{"id":1958,"date":"2025-10-14T00:01:00","date_gmt":"2025-10-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1958"},"modified":"2025-10-06T10:15:14","modified_gmt":"2025-10-06T08:15:14","slug":"una-lingua-viva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/10\/14\/una-lingua-viva\/","title":{"rendered":"Una lingua viva"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Incontro con Maria Grazia Dibartolo, docente di greco al liceo Classico \u201cUmberto I\u201d di Ragusa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>A quanti sostengono che il Greco sia una lingua \u201canacronistica\u201d si potrebbe far notare che tale affermazione usi, per l\u2019appunto, una parola che oggi sarebbe incomprensibile se non fossero esistiti i greci. Lo sa bene la professoressa Maria Grazia Dibartolo che insegna lettere classiche al liceo &#8220;Umberto I&#8221; di Ragusa riuscendo nell\u2019impresa di proporre materie ardue appassionando generazioni di studenti. &nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Veniamo dritti al punto. Perch\u00e9 \u00e8 importante studiare nel 2025 il greco antico?<\/strong><br>\u201cPer prima cosa dobbiamo decostruire proprio il pregiudizio sull&#8217;inutilit\u00e0 del greco nella contemporaneit\u00e0. Il greco \u00e8 utile e necessario come tutte le cose che servono a mantenere la memoria e a rielaborare attraverso la riflessione il nostro sapere. In poche parole, io penso che nella lentezza, nella profondit\u00e0, nell&#8217;attenzione con cui si traduce un testo greco, sta la chiave per ritrovare s\u00e9 stessi e il significato della propria esistenza. Ecco perch\u00e9 non pu\u00f2 essere una lingua morta: il greco d\u00e0 un significato alle nostre scelte, qualunque esse siano: Il greco pu\u00f2 fornire un chiavistello di interpretazione al nostro essere al mondo. Quindi ha un senso profondo perch\u00e9 agisce in noi e ci fa conoscere, fa conoscere noi a noi stessi. Si tratta di una cultura che sviluppa il nostro senso logico e pratico. Ecco perch\u00e9 il greco \u00e8 una lingua pi\u00f9 che viva\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anche in un mondo ipertecnologico come quello attuale?<\/strong><br>\u201cIl greco non ti d\u00e0 qualcosa che sia di spendibilit\u00e0 immediata in quanto non \u00e8 legato al saper fare, ma \u00e8 legato al saper pensare. Nelle \u201cMemorie di Adriano\u201d, di Marguerite Yourcenar, l&#8217;imperatore dice \u201cio l&#8217;impero l&#8217;ho governato in latino ma l&#8217;ho pensato in greco\u201d, questo perch\u00e9 il greco \u00e8 la lingua del cuore, \u00e8 la lingua della riflessione, \u00e8 la lingua della teoria, dei teoremi, dell\u2019affidarsi alla mente. Non \u00e8 un caso che ci sia oggi un riconoscimento accademico riguardo l&#8217;importanza delle lingue classiche, specialmente all&#8217;estero.<br>I tempi lunghi, i tempi lenti, dell&#8217;analisi a cui ti costringe il greco sono stridenti rispetto all&#8217;accelerazione della nostra societ\u00e0 contemporanea. Tuttavia la riflessione, la comprensione, riscoprire radici antiche vuol dire trovare l&#8217;essenza delle nostre parole. Perch\u00e9 poi, in fondo, quasi 8.000 lessemi greci, a fronte di pi\u00f9 di 6.000 lessemi inglesi sono presenti nella lingua italiana. Quindi noi siamo tutti greci, perch\u00e9 parliamo greco. Parliamo nella lingua che ha dato il nome alle cose! In effetti, democrazia, orchestra, angelo, idea, sono tutte parole antiche con significati antichi che poi arrivano anche nella nostra lingua, ma che chiaramente derivano dal greco.<br>Quindi, perch\u00e9 studiare il greco? Studiare il greco, forse, per ritrovare quelle che sono le linee fondative del pensiero occidentale, della nostra cultura, dell&#8217;essere europei, dell&#8217;avere delle radici che poi, dal mondo greco-latino, diventano le radici cristiane della nostra cultura\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"113\" class=\"wp-image-1963\" style=\"width: 150px;\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_fc1265b7.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_fc1265b7.jpg 1280w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_fc1265b7-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_fc1265b7-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_fc1265b7-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_fc1265b7-425x319.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><a href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_fc1265b7.jpg\"> EDIPO RE<\/a> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"100\" class=\"wp-image-1965\" style=\"width: 150px;\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.52_98add642.