{"id":1482,"date":"2025-07-14T00:01:00","date_gmt":"2025-07-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1482"},"modified":"2025-07-10T10:38:34","modified_gmt":"2025-07-10T08:38:34","slug":"costruire-la-storia-della-chiesa-di-s-antonio-da-padova-a-militello-in-val-di-catania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/07\/14\/costruire-la-storia-della-chiesa-di-s-antonio-da-padova-a-militello-in-val-di-catania\/","title":{"rendered":"Costruire, la storia della chiesa di S.Antonio da Padova a Militello in Val di Catania"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"s3\">Da bambino, durante una delle nostre passeggiate per le strade di Militello, mio nonno materno mi port\u00f2 alla chiesetta di Sant\u2019Antonio da Padova.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trova quasi in un angolo, in fondo alla via Pietro Carrera, quel lungo capillare che parte dalla centrale piazza Vittorio Emanuele (in paese chiamata piazza Santa Nicola), passa sotto il retro dell\u2019antico palazzo nobiliare di famiglia, e sfocia nella zona di levante del paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio nonno mi mostrava la particolarit\u00e0 del campanile, a fasce bianche e nere, ricostruito da un mastro scalpellino subito dopo il terribile sisma del 1693.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi diceva che oggi (ed erano gli anni \u201970) nessuno riuscirebbe a fare un lavoro del genere.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019indomani di quella sciagura, bast\u00f2 semplicemente un abile artigiano della pietra per costruire un nuovo campanile al posto di quello crollato gi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"678\" height=\"925\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/img_1524-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1479\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/img_1524-1.jpg 678w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/img_1524-1-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/img_1524-1-403x550.jpg 403w\" sizes=\"auto, (max-width: 678px) 100vw, 678px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>La chiesa di S. Antonio da Padova<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Una delle frasi di mio nonno che maggiormente mi colp\u00ec \u2013 osservando&nbsp;quello spiazzo lievemente reclinato&nbsp;\u2013&nbsp;riguardava il fatto (reale) che questa chiesa sia stata una \u2018costruzione senza fine\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho voluto condividere questa riflessione con un carissimo amico di mio padre, probabilmente il maggiore conoscitore e studioso della storia di Militello in Val di Catania: Mario Abbotto, autore di numerose pubblicazioni proprio sul borgo (attualmente) pi\u00f9 famoso d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>E la mia ideale passeggiata con lui parte proprio da quello spiazzo nel quale \u2013 secondo una&nbsp;<em>traditio<\/em>&nbsp;sospesa tra leggenda e possibilit\u00e0 \u2013 Sant\u2019Antonio da Padova si ripos\u00f2 durante il suo cammino, da&nbsp;<em>Leontin\u00f2i<\/em> verso le pendici degli iblei.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u201cMario, ma \u00e8 possibile che il Santo di Padova si sia fermato proprio qui?\u201d<\/em><\/strong><br><em>\u201cE non solo lui. Si dice che anche San Francesco sia passato da qui, risalendo lungo il Vallone di&nbsp;Loddiero. In quell\u2019epoca, tale strada era molto usata, perch\u00e9 permetteva il transito&nbsp;fra l\u2019entroterra dell\u2019isola e lo Scalo di Agnone, nel territorio di Lentini. Questo scalo oggi non esiste pi\u00f9: ma fino al 1700 era utilizzato per il suo approdo naturale delle imbarcazioni provenienti dalle coste africane, in quanto protetto da due alture che permettevano al mare un percorso serpentino fino a questo bacino, oggi completamente coperto da rigogliosi agrumeti.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u201cQuindi nulla toglie che anche il Santo di Assisi sia passato da qui.\u201d<\/em><\/strong><br>&#8220;<em>Esatto. Ne abbiamo notizie in quanto fra\u2019 Paolo da Venezia, il quale avr\u00e0 personalmente conosciuto Francesco, aveva costruito nel 1235 un convento e la chiesa, laddove oggi sorgono il convento dei Cappuccini e&nbsp;l\u2019\u201cImmacolata\u201d (volgarmente cos\u00ec chiamata), su un pianoro pi\u00f9 a monte rispetto a quella antica strada di transito, non distante comunque dallo spiazzo in cui si trova attualmente la chiesa di Sant\u2019Antonio. Fra\u2019 Paolo&nbsp;venne trucidato da malfattori, perch\u00e9 creduto in possesso di ingenti somme.