{"id":1768,"date":"2025-08-14T00:01:00","date_gmt":"2025-08-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1768"},"modified":"2025-08-12T14:00:54","modified_gmt":"2025-08-12T12:00:54","slug":"keep-calm-unarte-antica-un-bisogno-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/08\/14\/keep-calm-unarte-antica-un-bisogno-moderno\/","title":{"rendered":"Keep Calm \u2013 Un&#8217;arte antica, un bisogno moderno"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u201cA una mente tranquilla l\u2019universo intero si arrende.\u201d \u2014 Chuang-tzu<\/h2>\n\n\n\n<p>Nell\u2019epoca delle notifiche incessanti, degli algoritmi che sanno tutto di noi e dell\u2019ansia da prestazione persino nel relax (hai meditato almeno 10 minuti oggi?), mantenere la calma \u00e8 diventato un atto quasi rivoluzionario. Lo era anche ieri, se vogliamo essere onesti: Seneca, in una lettera a Lucilio, scriveva che \u201cla collera \u00e8 breve follia\u201d e invitava i suoi lettori all\u2019atarassia, l\u2019imperturbabilit\u00e0 dell\u2019anima.<br>Eppure oggi, in un mondo che corre alla velocit\u00e0 di TikTok, dove lo scroll \u00e8 diventato gesto rituale e la soglia dell\u2019attenzione \u00e8 pi\u00f9 bassa di un Lillipuziano, keep calm non \u00e8 soltanto un motto: \u00e8 un vero programma di sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Dal t\u00e8 britannico al silenzio zen<br>L\u2019espressione \u201cKeep Calm and Carry On\u201d nasce in Inghilterra nel 1939 come parte di una campagna governativa per rinforzare il morale durante la Seconda guerra mondiale. Il manifesto rosso, con la corona reale a sovrastare lo slogan, fu pensato per rassicurare la popolazione in tempi di bombe e blackout. Ironia della sorte, non fu quasi mai usato. Eppure oggi campeggia su meme, t-shirt, tappetini da yoga e perfino cuscini decorativi.<br>Dietro lo humour tipicamente britannico (\u201cKeep calm and drink tea\u201d) c\u2019\u00e8 un\u2019idea profonda: la compostezza come virt\u00f9 pubblica e privata. I giapponesi, con il concetto di shikataganai (\u201cnon si pu\u00f2 fare nulla, quindi accettalo\u201d), abbracciano la stessa filosofia con sobria eleganza. Gli stoici, da Epitteto a Marco Aurelio, suggerivano qualcosa di simile: non puoi controllare gli eventi, ma puoi controllare la tua reazione.<br>Il filosofo cinese Zhuangzi, invece, la metteva gi\u00f9 con pi\u00f9 poesia: \u201cIl saggio \u00e8 calmo, mentre il comune mortale \u00e8 sempre in agitazione.\u201d Ed \u00e8 vero: quando siamo agitati, sembriamo popcorn in una padella senza coperchio.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>La calma non \u00e8 piatta<br>Essere calmi non significa essere passivi. Al contrario, la calma \u00e8 spesso il risultato visibile di una disciplina invisibile. Rainer Maria Rilke scriveva: \u201cSii paziente verso tutto ci\u00f2 che \u00e8 irrisolto nel tuo cuore.\u201d La pazienza, sorella stretta della calma, \u00e8 ci\u00f2 che ci permette di restare fermi quando tutto ci spinge a reagire, a postare, a rispondere subito, a dire la nostra anche quando forse sarebbe meglio tacere.<br>Naturalmente, la calma non \u00e8 sempre appropriata. Nessuno vuole un pompiere calmo mentre la casa brucia (\u201cTranquilli, \u00e8 solo fuoco\u2026\u201d). Ma nella vita quotidiana \u2013 nel traffico, nelle e-mail passive-aggressive, nei messaggi vocali da 7 minuti \u2013 la calma \u00e8 la virt\u00f9 dei forti.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>La calma come sospensione: tra Oriente e Occidente<br>L\u2019Occidente ci ha abituati a vivere nel fare. Ogni gesto dev\u2019essere finalizzato, misurabile, \u201cutile\u201d. Non stupisce allora che, come scriveva Fromm, chi semplicemente contempla o medita venga visto come passivo, un fannullone, uno che \u201cnon fa niente\u201d. Eppure, in realt\u00e0, non sta pensando: sta essendo.<br>Nel suo saggio L\u2019amore per la vita, Fromm propone una riflessione semplice eppure dirompente: la contemplazione non \u00e8 inerzia, ma immersione. Chi si siede a osservare un paesaggio o a respirare in silenzio non \u00e8 assente: \u00e8 talmente presente da risultare estraneo al nostro sguardo frenetico.<br>Fromm mette a confronto la nostra corsa culturale con la centralit\u00e0 della calma nelle tradizioni orientali. In India e in Cina, il silenzio interiore \u00e8 un esercizio quotidiano, non un\u2019evasione. Il mushin giapponese \u2013 mente vuota \u2013 non \u00e8 vuoto sterile, ma assenza del superfluo, uno stato ricettivo pronto all\u2019incontro con ci\u00f2 che \u00e8.<br>Lo diceva anche Leopardi, con la sua consueta lucidit\u00e0 amara:<br>\u201cPerch\u00e9 giacendo<br>A bell\u2019agio, ozioso,<br>S\u2019appaga ogni animale;<br>Me, s\u2019io giaccio in riposo, il tedio assale?\u201d<br>Nel suo \u201cozio\u201d non c\u2019\u00e8 leggerezza, ma un vuoto che pesa. La quiete, in verit\u00e0, \u00e8 un esercizio faticoso. Non tutti possono reggerla.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>La calma \u00e8 un muscolo\u2026 anche un po\u2019 testardo<br>La calma si coltiva. \u00c8 come un campo: va seminata, nutrita, protetta da tutto ci\u00f2 che vorrebbe entrare senza bussare. Prova a stare due minuti senza fare nulla, suggerisce Fromm. Non a dormire, non a pianificare. Solo a essere. Ti accorgerai che \u00e8 pi\u00f9 difficile di quanto sembri.