{"id":1679,"date":"2025-08-14T00:01:00","date_gmt":"2025-08-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1679"},"modified":"2025-08-07T14:30:55","modified_gmt":"2025-08-07T12:30:55","slug":"salute-un-bene-prezioso-da-conservare-gelosamente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/08\/14\/salute-un-bene-prezioso-da-conservare-gelosamente\/","title":{"rendered":"Salute: un bene prezioso da conservare gelosamente"},"content":{"rendered":"\n<p>6 aprile 2024.<\/p>\n\n\n\n<p>Un sabato come tanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Unica differenza, il prelievo presso un laboratorio analisi, dopo cinque anni che non facevo controlli.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, ritornata a casa, solite faccende domestiche, preparazione del pranzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto scorre lento.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle 12,30 una telefonata, un numero che non conosco.<\/p>\n\n\n\n<p>Una voce maschile all\u2019altro capo mi chiede: \u201cLa Signora Leggio? \u2013 Si, sono io. &#8211; Signora \u00e8 il laboratorio analisi. I valori dei suoi esami sono tutti fuori norma, soprattutto la creatinina. Deve correre immediatamente ai ripari.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Panico, apro la mail con allegate le analisi, vedo asterischi rossi dappertutto, scorro cercando creatinina: 6,72 . Guardo il Range, da 0,50 a massimo 0,90.<\/p>\n\n\n\n<p>Che vuol dire? Che faccio? \u00c8 sabato, la mia curante non c\u2019\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiamo mia cugina Marta, responsabile di un laboratorio analisi a Catania, le spiego la situazione e le giro le analisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi richiama subito e mi dice:\u201d Guarda, non voglio farti preoccupare, per\u00f2 \u00e8 meglio che tu vada al pronto soccorso perch\u00e9 questi valori devono rientrare\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 calma, quasi rassicurante. Ho saputo dopo che, appena staccato, ha chiamato i miei fratelli dicendogli di portarmi immediatamente in ospedale perch\u00e9 ero gi\u00e0 in acidosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accompagnano e rimaniamo ore in fila. Finalmente mi chiamano, iniziano a farmi prelievi, visite, esami, tac, ecografia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorno in sala d\u2019attesa. In tarda serata, di nuovo il mio nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzo e vedo venirmi incontro un infermiere e una bella donna che capisco essere un medico. Ho saputo mesi dopo che era la dottoressa Musumeci.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guarda e, rivolgendosi all\u2019infermiere, dice:\u201d Ma la signora sta ancora in piedi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi allarmo, penso, che succede? Perch\u00e9 dice cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVenga, signora. Dobbiamo parlare\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Entriamo in una saletta, ci sediamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guarda con aria gentile \u201cSignora, la situazione \u00e8 molto grave. Lei \u00e8 a un passo dalla dialisi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una sensazione terribile quella che mi assale. Mi sento crollare il mondo addosso. Tremo come una foglia. Non piango solo per ritegno. Sono letteralmente terrorizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiede se ho dolori, nausea altri sintomi. Continuo a rispondere no, sto bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiama il reparto nefrologia di Modica e chiede un ricovero urgente.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi trattengono tutta la notte, una flebo appesa. La mattina passa uno dei medici per la dimissione. Gli chiedo \u201cDottore ma i miei reni sono compromessi? \u2013 Si, entrambi, mi dispiace\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il luned\u00ec rientro al lavoro, cerco di non pensarci, inizio a preparare quello che devo portare in ospedale. Il mercoled\u00ec mi chiamano. Venerd\u00ec devo ricoverarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Scendiamo insieme a mio fratello, raggiungiamo il reparto nefrologia e attendiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un po&#8217; esce un infermiere e mi dice che \u00e8 tutto pronto. Mi accoglie una dottoressa, Alessandrello che, molto professionale, mi chiede mille notizie a cui cerco di rispondere in modo puntuale ma sono in preda all\u2019ansia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accompagnano in camera, mi dicono di mettermi in pigiama e fanno andare via mio fratello. Iniziano a farmi elettrocardiogramma, misurazione pressione, peso, prelievo.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimango sola. Mi sdraio. Mille pensieri mi affollano la mente:\u201d Che mi succede? Perch\u00e9 proprio a me?\u201d E su tutte due domande:\u201d \u00c8 colpa mia? Se mi fossi controllata periodicamente, avrei potuto fare qualcosa?<\/p>\n\n\n\n<p>Passano tre giorni, tra analisi, terapie.<\/p>\n\n\n\n<p>Al telefono e agli amici stretti che mi vengono a trovare mi mostro serena, perfino allegra. Ma dentro di me ho uno tsunami in corso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il luned\u00ec, la Dottoressa Lipari, mi dice che mi dimettono in giornata, che purtroppo la creatinina, nonostante le cure, non si abbassa. che i miei reni sono rinsecchiti<\/p>\n\n\n\n<p>E poi la sentenza definitiva\u201d L\u2019unica scelta che lei ha \u00e8 la dialisi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Le chiedo disperata come posso fare, io lavoro, come posso assentarmi?