{"id":1954,"date":"2025-10-14T00:01:00","date_gmt":"2025-10-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1954"},"modified":"2025-10-06T10:16:22","modified_gmt":"2025-10-06T08:16:22","slug":"il-ritorno-delle-dee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/10\/14\/il-ritorno-delle-dee\/","title":{"rendered":"Il ritorno delle Dee"},"content":{"rendered":"\n<p>La bellissima Persefone, figlia di Demetra dea dell\u2019agricoltura e di Zeus, viveva nel cuore della Sicilia, sulle sponde del lago d\u2019Ogliastro, in un paesaggio rigoglioso di messi e circondato dai monti Erei. Omero racconta che di lei, conosciuta anche con il nome di Kore, si innamor\u00f2 Ade, dio degli Inferi, che la rap\u00ec per condurla con s\u00e9 nel regno dei morti.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/Inni_omerici\/A_Demetra\/Inno\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/Inni_omerici\/A_Demetra\/Inno<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Demetra, preoccupata per la scomparsa della figlia Persefone, inizi\u00f2 a cercarla ovunque. Vag\u00f2 in ogni luogo finch\u00e9, venuta a conoscenza del rapimento della giovane, si adir\u00f2 profondamente con gli d\u00e8i dell\u2019Olimpo. Per protesta, decise di abbandonare la dimora divina e di rendere sterile la terra, impedendo che vi crescesse qualsiasi forma di vita. Zeus, di fronte alla determinazione della dea e alla carestia che minacciava di sterminare l\u2019umanit\u00e0, mand\u00f2 Ermes da Ade per convincerlo a liberare Persefone. Tuttavia, il dio degli Inferi aveva fatto mangiare alla fanciulla alcuni semi di melograno, simbolo di unione nuziale. Questo gesto la legava indissolubilmente al regno dei morti e le impediva di lasciarlo per sempre. Si giunse cos\u00ec a un compromesso: Persefone avrebbe trascorso met\u00e0 dell\u2019anno con la madre sulla Terra e l\u2019altra met\u00e0 con Ade negli Inferi. Da questo mito ha origine la spiegazione del ciclo delle stagioni, della vita, della semina e del raccolto: quando Persefone \u00e8 con Demetra, la terra fiorisce (primavera e estate); quando ritorna da Ade, la natura si spegne e la terra diventa infruttuosa (autunno e inverno).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la madre Demetra \u00e8 tornata in Sicilia. Non si tratta, questa volta, di un mito, bens\u00ec della restituzione di una statua raffigurante la dea delle messi, che nel 2010 fece ritorno al sito archeologico di Morgantina, da cui era stata trafugata negli anni Ottanta. Ma come venne stabilito che una imponente statua femminile, presente al J.Paul Getty Museum di Los Angeles provenisse dal territorio di Aidone (nei pressi dell\u2019antica Morgantina) in provincia di Enna?<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/parchiarcheologici.regione.sicilia.it\/morgantina-villa-romana-casale\/siti-archeologici\/area-archeologica-di-morgantina\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/parchiarcheologici.regione.sicilia.it\/morgantina-villa-romana-casale\/siti-archeologici\/area-archeologica-di-morgantina<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1988, alcune clamorose rivelazioni di Thomas Hoving, ex direttore del Metropolitan Museum di New York, sulla presunta provenienza della statua conservata al Getty Museum dal sito archeologico di Morgantina, danno avvio a un\u2019indagine da parte della magistratura di Enna. La Soprintendenza di Agrigento aveva gi\u00e0 segnalato la presenza di scavi clandestini nella zona, per cui le dichiarazioni di Hoving spingono ad approfondire l\u2019inchiesta giudiziaria, condotta in collaborazione con le forze dell\u2019ordine e coordinata dal Ministero dei Beni Culturali. Si apre cos\u00ec un contenzioso con il Getty Museum, in seguito alla scoperta che la cosiddetta