{"id":1836,"date":"2025-09-14T00:01:00","date_gmt":"2025-09-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1836"},"modified":"2025-09-15T07:44:53","modified_gmt":"2025-09-15T05:44:53","slug":"quante-volte-ancora-laeroporto-di-comiso-sara-distrutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/09\/14\/quante-volte-ancora-laeroporto-di-comiso-sara-distrutto\/","title":{"rendered":"Quante volte ancora l&#8217;aeroporto di Comiso sar\u00e0 distrutto?"},"content":{"rendered":"\n<p>In tempi di progetti faraonici, di infrastrutture che promettono di cambiare i destini della Sicilia, una comunit\u00e0 in ansia prova a salvare un aeroporto perfettamente funzionante ed estremamente utile per i cittadini e per le imprese turistiche. L\u2019affaire dell\u2019aeroporto di Comiso \u00e8 sulle pagine social, sui giornali, e se ne \u00e8 parlato anche nelle sedi istituzionali regionali e nazionali. Non mi soffermo sulle vicende odierne, sul rimpallo di responsabilit\u00e0, sugli intrecci tra politica ed affari, sull\u2019immobilismo della nostra classe dirigente e sullo strapotere della SAC, e del suo socio di maggioranza, la camera di commercio del Sud Est.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo questa non \u00e8 la prima volta che accade. Rileggere gli avvenimenti del passato, sorprendentemente simili al presente, pu\u00f2 offrire una chiave di lettura.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un\u2019altra ricerca mi trovo a sfogliare il settimanale <em>Ragusa Sera,<\/em> annata 1958: tra le pagine ingiallite si racconta di una comunit\u00e0 in euforica crescita, in cui si avvertono gi\u00e0 gli effetti della scoperta del petrolio. Nella citt\u00e0 capoluogo oltre agli impianti estrattivi, nascono nuovi edifici, alberghi, cinema, bar. Una vivace \u00e9lite sostiene anche la trasformazione culturale della citt\u00e0: vengono promosse realizzazioni artistiche (come la fontana della Rinascita di Piazza Poste affidata allo scultore Carmelo Cappello) e l\u2019istituzione del Museo Archeologico Regionale. Fioriscono gli scavi archeologici e le rassegne artistiche e teatrali. Vengono gettate le basi che consentiranno alla borgata marinara di Mazzarelli di diventare il fiore all\u2019occhiello della costa iblea: la frenesia edilizia viene inserita all\u2019interno di un piano regolatore che prevede vie ampie, piazze e un\u2019area di rispetto costiera che ha permesso di sviluppare successivamente lo strepitoso lungomare di Marina di Ragusa. Tutto ci\u00f2 avviene ancora prima che fossero versate le prime rate delle royalties spettanti ai territori interessati dalle estrazioni petrolifere. Ogni anno viene pubblicata la lista dei milionari residenti a Ragusa, molti stranieri, diversi locali. Tra questi anche i tanti dirigenti delle industrie estrattive.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un ma \u2026 un cappio viene stretto intorno a questa comunit\u00e0 operosa ed efficiente, negandole le vie di comunicazione con il resto della Sicilia e dell\u2019Italia. Il collegamento verso Catania, il pi\u00f9 vicino snodo ferroviario, portuale ed aeroportuale, sede di studio universitario e di cure ospedaliere, passa attraverso una via crucis infinita: in bus da Ragusa si attraversano Giarratana, Monterosso, Vizzini, Francofonte, Lentini, mentre le auto abbreviano la penitenza tagliando attraverso Monte Lauro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In treno, attraverso una ferrovia mai rimodernata, ci vogliono comunque molte ore. Non parliamo del viaggio per Palermo, che anche adesso \u00e8 un\u2019odissea, qualsiasi mezzo si scelga.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 in quegli anni l\u2019aeroporto di Comiso era gi\u00e0 stato convertito all\u2019uso civile e una linea regolare lo collegava quotidianamente a Catania e a Palermo e permetteva di proseguire verso Roma Ciampino. Era possibile andare alla Capitale e tornare in giornata, con enorme vantaggio per i viaggiatori e con la possibilit\u00e0 di spedire (seppur in quantit\u00e0 limitate) prodotti di lusso quali primaticci e pesce fresco.<\/p>\n\n\n\n<p>La linea era stata inaugurata nel maggio del 1952 e quindi prima della scoperta del petrolio: sicuramente semplific\u00f2 l\u2019arrivo dei tecnici e dei dirigenti che avviarono le operazioni. Ma gi\u00e0 nel 1958, un articolo dell\u20198 febbraio manifesta vibrante preoccupazione: si annuncia che gli orari saranno modificati. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"598\" height=\"231\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1837\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image.png 598w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-300x116.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-425x164.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;aereo da Roma sarebbe arrivato in tarda mattinata e ripartito in serata, portando a scusa la scomodit\u00e0 degli equipaggi di pernottare nel ragusano, rendendo la tratta inutilizzabile per chi dal territorio ragusano volesse raggiungere la capitale e tornare in giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi numeri dopo, marzo 1958, Alitalia annuncia l\u2019imminente sospensione dei voli, nonostante abbia ricevuto sostegni e contributi economici da parte delle amministrazioni locali. Un triste pesce d\u2019aprile viene giocato alla provincia iblea e dal 1 aprile la linea \u00e8 sospesa. