{"id":1377,"date":"2025-06-14T00:01:00","date_gmt":"2025-06-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1377"},"modified":"2025-06-10T14:29:03","modified_gmt":"2025-06-10T12:29:03","slug":"cera-una-volta-lalbum-delle-figurine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/06\/14\/cera-una-volta-lalbum-delle-figurine\/","title":{"rendered":"C\u2019era una volta l\u2019album delle figurine"},"content":{"rendered":"\n<p>Alla parola \u201cRaccolta\u201d nel mio immaginario si lega indissolubilmente il termine \u201cfigurine\u201d. Chi \u00e8 stato bambino in alcuni decenni del secolo scorso conosce bene queste piccole immagini plastificate dal retro adesivo. Si acquistavano i famosi pacchetti, buste chiuse da 5 o 6 figurine, al prezzo di circa 100 o 200 lire negli anni Ottanta. Poi il contenuto si attaccava negli album dedicati. Che meraviglia!<\/p>\n\n\n\n<p>Esistevano raccolte su svariati argomenti: serie televisive, cartoni animati giapponesi, fantascienza ma c\u2019erano album a tema storico, dedicati agli animali e alla geografia. La raccolta era difficoltosa e per completarla servivano dagli ottanta ai cento pezzi, al netto dei doppioni. Raggiungere l\u2019obiettivo di riempire l\u2019album stimolava la creativit\u00e0 nel trovare soluzioni pi\u00f9 o meno efficaci: c\u2019era chi faceva ricorso alla superstizione nell\u2019acquisto di una bustina rispetto un\u2019altra e chi, pi\u00f9 ragionevole, optava per trattative e scambi tra collezionisti. L&#8217;ultimo tentativo era richiedere alla casa editrice di spedire le figure mancanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, non \u00e8 difficile collegare aneddoti, ricordi o suggestioni proprio al mondo delle figurine.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio personale ricordo risale ad un caldo e lungo pomeriggio dell\u2019estate 1985. Finita la scuola io e i miei fratelli morivamo di noia in citt\u00e0. Venne a trovarci a casa uno zio autotrasportatore che in uno dei suoi viaggi aveva portato da nord a sud, o viceversa, un carico di giocattoli e materiale di cancelleria. Un collo si era danneggiato e dunque non era arrivato al suo domicilio designato ma faceva parte di un reso inservibile. Lo zio, allora, si improvvis\u00f2 Babbo Natale fuori stagione e port\u00f2 a me e ai miei fratelli un paio di borse ricolme delle mitiche figurine \u201cPanini\u201d. Per noi fu una gioia immensa e inaspettata. Un vaso di Pandora pieno solo di cose belle. Neanche a dirlo, oltre l\u2019ottanta per cento era costituito da facce di giocatori del pallone\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene si, le figurine in quegli anni erano prevalentemente quelle dei calciatori. Giovani con i baffi, le basette o i capelli cotonati che mostravano un\u2019et\u00e0 indefinita, ma sempre molto pi\u00f9 avanzata di quella reale. Bomber di colore con chiome ricciolute, coppe, scudetti e formazioni assortite.<\/p>\n\n\n\n<p>In quegli anni mi sono innamorata della maglia viola e della Fiorentina, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel dono ricevuto dallo zio le figurine dei calciatori erano una schiacciante maggioranza, ma non la totalit\u00e0. Cos\u00ec, tra una casacca a strisce e un volto rude, ho cercato la mia personale collezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio desiderio fu soddisfatto da due personaggi incantevoli che si giuravano amore eterno in svariati modi. L\u2019album si chiamava \u201cLove is\u201d ed appariva davvero senza tempo. A cominciare proprio dall&#8217;et\u00e0 dei due protagonisti. La raccolta conteneva messaggi d\u2019amore e di amicizia in senso ampio, trattava il tema dell\u2019amore tra uomo e donna, ma anche il concetto stesso di relazione, di rispetto e amicizia. La grafica era essenziale e un po\u2019 naif, ma erano presenti citazioni di film e di libri, che ovviamente allora non conoscevo. C\u2019era in quei rettangolini dal retro appiccicoso un trionfo di buoni sentimenti e di valori universali. Credo che a sette anni, tanti ne avevo allora, non avrei mai scelto di acquistare un album del genere, ma fui felice di iniziare cos\u00ec la mia collezione. In breve mi appassionai e arrivai quasi a completare l\u2019opera, se non fosse stato per quell\u2019ultima introvabile figurina. Iniziai a credere davvero alla leggenda che narrava che alcune di esse fossero stampate in quantit\u00e0 inferiore per aumentarne il valore. Seppi solo molto tempo dopo che non si trattava proprio di una storia inventata, ma che negli anni Cinquanta e Sessanta c\u2019erano davvero dei pezzi rari che addirittura facevano vincere dei premi a chi riusciva a trovarli. Ma non era il mio caso. Negli anni Ottanta, cos\u00ec dichiaravano gli editori, tutte le immagini avevano la stessa tiratura. La mia figurina forse non si trovava semplicemente perch\u00e9 non avevo nessuno con cui scambiare i miei doppioni e le edicole del tempo non erano cos\u00ec fornite di quei pezzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel posto vuoto mi perseguit\u00f2 per settimane. Poi la svolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno, come sapete, \u00e8 padrone della propria collezione cos\u00ec come del proprio destino e dunque perch\u00e9 non realizzare in autonomia il pezzo mancante? Cos\u00ec feci. Un doppione un po\u2019 pi\u00f9 anonimo degli altri, sapientemente ritoccato a mano \u00e8 diventato il mio pezzo mancante. E cos\u00ec la collezione \u00e8 terminata come anche questo articolo\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiunga ciascuno di voi la figurina che sicuramente avr\u00f2 dimenticato di evocare io in queste mie righe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla parola \u201cRaccolta\u201d nel mio immaginario si lega indissolubilmente il termine \u201cfigurine\u201d. Chi \u00e8 stato bambino in alcuni decenni del secolo scorso conosce bene queste piccole immagini plastificate dal retro adesivo. Si acquistavano i famosi pacchetti, buste chiuse da 5 o 6 figurine, al prezzo di circa 100 o 200 lire negli anni Ottanta. Poi il contenuto si attaccava negli album dedicati. Che meraviglia! Esistevano raccolte su svariati argomenti: serie televisive, cartoni animati giapponesi, fantascienza ma c\u2019erano album a tema storico, dedicati agli animali e alla geografia. La raccolta era difficoltosa e per completarla servivano dagli ottanta ai cento pezzi, al netto dei doppioni. 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