{"id":1899,"date":"2025-09-14T00:01:00","date_gmt":"2025-09-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1899"},"modified":"2025-09-11T17:57:36","modified_gmt":"2025-09-11T15:57:36","slug":"e-ora-ti-distruggo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/09\/14\/e-ora-ti-distruggo\/","title":{"rendered":"E ora ti distruggo!"},"content":{"rendered":"\n<p>La distruzione del sistema, quello che lo precede cronologicamente o quello dell&#8217;avversario. Per distruggere un sistema basta poco: \u00e8 sufficiente trovare quel minimo particolare che, inevitabilmente, fa crollare tutto l&#8217;apparato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei filosofi in fondo ho sempre ammirato l&#8217;attitudine critica che, spesso, si esercitava come arte della distruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il principe della destabilizzazione era il Socrate dei dialoghi Platonici, fortissimo a demolire i suoi avversari, rigoroso e formidabile, attraverso l&#8217;ironia, nel far individuare il nodo problematico allo stesso avversario, rigoroso e terribile allo stesso tempo nel farlo impietosamente ritrattare per poi indurlo a richiedere di essere illuminato. Poi, onestamente, si perdeva, forse perch\u00e9 dietro la sua figura si nascondeva il pensiero di Platone, e si permetteva di fornire argomentazioni suggestive ma deboli dal punto di vista strettamente argomentativo; se Socrate avesse avuto la possibilit\u00e0 di incontrare se stesso avrebbe demolito anche le sue certezze. Ma quello non era Socrate, appunto, era Platone che cercava di dare importanza alle sue elucubrazioni mentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco si pu\u00f2 distruggere qualcuno, fornendo dati poco circostanziati ma in qualche modo convincenti: chi conosce la filosofia platonica, sicuramente non prender\u00e0 sul serio le mie affermazioni precedenti, ma chi non sa potrebbe convincersi che in fondo quel Platone fosse un gran cialtrone!<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose fortunatamente non sono mai cos\u00ec semplici, quando si tratta di filosofia.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti si pu\u00f2 rileggere la storia della filosofia come storia della demolizione progressiva del pensiero dei predecessori, oppure, forse in modo pi\u00f9 efficace, come storia dello scontro dialettico tra i sapienti di ogni tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Facciamo degli esempi: distruggere l&#8217;Aristotele degli aristotelici di cui si faceva beffa Galilei, sarebbe come sparare sulla croce rossa, ma Aristotele \u00e8 molto pi\u00f9 difficile da demolire, perch\u00e9 \u00e8 rigoroso come pochi e perch\u00e9 ha esplicitato il funzionamento del processo logico in maniera puntuale e quasi esaustiva, mentre i suoi seguaci tardo medievali, prescientifici e cristiani, avevano perso di vista l&#8217;attitudine aristotelica al confronto con l&#8217;oggetto di studio, rigorosa e metodica, e ne avevano idolatrato acriticamente i risultati: Ipse dixit!<\/p>\n\n\n\n<p>Facendo un salto temporale potremmo cogliere il bersaglio grosso con il pi\u00f9 strambo degli empiristi, il Berkeley di \u201cEsse est percipi\u201d, facile perch\u00e9 lo prendevano in giro anche i colleghi dei suoi tempi, ma poi la fisica quantistica, la pi\u00f9 avveniristica e problematica intuizione della fisica contemporanea, ti dice che il comportamento della particella quantistica viene influenzato dall&#8217;osservatore, riconoscendo che talvolta l&#8217;essere pu\u00f2 essere determinato dalla percezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco prima di Berkeley, Francis Bacon aveva parlato apertamente di pars destruens del sistema, scagliandosi contro i pregiudizi che avevano minato dall&#8217;interno il sapere fino ai suoi tempi. Lui li chiam\u00f2 idola, e fu bravissimo a cogliere le fallacie dell&#8217;apparato culturale del sistema aristotelico\/tolemaico\/cristiano, ma si perse anche lui quando si tratt\u00f2 della pars construens del suo sistema, la quale tuttora viene considerata meno interessante della prima.<\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che i filosofi sembrerebbero, a una lettura superficiale, tutti un po&#8217; cialtroni, ma il loro grande pregio \u00e8 che hanno insegnato l&#8217;attitudine critica che ci fa riconoscere una cialtroneria quando si fa avanti, con l&#8217;assunto per\u00f2 che, prima o poi, questa cialtroneria possa assumere un senso nuovo se viene osservata da un punto di vista differente. Quindi si distrugge, si crea e si distrugge in una continua dialettica che poi, alla fine, \u00e8 il sale del sapere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora possiamo concludere che la distruzione \u00e8 un metodo, \u00e8 un approccio alle cose che sono chiuse e apparentemente blindate, l&#8217;unico sistema per scardinare certezze che forse non hanno pi\u00f9 senso, il solo compito sensato che la filosofia ci assegna ancora oggi, ma non deve essere una distruzione superficiale, bisogna penetrare le difese dialettiche che ogni buon sistema prevede, scardinarle in modo efficace e, infine ribaltarle. Il progresso, se di progresso ha senso parlare oggi, \u00e8 provare a costruire partendo dalle macerie, recuperando le pietre angolari, usando materiali pi\u00f9 tecnologici, cercando di fare qualcosa che abbia la capacit\u00e0 di durare nel tempo, sapendo che prima o poi qualcuno trover\u00e0 il modo di demolirlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La distruzione del sistema, quello che lo precede cronologicamente o quello dell&#8217;avversario. Per distruggere un sistema basta poco: \u00e8 sufficiente trovare quel minimo particolare che, inevitabilmente, fa crollare tutto l&#8217;apparato. Dei filosofi in fondo ho sempre ammirato l&#8217;attitudine critica che, spesso, si esercitava come arte della distruzione. Il principe della destabilizzazione era il Socrate dei dialoghi Platonici, fortissimo a demolire i suoi avversari, rigoroso e formidabile, attraverso l&#8217;ironia, nel far individuare il nodo problematico allo stesso avversario, rigoroso e terribile allo stesso tempo nel farlo impietosamente ritrattare per poi indurlo a richiedere di essere illuminato. Poi, onestamente, si perdeva, forse perch\u00e9 dietro la sua figura<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/09\/14\/e-ora-ti-distruggo\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":1900,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[145],"tags":[],"ppma_author":[26],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-giovanni","4":"post-1899","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-197-settembre-2025"},"authors":[{"term_id":26,"user_id":22,"is_guest":0,"slug":"giovanni","display_name":"Scerbachenko","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b6c8f1985238c0ca59a15c5ddb006fba0b523576f3a041e460caaf4b72b7bbfa?s=96&d=mm&r=g","0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1899"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1899\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1901,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1899\/revisions\/1901"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1899"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=1899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}