{"id":1744,"date":"2025-08-14T00:01:00","date_gmt":"2025-08-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1744"},"modified":"2025-08-10T10:25:20","modified_gmt":"2025-08-10T08:25:20","slug":"mantenere-la-posizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/08\/14\/mantenere-la-posizione\/","title":{"rendered":"Mantenere la posizione!"},"content":{"rendered":"\n<p>Cercando su Google la voce mantenere, appare una definizione che distingue tra un uso transitivo del verbo con il significato di tenere a lungo, far durare e rimanere inalterato, conservare in una certa condizione, tenere fede a un patto, rispettare, provvedere dei mezzi necessari per vivere, sostenere economicamente, e un uso riflessivo declinato, tra le altre voci, come rimanere in una certa condizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendendo spunto da quest&#8217;ultima accezione cerco di spiegarne il senso muovendomi tra l&#8217;esperienza personale e il percepito sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa si intenda con rimanere in una certa condizione da un punto di vista fisico o meccanico \u00e8 abbastanza ovvio: posta la stabilit\u00e0 di alcune condizioni la materia manterr\u00e0 il suo stato di moto o di inerzia; ma dal punto di vista psicologico e sociale le cose cambiano, perch\u00e9 l&#8217;uomo a differenza della materia pu\u00f2 scegliere di rimanere in una certa condizione o meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Mantenere una posizione, a dispetto di condizioni fisiche estremamente disagevoli, come in occasione di uno sciopero della fame per ottenere qualcosa che si ritenga profondamente giusto, \u00e8 qualcosa che si vede frequentemente e ci dice che la volont\u00e0 pu\u00f2 in qualche modo ribellarsi alle esigenze fisiche, quasi avesse un potenziale energetico tale da sovvertire le regole della sopravvivenza, ma l&#8217;esistenza delle persone volubili dimostra il contrario.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo svolgimento della vita di ognuno di noi infatti ci dimostra che talvolta ci ostiniamo a rimanere in una condizione sfavorevole e altre volte ci sottraiamo da una condizione che sicuramente ci farebbe stare bene. Schopenhauer, a tal proposito, diceva approssimativamente che la vita somiglia un pendolo che oscilla tra dolore, dovuto alla permanenza di uno stato di desiderio che difficilmente si pu\u00f2 realizzare, e noia, che \u00e8 la reazione successiva e immediata al soddisfacimento del desiderio, sottolineando la fragilit\u00e0 della condizione umana che segue dinamiche che niente hanno a che fare con la razionalit\u00e0 che, invece, nell&#8217;universo hegeliano reggeva tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi perch\u00e9 alcune condizioni non desiderabili sono mantenute e altre desiderabili, sono estremamente volatili? In un certo senso questa forma di masochismo sociale \u00e8 retaggio di una cultura che si fonda sulla dinamica tra peccato e senso di colpa, che \u00e8 propria del cattolicesimo che sta alla base delle culture occidentali, e che identifica il piacere con la tendenza verso il male e il sacrificio come la premessa alla beatitudine, almeno se si vuole dare retta a Nietzsche, ma \u00e8 anche una tendenza che \u00e8 stata problematizzata oltremisura nel contesto di complessit\u00e0 sociale che caratterizza la nostra contemporaneit\u00e0. In un mondo fondato sulla tradizione il mantenimento della propria condizione era ci\u00f2 su cui proprio la tradizione si fonda, ma possiamo ancora applicare soluzioni vecchie a problemi nuovi? Che fosse semplice, ancorch\u00e9 costrittivo, vivere in un mondo in cui tutto era delineato in modo preciso e a cui dovevi adeguarti oppure ribellarti prendendo la direzione opposta, \u00e8 palese, ma \u00e8 possibile pensare che se rinunciassimo a questa complicata libert\u00e0 riusciremmo ad adeguarci all&#8217;idea di mantenere la posizione che la societ\u00e0 ha scelto per noi?<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, siamo veramente liberi di determinare il nostro posto nel mondo?<\/p>\n\n\n\n<p>Le risposte a queste domande, ovviamente, non \u00e8 semplice, perch\u00e9 richiederebbe una generalizzazione non sempre possibile, una generalizzazione che fa torto ad alcune persone e ad alcuni fatti, ma il concetto stesso di ricerca sociologia procede per generalizzazioni il pi\u00f9 possibile condivisibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora cosa facciamo?<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo spostarci dal piano sociale e collettivo a quello individuale, o meglio ancora dalla realt\u00e0 sociale a quella che ognuno di noi percepisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Berkeley \u00e8 famoso per il motto \u201cEsse est percipi\u201d, l&#8217;essere \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 percepito , e se questo pensiero sembrerebbe una forzatura se lo si considera alla lettera, \u00e8 vero che in una societ\u00e0 dell&#8217;immagine diffusa e condivisa \u00e8 la percezione quella che conta. Inoltre a livello individuale, la mia percezione personale \u00e8 alla fine decisiva per la valutazione della mia condotta di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo allora alla domanda iniziale? Perch\u00e9 manteniamo condizioni gravose e sorvoliamo su quelle che ci fanno stare bene? \u00c8 sempre una questione di percezione, ovvero lo scontro tra la percezione sociale, la percezione dell&#8217;altro da noi, e la percezione del nostro io, scontro in cui spesso si fa prevalere la prima, come gi\u00e0 ci diceva Pirandello, in una dinamica che non pu\u00f2 che condurci a comportamenti nevrotici e a un malessere che ci appare, erroneamente, necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non ho una soluzione che ci possa condurre verso una maggiore serenit\u00e0, ma ho capito, ed \u00e8 una banalit\u00e0, che il processo di straniamento e di alienazione che stiamo vivendo grazie alla rivoluzione informatica, \u00e8 un processo infelice ma attraente, illusorio e deludente, un processo da consapevolizzare perch\u00e9 si possa procedere verso un cambio di paradigma che oggi appare pi\u00f9 necessario che mai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cercando su Google la voce mantenere, appare una definizione che distingue tra un uso transitivo del verbo con il significato di tenere a lungo, far durare e rimanere inalterato, conservare in una certa condizione, tenere fede a un patto, rispettare, provvedere dei mezzi necessari per vivere, sostenere economicamente, e un uso riflessivo declinato, tra le altre voci, come rimanere in una certa condizione. 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