{"id":1909,"date":"2025-09-14T00:01:00","date_gmt":"2025-09-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1909"},"modified":"2025-09-14T18:18:26","modified_gmt":"2025-09-14T16:18:26","slug":"baudrillard-le-torri-gemelle-e-dintorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/09\/14\/baudrillard-le-torri-gemelle-e-dintorni\/","title":{"rendered":"Baudrillard, le Torri Gemelle e dintorni"},"content":{"rendered":"\n<p>Il nuovo millennio \u00e8 stato inaugurato da uno dei pi\u00f9 celebri eventi distruttivi della storia recente: il <strong>crollo delle Torri Gemelle<\/strong>, in quel fatidico <strong>9\/11 <\/strong>che proprio in questi giorni ci capita di ricordare. Si tratta di una vicenda drammatica e senza dubbio opaca, oggetto di speculazioni e teorie cospirazioniste che, sebbene non provino nulla, sollevano altres\u00ec molteplici quesiti sulle modalit\u00e0 e le responsabilit\u00e0 dell\u2019attacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, nemmeno le ipotesi pi\u00f9 fantasmagoriche sulle cause dell\u2019accaduto riescono a pareggiare l\u2019importanza e il grado di interesse suscitato dall\u2019<strong>evento in s\u00e9<\/strong> e dalla sua portata. Qualora, infatti, decidessimo di sottrargli ogni valenza politica, ogni legittimo interrogativo, congettura ed isteria, rimarrebbe soltanto lo stupore: <strong>immagini potentissime e indelebili<\/strong>, che ancora oggi costringono a rimanere a bocca aperta.<br>C\u2019\u00e8 qualcosa in quelle immagini che fa davvero impressione, qualcosa di surreale e viscerale al contempo, che porta a interrogarsi piuttosto su cosa possa aver scatenato in noi quell\u2019episodio; su quali possano essere state, verosimilmente, le conseguenze sul piano della <strong>psicologia delle masse<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per affrontare questi interrogativi dobbiamo innanzitutto provare a capire <strong>cosa simboleggiavano i due grattacieli<\/strong>, ancor prima della loro distruzione.<br>Secondo il sociologo francese <strong>Jean Baudrillard<\/strong>, le Torri Gemelle erano innanzitutto la rappresentazione concreta della <strong>fine di un sistema<\/strong> \u2013 ovvero la macchina finanziaria, tecnologica e mediatica occidentale \u2013 basato sull\u2019originalit\u00e0, la concorrenza e la competizione. Con le sue stesse parole, che possiamo trovare nel saggio <em>Miti fatali<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe due torri del World Trade Center sono il segno visibile della chiusura d&#8217;un sistema nella <strong>vertigine del raddoppiamento<\/strong>, mentre gli altri grattacieli sono ciascuno il momento originale di un sistema che si supera continuamente nella crisi e la sfida&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo caso, com\u2019\u00e8 evidente, non c\u2019\u00e8 alcuna mania del sorpasso; nessuna tensione, nessuna volont\u00e0 di arrivare pi\u00f9 in alto, ma soltanto una duplicazione (le torri erano infatti identiche). Ed \u00e8 proprio in questo passaggio che consiste, secondo Baudrillard, l\u2019<strong>atto fondativo del simbolo<\/strong> e, contestualmente, il <strong>venir meno del referente<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAffinch\u00e9 il segno sia puro, occorre che si raddoppi in se stesso: \u00e8 il raddoppiamento del segno a mettere veramente fine a ci\u00f2 che esso designa. Tutto <strong>Andy Wharol <\/strong>\u00e8 qui: le repliche moltiplicate del viso di Marylin sono allo stesso tempo la morte dell&#8217;originale e la fine della rappresentazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 quando erano in piedi, insomma, le Torri Gemelle rappresentavano la <strong>crisi<\/strong> e lo <strong>svuotamento di un\u2019intera civilt\u00e0<\/strong>, proprio in ragione di questa mancanza di slancio e della tremenda impotenza da esse emanata. La loro distruzione, che secondo Baudrillard somiglia moltissimo a un suicidio, \u00e8 stato soltanto l\u2019accidente che ha reso manifesta la fragilit\u00e0 del sistema.