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u201cTornando alla chiesa di Sant\u2019Antonio: quando venne costruita? Preesisteva un tempietto o una costruzione sacra, in questa zona? \u00c8 vero che in questo punto siamo fuori dal borgo medioevale?\u201d<\/em><\/strong><br><em>\u201cLa notizia certa \u00e8 che i devoti di Sant\u2019Antonio dovettero iniziare a costruire la chiesa nel 1503 sulla base di storie tramandatesi nel corso dei secoli. Questa zona si chiamava&nbsp;<\/em>Carrubbara<em>, e si trovava fuori dal borgo, comunque non distante dal Castello.&nbsp;La chiesa&nbsp;sorse con prospetto a ponente, in quanto i festeggiamenti del Santo (12 e 13 giugno) cadevano \u201c<\/em>con tempo caldo e notte breve<em>\u201d. Venne completata, con lavori pressoch\u00e9 continui,&nbsp;nel 1574, e sopra l\u2019ingresso venne apposta una lapide con l\u2019incisione&nbsp; \u201c<\/em><strong>Hic&nbsp;ubi&nbsp;an. MDIII hoc&nbsp;erectum est&nbsp;templum&nbsp;B. Antonius&nbsp;fatigatus&nbsp;ex itinere&nbsp;sedisse traditur<\/strong><em>\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cQuale aspetto aveva la chiesa? Quanto ne vediamo oggi corrisponde al disegno originario,&nbsp;a parte il campanile?\u201d<\/strong><br><em>\u201cLa chiesa era certamente pi\u00f9 grande. I lavori vennero ultimati dopo oltre settant\u2019anni, nel 1574: e questo lo si desume dall\u2019iscrizione sulla chiave della cupoletta con lanterna cieca esagonale, sopra la zona presbiteriale. Si presentava con rimandi di architettura medioevale, e con una preziosit\u00e0 accattivante, equilibrata e modesta che, insieme al grazioso lanternino dell\u2019abside, dona ancora oggi alla costruzione rari tocchi di raffinata eleganza costruttiva. Considera per\u00f2 che i lavori alla chiesa furono continui, sub\u00ec anche diverse riparazioni, e &#8211; da un certo momento in poi &#8211; anche lavori di riconfigurazione, in modo da adeguare la struttura ed il suo piano sghembo agli scossoni ed alle erosioni di questa zona. In questo modo, purtroppo, perdendo anche qualcosa nella sua cifra storica e stilistica\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/cd3943c538590b7abf1813dc774fe45d-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1481\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/cd3943c538590b7abf1813dc774fe45d-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/cd3943c538590b7abf1813dc774fe45d-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/cd3943c538590b7abf1813dc774fe45d-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/cd3943c538590b7abf1813dc774fe45d-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/cd3943c538590b7abf1813dc774fe45d-1-425x319.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/cd3943c538590b7abf1813dc774fe45d-1.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Particolare del prospetto<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>\u201cIl terremoto del 1693 fu un vero disastro per molte chiese di Militello, e dunque anche per questa. Diversi anni prima c\u2019era stato anche un importante incendio, tra l\u2019altro, che aveva coinvolto diversi edifici del borgo\u2026\u201d<\/strong><br><em>\u201cL\u2019incendio scoppi\u00f2 nel 1618, ad essere coinvolta fu principalmente la chiesa di Santa Maria della Stella. Ma il terremoto del 1693 fu una sciagura per tutto il paese e per i principali monumenti. La chiesa di Sant\u2019Antonio da Padova fu riparo delle parrocchialit\u00e0 di Santa Maria della Stella e anche della chiesa di San Nicol\u00f2 la Vecchia, interamente crollata. Al punto che il fonte battesimale, tra le altre opere, di forma ottagonale ed in pietra calcarea locale, venne messo a riparo nell\u2019orto attiguo\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cMio nonno mi raccontava che il campanile di questa chiesa croll\u00f2 proprio col terremoto\u201d<\/strong><br><em>\u201cCroll\u00f2 del tutto. E tocc\u00f2 ad un artigiano della pietra ricostruirla, mastro Antonio Scir\u00e9 Giarro, tra l\u2019altro padre di un prelato locale. Inizi\u00f2 nel 1716 e termin\u00f2 tre anni dopo. Altern\u00f2 le fasce in pietra di arenaria con quelle in pietra lavica, con la cuspide sommitale, controbilanciando in maniera ingegnosa il campanile con la pendenza del piano, nella speranza che potesse resistere nel tempo anche ai fenomeni di bradisismo\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cMi pare che croll\u00f2 anche il soffitto ligneo, simile a quello della chiesa della Catena, il quale per\u00f2 \u00e8 rimasto intatto fino ai giorni nostri.