{"id":1914,"date":"2025-09-14T00:01:00","date_gmt":"2025-09-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1914"},"modified":"2025-09-23T11:32:43","modified_gmt":"2025-09-23T09:32:43","slug":"variazione-sul-tema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/09\/14\/variazione-sul-tema\/","title":{"rendered":"Variazione sul tema"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"font-style:normal;font-weight:600\">Crollano le cattedrali, martoriate dai mortai.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-style:normal;font-weight:600\">Crollano le convinzioni, costruite sull\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-style:normal;font-weight:600\">Crollano le case, fondate sulla sabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Distruzione. Comporta sempre un prima, e un dopo. Distruzione. Avviene ogni volta che qualcosa \u00e8 stato precedentemente creato, alacremente costruito. Osserva un bambino, che negli ultimi giorni di settembre, quando l\u2019aria \u00e8 ancora calda e la spiaggia accogliente, vuole salutare l\u2019estate con la sua opera d\u2019ingegno: ancora un altro castello di sabbia. Il pi\u00f9 bello. Raccoglie paletta e secchiello. Accumula la sabbia, la impasta. Se ne serve, con la perizia acquisita nei mesi precedenti, maturata a tentativi elaborati mischiando acqua e rena in giuste dosi per creare le pi\u00f9 varie consistenze. Per primo costruisce il basamento, su cui innalza le torri di vedetta. A protezione installa poi le mura di confine e infine fa un fossato, che tenga i nemici ancora pi\u00f9 lontani. Impreziosisce il tutto con conchiglie raccolte sulla battigia e alghe prestate dal mare. I tappi di bottiglia, conferiti dall\u2019incivilt\u00e0 di qualche altro bagnante, vengono incastonati a creare uno stemma araldico che renda la reggia inconfondibile. E poi succede. Le onde di settembre si rincorrono veloci, si generano dal nulla e vengono a reclamare il conto. Si scaraventano sull\u2019opera architettonica e la ingoiano. Quello che rimane delle fondamenta viene raso al suolo dal giovane costruttore, che cancella con stizza ogni suo sforzo. Si fa demolitore, divoratore del mondo fantastico che aveva prima generato dalla teoria alla pratica. Cos\u00ec accade per ogni parola che premi sulla tastiera. Nasce da una tua idea che si fa flusso, raccoglie le lettere sparse in giro e assume forma, attraverso il battere ritmato delle tue dita sui tasti. Eppure basta un nulla \u2013 la sindrome dell\u2019impostore in agguato \u2013 perch\u00e9, con un secco comando, se ne perda ogni traccia. O forse no.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sempre la distruzione equivale ad una annihilation definitiva, ad un annichilimento senza alcuna speranza di recupero, senza alcuna possibilit\u00e0 di ritorno. A volte la distruzione \u00e8 solo la premessa necessaria perch\u00e9 si possa generare qualcosa di nuovo. Prendi un gessetto, che sulla lavagna si sbriciola lasciando tracce di quello che \u00e8 stato. La polvere bianca si impiglia sull\u2019ardesia. E diventa quel che pu\u00f2, quel che vuole, quel che deve. Cos\u00ec in classe si muta in lezione: esempio appassionato del docente, esercizio sudato del discente. E fuori dal ristorante si presenta come men\u00f9 del giorno: pronto a proporre ai passanti una promessa di gusto, a prezzo fisso. E dentro casa si fa promemoria: liste della spesa per nutrire i corpi, messaggi d\u2019amore per saziare le anime. Prendi una matita, che si distrugge e si consuma per diventare appunto, scarabocchio, immagine, ritratto. E mentre la mina si sfalda, la grafite prende spazio, si adagia sul piano e si trasforma. fa l\u2019amore col foglio e sfregandosi su di esso inevitabilmente lo cambia. Ne distrugge l\u2019immacolata forma e ne muta la sostanza. Dal connubio di due distruzioni, pu\u00f2 nascere l\u2019arte. E non so se a te succede, ma in questo viaggio all\u2019esplorazione di ci\u00f2 che si distrugge per diventare altro, a me viene in mente Banksy, l\u2019anonimo street artist di fama mondiale, ed in particolare la sua celebre opera, Girl with Balloon, che solo distruggendosi diviene quello che, sin dall\u2019inizio, era stata progettata per diventare. Sotto gli occhi increduli dei presenti alla prestigiosa casa d\u2019aste di Sotheby\u2019s, la cornice si rivela un mangiacarte e genera, nella distruzione, Love is in the bin. Cos\u00ec l\u2019opera originale, sospesa in brandelli, potresti interpretarla, gi\u00e0 solo dal nuovo titolo attribuitole, come un messaggio di nichilismo sfrenato, di consacrazione della distruzione come presupposto e condanna dell\u2019ordine mondiale. Forse era quello che l\u2019artista voleva trasmetterci. Eppure, probabilmente da inguaribile romantica, dotata di un attaccamento morboso alla speranza, vedo anche l\u00ec la nascita di qualcosa. Di un\u2019opera d\u2019arte nuova, certo. Ma anche di un pensiero, di una riflessione, di una discussione, di un desiderio forte di contestazione a logiche e paradigmi da scardinare. Allora ci auguro di cogliere, in ogni distruzione, almeno un barlume di rinascita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Crollano le cattedrali, martoriate dai mortai. Crollano le convinzioni, costruite sull\u2019acqua. Crollano le case, fondate sulla sabbia. Distruzione. Comporta sempre un prima, e un dopo. Distruzione. Avviene ogni volta che qualcosa \u00e8 stato precedentemente creato, alacremente costruito. Osserva un bambino, che negli ultimi giorni di settembre, quando l\u2019aria \u00e8 ancora calda e la spiaggia accogliente, vuole salutare l\u2019estate con la sua opera d\u2019ingegno: ancora un altro castello di sabbia. Il pi\u00f9 bello. 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