{"id":1774,"date":"2025-08-14T00:01:00","date_gmt":"2025-08-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1774"},"modified":"2025-08-12T15:12:45","modified_gmt":"2025-08-12T13:12:45","slug":"tuttu-scrusciu-e-cubaita-nenti-si-predica-bene-e-si-razzola-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/08\/14\/tuttu-scrusciu-e-cubaita-nenti-si-predica-bene-e-si-razzola-male\/","title":{"rendered":"\u201cTuttu scrusciu e cubaita nenti\u201d: si predica bene e si razzola male"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019estate non \u00e8 soltanto il periodo in cui si va in ferie dal lavoro e ci si pu\u00f2 rilassare, ma anche la stagione in cui proliferano gli eventi culturali e gli spettacoli per attrarre sia i locali che gli innumerevoli turisti. Un fenomeno di grande impatto \u00e8 il decuplicarsi delle rassegne letterarie. In ogni citt\u00e0, paese, frazione balneare, anche la pi\u00f9 sperduta, non pu\u00f2 mancare la sua rassegna letteraria. Lo scopo \u00e8 quello di attrarre quanta pi\u00f9 gente possibile. Riempire piazze, spiagge, vie alimentando flussi numerosi che, ci si illude, facciano girare l\u2019economia, perch\u00e9 vedere tanta gente crea questa fantastica illusione. Senza dubbio una nobile scelta se non fosse che, negli ultimi anni, le rassegne letterarie sono diventate una sorta di gara, fra i comuni, fra le associazioni territoriali, a chi invita i personaggi pi\u00f9 autorevoli, a chi raccoglie pi\u00f9 pubblico. Ferma restando la qualit\u00e0 degli ospiti, tutti famosi e supportati dalle pi\u00f9 importanti case editrici italiane, nessuno si \u00e8 mai soffermato a pensare che, all\u2019interno delle stesse realt\u00e0 locali che offrono le loro pi\u00f9 suggestive location, esistono soggetti capaci di fare cultura, capaci di scrivere cose interessanti, con la stessa passione e lo stesso trasporto di chi mette a nudo la propria anima. Soggetti, ovvero piccoli autori locali supportati da altrettante piccole case editrici locali, che, nella maggior parte dei casi, non possono aspirare a palcoscenici blasonati perch\u00e9 il pubblico sarebbe del tutto scarno e non sortirebbe l\u2019effetto \u201csold out\u201d che viene richiesto. Gli spazi suggestivi sono riservati agli autori di punta e ai loro tour, mentre i piccoli autori, nella migliore delle ipotesi, trovano spazi esigui, angusti, dove gli unici spettatori presenti sono \u201ci parienti \u2018ra zita\u201d, come direbbe il famoso Andrea Camilleri. Ma poi, tolta la marea di persone attratte dal selfie col personaggio famoso, dall\u2019autografo sul libro, cose che tutti abbiamo fatto e facciamo, cosa rimane davvero al territorio? Le foto degli eventi, pubblicate sui siti per attrarre i visitatori. I grandi autori, interamente ospitati a spese dei comuni e delle associazioni, tornano a casa loro con centinaia di libri venduti a favore delle loro grandi case editrici, mentre i piccoli autori restano in loco, elemosinando qualche sparuto spazio, pagando spesso a proprie spese quello che serve per organizzare una presentazione dignitosa e con vendite di libri risibile, che invece potrebbe, davvero, alimentare l\u2019economia territoriale. Conservare il patrimonio culturale locale ed esportarlo pubblicizzandolo, dovrebbe essere il primo pensiero di enti e associazioni del luogo, a dimostrazione che i contesti, divenuti scenografie naturali di molti, appartengono anche alla cultura di chi li vive quotidianamente, di chi li conosce, che sa trasmetterli nei propri scritti. Nessuno si \u00e8 mai posto il problema di uno scambio interculturale? Chi villeggia in un luogo dovrebbe essere attratto da ci\u00f2 che lo stesso \u00e8 in grado di offrire, il resto proveniente dall\u2019esterno dovrebbe essere un completamento, un arricchimento ulteriore, non la prevalenza assoluta. Un po&#8217; come andare a Milano e trovare in tutti i ristoranti la pasta con le sarde anzich\u00e9 il risotto alla milanese. Per cui, se da un punto di vista culinario ci prodighiamo nell\u2019offrire i prodotti e la cucina locali per promuovere il territorio, perch\u00e9 a livello culturale non facciamo altrettanto? Mantenere una prevalenza della nostra identit\u00e0 e confrontarla con le altre sarebbe la giusta strategia, opposta a quella del \u201cmordi e fuggi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estate non \u00e8 soltanto il periodo in cui si va in ferie dal lavoro e ci si pu\u00f2 rilassare, ma anche la stagione in cui proliferano gli eventi culturali e gli spettacoli per attrarre sia i locali che gli innumerevoli turisti. Un fenomeno di grande impatto \u00e8 il decuplicarsi delle rassegne letterarie. In ogni citt\u00e0, paese, frazione balneare, anche la pi\u00f9 sperduta, non pu\u00f2 mancare la sua rassegna letteraria. Lo scopo \u00e8 quello di attrarre quanta pi\u00f9 gente possibile. Riempire piazze, spiagge, vie alimentando flussi numerosi che, ci si illude, facciano girare l\u2019economia, perch\u00e9 vedere tanta gente crea questa fantastica illusione. 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