<br>Pensieri piccoli e grandi faranno la fila: l\u2019ultima e-mail ricevuta, il messaggio lasciato in sospeso, la sensazione di dover essere \u201caltrove\u201d. Il difficile non \u00e8 pensare, ma smettere.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Intervista alla dott.ssa Lo Giudice \u2013 Vivere meglio lo stress grazie alla Mindfulness<br>Psicologa e istruttrice esperta di mindfulness e del protocollo MBSR, la dott.ssa Lo Giudice lavora da anni sull\u2019applicazione di queste pratiche per la gestione dello stress e il miglioramento del benessere mentale.<br>Dottoressa, in un\u2019epoca in cui tutto sembra correre, cosa pu\u00f2 fare la differenza per ritrovare la calma?<br>\u00abCome scrive Isabella Schiavone nel suo libro Pratico Ergo Sum: In una societ\u00e0 che corre velocemente, la capacit\u00e0 di metterci in ascolto di noi stessi e degli altri \u2013 portando consapevolezza ai pensieri e alle azioni \u2013 \u00e8 quanto mai essenziale per ritrovare il nostro centro. Esistono pratiche che possono influenzare moltissimo la quotidianit\u00e0 e portare un profondo cambiamento interiore, cambiamento che pu\u00f2 riflettersi anche sulla societ\u00e0.\u00bb<br>Cos\u2019\u00e8, in poche parole, la mindfulness?<br>\u00abLa mindfulness \u00e8 la consapevolezza che sorge dal prestare attenzione, intenzionalmente, al momento presente e in modo non giudicante. \u00c8 una risorsa umana innata: se coltivata attraverso la pratica ci consente di scegliere quali risposte dare, rendendoci pi\u00f9 flessibili e capaci di trovare soluzioni creative. Tutto ci\u00f2 aumenta il nostro senso di autoefficacia e minimizza gli effetti dello stress.\u00bb<br>La scienza cosa dice al riguardo?<br>\u00abNegli ultimi anni la medicina tiene sempre pi\u00f9 conto delle interazioni corpo-mente. Si \u00e8 sviluppata la ricerca sulla riduzione dello stress mediante la consapevolezza e sono state pubblicate numerose ricerche che ne dimostrano le applicazioni cliniche. L\u2019MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction Program) \u00e8 un percorso di otto settimane per la riduzione dello stress basato sulla mindfulness e sviluppato da Jon Kabat-Zinn presso la Medical School, University of Massachusetts (USA) a partire dal 1979. Nel Programma si utilizzano il respiro e le sensazioni corporee per aiutare la persona a centrarsi su di s\u00e9 nel qui ed ora, a gestire lo stress e a coltivare migliori abilit\u00e0 di attenzione e concentrazione. Nel percorso proposto non \u00e8 l\u2019esperienza che si vuole trasformare ma il modo di \u201cessere\u201d nell\u2019esperienza.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Conclusione: scegli il t\u00e8, non la tempesta<br>Mantenere la calma non \u00e8 solo una reazione, \u00e8 una scelta. In un mondo iperattivo, iperreale e iperconnesso, scegliere la calma \u00e8 come scegliere il silenzio in mezzo al rumore: rivoluzionario.<br>Forse mantenere la calma non \u00e8 mai stato facile, in nessuna epoca. Ma oggi, fra il rumore di fondo del digitale e la fretta sociale, \u00e8 diventata una forma di resistenza silenziosa. Non serve scalare montagne n\u00e9 fare ritiri monastici: basta allenarsi a restare presenti, anche solo per pochi istanti; perch\u00e9, come ci ricordano filosofi, poeti e pratiche antiche, il vero lusso non \u00e8 avere tempo\u2026 ma saperlo abitare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cA una mente tranquilla l\u2019universo intero si arrende.\u201d \u2014 Chuang-tzu Nell\u2019epoca delle notifiche incessanti, degli algoritmi che sanno tutto di noi e dell\u2019ansia da prestazione persino nel relax (hai meditato almeno 10 minuti oggi?), mantenere la calma \u00e8 diventato un atto quasi rivoluzionario. Lo era anche ieri, se vogliamo essere onesti: Seneca, in una lettera a Lucilio, scriveva che \u201cla collera \u00e8 breve follia\u201d e invitava i suoi lettori all\u2019atarassia, l\u2019imperturbabilit\u00e0 dell\u2019anima.Eppure oggi, in un mondo che corre alla velocit\u00e0 di TikTok, dove lo scroll \u00e8 diventato gesto rituale e la soglia dell\u2019attenzione \u00e8 pi\u00f9 bassa di un Lillipuziano, keep calm non \u00e8 soltanto un<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/08\/14\/keep-calm-unarte-antica-un-bisogno-moderno\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":1770,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[129],"tags":[144],"ppma_author":[53],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-celestina","4":"post-1768","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-196-agosto-2025","9":"post_tag-mindfulness"},"authors":[{"term_id":53,"user_id":35,"is_guest":0,"slug":"celestina","display_name":"Celestina Iann\u00ec","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/ianni.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/ianni.jpg"},"0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/35"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1768"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1768\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1773,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1768\/revisions\/1773"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1768"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=1768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}