{"id":1978,"date":"2025-10-14T00:01:00","date_gmt":"2025-10-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1978"},"modified":"2025-10-06T10:13:25","modified_gmt":"2025-10-06T08:13:25","slug":"i-greci-la-morte-il-tempo-e-il-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/10\/14\/i-greci-la-morte-il-tempo-e-il-dolore\/","title":{"rendered":"I greci, la morte,\u00a0 il tempo e il dolore"},"content":{"rendered":"\n<p>Conosciamo e ammiriamo tutti la cultura greca classica, le commedie , le tragedie, la filosofia, le sculture, ma un po&#8217; meno, almeno per quanto mi riguarda, il pensiero che tutte queste espressioni artistiche sottintendono. Tale pensiero \u00e8 stato ampiamente trattato e approfondito da Umberto Galimberti nel suo libro \u201cCristianesimo , la religione dal cielo vuoto\u201d, e faccio riferimento a lui per le considerazioni che seguono. \u00c8 un pensiero che in Grecia non solo stava alla base di ogni forma artistica ma regolava la vita comune dei greci, la loro religione,\u00a0 la loro filosofia (sia di vita, sia di speculazione). Tale pensiero \u00e8 totalmente diverso da quello occidentale. I greci accettavano il dolore, pensavano che facesse parte della vita e, con esso, quello che ne conseguiva cio\u00e8 la morte. Per i greci il dolore non \u00e8 una punizione ma una condizione naturale delle cose. Questo concetto \u00e8 fondamentale e in questo il pensiero greco differisce profondamente da quello occidentale. La non accettazione del dolore genera la colpa che si concretizza nel volere perdurare oltre natura. Il ciclo della vita \u00e8 fatto di nascita, crescita; la morte e il dolore fanno parte di questo ciclo perch\u00e9 ciclico \u00e8 il senso del tempo per i greci. La visione del cristianesimo sul dolore \u00e8 diametralmente opposta a quella dei greci. Per il cristianesimo esiste il peccato originale che \u00e8 una colpa: l\u2019uomo nasce gi\u00e0 con questa colpa che genera dolore e da ci\u00f2 nasce il bisogno di una redenzione. Si capisce la diversa concezione del tempo\u00a0 per i cristiani, non pi\u00f9 ciclica ma lineare, non pi\u00f9 nascita-crescita-morte ma peccato(il passato)-espiazione (presente) salvezza (futuro). I greci non hanno colpe da espiare, quindi non aspettano nessuna salvezza.\u00a0 Socrate accetta la morte, Ges\u00f9 invoca Dio chiedendogli perch\u00e9 lo ha abbandonato, il differente atteggiamento testimonia quanto detto. Questa impostazione del pensiero greco la trovo semplicemente onesta e anche naturale: il tempo ciclico \u00e8 quello delle stagioni estate, autunno, inverno,\u00a0 primavera (vero che non ci sono pi\u00f9 le mezze stagioni ma forse\u00a0 \u00e8\u00a0 colpa dell\u2019uomo di oggi che vuole essere superiore alla natura, ma questo \u00e8 un altro discorso).<\/p>\n\n\n\n<p>Nutro imbarazzo per coloro che devono difendere il cristianesimo a tutti i costi. Per coloro che devono convincerci che saremo ricompensati dalla vita eterna. In seguito&nbsp; a questa asserzione, non \u00e8 giusto ma \u00e8 ammesso tutto il dolore che abbiamo visto e patito nei secoli dei secoli e che vediamo anche in questi giorni.&nbsp; \u00c9 giusta o quantomeno giustificata l\u2019assenza di Dio&nbsp; che tacitamente osserva. Difficile mettersi negli ingrati panni di chi deve difendere questa visione e si arrampica sugli specchi, compresi i teologi pi\u00f9 esperti e quelli meno ortodossi, quelli apparentemente pi\u00f9 liberi. Sarebbe pi\u00f9 onesto dire solo che per credere in Dio ci vuole la fede e basta, nessuna spiegazione pu\u00f2 spiegare un miracolo, nessuna prova scientifica, solo la fede : \u201cquello che ci vuole \u00e8 amore senza spiegazione\u201d (io ci ho scritto anche una canzone).<\/p>\n\n\n\n<p>Galimberti cita Platone: \u201cnon pensare piccolo uomo che questo cosmo sia stato pensato per te, tu piuttosto sarai giusto se ti aggiusti all\u2019armonia cosmica\u201d, esattamente l\u2019opposto di quanto dice la bibbia. \u201c Non \u00e8 pensabile un uomo che domini con la tecnica\u201d (Galimberti). Questo \u00e8 un concetto che condivido in pieno: l\u2019uomo ha perso il senso del limite, non rispetta il cosmo, la natura, si sente superiore e poi succedono i disastri! Questo succede in ogni campo e anche nell\u2019arte, nella musica \u201dl\u2019uomo si misura\u201d con Dio&nbsp; e allora vediamo il destino che bussa alla porta&nbsp; (l\u2019intro della 5\u00b0 di Beethoven, o l\u2019ingrandirsi&nbsp; a dismisura delle orchestre classiche nell\u2019ottocento (fino a 120 elementi, per poter competere con la natura, per avere una potenza di fuoco), perch\u00e9? Fino al seicento in musica c\u2019era un limite, plausibile,&nbsp; per questo amo la musica barocca (ed anche per qualcos\u2019altro, ma anche questo \u00e8 un discorso ancora diverso). La democrazia poteva nascere solo in Grecia, perch\u00e9 li la libert\u00e0 si fa \u201c a colpi di maggioranza\u201d, all\u2019interno di un contesto teocratico non pu\u00f2 nascere alcuna democrazia: \u201cse c\u2019\u00e8 la parola di Dio cosa vuoi discutere?\u201d.&nbsp; Non esiste volont\u00e0 creatrice per i greci ma solo ordine cosmico al quale tutto e tutti si devono conformare, anche gli astri. Gli dei in Grecia non hanno potere, \u201c non sono nient\u2019altro che la grande fenomenologia delle passioni umane\u201d. \u201cNon c\u2019\u00e8 un Dio creatore, provvidente, non \u00e8 un Dio che si prende cura degli uomini\u201d. La natura \u00e9 Dio in Grecia e sopra la natura non c\u2019\u00e8 nulla. Adesso capisco perch\u00e9 quando guardo il mare o la montagna mi viene restituito qualcosa che va oltre quello che io stesso cerco, un sollievo interiore, una pace, e mi piace pensare che forse sto guardando Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conosciamo e ammiriamo tutti la cultura greca classica, le commedie , le tragedie, la filosofia, le sculture, ma un po&#8217; meno, almeno per quanto mi riguarda, il pensiero che tutte queste espressioni artistiche sottintendono. 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