come entrare nel paradiso dei balocchi di due storici dell\u2019arte: bozzetti, vasi, poster, quadri e grandi mobili a cassetti dove sono conservati i disegni. Sembra incredibile che tutto sia frutto del lavoro di un uomo solo. Marco ci racconta dell\u2019amore del nonno per la Sicilia e ci conduce all\u2019archivio degli studi per l\u2019INDA. Da ogni cassetto appaiono locandine, bozzetti per costumi, attrezzi di scena e scenografie. Agamennone e Medea, Baccanti e Coefore ci salutano ad ogni rapido scorrere sulle guide.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto tra Duilio Cambellotti e l\u2019Istituto Nazionale del Dramma Antico fu lungo e ininterrotto, dallo spettacolo inaugurale del 1914 al 1948.&nbsp; Per tutti i primi 10 cicli di rappresentazioni (allora si tenevano ogni due o tre anni, con interruzioni dovute alle due guerre) Cambellotti mise a disposizione la sua infaticabile vena creativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"432\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-2-1024x432.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1993\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-2-1024x432.png 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-2-300x127.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-2-768x324.png 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-2-1536x648.png 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-2-425x179.png 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-2.png 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Da wikicommons<\/p>\n\n\n\n<p>I materiali artistici che io vidi a Roma oggi si trovano al Museo Civico di Latina, a lui dedicato, mentre l\u2019archivio cartaceo (stampati, lettere, documenti contabili, contratti) \u00e8 consultabile al MART di Rovereto. Ovviamente molta documentazione si trova presso la sede dell\u2019INDA di Siracusa e qualcosa presso privati siracusani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cambellotti realizza i primi apparati scenici senza recarsi personalmente a Siracusa: la scenografia per l\u2019opera inaugurale del 1914, Agamennone, ricostruisce filologicamente un\u2019ambientazione arcaica e di ispirazione micenea. Le notizie sugli antichi allestimenti parlano di esili fondali fatti di tela e di pochi oggetti di scena: ma la sensibilit\u00e0 \u00e8 mutata e Cambellotti crea un\u2019ampia piazza definita da poderose mura. Sull\u2019ingresso del palazzo degli Atridi \u00e8 posta la ricostruzione della porta dei Leoni, dalla monumentalit\u00e0 scultorea. Il gigantismo architettonico costringe ad aumentare il numero delle comparse: gli attori da soli sarebbero risultati minuscoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"437\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1991\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image.png 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-300x205.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-425x290.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Documentazione fotografica dell\u2019Agamennone del 1914 (da wikicommons)<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo ciclo di rappresentazioni ha grande successo: ma la guerra ferma gli spettacoli per sette anni. Alla ripresa, nel 1921, Cambellotti, oltre alla scenografia, si occupa di tutti gli elementi artistici necessari: costumi e locandine, macchine e movimenti di scena, il tutto senza recarsi personalmente a Siracusa. I riferimenti sono sempre all\u2019immaginario pre ellenico, rude, arcaico, barbarico. Ma le foto dello spettacolo finito non lo lasciano soddisfatto. Per tutti gli spettacoli successivi il suo lavoro si svolger\u00e0 a Siracusa, e ciclo dopo ciclo il rapporto tra l\u2019artista e la Sicilia si far\u00e0 sempre pi\u00f9 forte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1922 Cambellotti introduce le cromie e i motivi dell\u2019arte siceliota, mentre si ispira alle decorazioni vascolari per le decorazioni murali e le coreografie. Nel ciclo del 1927 Cambellotti recupera per la commedia l\u2019uso antico delle maschere, che vengono riprodotte anche nel manifesto, mentre per la Medea  elementi uncinati della scenografia esprimono gi\u00e0 l\u2019animo della protagonista. Nello stesso anno introduce inoltre un elemento dinamico percorribile che connette diversi piani della scena: in questo caso una gradinata, successivamente un piano obliquo. Sar\u00e0 da quel momento presente in tutti gli allestimenti a seguire, quasi una firma.<\/p>\n\n\n\n<p>In maniera progressiva l\u2019artista abbandona qualsiasi pretesa di correttezza archeologica, alla ricerca di un linguaggio pi\u00f9 libero, che colga il messaggio universale del dramma antico: un paesaggio di emozioni, piuttosto che la riproduzione esatta del passato. E\u2019 un percorso che conduce, ciclo dopo ciclo, ad una semplificazione dei volumi, che spesso si riducono a forme levigate, squadrate e scure, percorse da attori e danzatori dai costumi chiari e sempre pi\u00f9 essenziali, simili alle figure che si stagliano sui fondi neri dei vasi ellenici. Infatti per diversi anni a lui sar\u00e0 affidata anche l\u2019organizzazione dei movimenti dei gruppi animati di attori e ballerini, mostrando grande attenzione alla \u201cscena vivente\u201d oltre a quella stabile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"343\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1992\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-1.png 640w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-1-300x161.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-1-425x228.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Plastico per la rappresentazione dell\u2019Aiace del 1939 (da wikicommons)<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1933 Cambellotti opera a Siracusa ed anche a Ragusa, dove realizza il ciclo pittorico per la novella Prefettura. Non conosciamo esattamente i canali esatti che lo portarono dalle scene aretusee al capoluogo ibleo, ma il fatto certo \u00e8 che il fertile rapporto con il sud est della Sicilia prosegue nel secondo dopoguerra. Nel 1948 l\u2019artista realizza l\u2019ultimo allestimento per l\u2019INDA a Siracusa e nel 1956 le vetrate per la chiesa dell\u2019Ecce Homo a Ragusa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se un filo ancora segreto ha condotto Cambellotti da Siracusa a Ragusa, sono stati i i corposi fili di lana della nuora Laura che mi hanno portato in riva al Tevere, a toccare con mano, nello studio dell\u2019artista, la Grecia immaginata da Duilio.<\/p>\n\n\n\n<p>Bibliografia:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>(A cura di M. Centanni), <\/strong><em>Artista di Dioniso. Duilio Cambellotti e il Teatro greco di Siracusa 1914-1948<\/em>,<strong> Electa, Milano, 2004;\u00a0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>(a cura di Romina Impera, Anna Maria Petrosino e Francesco Tetro) <\/strong><em>Laura Marcucci Cambellotti<\/em><strong><em>, <\/em><\/strong><em>Il miracolo dei fili di lana, <\/em><strong>Palombi Editore 2009.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Monica Centanni, <\/strong><em>Duilio Cambellotti a Siracusa 1914-1948<\/em><strong>, Collana Saggi IUAV, Ed. Lettera Ventidue, 2021.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Primavera 2006. C\u2019\u00e8 un lungo ponte per la ricorrenza della festa della Repubblica e diverse mostre interessanti a Roma e Firenze. Sono gi\u00e0 madre di una bambina, ma che ha gi\u00e0 superato la fase critica della simbiosi. 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