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi spiega che ho due opzioni: l\u2019emodialisi da fare un giorno s\u00ec e uno no, oppure la dialisi peritoneale che si pu\u00f2 fare anche a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci rifletto e dapprima opto per questa seconda soluzione. Ma arrivata a Ragusa, molti sconsigliano questa procedura, \u00e8 pericolosa, pu\u00f2 facilmente causare peritonite.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorno sulle mie decisioni e scelgo l\u2019emodialisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricoverano per farmi la fistola da dove ci si collega all\u2019emodialisi ma, nel momento in cui mi fanno l\u2019ecografia alle braccia, le mie vene risultano essere troppo sottili e non idonee a quel trattamento, viene anche il primario, Dottor Morale che mi dice che devo optare per la peritoneale.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo supplico di tentare con un catetere al collo, gli dico che ho paura, che non so se riesco a gestire da sola tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi dice con una voce e uno sguardo comprensivo: \u201d Signora, non ha altre possibilit\u00e0. Deve fare la peritoneale, non \u00e8 una questione di scelta. Ma non si preoccupi: non la lasceremo sola!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec \u00e8 stato. Ho affrontato un piccolo intervento per posizionare il catetere di Tenkhoff nel mio addome e sono tornata a casa con una cicatrice, un buco in pancia e questo compagno di vita, piccolo e discreto a ricordarmi, se ce ne fosse bisogno, la mia nuova condizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho iniziato un mese dopo la terapia di dialisi peritoneale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 venuto uno specialist da Palermo, Nino Barbera, che ringrazio per la pazienza e la puntigliosit\u00e0 con cui mi ha spiegato cosa fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stata affidata a una giovane nefrologa, la Dottoressa Fortunata Zirino.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 iniziato il periodo che io definisco di arresti domiciliari.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni 4 ore dovevo essere in casa per effettuare la seduta. Ho dovuto fare mille altri ricoveri. Ho scoperto di essere allergica a quasi tutti gli antibiotici. Ho avuto cali di pressione impressionanti, dicono normali nei nefropatici, insieme a quella che si definisce anemia secondaria Sono stati mesi d\u2019inferno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero talmente scoraggiata che ho detto alla dottoressa\u201d Sa? Ho l\u2019impressione che il mio corpo mi stia abbandonando. Non ce la fa pi\u00f9, non sopporta pi\u00f9 nulla\u201d e lei di rimando \u201cNo, signora. Si sbaglia. Il suo corpo si sta risvegliando!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E aveva ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quell\u2019ultimo ricovero a settembre ho iniziato a risalire la china.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho cominciato a stare meglio, a recuperare le forze e la voglia di vivere. Ho ripreso a curare i miei interessi, i rapporti con i miei amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo \u00e8 vero che la mia vita \u00e8 stata stravolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sto pagando un prezzo alto in termini di libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho dovuto eliminare ogni fonte di polvere, quindi via tende, tappeti, libri, molti soprammobili. Non posso pi\u00f9 caricare pesi. Devo stare attenta a molte cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli che erano gesti usuali sono divenuti complicati. Anche fare una semplice doccia \u00e8 un\u2019odissea.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna a dicembre mi hanno consegnato una macchina che consente di effettuare la dialisi di notte. Una meraviglia della tecnologia, collegata a una piattaforma in Belgio, per cui ogni mia seduta dialitica viene monitorata.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora la qualit\u00e0 di vita \u00e8 nettamente migliorata. Sono libera tutto il giorno e la sera devo solo collegarmi e la macchina fa tutto da sola. Con il suo rumore di sottofondo, leggero, come uno sciabordio di onde, Claria accompagna le mie notti.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizier\u00f2 a breve il percorso per il trapianto, sperando che vada bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi chiederete perch\u00e9 vi racconto di questa mia condizione molto intima e personale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 perch\u00e9 voglio che, attraverso queste righe passi un messaggio: conservate la vostra salute, perch\u00e9 solo nel momento in cui la si perde ci si rende conto di quanto sia importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Fate prevenzione, controllate spesso che sia tutto a posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ignorate i segnali che il corpo ci manda.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ho sbagliato: ero lenta, sonnolenta, senza appetito, dimagrivo in modo impressionante (sono passata da 65 a 47 kg), ma pensavo che fosse solo un periodo di noia, di cattivo umore. No. Il mio corpo continuava a manifestare in modo chiaro che non funzionava bene. Ero io che non ascoltavo!