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"580\" height=\"265\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1838\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-1.png 580w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-1-300x137.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image-1-425x194.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>A nulla valgono le interpellanze degli onorevoli Giummarra, Battaglia, Carnazza e Nicastro esposte il 6 giugno 1958 all\u2019assemblea regionale. Il presidente La Loggia, che meno di un mese prima era stato a Ragusa in campagna elettorale, inaugurando in pompa magna molteplici opere, tra cui importanti strutture industriali, risponde con generici impegni di interessamento. Nulla viene fatto per impedire la chiusura.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aeroporto di Comiso rimane aperto solo per uso militare: bisogna attendere il 1965, in pieno boom economico, quando lo scalo verr\u00e0 destinato, per la seconda volta, all\u2019aviazione civile, ma solo fino al 1972. Nel 1981 venne presa la contestata decisione di destinarlo alla funzione di base NATO, ospitante i missili nucleari Cruise: sar\u00e0, fino al termine della guerra fredda, uno dei poli della difesa occidentale del Mediterraneo. Da promettente nodo di relazioni l\u2019aeroporto diventa cos\u00ec possibile vettore di morte e distruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Terminato il terrore nucleare, dopo un lungo periodo di abbandono, avviene l\u2019ultima riconversione: nel 2013, con l\u2019intitolazione a Pio La Torre, l\u2019aerostazione riapre per i voli civili. Seguono alcuni anni di gloria, con l\u2019apertura di numerose rotte lowcost. Sembra delineato un destino simile ai molti aeroporti minori che gravitano intorno a grossi scali (come quelli di Charleroi-Bruxelles o Orly-Parigi) in cui i viaggiatori si sobbarcano qualche scomodit\u00e0 pur di risparmiare. Inspiegabilmente questa formula viene \u201cdolosamente\u201d osteggiata dagli stessi proprietari dello scalo (dal 2022 la stessa SAC gestore dell\u2019aeroporto di Catania). L\u2019aeroporto sopravvive ora in una condizione semicomatosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi come ieri assistiamo allo stesso paradosso: come pu\u00f2 una comunit\u00e0 operosa, in crescita demografica (dagli ultimi dati \u00e8 una delle poche province che resiste allo spopolamento), con una vivace capacit\u00e0 imprenditoriale, un\u2019invidiabile vita culturale, molteplici attrazioni turistiche e la migliore qualit\u00e0 della vita in Sicilia, accettare di essere tagliata fuori dalle principali ed essenziali infrastrutture? Solo da pochi anni la provincia di Ragusa ha qualche km di autostrada, e i lavori per la nuova superstrada per Catania sono stati da poco avviati, dopo decenni di attese e rinvii.<\/p>\n\n\n\n<p>Spetta allo Stato, come spiego ai miei alunni, progettare e provvedere ai collegamenti tra le aree produttive e i centri abitati, con il possibile contributo dell\u2019iniziativa privata. E lo Stato in questo caso non ha fatto il proprio dovere, nella persona dei tanti amministratori locali, regionali e nazionali, che, scelti come nostri rappresentanti, non hanno curato gli interessi minimi della loro comunit\u00e0. Vasi di coccio tra tanti vasi di ferro?<\/p>\n\n\n\n<p>La provincia iblea si conferma \u201cbabba\u201d e non a caso uno dei settori che sta crescendo di pi\u00f9, nella nostra \u201cisola nell\u2019isola\u201d, \u00e8 l\u2019Oasi Digitale, innovazione che si muove attraverso i bit, e che non ha bisogno di ruote e di ali per raggiungere i mercati. Quante altre imprese, non solo turistiche, potrebbero parimenti svilupparsi grazie a collegamenti adeguati che ancora aspettiamo?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho raccontato nel dettaglio la prima chiusura, poco conosciuta, ho accennato alla seconda che qualcuno ancora ricorda personalmente (sono tanti gli anziani ragusani che raccontano di aver viaggiato comodamente in aereo dal continente fino a Comiso).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver visto coi nostri occhi uno scalo affollato di passeggeri, dobbiamo assistere passivamente anche a questa terza distruzione di una struttura per cui sono stati spesi tanti soldi, i nostri soldi? E se fosse solo l\u2019anticamera per il suo ritorno ad usi militari, come \u00e8 gi\u00e0 successo? In questo periodo di bellicosa escalation la possibilit\u00e0 ci preoccupa pi\u00f9 di perdere qualche volo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tempi di progetti faraonici, di infrastrutture che promettono di cambiare i destini della Sicilia, una comunit\u00e0 in ansia prova a salvare un aeroporto perfettamente funzionante ed estremamente utile per i cittadini e per le imprese turistiche. L\u2019affaire dell\u2019aeroporto di Comiso \u00e8 sulle pagine social, sui giornali, e se ne \u00e8 parlato anche nelle sedi istituzionali regionali e nazionali. Non mi soffermo sulle vicende odierne, sul rimpallo di responsabilit\u00e0, sugli intrecci tra politica ed affari, sull\u2019immobilismo della nostra classe dirigente e sullo strapotere della SAC, e del suo socio di maggioranza, la camera di commercio del Sud Est. 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