{"id":1871,"date":"2025-09-14T00:01:00","date_gmt":"2025-09-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1871"},"modified":"2025-09-11T10:24:07","modified_gmt":"2025-09-11T08:24:07","slug":"il-giorno-dellimplosione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/09\/14\/il-giorno-dellimplosione\/","title":{"rendered":"Il giorno dell\u2019implosione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>\u201c\u2026ho previsto che sarei&nbsp;<\/em><em><br><\/em><em>restato solo in casa mia&nbsp;<\/em><em><br><\/em><em>e mi butto sopra il letto&nbsp;<\/em><em><br><\/em><em>e mi abbraccio il tuo cuscino&nbsp;<\/em><em><br><\/em><em>non ho saputo prevedere&nbsp;<\/em><em><br><\/em><em>solo che per\u00f2 adesso io&nbsp;<\/em><em><br><\/em><em>vorrei morire.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La sala d\u2019attesa era un vuoto freddo, si sentivano i pianti dei gatti e quelli delle loro madri umane, la disperazione di persone che facevano transazioni dall\u2019altro lato della parete, <em>bip\u2026 bip\u2026 bip\u2026<\/em> suono di monitor.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo vidi alle 11 del mattino. Avevo appena lavato il suo peluche preferito: uno scoiattolo con una coda folta. Pensavo a lui, a come avesse passato la notte, a che non sentisse di essere stato abbandonato. Quando lo vidi incapace di muoversi in quella capsula dove gli avevano messo sei borse di acqua calda per alzare la sua temperatura, mi si spezz\u00f2 il cuore. Appena riusciva a respirare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il maledetto bip\u2026bip del monitor lo innervosiva, anche me. Il mio angelo d\u2019amore stava morendo davanti ai miei occhi. Mi ha tenuto per un dito, lo baciai, apr\u00ec ancora una volta i suoi occhietti azzurri che tanto mi facevano impazzire e gli dissi: <em>\u201cAdesso che siamo insieme, tutto andr\u00e0 meglio\u201d <\/em>e cos\u00ec, a mezzogiorno, il mio beb\u00e8 stese il suo corpo all\u2019indietro facendo schioccare una per una le sue vertebre. <em>Bip\u2026bip\u2026<\/em>un sospiro finale\u2026chiusura di palpebre. Ho implorato per aiuto e lo portarono via in fretta per tentare di rianimarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Scongiurai Dio, mi inginocchiai con l\u2019ombra tremante del mio corpo, gli dissi che avrei fatto qualsiasi cosa ma che non me lo portasse via. Avrei dato tutto o quel poco che avevo per altri sei anni al suo fianco. Ma dopo dieci minuti cominci\u00f2 una tempesta e con essa arriv\u00f2 il veterinario con alcuni esami. Mi spieg\u00f2 che il livello di fosforo nel sangue di Limbo era superiore alla media. Poi disse quattro parole che avevo sempre temuto: \u201cLUI \u00c8 APPENA MORTO.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento smisi di ascoltare, di vedere, di parlare. Sentii soltanto come dall\u2019interno del mio corpo tutto cominciava a tremare. Mesi prima avevo ascoltato \u201cEra gi\u00e0 tutto previsto\u201d di Riccardo Cocciante. Quell\u2019interpretazione mi sembrava esagerata. Non mi provocava nulla. All\u2019improvviso, tutto cambi\u00f2. Quelle quattro parole erano apparse per cambiare la mia vita per sempre. Fu come trovarsi in mezzo all\u2019occhio di un uragano. Attraversare un tornado, stare all\u2019ultimo piano di un edificio quando la terra comincia ad aprirsi con il pi\u00f9 catastrofico dei terremoti. Ero una minuscola formica schiacciata dalla punta delle dita, ero una particella che si dissolveva senza la volont\u00e0 di tornare a esistere. All\u2019improvviso, tutto il dolore del mondo mi apparteneva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno in cui Limbo mor\u00ec, una parte della donna che ero se ne and\u00f2 con lui. Quel vuoto dove stava il mio cuore somigliava alla fredda e solitaria sala d\u2019attesa. I miei battiti erano il \u201c<em>bip-bip<\/em>\u201d incomprensibile e maledetto che avrei voluto strapparmi dalla testa.<\/p>\n\n\n\n<p>E il lamento morente di quella canzone di Riccardo Cocciante, acquist\u00f2 senso. Quel grido muto. Quel modo terribile di sentire come la vita vedeva Il mio corpo appallottolarsi. Come ognuno dei miei organi implose con furia e senza piet\u00e0 in meno di un secondo, senza aspettarmelo, senza chiederlo. Come i miei sfinteri si ridussero in polvere e lasciai scivolare acqua lungo le mie gambe mentre sentivo bruciare ciascuno dei miei atomi. Solo cos\u00ec, perch\u00e9 era volont\u00e0 del destino. Perch\u00e9 mi toccava sperimentarlo, forse per capire quale fosse il significato della morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, nonostante la crudelt\u00e0 della malattia avanzata che si era scatenata in un essere cos\u00ec innocente, la solitudine di madre, l\u2019abbandono di figlio, la morte e l\u2019ingiustizia della mia anima spezzata, l\u2019amore che sento persiste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201c\u2026ho previsto che sarei&nbsp;restato solo in casa mia&nbsp;e mi butto sopra il letto&nbsp;e mi abbraccio il tuo cuscino&nbsp;non ho saputo prevedere&nbsp;solo che per\u00f2 adesso io&nbsp;vorrei morire.\u201d La sala d\u2019attesa era un vuoto freddo, si sentivano i pianti dei gatti e quelli delle loro madri umane, la disperazione di persone che facevano transazioni dall\u2019altro lato della parete, bip\u2026 bip\u2026 bip\u2026 suono di monitor. Lo vidi alle 11 del mattino. Avevo appena lavato il suo peluche preferito: uno scoiattolo con una coda folta. 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