Dea di Morgantina, dopo essere passata per diversi intermediari, era giunta prima in Svizzera e poi in Inghilterra. Qui, nel 1986, il noto antiquario britannico Robert Symes la acquist\u00f2 per 1,5 milioni di dollari e successivamente la rivendette al museo americano nel 1988 per la somma di 18 milioni. La prova decisiva dell&#8217;origine siciliana della statua \u00e8 stata la corrispondenza tra la composizione della pietra utilizzata per scolpirla e quella del territorio ibleo, il che ha escluso definitivamente tutte le ipotesi alternative sulla sua provenienza.<\/p>\n\n\n\n<p>La statua raffigurante Demetra \u00e8 tornata alla sua terra d\u2019origine, ed \u00e8 oggi esposta al Museo Archeologico di Aidone, dove si possono ammirare anche altri importanti reperti provenienti dal sito di Morgantina. Si tratta di un\u2019opera imponente, alta 230 centimetri, realizzata con due differenti materiali: il corpo \u00e8 scolpito in pietra calcarea, mentre la testa e gli arti, aggiunti separatamente (di riporto), sono modellati in pregiato marmo greco. Nonostante siano andati perduti la sommit\u00e0 della testa, il braccio e il piede sinistro, la statua \u00e8 considerata dagli archeologi un autentico capolavoro dell\u2019arte classica, apprezzata per la sua straordinaria qualit\u00e0 esecutiva e per l\u2019impressionante senso di vitalit\u00e0 che trasmette. L\u2019opera databile tra la fine del V e l\u2019inizio del IV secolo a.C, \u00e8 descritta dall\u2019archeologo Antonio Giuliano come una dea che avanza tumultuosa nello spazio, riempiendolo con la sola forza della sua presenza. \u00c8 dunque probabile che la scena raffiguri il momento in cui Demetra, angosciata, si lancia alla ricerca della figlia Persefone, come racconta Omero: \u00abe si lanci\u00f2, che un uccello pareva, per terra e per mare\u00bb. La drammaticit\u00e0 dell\u2019episodio si riflette nella composizione della figura: il movimento possente \u00e8 sottolineato dal panneggio che aderisce al corpo e dal mantello proiettato all\u2019indietro, come sospinto da un impeto di vento o dal passo deciso della dea.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><a href=\"https:\/\/parchiarcheologici.regione.sicilia.it\/morgantina-villa-romana-casale\/biglietti\/museo-archeologico-di-aidone\">https:\/\/parchiarcheologici.regione.sicilia.it\/morgantina-villa-romana-casale\/biglietti\/museo-archeologico-di-aidone<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il mito di Demetra e Persefone, tanto radicato in Sicilia da accompagnarne per secoli la vocazione religiosa legata al grano e ai cicli stagionali, trova un\u2019eco contemporanea nella restituzione della Dea di Morgantina al museo di Aidone. Come il ritorno di Persefone segna la rinascita e il ricongiungimento con la madre, cos\u00ec la statua, tornando alla sua terra, ricompone un legame spezzato e restituisce all\u2019isola un simbolo della sua identit\u00e0 e della sua memoria con la cultura greca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bellissima Persefone, figlia di Demetra dea dell\u2019agricoltura e di Zeus, viveva nel cuore della Sicilia, sulle sponde del lago d\u2019Ogliastro, in un paesaggio rigoglioso di messi e circondato dai monti Erei. Omero racconta che di lei, conosciuta anche con il nome di Kore, si innamor\u00f2 Ade, dio degli Inferi, che la rap\u00ec per condurla con s\u00e9 nel regno dei morti. https:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/Inni_omerici\/A_Demetra\/Inno Demetra, preoccupata per la scomparsa della figlia Persefone, inizi\u00f2 a cercarla ovunque. Vag\u00f2 in ogni luogo finch\u00e9, venuta a conoscenza del rapimento della giovane, si adir\u00f2 profondamente con gli d\u00e8i dell\u2019Olimpo. 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