{"id":1388,"date":"2025-06-14T00:01:00","date_gmt":"2025-06-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1388"},"modified":"2025-06-10T14:30:28","modified_gmt":"2025-06-10T12:30:28","slug":"vertigine-della-lista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/06\/14\/vertigine-della-lista\/","title":{"rendered":"Vertigine della lista"},"content":{"rendered":"\n<p>In un numero che ha come tema centrale la raccolta, il testo di Eco <em>La vertigine della lista<\/em> non pu\u00f2 che essere considerato un riferimento a cui guardare con attenzione, sia perch\u00e9 raccoglie una moltitudine di esempi sia letterari che pittorici, che fotografici, tali da essere loro stessi vertiginosamente accostati un un elenco impossibile degli elenchi, sia perch\u00e9 prova a dare un senso a un&#8217;abitudine che \u00e8 propria del nostro modo di ragionare: la categorizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti quando a scuola spiego il ragionamento in psicologia, si passa abbastanza presto a parlare di categorizzazione, la nostra capacit\u00e0 di racchiudere le cose in cassetti concettuali inclusi in pi\u00f9 grandi \u201ccredenze\u201d, anch&#8217;esse concettuali, e cosi via.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra capacit\u00e0 di categorizzazione segue una logica, ma il modo in cui si passa dall&#8217;elenco di attributi alla definizione di una categoria per essenza, si passa da un mondo a un altro con rapporti di dipendenza reciproci non sempre evidenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo e molto altro ce lo spiega, meglio di me, proprio Umberto Eco, che parte dalla distinzione tra la forma e l&#8217;elenco, esprimendo la prima qualcosa di chiuso e costrittivo dentro i suoi confini di forma, e fa l&#8217;esempio dello scudo di Achille e l&#8217;elenco per descrivere una moltitudine che non si pu\u00f2 confinare, e si porta ad esempio l&#8217;elenco delle flotte degli Achei nell&#8217;Iliade.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questo riferimento al testo omerico Eco ci spiega che per raccontare o memorizzare una moltitudine ci siamo sempre serviti di liste: della spesa, di cose da fare, di cose da dire, di nomi di persone, di elementi naturali, di partecipanti, di elementi bellici, di guerrieri, di persone da eleggere, di elettori, di firmatari di petizioni, di invitati, di liste come in questo caso, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>La tesi da cui parte Eco nella sua disamina sulle liste \u00e8 proprio questa: la capacit\u00e0 delle liste di far comprendere e di racchiudere, ma non totalmente, un tutto, talvolta innumerevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 la vertigine?<\/p>\n\n\n\n<p>La vertigine \u00e8 uguale a quella che deriva dalla contemplazione del sublime, la vertigine verso qualcosa che \u00e8 enumerabile, ma \u00e8 allo stesso tempo al di l\u00e0 della nostra comprensione: potremmo iniziare ad enumerare le stelle del cielo, ma saremo costretti ad un certo punto a ricorrere all&#8217;eccetera, che \u00e8 un&#8217;apertura all&#8217;infinito, che \u00e8 tale perch\u00e9 non non ne vediamo la fine. Allora se non \u00e8 quantit\u00e0 infinita \u00e8 sicuramente innumerevole, cio\u00e8 non si pu\u00f2 enumerare in toto, ma per rendere l&#8217;idea possiamo cominciare a fare una lista, pi\u00f9 o meno lunga.<\/p>\n\n\n\n<p>La vertigine riguarda anche la possibilit\u00e0 di distaccarsi dal mondo reale cominciando ad enumerare e a raccogliere, ed \u00e8 lo svolgimento di una corona di preghiere, delle caratteristiche di una figura mistica, un mantra che ti porta via da te, dai tuoi pensieri, dai tuoi finiti bisogni. Io amo costruire elenchi di cose inutili, di cose utili, di cose che ho fatto e di cose che avrei dovuto fare. L&#8217;enumerazione ti coinvolge, ti tiranneggia talvolta, ti rassicura, ti porta lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 forse proprio la possibilit\u00e0 del percorrere la lunghezza della lista a renderla affascinante, perch\u00e9 \u00e8 un viaggio che sembra avere una meta ma \u00e8 sospeso, come un eccetera, ma proprio per questo sempre possibile, un elenco di cose che si interrompe quando si \u00e8 stanchi e che si pu\u00f2 completare quando si ha voglia di farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un elenco infine, mettere una dietro l&#8217;altra tante frasi, senza che esse siano necessariamente collegate tra loro e cercare ci\u00f2 che le rende appartenenti allo stesso nucleo tematico, ed \u00e8 elencare il ragionare, cio\u00e8 mettere una cosa dietro l&#8217;altra, e lo sragionare, mettere cio\u00e8 assieme cose che non si somigliano neanche, come un candelabro, lo scudetto della tua squadra di calcio, il cane del vicino che abbaia, le scale della casa in montagna, il pane cotto, l&#8217;uomo di Neanderthal, il colore grigio, la fisiognomica, la danza latino americana, una bottiglia, tutti, ma proprio tutti, i nostri sogni, eccetera&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un numero che ha come tema centrale la raccolta, il testo di Eco La vertigine della lista non pu\u00f2 che essere considerato un riferimento a cui guardare con attenzione, sia perch\u00e9 raccoglie una moltitudine di esempi sia letterari che pittorici, che fotografici, tali da essere loro stessi vertiginosamente accostati un un elenco impossibile degli elenchi, sia perch\u00e9 prova a dare un senso a un&#8217;abitudine che \u00e8 propria del nostro modo di ragionare: la categorizzazione. 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