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.52_98add642.jpg 1280w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.52_98add642-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.52_98add642-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.52_98add642-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.52_98add642-425x283.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><a href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.52_98add642.jpg\"> IL LABORATORIO TEATRALE<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come reagiscono i ragazzi di oggi all&#8217;insegnamento della lingua greca?<\/strong><br>\u201cSono interessatissimi alle discipline che ancora parlano greco proprio per la loro attualit\u00e0.<br>Studiando il greco, noi conduciamo un viaggio dentro l&#8217;etica anche delle parole, conduciamo un viaggio di riflessione critica ed etica fondante, fondamentale. Troviamo le chiavi di interpretazione ermeneutica della nostra realt\u00e0. Quindi, come dire, si studia il greco per studiare il futuro, per capire il futuro, per capire il presente nell&#8217;ottica del passato.<br>Gli studenti comprendono che il greco permane nelle etimologie, nella linguistica, nella ricerca delle parole, nella filosofia, nel diritto. Come i pi\u00f9 giovani, anche i greci fondano il loro sapere sulla meraviglia, sullo stupirsi, sul capire. Ai nostri studenti, forse, piace perch\u00e9 imparano a pensare al linguaggio come momento in cui codificare agli altri la loro essenza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa dobbiamo come occidentali alla grande cultura greca?<\/strong><br>\u201cSiamo debitori, secondo me, dell&#8217;indagine sul valore epistemologico, linguistico, filosofico, culturale, di tutto ci\u00f2 che l&#8217;uomo mette in essere. Il miracolo greco \u00e8 quello dell\u2019Atene del V secolo, laddove in sostanza fioriscono le discipline e si d\u00e0 un senso alle cose. Alla cultura greca dobbiamo il senso della polis, della democrazia come luogo e strumento in cui si dibatteva qualunque tipo di problema. Erano luoghi in cui si poteva parlare chiaro e si poteva denunciare quello che non andava. Siamo molto lontani dall\u2019agor\u00e0 contemporanea in cui la violenza irrompe troppo spesso su determinati schemi di dialogo e di confronto. La nostra confusionaria attualit\u00e0, desiderosa di risposte veloci e semplificate, avrebbe molto da imparare dal senso della misura, del fine che deve animare ogni agire umano. Aggiungerei che siamo debitori dei greci anche per il senso che loro danno alla felicit\u00e0 vista come elemento importante a cui deve tendere l&#8217;uomo, perseguendo sempre un fine, ma con il senso di una ben precisa misura. Noi, nel mondo moderno, ricerchiamo la nostra felicit\u00e0, ma molte volte senza limiti, guidati solo dall&#8217;egoismo e dalla voglia di affermazione personale. L&#8217;idea cosmica, globale, la visione allargata di una realt\u00e0 che debba avere armonia dentro, la ricerca della bellezza, la ricerca della misura, dell&#8217;empatia sono tutti aspetti che vengono dal pensiero greco\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali autori, quale opere, secondo te, avrebbero ancora oggi o hanno ancora oggi qualcosa da dirci?<\/strong><br>\u201cSceglierne uno \u00e8 veramente difficilissimo. Salviamo, per la felicit\u00e0 dell\u2019anima, gli autori del cuore. Salviamo i tragici, l&#8217;oscura inquietudine di Euripide, la sua critica razionale della realt\u00e0 e il suo tentare di eliminare le contraddizioni dell&#8217;uomo, di scavare la profondit\u00e0 dell&#8217;essere. Ma a me piace molto anche una poetessa antica come Saffo, che sa parlare di amore in termini inusuali, nella sua immedesimazione con la natura. Saffo \u00e8 natura, bellezza, amore, armonia, inquietudine, nostalgia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A proposito di teatro classico, cosa ci resta ancora da imparare dai testi dei grandi tragediografi?<\/strong><br>\u201cRaffaele Cantarella, grecista e filologo classico, diceva che il greco veniva psicoanalizzato sedendo sui gradini di un teatro classico tra gli olivi in lontananza del mare, nella bellezza del teatro, nell&#8217;armonia della natura che ti avvolge e permette che tu, nell&#8217;immedesimazione con l\u2019opera, ti immerga in quelle passioni per ritornare a casa dopo aver capito la realt\u00e0 che ti circonda e aver fatto riferimento agli dei, al mito. In questa ricerca dell&#8217;armonia, della comprione, ritengo che ancora il teatro possa dire moltissimo. Dopo uno spettacolo teatrale, che \u00e8 sempre un viaggio dentro se stessi, insieme agli altri, si avverte proprio la funzione didascalica e pedagogica del teatro. \u00c8 un grande mezzo per l&#8217;uomo per comprendere il proprio limite, il suo rapporto con la felicit\u00e0, il suo rapporto col valore, il suo rapporto con la divinit\u00e0, con il suo essere nel mondo, in un mondo, come dire, in comunicazione con gli altri\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il liceo classico di Ragusa da tantissimi anni custodisce un laboratorio di teatro.