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quell\u201911 Settembre di ventiquattro anni fa, infatti, la percezione della nostra sicurezza, in quanto occidentali, oltre che dell\u2019onnipotenza del nostro campione americano, \u00e8 profondamente mutata.<br><strong>Ci sentiamo senz\u2019altro pi\u00f9 esposti<\/strong>, come se fossimo ripiombati improvvisamente nella Storia con la S maiuscola, con tutti i suoi pericoli e le sue brutture.<br>Appena varcate le soglie del Duemila, quanto avevano predetto molti profeti di sventura si stava compiendo sotto gli occhi di tutti, e si trattava, forse, soltanto dell\u2019inizio di un processo che sta portando alle sue estreme conseguenze in questi ultimissimi anni, mesi, settimane. La percezione \u2013 \u00e8 il caso di ribadirlo \u2013 \u00e8 quella di un Occidente ormai insufficiente, anacronistico, esaurito\u2026 e dunque al collasso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tutto ci\u00f2, in fondo, non stupisce. Non \u00e8 niente di nuovo. Ci\u00f2 che invece sorprende \u00e8 scoprire, rispetto a questo rovinoso processo, una <strong>segreta complicit\u00e0<\/strong> non dei supposti \u201cnemici del sistema\u201d \u2013anarchia, fondamentalismo islamico, Russia, Cina, o chi per loro \u2013 ma <strong>degli stessi occidentali<\/strong>, di noi cittadini \u201cfunzionali\u201d che ne facciamo parte. Ci\u00f2 risulta evidente se si guarda alle proteste continue e capillari che infiammano l\u2019Europa, alle premature cadute dei governi, agli attentati a politici e attivisti d\u2019oltreoceano, al boicottaggio dei prodotti statunitensi e israeliani, e cos\u00ec via.<br>In un altro saggio, intitolato <em>Lo spirito del terrorismo<\/em>, Baudrillard parla infatti di un \u201cdesiderio maligno\u201d che \u201csi colloca nel cuore stesso di coloro che [in riferimento al sistema occidentale] ne condividono i benefici\u201d e che, a suo dire, era rintracciabile gi\u00e0 a partire da quell\u201911 Settembre:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cSono loro che l\u2019hanno fatto [i terroristi], ma siamo noi che l\u2019abbiamo voluto\u201d<\/strong>, arriva addirittura a sostenere nello stesso libro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono dichiarazioni tanto forti quanto difficili da sconfessare.<br>In ogni caso, e per concludere, questa supposta complicit\u00e0 non costituisce nemmeno l\u2019implicazione pi\u00f9 urgente e sconcertante. La vera <strong>distruzione<\/strong>, la pi\u00f9 silente e perniciosa, \u00e8 quella che sta avvenendo <strong>ai danni della realt\u00e0<\/strong> e in favore del segno vuoto, <strong>\u201cil simulacro\u201d<\/strong>, come lo chiamava Baudrillard. Andy Wharol e le Torri Gemelle, in questo senso, sono stati soltanto un\u2019avvisaglia: quando oggi, sui social, <strong>scrolliamo<\/strong> senza pensarci da un terrificante video di Gaza al reel successivo (magari un balletto), \u00e8 la prova che il referente \u00e8 davvero morto, che <strong>siamo ormai del tutto anestetizzati<\/strong> a ci\u00f2 che quelle immagini significano, al fatto che <strong>il massacro sta avvenendo davvero<\/strong>. E questo vale per tutti i contenuti che guardiamo online, che ormai costituiscono la maggior parte degli stimoli a cui siamo quotidianamente esposti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il reale si sta pian piano trasformando in una zona periferica della vita<\/strong>, mentre il digitale permea sempre di pi\u00f9 ogni suo aspetto.<br>Diventa cos\u00ec imperativo riaccostarsi a ci\u00f2 a cui quelle immagini rimandano indissolubilmente: le sofferenze, le responsabilit\u00e0 e le tracce di una storia che non possiamo trasformare in puro spettacolo. Bisogna svegliarsi dal torpore mediatico, mantenere vivo lo spirito critico e <strong>ricostruire legami di responsabilit\u00e0 e cura<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo millennio \u00e8 stato inaugurato da uno dei pi\u00f9 celebri eventi distruttivi della storia recente: il crollo delle Torri Gemelle, in quel fatidico 9\/11 che proprio in questi giorni ci capita di ricordare. 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