\u201d<\/strong><br><em>\u201cNon erano dissimili, i due soffitti. Quello della chiesa della Catena \u00e8 per\u00f2 del secolo successivo, databile 1674. Dunque, \u00e8 probabile abbiano inciso sia le evolute tecniche di costruzione d\u2019un tale tipo di soffitto, sia la zona in cui la chiesa \u00e8 stata costruita. In ogni caso, la chiesa della Catena presenta un piano rialzato, che meglio ha resistito al tremendo urto del sisma\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"871\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1c93c68e82775e6ffb25cec41eb43faa-1-1024x871.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1480\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1c93c68e82775e6ffb25cec41eb43faa-1-1024x871.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1c93c68e82775e6ffb25cec41eb43faa-1-300x255.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1c93c68e82775e6ffb25cec41eb43faa-1-768x654.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1c93c68e82775e6ffb25cec41eb43faa-1-1536x1307.jpg 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1c93c68e82775e6ffb25cec41eb43faa-1-425x362.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1c93c68e82775e6ffb25cec41eb43faa-1.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Particolare della chiesa della Catena, con soffitto ligneo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>\u201cI lavori principali a quale periodo risalgono? Nei tuoi scritti ho letto di lavori pressoch\u00e9 continui nel 1700, post cataclisma, ma anche databili nel 1800.\u201d<\/strong><br><em>\u201cDi sicuro nel 1721 vi furono lavori sostanziali, la chiesa venne rimpicciolita. Ma anche nel 1838, allorch\u00e9 venne riparato &#8211; diciamo cos\u00ec &#8211; il soffitto ligneo irrimediabilmente compromesso, con lavori di muratura e travi trasversali. Nel corso dei secoli, in generale, vennero per\u00f2 create sei cappelle laterali, in pietra calcarea locale, sul lato di levante. Addirittura, nel 1982 vi furono eseguiti lavori di ricognizione, volti a trovare segni delle primitive strutture cinquecentesche. Tali lavori portarono alla luce unicamente una porta laterale, lacerti di affresco, oltre a una certa approssimazione nelle opere ottocentesche di consolidamento\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Parlare di Militello con Mario apre orizzonti e curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, oltre alla sua voce, per lui parlano anche i suoi scritti. E la sua disponibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, mi sono ritrovato davanti a questa tastiera a digitare su file la storia di questa chiesa: una delle oltre trenta &#8211; alcune delle quali scomparse &#8211; che hanno costellato e ancora splendono in paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa in particolare, con la sua storia di costruzioni e ricostruzioni senza fine, di silenzio discreto e di rinuncia alla perfezione, fatta anche di accoglienza e di opere lignee (quelle sopravvissute si trovano esposte al Museo di San Nicol\u00f2), mi ha riportato alla mente un brano di Niccol\u00f2 Fabi, dal titolo (guarda un po\u2019) \u201c<em>Costruire<\/em>\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&lt;&lt;\u2026e tutto il resto \u00e8 giorno dopo giorno \/ e giorno dopo giorno \u00e8 \/ silenziosamente costruire \/ e costruire \u00e8 sapere \/ \u00e8 potere rinunciare alla perfezione\u2026&gt;&gt;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cIl Capitano Mario Abbotto, ufficiale dei Carabinieri, si definisce studioso appassionato della storia di Militello in Val di Catania, pi\u00f9 che uno storico. Presidente dell&#8217;Archeoclub di Acireale, nonch\u00e9 da 60 anni Presidente dell&#8217;Associazione Nazionale Carabinieri. Nato e cresciuto tra antichi documenti, ha coltivato la sua passione fino a divenire riferimento storico, grazie alla guida del Prof. Di Fazio e dell&#8217;ing. Tomarchio. Ha dato alle stampe nel 2008 il volume, &#8220;Militello in Val di Catania nella storia&#8221;, tiene conferenze sulla Sicilia, collabora con la rivista &#8220;Agor\u00e0&#8221;. \u201c<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da bambino, durante una delle nostre passeggiate per le strade di Militello, mio nonno materno mi port\u00f2 alla chiesetta di Sant\u2019Antonio da Padova. Si trova quasi in un angolo, in fondo alla via Pietro Carrera, quel lungo capillare che parte dalla centrale piazza Vittorio Emanuele (in paese chiamata piazza Santa Nicola), passa sotto il retro dell\u2019antico palazzo nobiliare di famiglia, e sfocia nella zona di levante del paese. Mio nonno mi mostrava la particolarit\u00e0 del campanile, a fasce bianche e nere, ricostruito da un mastro scalpellino subito dopo il terribile sisma del 1693. 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