<\/strong> <strong>Come potresti sintetizzare l&#8217;esperienza di questo laboratorio teatrale alla luce delle tantissime esperienze e anche dei tantissimi riconoscimenti ottenuti?<\/strong><br>\u201cIl laboratorio teatrale \u00e8 uno spazio di resilienza e di conoscenza, \u00e8 una vera e propria palestra formativa per i ragazzi. Ho visto studenti trasformarsi negli anni, acquisire sicurezza, conoscenze, diventare disinvolti, comprendere e innamorarsi anche delle traiettorie culturali a cui erano sottoposti. Molti hanno anche scelto la carriera teatrale a livello professionale, Penso che, al di l\u00e0 degli esiti e dei riconoscimenti avuti in questi anni, sia stato per me veramente un onore e un piacere accompagnare questi adolescenti che si sono misurati con le loro paure, con le loro difficolt\u00e0, con il batticuore prima del debutto, con la quantit\u00e0 di contenuti da dover imparare, con copioni complessi e con una lingua come pu\u00f2 essere quella di Eschilo, di Sofocle, di Euripide, spesso inarrivabile. \u00c8 stato bello vederli superare le loro difficolt\u00e0 quotidiane, riuscire ad avere quella luce negli occhi nel dire: abbiamo messo in scena Eschilo, abbiamo messo in scena Sofocle e aggiungere che il teatro \u00e8 bello perch\u00e9 \u00e8 difficile. Platone lo sapeva bene e, infatti, sosteneva che le cose belle sono difficili e se sono difficili sono belle\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"113\" class=\"wp-image-1970\" style=\"width: 150px;\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_66f3a9ab.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_66f3a9ab.jpg 1280w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_66f3a9ab-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_66f3a9ab-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_66f3a9ab-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_66f3a9ab-425x319.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/> <a href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-10-01-ore-13.15.53_66f3a9ab.jpg\">UN ALTRO MOMENTO DELL&#8217;EDIPO RE<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A proposito di questo, la scuola dove tu insegni propone un corso particolare che si chiama Mimesi. Che cos&#8217;\u00e8 Mimesi?<\/strong><br>\u201cMimesi \u00e8 un laboratorio di teatro, di arti sceniche, di comprensione di tutta la produzione letteraria e anche culturale che dal mondo greco prende inizio. Prevede attivit\u00e0 laboratoriali e lezioni in aula che vanno dalla dizione a percorsi tematici sulla poesia, sul teatro, su quella che \u00e8 la conoscenza anche di determinati lavori che attengono al teatro, come possono essere anche la drammaturgia, la scrittura per il teatro, la poesia per il teatro.<br>\u00c8 un articolato percorso che segue i ragazzi attraverso un numero di ore, delle masterclass, stage pomeridiani che possano sviluppare una comprensione migliore e sempre pi\u00f9 approfondita del grande mondo del teatro. Cercheremo insieme contenuti nuovi e punteremo alla scoperta anche di nuovi modi di essere, di pensarsi insieme con gli altri, con i compagni di classe, in spazi diversi da quelli scolastici tradizionali. Anche per questo \u00e8 doveroso ringraziare la dirigente scolastica, professoressa Nunziata Barone, che ha creduto sia nelle attivit\u00e0 del laboratorio teatrale che in Mimesi riconoscendo che si tratta di percorsi formativi per i nostri studenti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro con Maria Grazia Dibartolo, docente di greco al liceo Classico \u201cUmberto I\u201d di Ragusa A quanti sostengono che il Greco sia una lingua \u201canacronistica\u201d si potrebbe far notare che tale affermazione usi, per l\u2019appunto, una parola che oggi sarebbe incomprensibile se non fossero esistiti i greci. Lo sa bene la professoressa Maria Grazia Dibartolo che insegna lettere classiche al liceo &#8220;Umberto I&#8221; di Ragusa riuscendo nell\u2019impresa di proporre materie ardue appassionando generazioni di studenti. &nbsp; Veniamo dritti al punto. Perch\u00e9 \u00e8 importante studiare nel 2025 il greco antico?\u201cPer prima cosa dobbiamo decostruire proprio il pregiudizio sull&#8217;inutilit\u00e0 del greco nella contemporaneit\u00e0. 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