<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi non abbiate timore di chiedere spiegazioni ai medici, non procrastinate con le mille scuse che tutti ci creiamo: la mancanza di tempo, il lavoro, prima o poi vado.<\/p>\n\n\n\n<p>Agite tempestivamente, amatevi!<\/p>\n\n\n\n<p>In tutto ci\u00f2 devo ringraziare Dio che, da credente, penso mi abbia aiutato dandomi la forza di reagire, di rimboccarmi le maniche, e mi abbia concesso soprattutto la pazienza. E la consapevolezza che, tutto sommato, sono fortunata ad avere una patologia, pesante \u00e8 vero, ma governabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo e voglio ringraziare i miei fratelli, le mie cognate, i miei nipoti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono cosciente di aver caricato sulle loro spalle un peso non indifferente.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei genitori che da lass\u00f9, sono certa, mi proteggono.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei parenti. Le mie cugine, Rosanna, Marta, Maria Grazia, che mi supportano quotidianamente con la loro presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Le mie sorelle del cuore, Gina e Sara e il mio amico carissimo Antonio La Monica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stati sempre vicini, dandomi coraggio e per loro ho trovato la capacit\u00e0 di tirar fuori un sorriso anche quando mi sentivo morire.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei ex datori di lavoro, Diletta, Sara, Carmelo che hanno coperto le mie assenze invitandomi a curarmi serenamente perch\u00e9 mi avrebbero aspettato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ringrazio tutti i miei amici che mi sono stati accanto anche solo con una parola.<\/p>\n\n\n\n<p>E ringrazio anche quelli che sono spariti appena hanno saputo. Non gliene voglio. Capisco che la malattia pu\u00f2 incutere timore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ringrazio il reparto nefrologia di Modica, il Primario Dottor Morale, tutto lo staff medico, i dottori Alessandrello, Sessa, Lipari, Tigano, Ficarra, Messina, Galeano, l\u2019infermiere Angelo Medica, il Signor Rizza, gli infermieri tutti, il personale Oss e Osa, (chiedo venia se ho dimenticato qualcuno), perch\u00e9 mi hanno restituito alla vita!<\/p>\n\n\n\n<p>Ultima ma non ultima la dottoressa Fortunata Zirino, mio faro nel buio!<\/p>\n\n\n\n<p>Sono affidata a Lei che mi segue amorevolmente e con grande bravura e professionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Che risponde alle mie domande, molte volte sciocche, che mi incoraggia quando non tutto va come si deve, che sorride insieme a me quando invece procede bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 noi ammalati cronici, e s\u00ec ormai \u00e8 questo che sono, siamo fragili.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo bisogno di rassicurazioni, di sentirci in mani sicure.<\/p>\n\n\n\n<p>La ringrazio dal profondo del cuore per esserci sempre!<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie a tutti voi, vi sar\u00f2 eternamente grata.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non dimentico!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">P.S. qualche giorno dopo aver scritto quest\u2019articolo, ho fatto il consueto controllo mensile in ospedale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mentre attendevo l\u2019ascensore per andare via, un uomo alle mie spalle ha fatto una battuta sulla velocit\u00e0 dell\u2019ascensore. Ho risposto ridendo che s\u00ec, \u00e8 troppo veloce. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Siamo saliti e mi chiede se faccio dialisi. Rispondo di s\u00ec, la peritoneale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mi dice che la nefrologa gli ha detto di scegliere: deve fare emodialisi o dialisi peritoneale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mi dice \u201cHo paura\u201d <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Cerco di rassicuralo e mi chiede se pu\u00f2 farmi delle domande. Mi espone i suoi dubbi, le sue paure. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00c8 ancora giovane, 49 anni, un ragazzone di un metro e novanta. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ci raccontiamo a vicenda le nostre vicissitudini. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">A tratti ha le lacrime agli occhi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Devo dire che mi ha profondamente commosso. Mi \u00e8 sembrato di rivedere me stessa, un anno fa. Terrorizzata da quel che mi aspettava. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sono stata molto onesta: gli ho detto che i primi mesi sono duri, poi ci si abitua e nel momento in cui si inizia la notturna automatizzata la vita cambia in meglio. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mi ha salutato con un abbraccio, ringraziandomi per le mie parole che gli hanno dato coraggio. E ci siamo dati appuntamento ai prossimi controlli. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Dai Francesco! Vedrai che anche tu tornerai a riappropriarti della tua vita. Ti auguro di avere tanta forza e pazienza perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre una via d\u2019uscita. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Buona fortuna!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>6 aprile 2024. Un sabato come tanti. Unica differenza, il prelievo presso un laboratorio analisi, dopo cinque anni che non facevo controlli. 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