{"id":1885,"date":"2025-09-14T00:01:00","date_gmt":"2025-09-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1885"},"modified":"2025-09-11T08:47:53","modified_gmt":"2025-09-11T06:47:53","slug":"gli-effetti-distruttivi-dellai-ne-parliamo-con-il-sociologo-francesco-pira","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/09\/14\/gli-effetti-distruttivi-dellai-ne-parliamo-con-il-sociologo-francesco-pira\/","title":{"rendered":"Gli effetti distruttivi dell&#8217;AI: ne parliamo con il sociologo Francesco Pira"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019intelligenza artificiale \u00e8 diventata oramai parte integrante della nostra realt\u00e0 sociale. Ne fanno un uso smodato non solo gli studenti, per le attivit\u00e0 didattiche, ma anche molti adulti per lo svolgimento delle loro attivit\u00e0 professionali o per gli hobbies. \u00a0Se il suo uso \u00e8 senz&#8217;altro utilissimo nei campi della scienza, della medicina, della tecnologia, per citarne solo alcuni, non \u00e8 altrettanto cos\u00ec in altri settori la cui facile accessibilit\u00e0 da parte di chiunque, se male gestita, pu\u00f2 produrre effetti davvero deleteri. Primi fra tutti le varie \u201callucinazioni\u201d che possono caratterizzarne le risposte e creare dei cortocircuiti specialmente nei confronti di chi non ha adeguate conoscenze per arginarle. Pertanto, si corre il rischio di un uso dell&#8217;AI distruttivo, soprattutto se a disposizione di giovani e giovanissimi ma anche di adulti incompetenti. A tal proposito \u00e8 intervenuto il Professor Francesco Pira, Sociologo e Giornalista, Docente di Comunicazione e Giornalismo presso l\u2019Universit\u00e0 di Messina, che ha fatto una considerazione molto profonda sull\u2019uso e sull\u2019abuso dell\u2019AI.<em>\u201cViviamo in una societ\u00e0 che \u00e8 profondamente trasformata dall\u2019iper-connessione digitale, siamo presenti costantemente sui social, abbiamo delle app di messaggistica, delle piattaforme online che ci continuano a promettere reazioni pi\u00f9 immediate, relazioni che sono pi\u00f9 continue. Per\u00f2, come diceva il grande sociologo Zygmunt Bauman sul concetto di amore liquido, queste connessioni risultano fragili, effimere, superficiali, incapaci di soddisfare il bisogno umano di profondit\u00e0, di stabilit\u00e0 emotiva. Le relazioni, in questo contesto, diventano spesso un susseguirsi di rapporti brevi. Sono relazioni mutevoli, caratterizzate dal desiderio di novit\u00e0. Contemporaneamente, sta avvenendo un rapido sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale che sta aprendo nuove prospettive nelle modalit\u00e0 di interazione umana. Le Chatbots, dotate di intelligenza artificiale e generativa, capaci di apprendere, adattarsi e rispondere emotivamente, sono semplici strumenti di comunicazione e assistenza ma stanno diventando interlocutori con cui si costruiscono legami che possono sembrare affettivi, significativi, talvolta profondi, e, a volte, addirittura romantici. Mettono in discussione le tradizionali nozioni di relazione e affettivit\u00e0 e introducono un nuovo paradigma in cui il confine tra l&#8217;umano e la macchina si fa sempre pi\u00f9 sfumato. In questa cornice troviamo storie che possono essere d&#8217;amore o di violenza, che nascono da questa situazione liquida apparentemente stabile e rassicurante. L\u2019AI pu\u00f2 colmare i vuoti emotivi, pu\u00f2 evitare solitudini che sono generate da una societ\u00e0 che \u00e8 sempre pi\u00f9 frammentata. Penso, per esempio, al caso del ragazzo che si \u00e8 suicidato per colpa di chatgpt, dicono i genitori. Si \u00e8 tolto la vita lo scorso 11 Aprile a 16 anni. Si chiamava Adam Rain ed era famoso tra i suoi amici perch\u00e9 amava scherzare, il basket, i videogiochi, i cani per\u00f2 si era chiuso in se stesso dopo che era stato espulso da una squadra di basket per motivi disciplinari. Contemporaneamente, gli si era manifestato un problema di salute, la sindrome dell&#8217;intestino irritabile, quindi, se prima usava chatgpt come aiuto per fare i compiti, poi ha cominciato a chiedere consigli sulla salute mentale, fin quando ha chiesto informazioni sui metodi di suicidio. La chatbot open AI glieli ha forniti e lui si \u00e8 impiccato nella sua cameretta, in California. Per questo, la famiglia ha ritenuto responsabile l&#8217;azienda che aveva favorito questa spirale autodistruttiva del figlio e le ha fatto causa. Nessuno si \u00e8 accorto che questo ragazzo aveva proposto all\u2019AI di lasciare il cappio che voleva usare, sopra il letto, per vedere se i genitori se ne accorgessero. Invece, chatgpt gli ha proposto di nasconderlo, perch\u00e9 poteva essere fermato dai genitori, se voleva raggiungere il suo obiettivo. Un altro esempio \u00e8 quello di un ragazzo che ha confessato a Tele Bari, una TV locale, che, avendo il Ministro Valditara deciso di togliere i cellulari in classe, lui avrebbe dovuto studiare perch\u00e9 non poteva pi\u00f9 copiare i compiti in classe, come facevano da sempre tutti, tenendo il cellulare sotto il banco, appoggiato alla coscia.<\/em> <em>Si finisce per vivere insieme solo connessi ma emotivamente distanti; quindi, le relazioni con le chatbots attraggono perch\u00e9 non implicano conflitto, compromesso, vulnerabilit\u00e0 ma, proprio per questo motivo, rischiano di inaridire la capacit\u00e0 di relazionarsi con altri esseri umani. Noi andiamo a cercare il conforto con l&#8217;intelligenza artificiale perch\u00e9 \u00e8 disponibile, prevedibile, priva di giudizio, ma questo conforto non \u00e8 assolutamente n\u00e9 affetto n\u00e9 amore, soltanto una simulazione. La sostanza \u00e8 che la riflessione di Baumann rimane centrale, questa societ\u00e0 liquida \u00e8 veramente sempre pi\u00f9 liquida e tutto quello che noi viviamo in termini di sentimenti \u00e8 sempre fragile, incerto e conflittuale per cui ci accontentiamo di una relazione con una macchina ma non possiamo sostituire queste relazioni con una macchina, perch\u00e9 abbiamo bisogno anche della presenza di un altro in tutta la sua complessit\u00e0, anche nel conflitto. \u00a0Ci vuole una nuova educazione all&#8217;intimit\u00e0 al rispetto per l&#8217;altro, un&#8217;alfabetizzazione emotiva che possa farci distinguere tra contatto e relazione, tra attenzione e amore o affetto, tra connessione e comunione. L&#8217;intelligenza artificiale rappresenta una risorsa preziosa per la societ\u00e0 contemporanea, pu\u00f2 facilitare la comunicazione, abbattere distanze geografiche e culturali, creare nuove opportunit\u00e0 di connessione e di condivisione, per\u00f2 non pu\u00f2 sostituire l&#8217;incontro autentico e profondo con l&#8217;altro, quella dimensione umana che \u00e8 fatta di una cosa che ancora l&#8217;intelligenza artificiale non ha: l&#8217;empatia\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intelligenza artificiale \u00e8 diventata oramai parte integrante della nostra realt\u00e0 sociale. 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