{"id":1399,"date":"2025-06-14T00:01:00","date_gmt":"2025-06-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1399"},"modified":"2025-06-10T14:32:52","modified_gmt":"2025-06-10T12:32:52","slug":"torno-da-te","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/06\/14\/torno-da-te\/","title":{"rendered":"Torno da te"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abAntonio. Antonio. Antonio\u00bb, url\u00f2 Giovanna, in piena notte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNonna, ma che\u2026? Nonna. Che ore sono?\u00bb, rispose Amelia ancora assonnata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTu chi sei? Perch\u00e9 sei qui? Antonio! Antonio!\u00bb, Giovanna guardava la stanza intorno a lei ma non riconosceva il luogo in cui si trovava. Tutto intorno le era completamente sconosciuto e la persona che aveva di fronte era un viso estraneo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNonna. Sono Amelia, tua nipote\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAmelia? Antonio, dov\u2019\u00e8 Antonio? Voglio Antonio. Tu non sei Antonio\u00bb, rispose Giovanna con rabbia, alzando la voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAntonio\u2026 nonna, Antonio non \u00e8 qui, tra poco torna, rimettiti a letto tranquilla\u00bb, la confort\u00f2 Amelia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon mi toccare, vattene. Antonio! Antonio!\u00bb. La voce di Giovanna si alz\u00f2 ancora di qualche decibel. Era arrabbiata, cercava delle risposte che quella fanciulla non riusciva o non voleva dargli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma\u00bb, esord\u00ec Giuseppe dall\u2019uscio della porta, \u00abche sta succedendo? Perch\u00e9 non dormi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOh Antonio, finalmente. Dov\u2019eri finito?\u00bb, disse Giovanna con una voce sottile e piena di sollievo. \u00abDobbiamo andarcene da qui. Vedi quelle donne?\u00bb, indicando Amelia e la mamma Anna, \u00abquelle vogliono metterti le mani addosso come le hanno messe a me. Dobbiamo andarcene. Vestiti!\u00bb gli comand\u00f2, mentre apriva i cassetti del com\u00f2 della nipote. \u00abDove sono i miei vestiti? Dove sono?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abMamma, calmati. Non ce ne possiamo andare. Sono le tre di notte. Fuori non c\u2019\u00e8 nessuno. Dove dovremmo andare? Dobbiamo rimetterci a dormire e domani ce ne andiamo, ok?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abA dormire? Quelle donne, sono l\u00e0 che ci fissano. Sono delle poco di buono. Ce ne dobbiamo andare da qua. Vogliono te e i nostri soldi. Andiamocene! Antonio perch\u00e9 non mi ascolti?\u00bb Giovanna era furibonda, quella persona che credeva essere suo marito non voleva portarla via da l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma, sono Giuseppe, tuo figlio. Quelle donne sono Amelia, tua nipote, e Anna, tua nuora. Ora ci dobbiamo rimettere a letto e dormire\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanna non sentiva ragioni. Le parole del figlio non le ascolt\u00f2 neanche. Voleva andarsene con il suo Antonio, a casa e nel cuore della notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono dieci minuti e Giuseppe riusc\u00ec a convincerla a rimanere, utilizz\u00f2 parole dolci, che la fecero capitolare. Le diede un calmante, le prepar\u00f2 una camomilla, la rimise a letto e lui si sdrai\u00f2 nel letto di Amelia, accanto a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanna, nonostante avesse il suo \u201cAntonio\u201d vicino non era tranquilla, non riusciva a prendere sonno. Si ritrovava in una stanza che non riusciva proprio a ricordare. <em>Ma com\u2019era finita l\u00ec? Perch\u00e9 Antonio non le dava retta? Perch\u00e9 quelle donne erano in quella casa?<\/em> C\u2019erano tante domande a cui non riusciva a dare una soluzione, per tale motivo svegli\u00f2 nuovamente Giuseppe. \u00abAntonio, non ce la faccio! Ce ne dobbiamo andare. Alzati!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma\u00bb, Giuseppe si alz\u00f2 e si mise seduto sul letto, prese la mano della madre e la fece accomodare accanto a lui, \u00absono Giuseppe, tuo figlio, non Antonio, tuo marito\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGiuseppe. Io ho un figlio che si chiama Giuseppe. Giuseppe\u2026\u00bb, Giovanna sembr\u00f2 riconoscere in quel viso qualcosa di familiare. \u00abGiuseppe\u00bb, scand\u00ec bene ogni lettera e lo inizi\u00f2 a guardare con occhi pi\u00f9 dolci.<\/p>\n\n\n\n<p>Amelia e Anna, che dal corridoio ascoltarono ogni parola, decisero di entrare, portando con loro un album di foto. Volevano farsi riconoscere, cos\u00ec si sedettero nell\u2019altro letto, di fronte a Giovanna e cominciarono a farle vedere delle foto del suo amato Antonio, credevano fortemente che una volta sfogliata quella raccolta di immagini, Giovanna sarebbe ritornata in s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNonna, Antonio \u00e8 questo qua. Giuseppe, invece, \u00e8 questo qui. Le persone accanto a lui siamo io e la mamma. Siamo noi, nonna. Sono Amelia\u00bb, spieg\u00f2 con voce strozzata la nipote.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma, Antonio non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. \u00c8 morto quattro mesi fa. Ti ricordi?\u00bb, disse Giuseppe con gli occhi lucidi e la voce rotta, forse era la prima volta che lo diceva ad alta voce e quella frase tocc\u00f2 Anna e Amelia, le quali abbassarono gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMorto\u2026 Morto? Mio marito \u00e8 morto?\u00bb, replic\u00f2 Giovanna. <em>Il suo amore, l\u2019uomo della sua vita era morto e lei non riusciva a ricordarlo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuando? Quando? Io\u2026 tu lo hai lasciato morire?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Giuseppe non riusc\u00ec a rispondere a quella domanda. Apr\u00ec la bocca, ma non usc\u00ec nulla, neanche un suono, cos\u00ec prese la parola Amelia. Si inginocchi\u00f2 davanti a sua nonna e le prese una mano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNonna, il nonno stava male da un po\u2019\u00bb, fece una pausa cercando di non piangere, \u00abnon si riusciva ad alzare da un po\u2019, portava l\u2019ossigeno e tu sei rimasta sempre accanto a lui, gli davi l\u2019acqua, a volte ti addormentavi sulla sedia che era vicina al suo letto e gli raccontavi la tua giornata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAccanto a lui ero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec. Non lo hai lasciato un attimo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon l\u2019ho lasciato un attimo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanna faceva da eco a sua nipote. Cercava di comprendere quelle parole che per lei erano inspiegabili. Pi\u00f9 Amelia parlava, pi\u00f9 il viso della nonna diventava triste. Pi\u00f9 la nipote cercava di addolcirle la cruda verit\u00e0, pi\u00f9 lei sentiva una pugnalata al petto sempre pi\u00f9 forte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl nonno se n\u2019\u00e8 andato quattro mesi fa\u00bb, concluse Amelia porgendole la foto del loro cinquantesimo anniversario. &nbsp;Giovanna la prese come se fosse un oggetto preziosissimo, la guard\u00f2, con il dito segu\u00ec il contorno del viso di suo marito, poi la strinse a s\u00e9 e cominci\u00f2 ad accarezzarla con delicatezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAntonio \u00e8 morto\u00bb, sospir\u00f2 Giovanna. Fu allora che scoppi\u00f2 in lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un pianto disperato, inarrestabile. Il dolore era riaffiorato. Le urla incontrollabili risuonavano in quella stanza. Giuseppe cerc\u00f2 di confortarla, Amelia le stringeva le mani e piangeva insieme a lei e Anna guardava il soffitto con le lacrime che le segnavano in viso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOh Antonio. Oh amore mio, te ne sei andato\u00bb, ripeteva senza sosta. Sembrava una vera e propria cantilena. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOh Antonio. Oh Antonio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel silenzio della notte, quelle sue parole facevano rumore, un rumore assordante che trafiggevano il cuore. Erano stati insieme ben sessantadue anni e adesso lei era rimasta da sola. Quel dolore era stato cancellato per qualche ora e lei non se n\u2019era accorta, ma non appena Amelia aveva pronunciato quella frase il tormento era riemerso pi\u00f9 forte che mai.&nbsp; Quelle grida che perforavano le orecchie, quella mano che batteva forte sul petto e quegli occhi che non facevano altro che lacrimare, fu per Giuseppe, Amelia e Anna come rivivere nuovamente la scena di quattro mesi prima.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Quali parole possono confortare un dolore del genere? Quanti abbracci servono per attenuare la perdita? Cosa si pu\u00f2 fare in questi casi? <\/em>Pensieri che si insediavano veloci nella mente di Giuseppe che voleva solo calmare quella madre devastata dall\u2019angoscia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDobbiamo andare al cimitero\u2026 devo stare con lui\u00bb, asser\u00ec Giovanna verso il figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi porto da lui domani\u00bb, le assicur\u00f2 Giuseppe, baciandole la fronte, \u00abma adesso andiamo a riposare\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAntonio. Antonio. Antonio\u00bb, url\u00f2 Giovanna, in piena notte. \u00abNonna, ma che\u2026? Nonna. Che ore sono?\u00bb, rispose Amelia ancora assonnata. \u00abTu chi sei? Perch\u00e9 sei qui? Antonio! Antonio!\u00bb, Giovanna guardava la stanza intorno a lei ma non riconosceva il luogo in cui si trovava. Tutto intorno le era completamente sconosciuto e la persona che aveva di fronte era un viso estraneo. \u00abNonna. Sono Amelia, tua nipote\u00bb. \u00abAmelia? Antonio, dov\u2019\u00e8 Antonio? Voglio Antonio. Tu non sei Antonio\u00bb, rispose Giovanna con rabbia, alzando la voce. \u00abAntonio\u2026 nonna, Antonio non \u00e8 qui, tra poco torna, rimettiti a letto tranquilla\u00bb, la confort\u00f2 Amelia. \u00abNon mi toccare, vattene. Antonio! Antonio!\u00bb. 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